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Opinioni & Lettere

Montella, rischio fulmini nell’area pedonale di San Francesco a Folloni: la denuncia di un cittadino

Redazione 20 Maggio 2025

Montella rischio fulmini 00L'area pedonale di San Francesco a Folloni è divenuta, nel tempo, un'area di passeggio confortevole, legata all'ambiente urbano e vissuta regolarmente da molti concittadini.
Anch'io, come buon montellese, frequento quest'area per passegiate salutari e rilassanti.

Osservando il territorio e le modifiche antropiche, ho notato un pericolo reale che voglio segnalare rivolgendomi principalmente ai concittadini residenti nel luogo indicato, al Servizio Elettrico Nazionale, e perchè no, all'attenzione della nostra Amministrazione Comunale.

Praticamente è evidente che lungo la strada mancano numerosi platani; alcuni troncati per la costruzione di nuovi incroci, nati nel corso dei decenni, alcuni per nascenti servizi pubblici di carattere generale, ma in un'area specifica mancano numerosi platani, sicuramente perchè colpiti dalla caduta di fulmini.

L'area interessata è evidenziata nella Foto n° 1.

Montella rischio fulmini 01

In tale area c'è, per l'appunto, un traliccio del Servizio Elettrico Nazionale della 20.000 V.

Probabilmente, o meglio ancora sicuramente, tale traliccio attira i fulmini durante i temporali, ma non funge da parafulmine, perchè è manchevole della punta sull'estrimità del traliccio.
Attira nell'area i fulmini, ma non funge da parafulmine!

I fulmini, quindi, si abbattono nell'area circostante generando danni ai platani, rischi per la cittadinanza e in alcuni casi generano danni irreparabili.

Foto n° 2 e 3.

Montella rischio fulmini 02

 

Montella rischio fulmini 03

Ma, basta risalire la strada e raggiungere la ferrovia ove si notano tralicci completi di tutti i componenti, ovvero corredati anche della tipica punta in ferro per attirare e scaricare i fulmini.
Questi sono tralicci installati in sicurezza.

A mio modesto parere, ritengo che i tralicci fino alla ferrovia furono installati con tutte le caratteristiche di sicurezza, perchè all'epoca c'erano delle abitazioni; mentre, oltre la ferrovia, visto l'assenza di abitazioni, adottarono la tipica politica italiana del 'risparmio', evitando quindi la completa messa in sicurezza.

Foto n° 4.

Montella rischio fulmini 04

In sintesi, propongo un'attenta verifica da parte di tecnici competenti al fine di sminare ogni dubbio, per il bene di tutta la collettività.

Roberto Bosco Bosco

Condizione femminile a Montella - Passato e presente  - Dai ricordi di Carmela Marano a cura di Graziano Casalini

Graziano Casalini 12 Marzo 2025

Condizione Femminile Montella   01

CONDIZIONE FEMMINILE A MONTELLA - PASSATO E PRESENTE  - Dai ricordi di Carmela Marano a cura di Graziano Casalini
Degli anni della mia gioventù, trascorsi a Montella, vorrei ricordare e descrivere, in quali condizioni vivevano le donne allora giovani bambine, ragazze, madri di famiglia, in una epoca, di un lontano passato, quando il patriarcato era imperante. Le bambine oltre a frequentare le scuole elemantari e a fare le lezioni, spesso venivano impiegate dalle rispettive mamme nelle faccende domestiche, e quando nelle famiglie c'erano fratellini più piccoli, ad accudirli quando le madri si assentavano andando a lavorare in campagna per aiutare i mariti nei vari lavori agricoli, oppure a raccogliere legna in montagna, o a faticare duramente nelle diverse cave dislocate nelle vicinanze del paese.

