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Laurea Maria Caterina Pescatore

montella.eu fa i più cari auguri a Costantino e Maria Giovanna Di Genua genitori di Maria Caterina Pescatore laureata in Tecniche di radiologia Università Luigi Vanvitelli

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A Montella ritorna la “Biennale d’Irpinia

L’associazione Atacama si è fatta promotrice dell’iniziativa dell’arch. Stefano Volpe e del pittore Guglielmo Mattei di indire un bando per selezionare 25 opere da esporre presso il MUCAM di Montella (AV) in occasione della II Edizione della “Biennale d’Irpinia – Mostra d’arte contemporanea”, dal 19 al 27 novembre 2022. Sono ammesse a partecipare opere pittoriche, scultoree e fotografiche. Ogni artista/autore e/o collettivo può partecipare alla selezione con una sola opera. La valutazione e la selezione delle opere sarà a cura di una giuria composta da critici d’arte e curatori. La II Biennale d’Irpinia vuole, in particolare, proporre agli artisti e ai visitatori una riflessione ed un percorso per immagini che parta da un sentimento di attaccamento e, per certi aspetti, di nostalgia nei confronti della natura: una natura che incornicia e sostenta la vita degli uomini, una natura che vive nella memoria anche quando ci si ritrova nel bel mezzo di una grande città.

Per iscriversi e partecipare alla selezione gli interessati dovranno inviare una foto dell’opera proposta e il materiale specificato nel regolamento all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro e non oltre sabato 15 ottobre 2022. Allo stesso indirizzo è possibile richiedere una copia del regolamento (presente sulla pagina Facebook dell’evento).

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Graziano Casalini , la mia biografia

Spett.le Redazione Montella.eu , Leggo nella rubrica degli autori del Vs. sito, che nessuno di noi, ha, fino ad ora inserito la propria biografia come richiesto, forse perchè quasi tutti paesani e conosciuti alla maggior parte dei visitatori del sito. Io non sono montellese, ma toscano e più precisamente della provincia di Firenze, ma molto legato a Montella per aver sposato una ragazza del vostro paese e per aver conosciuto fin dal 1966 il paese con tutte le sue specialità gastronomiche tipiche legate alla produzioni agricole in genere, alle castagne e ai latticini realizzati col latte delle mucche podoliche allevate allo stato brado. Il paese con i suoi importanti luoghi di culto, le vestigia dell'antico borgo, i panorami con i paesaggi mozzafiato, le acque finissime delle varie sorgenti, ma, soprattutto la cosa più importante e particolare di Montella, la comunità delle sue genti per la loro ospitalità, il cuore e il bel dialogo, che una volta rotto il ghiaccio si può avere con tutti.
Ed ecco la mia storia, nasco nella frazione, Bassa nel comune di Cerreto Guidi, nel 1942 con la seconda guerra mondiale in corso, da Antonio e Rosa Boschi due giovani di origini contadine, naturalmente mezzadri, per come era strutturata quasi tutta l'agricoltura toscana in quel periodo. Mio padre per essere stato colpito dalla poliomelite all'età di 21 anni, con i postumi di quella brutta malattia fu costretto a cambiare mestiere imparando un nuovo lavoro, stando comodamente seduto: quello del calzolaio. Mia madre feceva la casalinga, pensando ad allevare conigli, animali da cortile e a coltivare un piccolo orto. I miei primi ricordi di piccolo bambino furono i ricordi della guerra, col fronte che vedeva attestati gli alleati sulla riva sinistra del fiume Arno, mentre l'esercito tedesco stazionava sulla riva destra fronteggiandosi quasi tutti i giorni a suon di cannonate e bombardamenti che cadevano dalla nostra parte dove si trovava il mio piccolo borgo. Spesso gli alleati bombardavano strade, ponti, linee e centri ferroviari, io non avevo paura a sentire il crepitio delle batterie contraeree tedesche e incoscientamente quasi né ero divertito. Quando avevo appena due anni abbandonammo casa, per passare i mesi estivi del 1944 in rifugi scavati nel terreno tufaceo della collina, nei pressi di una chiesetta vicino all'abitazione di alcuni zii, in seguito ad un bombardamento alleato che provocò nel nostro piccolo borgo abitato da nove famiglie, otto morti e altrettanti feriti, per puro miracolo o combinazione, nessuno di noi subì dei danni fisici o meteriali. I tedeschi erano in ritirata e il fronte sull'Arno durò poco tempo, provocando comunque ingenti danni, tante vittime per i bombardamenti, le rappresaglie, con vere e proprie stragi di persone innocenti e le razie di tutto ciò che poteva servire ad un esercito in fuga e pronto a riorganizzare altri fronti più a nord.

