Montella.eu - Montella (Avellino)
  • Notizie
  • Articoli vostri
    • Opinioni & Lettere
    • Cultura & Tradizioni
    • Politica
    • Annunci cittadini
    • Autori
  • Comunicati & Avvisi
    • Comune di Montella (Comunicati)
    • Necrologi
    • Video Consiglio comunale
  • Approfondimenti
    • Montella degli anni '90 in video
    • Band musicali (1960-oggi)
    • Partenze per USA (1953-71)
    • Associazioni e Circoli
    • Montella nel Mondo
    • Persone di Montella
    • Proverbi montellesi
  • Contatti
  • Risultati ricerca
  1. Sei qui:  
  2. Articoli vostri
  3. Opinioni & Lettere

Opinioni & Lettere

Fontana o fondana? di Totoruccio Fierro

Totoruccio Fierro 19 Settembre 2012

Ho letto, con vivo interesse, l'ultimo articolo dell'ottimo amico Giuseppe Marano, in data 16 settembre u.s., dal titolo: "Abbandonati da Dio". Io, in verità, non me ne voglia Peppino, l'avrei intitolato "Abbandonati da Dio e dagli uomini!"

Riferendomi a quest'ultimi, ovviamente, non posso non parlare della "Casta" dei politicanti che per il passato, ma anche per il tempo presente, ne hanno fatte e ne fanno di "cotte e di crude!", disseminando, nel caso di specie, l'intera nostra penisola di "Comunità Montane" (moltissimi, cinicamente e più semplicemente le definisce, "Comodità Montane"), sui monti, sulle colline,nelle valli, e finanche sulle spiagge marine!

Veri e propri carrozzoni, dove sono stati sistemati eserciti di impiegati politicamente riconoscenti, ma, che, come scrivono Stella e Rizzo, in alcune realtà, la stragrande rappresentanza, ha dimostrato di essere assente, latitante, refrattaria ad ogni forma di impegno, di attività, di esercizio lavorativo: un vero e proprio salasso per le casse dell'erario!

Ma non è di questo che desidero parlare: "Lasciamo che i morti seppelliscano i loro morti!".

Quello che, invece, mi ha intrigato di più è stata la lettura della toccante e intensa sofferenza che il perspicace amico Pinuccio dimostra di avvertire nei riguardi del toponimo "Fondana"!

Il suo disappunto è da me pienamente condiviso e, in un certo senso, "solidarizzato"!

La toponomastica delle strade,dei vicoli,delle piazze, deve obbedire alla fonetica delle parole o, invece, alla loro grafica?

Se prevale la prima tesi, allora, non riesco a comprendere perché tale scelta ha riguardato il solo toponimo di "Fondana" e non anche le intitolazioni degli altri rioni,vie e posti del Paese!

Per la qual cosa, dovremmo adottare le intestazioni di "Arzano", invece di Garzano; "Suorio", invece di Sorbo; "Chiazzavano", invece di Piazzavano; "Abbascio a la Serra", invece che Piediserra; "Li Lavrini", invece che I Laurini; "Sorivitiello", invece che Sorbitello; "Abbascio a la Starsa", invece che via Nazionale; ecc.!

Insomma, fatta una scelta, essa, per un elementare senso di giustizia, non dovrebbe essere perseguita per tutti i toponimi della nostra cittadina?

Allora, smettiamola con la dizione "Fondana" e ripristiniamo il vecchio toponimo di FONTANA, che, poi, vuole indicare semplicemente ed evidentemente un sito dove c'era una fontana, dalla quale la gente, le belle donne “ co’ lo truocchio e la mescetora “ , ancheggianti attingevano l'acqua fresca e dissetante!

Carissimo Sindaco Capone, pensaci seriamente, perché tu che sei nato a Fontana e non a "Fondana", rischi di non essere anagraficamente mai nato !

Non è questione di "lana caprina!".

Un caro saluto a tutti
Totoruccio Fierro

SOSTA SELVAGGIA di Graziano Casalini

Graziano Casalini 16 Settembre 2012

Sosta SelvaggiaOgni anno passo alcuni periodi di vacanza nel vostro paese. Purtroppo soggiorno in una strada molto trafficata e per di più senza alcun marciapiede. La strada è Via M. Cianciulli, il tratto
di cui voglio parlare è in semicurva ed è soggetto ad un divieto permanente di sosta e di fermata. in questo punto ho il portone del mio appartamento. Quasi sempre quando arrivo devo arrabbiarmi andando alla ricerca del proprietario dell'auto che lasciata in sosta non mi permette, né di entrare in casa, né di aprire gli sportelli di accesso ai vari contatori del gas acqua e luce. Il caso limite si è verificato un giovedì pomeriggio verso le 19 nel mese di Agosto, volendo rientrare in casa io e mia moglie, abbiamo trovato un'auto talmente parcheggiata male da non consentire l'accesso al portone nemmeno ad un piccolo bambino. Non riuscendo a trovare il proprietario mi sono rivolto al 112 dei Carabinieri e successivamente ad un

Leggi tutto: SOSTA SELVAGGIA di Graziano Casalini

La stagione balneare di Totoruccio Fierro

Totoruccio Fierro 17 Agosto 2012

Quando anticipavano le belle giornate, la nostra stagione balneare incominciava già' nella prima decade di Giugno e si protraeva spesso fino agli ultimi giorni di Agosto.