Condizione Femminile Montella   05

A casa mia, l'organizzazione era, per forza maggiore suddivisa equamente, mio padre si interessava della coltivazione dei numerosi appezzamenti di terreno, ed era tutti i giorni in campagna, mia madre oltre a pensare a numerosi figli, alla casa, e agli animali, provvedeva anche alla vendita delle tante eccedenze dei raccolti ( castagne, mele, e altra frutta di stagione ) e di alcune parti di carni di maiale tipo i prosciutti, non aveva mai un attimo di riposo. Le numerose gravidenze e il lavoro faticoso, provocavano alle donne un'invecchiamento precoce che equivaleva a enormi cambiamenti fisici, per cui a volte una donna di quaranta anni ne dimostrava venti di più. Per me Il tempo dei giuochi era pochissimo, anche per il fatto che quando si facevano le raccolte delle castagne e di altri frutti, noi bambine eravamo quasi sempre presenti in prima fila. Questo lavoro, si trasformava in un divertimento equivalente a un giuoco infantile.
A proposito ricordo, di una mattina d'estate nel periodo della caduta delle noci, che mia madre mi svegliò prima del solito, sbagliando anche orario, per andare a Lao, dove avevamo numerose piante di noce, a fare come da guardia, ad evitare che qualcuno entrando nella proprietà ne rubasse un po'. Per quell' errore di mia madre sull'orario della sveglia, da sola, al buio, arrivai a Lao che era ancora notte, mi rannicchiai sotto una pianta e aspettai l'alba. Poteva capitare che alcune persone approfittassero delle abbondanti raccolte, senza però asportare grandi quantità, probabilmente per le necessità e la povertà che assillava in quei tempi molte famiglie, in particolare quelle numerose.
Altri problemi più gravi di bambine e ragazze, come molestie, violenze e casi più gravi di stupri come avvengono oggi, per quello che io so, non se ne erano mai verificati, in quei tempi (anni 50 - 60 ). C'era un grandissimo rispetto fra tutti i componenti delle varie famiglie della nostra piccola comunità, in modo particolare per quello che riguardava la parte femminile. Dopo le elementari molte di noi, e anche io, avremmo voluto continuare gli studi, purtroppo allora in paese, la maggioranza delle persone, per la povertà, per l'ignoranza, per il patriarcato, per la supposta superiorità maschile, e per la sbagliata credenza che una ragazza lasciando anche temporaneamente il paese, fuori da ogni controllo, potesse diventare una poco di buono, per queste ragioni, a molte di noi non fu permesso di continuare a studiare. Per i giovani, maschi e femmine le occasioni di incontro erano rare e molto diverse da quelle di oggi, ci trovavamo nei fine settimana e la domenica nelle abitazioni dei vicini dove si organizzavano balli al suono di organetti, altri semplici strumenti musicali, a volte anche con la musica dei dischi fatti girare a manovella su grammofoni a tromba, oppure all'uscita della messa o nelle classiche passeggiate lungo la strada pianeggiante per il Ponte dei Deci.
Una bruttissima soluzione per una richiesta amorosa negata a un ragazzo da una ragazza, comune un po' a tutti i paesi del meriodione, era la cosiddetta "fuitina" che consisteva, come molti di voi lettori sapranno, nel prelevare con la forza la ragazza interessata da parte dello spasimante aiutato da un gruppetto di amici fidati, che poi andata a buon fine l'operazione, lasciavano soli i due per un notte insieme in un luogo segreto a consumare con atti sessuali la loro unione. Alcune ragazze e ragazzi organizzavano loro stessi la fuitina, per superare l'opposizione ingiustificata delle rispettive famiglie e genitori, mettendoli di fronte al fatto compiuto, da riparare naturalmente solo col matrimonio. Normalmente anche le ragazze prese con la forza, finivano con l'essere accondiscendenti amando il proprio rapitore, per la semplice ragione, che per convinzioni assurde del tempo, nessuno le avrebbe più volute come mogli in quanto considerate non illibate.
Condizione Femminile Montella   03Oggi tutto questo non esiste più da anni, in un certo senso c'è stato un adeguamento dei paesi del sud a quelli del centro nord, soprattutto per quanto riguarda la libertà delle giovani donne e in generale di tutte le donne. Comunque permane ancora una mentalità patriarcale e di superiorità del maschio, esasperata, che quando io ero giovane si manifestava nel tenere sempre un passo indietro le donne e le mogli vietandole per gelosia di uscire da sole e al limite anche di affacciarsi alla finistra. Purtroppo oggi ci sono uomini, che non manifestano apertamente il loro pensiero sulla parità di genere, quando si sentono superati, abbandonati, o traditi, non riescono a controllare e a superare un sentimento di gelosia e invidia, sfogando le loro frustrazioni, perseguitando fino ad uccidere la donna che amavano e a cui erano legati. Il femminicido è diventato uno dei peggiori peccati che un uomo possa commettere. Fin qui ho descritto soprattutto come era il mondo femminile molti anni fa a Montella. Il presente lo vedo sotto una luce migliore per il semplice fatto che in generale le donne, sono a un livello paritario con i maschi.
Hanno studiato, ottenuto ottimi risultati in tanti comparti lavorativi, sono responsabili dell'educazione dei figli in casa e nella scuola. Hanno le capacità di affrontare e risolvere con successo i tanti problemi giornalieri che si frappongono in famiglia sul lavoro e nella società, all'avanzare del progresso e al proseguire della vita. Lungi da raggiungere la parità di genere, posso dire, che siamo su una buona strada e con tanta pazienza e con il tempo, la parità non sarà più un miraggio, ma una realtà.
Questi miei ricordi per evidenziare il cambiamento, avvenuto in più di cinquanta anni, delle condizioni femminili a Montella e nel resto del paese. Un cordialissimo saluto alla Redazione montella.eu, seguiranno altri ricordi.
CARMELA MARANO