Gli uomini validi non impegnati in guerra dovevano vivere alla macchia o in nascondigli improvvisati per il rischio di essere deportati in Germania o aggregati alle truppe tedesche, mio padre, per la sua invalidità poteva circolare liberamente. In autunno rientrammo nella nostra casa, dove avevano soggiornato alcuni militari, fortunatamente alcune cose importanti per la famiglia, come la macchina da cucire di mia mamma, non furono raziate perché mio padre le aveva ben nascosce in un sottoscala costruendo un muro che isolava quello spazio alla visibilità dell'ambiente. Intanto io crescevo, e verso l'età di tre anni, mi davo da fare, con martello chiodi e pezzi di sughero al banchetto accanto a mio padre, che allora lavorava in casa alla fabbricazione tutta manuale di vari tipi di scarpe: anfibi in cuoio e vacchetta, sandali da donna con zeppa, zoccoli in legno molto richiesti dopo la guerra ecc. ecc. Aveva anche da fare molte riparazioni ai paesani, in tempo di guerra le scarpe rotte non si buttavano e venivano fatte aggiustare più e più volte, prima di sostituirle con altre nuove.

Alle ore di "lavoro" seguiva tanto tempo dedicato ai vari giochi all'aperto, non esistevano giocattoli e io mi divertivo col legno delle cassette da frutta e delle casse delle aringhe a costruire macchine agricole, trattori trebbiatrici e quanto di più strano mi viniva in mente. Non mi mancavano gli attrezzi per realizzare i miei prototipi, usavo i trincetti, la raspa, la lesina, le pinze, le tenaglie e il martello di mio padre, facendolo arrabbiare quando gli rovinavo il filo dei trincetti rendendoli inservibili per l'uso del taglio del cuoio e della pelle. A sette anni iniziai gli anni della scuola, a Bassa esistevano solo le classi elementari, tutte con pochissimi alunni, per cui alcune erano accorpate, io frequentai la prima insieme ai ragazzi della seconda, il primo giorno di scuola notai subito che avevo difficoltà visive, non riuscivo a vedere bene ciò che la maestra scriveva sulla lavagna, ero affetto da miopia, mi servivano gli occhiali e i miei genitori si affrettarono a farmi passare una visita con la relativa prescrizione delle lenti, che da allora ho sempre portato ininterrottamente. I cinque anni passarono velocemente, oltre alle lezioni del pomeriggio, cercavo di aiutare mio padre nel suo lavoro, cucivo con spago e gli aghi alcune parti di tomaie per un tipo di scarponi anfibi. I calzolai per cucire non usavano aghi, ma setole di maiale, io non riuscivo con le setole, e mio padre preparava gli spaghi con gli aghi, l'importante era dargli in qualche modo una mano.