           Il gruppo dei bagnanti era composto da ragazzi e preadolescenti che abitavano lungo il tratto del Corso (oggi via Del Corso) che, dall'incrocio di via Don Minzoni, arrivava fino alla via San Mauro. Dell'allegra compagnia facevano parte anche i piu' intrepidi e coraggiosi compagni di via "Chiazzavano".


           Questo gruppo informale di pari contava dodici-tredici membri, senza un leader, senza suddivisioni di ceto, senza scale gerarchiche ,ma unito dagli stessi intenti, dalla stessa volonta',da un'amicizia piu' o meno sincera e disinteressata.
             Escludendo ogni preventiva intesa (non c'era il telefono, ne' you tube, ne' e-mail, ne' twitter, ne' face-book),ci raggruppavamo in modo del tutto spontaneo ed automatico nelle prime ore del pomeriggio e ci incamminavamo verso il fiume Calore.


             Scendevamo a ventaglio o in fila indiana lungo il Corso, che a quei tempi era una strada in terra battuta, con pochi tratti di marciapiedi, sprofondamenti e larghe buche, dove gli innumerevoli asini che rientravano al paese verso sera, non disdegnavano di lasciare le loro testimonianze solide e liquide!
             Tra battute, scherzi, resoconti sul cibo mangiato a pranzo, attraversavamo la piazza "re nanzi Corte", poi il largo dell'Ospizio che includeva, maestoso, il convento dei Frati Minori Conventuali, sede della caserma dei Carabinieri (che fu frettolosamente e inopinatamente demolito nella fase di emergenza susseguente al terremoto del 1980, su una scellerata decisione intrapresa da persone insensibili ed ottuse, incapaci di apprezzarne il valore storico-architettonico.
             Imboccavamo la via "re lo jumo" (oggi via ing. Cianciulli),che era più disastrata di quella del Corso, e sulla destra restavamo a guardare ammirati la casa in stile Liberty dell'avvocato Sapio De Marco, che isolata e circondata da ampio giardino verde, ci testimoniava dei suoi anni trascorsi negli Stati Uniti e più a valle la casa colonica con annesso "gratale " di proprietà "re Ronn’ Alisando Bosco".
             Intorno, intorno, ovunque girassimo lo sguardo, di altre abitazioni neanche il segno!
Attraversavamo il ponte romano, guardando i resti ancora evidenti dell'antico mulino comunale e piú a monte lo spettacoloso e spumeggiante rovinare delle acque del fiume lungo la "pelata".
             "Rafaele lo pesciaiuolo",l'unico autorizzato alla pesca delle trote per lunghi tratti del fiume, era convinto che, ai piedi della "pelata", ce n'erano di grossissime, dal peso di sei-sette chili e anche oltre: non era necessario mettere un freno alla sua fantasiosa diagnosi!
             Finalmente, attraverso uno stretto e ripido viottolo, "sbarcavamo" sulla riva destra del fiume, dove, a causa della magra propria dei mesi estivi, si formava uno spazioso greto, puntellato da bianche e tondeggianti pietre, levigate dalla lunga e frenetica azione dello scivolamento delle acque!
             Qui, ci spogliavamo in tutta fretta, restando in mutandine e slip (di costumi, neanche la più pallida idea!),mentre qualcuno non si vergognava di mostrarsi come natura...crea!
               D'altra parte, non si aggiravano occhi indiscreti, ne' presenze femminili (parlo degli anni a cavallo del 1940/1950 del secolo scorso ed i tabù erano tanti, le remore di ordine psicologico e le suddivisioni per sesso si determinavano in modo talmente ferreo ed automatico che finanche nelle chiese, gli uomini sedevano da una parte e le donne dall'altra!...).
               Guadavamo il fiume velocemente verso la riva sinistra e di fronte a noi, eccolo "L’urio re Chiuppito", che dovrebbe derivare dal lat. gurges che secondo il Georges significa profondità delle acque: dove ci si può bagnare; si potrebbe rendere,forzando l’italiano,: "Gorgo" di Pioppeto!
               Un'ansa più o meno larga del fiume, poco profonda, scura per l'ombra proiettata dai pioppi circostanti, ci ricordava lo Stige di dantesca memoria!
               Qui, l'acqua rallentava il suo frenetico corso a valle e, quasi stanca, si fermava addolcendosi sonnacchiosa!
               Il suo richiamo era più forte di quello della Sirena, ma restavamo, comunque, perplessi e timorosi a causa della temperatura dell'acqua!
               Ma c'era sempre Giacomino "re Chiazzavano" che faceva da apripista e da assaggiatore intrepido! Era un biondino magro come un "carpino", ma temerario e coraggioso: si tuffava (veramente,"spanzava" fragorosamente l'acqua),ma riemergeva fulmineo e guizzante e ci guardava atterrito e sconvolto, mentre sul suo volto olivastro si leggevano i segni inequivocabili dello shock termico subito dall'impatto!
               " Com'è l'acqua,"Giacomì"? E lui, imperterrito ma visibilmente intirizzito: " È "pisciazza!"
               Allora ,tutti nel gorgo a nuotare, a schizzare, a fare tuffi, a divertirci da pazzi, senza più pensare a quanto l'acqua fosse ghiacciata!
               Intanto, sul greto opposto, dove avevamo depositato i nostri vestiti, arrivavano, a poco a poco, i bagnanti adulti, cattivi e perniciosi, che si sdraiavano mollemente sulla "spiaggia" pietrosa e si crogiolavano come i ramarri e le lucertole sotto il caldo sole.
               Immobili e silenziosi, non ci degnavano nemmeno di uno sguardo!
               Ma noi sapevamo che era una tregua apparente e precaria; infatti, all'improvviso si lanciavano come furie su di noi e, con la crudeltà di un rapace, si facevano largo nel traffico del gorgo, "mpuzzandoci" a destra e sinistra e tenendoci sott'acqua fino all'asfissia: allora si assisteva ad un fuggi, fuggi generale, tra schizzi e capitomboli rovinosi!
               Riparavamo sulla "battigia" lasciata da loro e mettevamo ad asciugare i nostri "costumi", che molto spesso indossavamo ancora bagnati, per fare ritorno a casa.
               Molti montellesi hanno imparato a nuotare nel gorgo di Pioppeto, come in una sorta di piscina comunale: il mare per moltissimi era come l'Araba Fenice!
               Al di sopra del gorgo, molto spesso ci dissetavamo, sia perchê le acque erano "azzurre e chiare", sia perchè il detto sentenziava che "acqua corrente, vivi e non tremente"...
                 Nelle acque freddissime di Pioppeto ci immergevamo al ritmo di almeno due volte la settimana e a ben pensarci, forse, ma eliminerei il forse, le attuali sofferenze di dolori di natura artrosica e artritica, li stiamo pagando ora nell'età avanzata!
               Tra gli amici del gruppo, c'erano Nino Tiretta, Aurelio Conte, Peppo Branca, Aretino Volpe e Guiduccio Moscariello. Questi due ultimi sono scomparsi l'anno scorso e di loro conservo un imperituro ricordo e vibrante affetto: con loro se ne é andata anche una parte importante e significativa della mia fanciullezza...
                  Ringrazio chi avrà la pazienza di leggere questi miei ricordi che non vogliono essere né patetici ,né passatisti in modo peloso!
                                                                        