 

Un cieco ottimista di Totoruccio Fierro

Totoruccio Fierro 28 Febbraio 2025

Cercatore di funghi 09

Dubito, anzi sono più che certo che il fatto, l'episodio che racconto non sia vero, perchè, in caso contrario, inerni, dovremmo rassegnarci, affidarci, rifuggiarci nelle mani del Padreterno!
Uno dei tantissimi balordi fessacchiotti, di cui abbondano le nostre contrade, un giorno, tempo favorevole, si recò nel bosco a cercar ovoli!
Nel suo andare zigzagando, incespicò nella radice di un albero e cadde, come corpo morto cade, di "trungo" su di uno spuntone di legno acuminato, che, non trovando resistenza alcuna, fece schizzar fuori dall' orbita il globo oculare destro, con la stessa velocità con cui viene scagliato un missile da Cape Canaveral!
Si alzò di scatto e giulivo come la Vispa Teresa, o meglio, saltellando felice come un canguro ubriaco, urlò la sua contentezza!"Se fosse stata una forcella, sarei dovuto ricorrere al Codice Braille per tutta la mia vita!"

 

Cercatore di funghi 08

Condizione femminile a Montella - Passato e presente  - Dai ricordi di Carmela Marano a cura di Graziano Casalini

Graziano Casalini 12 Marzo 2025

Condizione Femminile Montella   01

CONDIZIONE FEMMINILE A MONTELLA - PASSATO E PRESENTE  - Dai ricordi di Carmela Marano a cura di Graziano Casalini
Degli anni della mia gioventù, trascorsi a Montella, vorrei ricordare e descrivere, in quali condizioni vivevano le donne allora giovani bambine, ragazze, madri di famiglia, in una epoca, di un lontano passato, quando il patriarcato era imperante. Le bambine oltre a frequentare le scuole elemantari e a fare le lezioni, spesso venivano impiegate dalle rispettive mamme nelle faccende domestiche, e quando nelle famiglie c'erano fratellini più piccoli, ad accudirli quando le madri si assentavano andando a lavorare in campagna per aiutare i mariti nei vari lavori agricoli, oppure a raccogliere legna in montagna, o a faticare duramente nelle diverse cave dislocate nelle vicinanze del paese.