Dopo gli esami di quinta dovevo scegliere, se andare alla scuola media, adatta a chi doveva intraprendere gli studi superiori con il ginnasio liceo e poi l'università, oppure la scuola di avviamento al lavoro, commerciale o industriale più adatti, a chi, purtroppo come nel mio caso, doveva successivamente iniziare uno dei tanti mestieri possibili che il mondo del lavoro poteva offrire. Per questo, dopo averne parlato con i miei genitori, di cumune accordo decidemmo per la scuola di avviamento professionale. Una scuola particolare, che non era in tutti paesi, la più vicina si trovava a Santa Croce Sull'Arno a sette Km da casa, dove oltre alle materie classiche, si studiavano: tecnologia laboratorio tecnologico, fisica e chimica, disegno tecnico, con in aggiunta ore di pratica in officina, la materia si chiamava, esercitazioni pratiche che si svolgeva nelle ore pomeridiane alcuni giorni della settimana fino alle ore 18. Queste esercitazioni consistevano nella pratica del lavoro manuale di aggiustaggio, prima su legno e poi su metallo, con l'ausilio di vari tipi di lime, strumenti di misurazione e piccoli macchinari, da aseguire ognuno al proprio posto su un bancone dove tutti si disponeva di una morsa e di un cassetto portattrezzi. Una scuola che lasciava pochissimo tempo per studiare e per i compiti a casa, per di più, per essere raggiunta e rientrare ogni giorno, bisognava impegnare altro tempo nel viaggio, non c'erano allora gli scuolabus e nemmeno gli orari dei bus di linea si combinavano con gli orari di entrata e uscita, l'unico mezzo per arrivare alla scuola era la bicicletta, per fortuna in un percorso completamente pianeggiante, ma tutti i giorni dovevo pedalare per 14 km, e con la pioggia, col vento, con il freddo non era affatto divertente. Quando pioveva pedalavo sotto un mantellone di tela oleata impermeabile con cappuccio, per il freddo mi riparavo con un cappotto pesante di lana color militare, una sciarpa, un berretto in pelle con paraorecchi, due guantoni a muffola di pelle di coniglio, che i miei compagni di classe spesso mi chiedevano per improvvisare degli estemporanei combattimenti di boxe.

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Al via ACCA academy, formazione gratuita online e tirocinio retribuito in azienda

9 giovani diplomati residenti in Alta Irpinia hanno iniziato oggi, con grande entusiasmo, la loro esperienza formativa gratuita con tirocinio retribuito nell’azienda leader del software tecnico e del BIM per l'edilizia
Presentata lo scorso maggio, è partita oggi 10 novembre 2022 per 9 giovani diplomati irpini ACCA academy, l’esperienza formativa gratuita con tirocinio retribuito in azienda di ACCA software rivolta ai giovani da 18 ai 23 anni, residenti nei paesi dell’Alta Irpinia con diploma ITIS, di Geometra, Liceo Scientifico o Artistico per due differenti aree di interesse: Programmazione WEB e Assistenza Software.
Un progetto che vede il coinvolgimento di esperti del settore per offrire ai ragazzi del territorio l’opportunità di sviluppare competenze e agevolarne l’ingresso nel mondo del lavoro.
In un momento storico come l'attuale ACCA academy rappresenta senza dubbio un'ottima opportunità per il loro futuro che possa, ci si augura, contribuire a trattenerli in Irpinia.
Per ACCA è infatti fermo il convincimento di quanto sia strategico per il nostro territorio offrire ai giovani una strada di formazione che produca competenze sempre più solide, accompagnandoli dalla scuola superiore al lavoro vero e proprio.
L’iniziativa segue nel tempo quelle dei Percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento (ex Alternanza Scuola-Lavoro) e delle partecipazioni e collaborazioni all'organizzazione e alla promozione di iniziative di formazione avanzata con numerosi Master Universitari in Italia.
Ad accogliere i giovani diplomati Guido e Antonio Cianciulli, rispettivamente CEO e CMO & CCO di ACCA software.
“Con ACCA Academy abbiamo reso mettere al centro non il bene tangibile, ma un altro tipo di risorsa: la conoscenza. Dare la possibilità a giovani risorse del territorio di fare un’esperienza ricca e proficua, entrando a contatto con l’azienda leader del settore, per un periodo di formazione in un contesto lavorativo finalizzato ad acquisire direttamente sul campo le competenze utili. ACCA academy è un progetto formativo dedicato ai giovani irpini che intende dare valore ad un territorio stanco di esportare i propri talenti all'estero quando vicino casa si ha l'opportunità di entrare a contatto con i più grandi player del settore italiano.”