Alla prossima puntata
Totoruccio Fierro

SENZA VERGOGNA di Totoruccio Fierro

Totoruccio Fierro 03 Settembre 2012

Anni-60-03 I^ e II^ PARTE - Avevamo finanche battezzato il "cerchio magico" degli amici con l'acronimo "Volticonbrafi", che era la risultanza delle iniziali dei cognomi: Volpe,Tiretta,Conte,Branca e Fierro.

Ci riunivamo quasi tutte le sere,quando alla casa di uno,quando di un altro : le nostre madri,con grossi sacrifici,ora me ne rendo conto,non ci lasciavano quasi mai a pancia vuota!I momenti più belli li trascorrevamo da zia Flora,in piazza, e da zia Carmela,la madre di Peppo Branca,al Carmine.Qui ci sentivamo perfettamente (ENTRA E COMMENTA )

 

Leggi tutto: SENZA VERGOGNA di Totoruccio Fierro

È come rubare le caramelle nella tasca di un bambino (di Totoruccio Fierro)

Totoruccio Fierro 27 Luglio 2012

Autove3loxNegli anni difficili, successivi alla seconda guerra mondiale,nelle nostre contrade imperversava la famigerata banda Nardiello che,tra le altre azioni criminose,effettuava continue rapine ai danni di chi si metteva in viaggio.

Si era negli anni cinquanta e la miseria che attanagliava,serpeggiando tra le popolazioni della nostra provincia era veramente nera!                                    

La banda agiva di notte e la zona preferita in cui si appostavano i marioli era il tratto di strada del Malopasso, che,scendendo in forte pendenza,raggiungeva i piedi del colle attraverso una serie di paurosi e difficili tornanti.

Leggi tutto: È come rubare le caramelle nella tasca di un bambino (di Totoruccio Fierro)

Pagina 143 di 143

  • 134
  • 135
  • 136
  • 137
  • 138
  • 139
  • 140
  • 141
  • 142
  • 143
© 2026 Montella.eu

Sign In
  • Notizie
  • Articoli vostri
    • Opinioni & Lettere
    • Cultura & Tradizioni
    • Politica
    • Annunci cittadini
    • Autori
  • Comunicati & Avvisi
    • Comune di Montella (Comunicati)
    • Necrologi
    • Video Consiglio comunale
  • Approfondimenti
    • Montella degli anni '90 in video
    • Band musicali (1960-oggi)
    • Partenze per USA (1953-71)
    • Associazioni e Circoli
    • Montella nel Mondo
    • Persone di Montella
    • Proverbi montellesi
  • Contatti
  • Risultati ricerca