Condizione Femminile Montella   05

A casa mia, l'organizzazione era, per forza maggiore suddivisa equamente, mio padre si interessava della coltivazione dei numerosi appezzamenti di terreno, ed era tutti i giorni in campagna, mia madre oltre a pensare a numerosi figli, alla casa, e agli animali, provvedeva anche alla vendita delle tante eccedenze dei raccolti ( castagne, mele, e altra frutta di stagione ) e di alcune parti di carni di maiale tipo i prosciutti, non aveva mai un attimo di riposo. Le numerose gravidenze e il lavoro faticoso, provocavano alle donne un'invecchiamento precoce che equivaleva a enormi cambiamenti fisici, per cui a volte una donna di quaranta anni ne dimostrava venti di più. Per me Il tempo dei giuochi era pochissimo, anche per il fatto che quando si facevano le raccolte delle castagne e di altri frutti, noi bambine eravamo quasi sempre presenti in prima fila. Questo lavoro, si trasformava in un divertimento equivalente a un giuoco infantile.
A proposito ricordo, di una mattina d'estate nel periodo della caduta delle noci, che mia madre mi svegliò prima del solito, sbagliando anche orario, per andare a Lao, dove avevamo numerose piante di noce, a fare come da guardia, ad evitare che qualcuno entrando nella proprietà ne rubasse un po'. Per quell' errore di mia madre sull'orario della sveglia, da sola, al buio, arrivai a Lao che era ancora notte, mi rannicchiai sotto una pianta e aspettai l'alba. Poteva capitare che alcune persone approfittassero delle abbondanti raccolte, senza però asportare grandi quantità, probabilmente per le necessità e la povertà che assillava in quei tempi molte famiglie, in particolare quelle numerose.
Altri problemi più gravi di bambine e ragazze, come molestie, violenze e casi più gravi di stupri come avvengono oggi, per quello che io so, non se ne erano mai verificati, in quei tempi (anni 50 - 60 ). C'era un grandissimo rispetto fra tutti i componenti delle varie famiglie della nostra piccola comunità, in modo particolare per quello che riguardava la parte femminile. Dopo le elementari molte di noi, e anche io, avremmo voluto continuare gli studi, purtroppo allora in paese, la maggioranza delle persone, per la povertà, per l'ignoranza, per il patriarcato, per la supposta superiorità maschile, e per la sbagliata credenza che una ragazza lasciando anche temporaneamente il paese, fuori da ogni controllo, potesse diventare una poco di buono, per queste ragioni, a molte di noi non fu permesso di continuare a studiare. Per i giovani, maschi e femmine le occasioni di incontro erano rare e molto diverse da quelle di oggi, ci trovavamo nei fine settimana e la domenica nelle abitazioni dei vicini dove si organizzavano balli al suono di organetti, altri semplici strumenti musicali, a volte anche con la musica dei dischi fatti girare a manovella su grammofoni a tromba, oppure all'uscita della messa o nelle classiche passeggiate lungo la strada pianeggiante per il Ponte dei Deci.
Una bruttissima soluzione per una richiesta amorosa negata a un ragazzo da una ragazza, comune un po' a tutti i paesi del meriodione, era la cosiddetta "fuitina" che consisteva, come molti di voi lettori sapranno, nel prelevare con la forza la ragazza interessata da parte dello spasimante aiutato da un gruppetto di amici fidati, che poi andata a buon fine l'operazione, lasciavano soli i due per un notte insieme in un luogo segreto a consumare con atti sessuali la loro unione. Alcune ragazze e ragazzi organizzavano loro stessi la fuitina, per superare l'opposizione ingiustificata delle rispettive famiglie e genitori, mettendoli di fronte al fatto compiuto, da riparare naturalmente solo col matrimonio. Normalmente anche le ragazze prese con la forza, finivano con l'essere accondiscendenti amando il proprio rapitore, per la semplice ragione, che per convinzioni assurde del tempo, nessuno le avrebbe più volute come mogli in quanto considerate non illibate.
Condizione Femminile Montella   03Oggi tutto questo non esiste più da anni, in un certo senso c'è stato un adeguamento dei paesi del sud a quelli del centro nord, soprattutto per quanto riguarda la libertà delle giovani donne e in generale di tutte le donne. Comunque permane ancora una mentalità patriarcale e di superiorità del maschio, esasperata, che quando io ero giovane si manifestava nel tenere sempre un passo indietro le donne e le mogli vietandole per gelosia di uscire da sole e al limite anche di affacciarsi alla finistra. Purtroppo oggi ci sono uomini, che non manifestano apertamente il loro pensiero sulla parità di genere, quando si sentono superati, abbandonati, o traditi, non riescono a controllare e a superare un sentimento di gelosia e invidia, sfogando le loro frustrazioni, perseguitando fino ad uccidere la donna che amavano e a cui erano legati. Il femminicido è diventato uno dei peggiori peccati che un uomo possa commettere. Fin qui ho descritto soprattutto come era il mondo femminile molti anni fa a Montella. Il presente lo vedo sotto una luce migliore per il semplice fatto che in generale le donne, sono a un livello paritario con i maschi.
Hanno studiato, ottenuto ottimi risultati in tanti comparti lavorativi, sono responsabili dell'educazione dei figli in casa e nella scuola. Hanno le capacità di affrontare e risolvere con successo i tanti problemi giornalieri che si frappongono in famiglia sul lavoro e nella società, all'avanzare del progresso e al proseguire della vita. Lungi da raggiungere la parità di genere, posso dire, che siamo su una buona strada e con tanta pazienza e con il tempo, la parità non sarà più un miraggio, ma una realtà.
Questi miei ricordi per evidenziare il cambiamento, avvenuto in più di cinquanta anni, delle condizioni femminili a Montella e nel resto del paese. Un cordialissimo saluto alla Redazione montella.eu, seguiranno altri ricordi.
CARMELA MARANO