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Comune di Montella Comunicato stampa

COMUNE DI MONTELLA COMUNICATO STAMPA   Montella, nessun danno ingente.  La Festa della Castagna da domani proseguirà regolarmente In relazione ad alcune notizie che stanno circolando con insistenza su alcuni organi di informazione e sui social media, si comunica che il territorio del Comune di Montella è stato interessato da forti precipitazioni nella mattinata odierna, ma senza causare danni ingenti.
Le strade, come erroneamente riportato, sono completamente libere, non c’è fango. Alcuni video circolati qualche ora fa hanno ripreso i momenti immediatamente successivi alla bomba d’acqua. Pioggia che – è bene ribadirlo – non ha distrutto gli stand della Festa della Castagna o strutture commerciali. In un filmato si vede un frigorifero trascinato dall’acqua che era stato lasciato senza ancoraggio nei pressi di un esercizio, insieme ad altro materiale.
Fortunatamente, non si è verificato nulla di grave.
Infatti, il programma della Festa della Castagna proseguirà regolarmente da domani 5 novembre. In ogni caso, il Comune sta costantemente monitorando la situazione con la massima attenzione.

Montella, 4 novembre 2022

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Antonio Giannotti vince il Panettone senza confini 2022

Cerimonia a bordo di Costa Toscana per la settima edizione del premio che vede i grandi pasticceri cimentarsi nel tipico dolce milanese - Si è svolto anche quest'anno a bordo di una nave da crociera, l'ammiraglia Costa Toscana di Costa Crociere, l'evento "Panettone Senza Confini" giunto alla sua settima edizione, che ha portato a bordo il meglio dell'arte pasticcera nazionale e che ha visto i venti grandi mastri pasticceri finalisti sfidarsi per decretare il miglior panettone artigianale e al cioccolato.

A ricevere il trofeo "Panettone senza Confini 2022" per il miglior panettone artigianale è stato Antonio Giannotti della pasticceria "Perrotta Gigliola" (Montella, Avellino). Luigi Fusco della pasticceria "Punto Freddo" (Scafati, Salerno) è stato invece premiato per il miglior panettone al cioccolato. Sono stati inoltre premiati Salvatore Varriale della pasticceria "Varriale" (Napoli) e Giuseppe Zippo della pasticceria "Le mille voglie" (Specchia, Lecce) per il miglior Panettone al cioccolato secondo il pubblico, che ha potuto degustare le varie preparazioni, e Marco Lusso della pasticceria "Luciano" (Barge, Cuneo) come miglior Panettone per la Critica.

Le finali per l'assegnazione del miglior "Panettone senza Confini 2022" al cioccolato e artigianali si sono svolte al teatro Poltrona Frau di Costa Toscana, rispettivamente il 26 e il 30 ottobre, durante la crociera di una settimana nel Mediterraneo, partita il 23 ottobre da Savona con un itinerario che ha toccato Civitavecchia, Napoli, Palma, Valencia e Marsiglia. Nel corso della settimana gli ospiti della nave hanno potuto vivere un vero e proprio viaggio alla scoperta delle diverse declinazioni del panettone, con incontri e degustazioni con i Maestri dell'arte pasticcera.

La giuria era composta dai nomi più illustri della pasticceria e del mondo dei lievitati: il maestro della tradizione Iginio Massari, universalmente riconosciuto come "Maestro dei Maestri", al vertice di APEI (Ambasciatori Pasticceri dell'Eccellenza Italiana) e presidente della giuria del panettone tradizionale; Pascal Lac, maestro cioccolatiere, presidente della giuria del panettone al cioccolato; Paco Torreblanca, "Miglior pasticcere del Mondo 2022" e vero e proprio artista della pasticceria; Gino Fabbri, alla guida del team vincitore della coppa del mondo di Pasticceria nel 2015, vicepresidente APEI e vincitore della Torta del Giubileo; Achille Zoia, Maestro degli impasti e "Padre" del panettone moderno; Marco Pedron, maestro pasticcere della pasticceria Caffé Cracco; Vittorio Santoro, Direttore Cast Alimenti, Davide Malizia, Campione del Mondo di zucchero artistico, direttore Aromacademy e World Pastry Star 2021, Riccardo Bellaera, Corporate Chef Pastry & Chef Baker di Costa Crociere e World Pastry Star 2021, Antonio Brizzi, Corporate Chef di Costa Crociere.