 

Sali e tabacchi "Valori Sbollati" di Giuseppe Marano

Giuseppe Marano 03 Febbraio 2025

Giuseppe Marano 03

Fino a poco tempo fa quando mi serviva qualche medicina, che il dottore sapeva, gliene chiedevo la prescrizione tramite wastàpp e lui gentilmente mi mandava onlàin la relatìva ricètta in farmacia. Dove mi recavo e prendevo le medicine senza dovere andare nell’ambulatorio già pieno di pazienti …impazienti ciascuno di entrare e sbuffanti per la durata della visita di chi era entrato prima. Con ogni rispetto umano è una sofferenza per me subire quella rèssa peraltro vociante.
Perché questa complicazione? Il serpeggiamento d’un sottile sadismo mascherato “giustificato” per ragioni di burocratica trasparenza? Un impegno occulto compiaciuto a rendere il facile difficile? Una volta dicevano: a chi giova? Mah.
buca poste

Un’altra cosètta: scrivo una lettera cartacea (sono ancora un primitivo) e la voglio imbucare (a proposito non ricordo se ci sono ancora le “buche” delle Poste Italiane per le lettere) vado al “Sale e Tabbàcchi” -sormontato dall’insegna che porta scritto pure VALORI BOLLATI-. Chiedo il francobòllo, in risposta uno sguardo sbalordito e le parole: -No, no, solo in posta si trova!-. Eggià, peggio dell’ambulatorio del medico, per quel minuscolo quadratino prezioso dentellato devi fare una gloriosa attesa a volte di un’ora per ritirare il cartellino col numero del turno…Una mattinata persa.
Ma altrove è pure così?


Buona giornata Peppino"

  1. Il Natale, le feste di fine anno e quelle per l'anno nuovo... nei ricordi di Carmela (Lina) Marano
  2. Una volta a Natale: "Vègne" e "cippuni a capifuòco" (di Nino Tiretta)
  3. Una tassa veramente... "epica" di Giuseppe Marano
  4. Una Padovana Melomane di Totoruccio Fierro

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