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Festa della castagna montella 2022

 

Festa della castagna 2022 Montella elenco e disposizione espositori Continua

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Laurea Ludovica Perna

Congratulazioni a Ludovica Perla e ai genitori Gino e Annalisa Capone per il conseguimento della Laurea in scienze dell'educazione Università di Salerno 

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Panchina blu Montella 29 ottobre 2022

Sabato 29 ottobre 2022 in Piazzetta Rione Fondana alle ore 10:00 sarà inaugurata la Panchina blu
L’amministrazione comunale di Montella , in collaborazione con l’Associazione “ Il Fiorellino e la Tartaruga “ ha fortemente sostenuto una iniziativa dal valore fortemente simbolico per promuovere il rispetto e l’inclusione delle persone che soffrono del disturbo dello spettro autistico
La panchina verrà colorata di blu durante cerimonia di inaugurazione a cura dei bambini e dei ragazzi presenti alla cerimonia
L’obiettivo dell’Amministrazione Comunale è lavorare per fare anche di Montella un paese in cui sia diffusa la consapevolezza che ciascuno può dare il proprio contributo per vincere la sfida dell’inclusione , per guardare oltre le differenze e valorizzare le singole competenze
Alla iniziativa sono state invitate le Scuole , le associazioni e tutti i cittadini che vorranno partecipare all’inaugurazione della Panchina blu

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Laurea Martina Barbone

Congratulazioni a Martina Barbone, figlia di Davide e Sara Moscariello laureata al conservatorio di Santa Cecilia di Roma con 110 e lode ,



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Laurea Asia Marano

Asia Marano, figlia di Augusto   Laurea magistrale in Scienze delle Amministrazioni Curriculum e Comunicazione, Marketing territoriale e turismo   Tesi: Annullamento d'ufficio tra discrezionalità e doverosità   Hai meritato questo traguardo; la volontà e la determinazione hanno reso semplice il percorso.   Ti auguro che i tuoi sogni diventino sempre parte reale della tua vita. Ad majora semper, buona vita

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Comunicato stampa del Comune di Montella,al via il prossimo 31 ottobre la festa della castagna di Montella

COMUNICATO STAMPA COMUNE DI MONTELLA - Al via il prossimo 31 ottobre la festa della castagna di Montella, giunta alla sua 38° edizione. Dopo lo stop forzato di due anni per il Covid, l'evento è stato già accolto con entusiasmo dagli oltre cento standisti che vi parteciperanno. Come sempre l'offerta culinaria sarà molto variegata e di qualità e ad ai rinomati ristoratori della zona, anche questa volta si sono aggiunti aziende agricole, caseifici, pasticcerie, birrifici, aziende vinicole e artigiani.
L'amministrazione sta lavorando agli ultimi dettagli, ma si prefigura un'edizione ricca di iniziative, dove i prodotti locali e la castagna in primo luogo avranno la giusta valorizzazione e dove non saranno trascurati l'intrattenimento, con ben tre postazioni per la musica, i laboratori e gli spettacoli per bambini, gli show cooking e le iniziative culturali.
Si parte lunedì 31 ottobre alle 18 e si prosegue sino a domenica 6 novembre, per un'intera settimana, con un percorso solo parzialmente modificato che si snoda attorno a Piazza Bartoli e che includerà anche i mercatini bio delle associazioni di categoria. Le premesse per una settimana entusiasmante ci sono tutte, sperando che il meteo dia una mano questa

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Scuole e maestri di tanto tempo fa, a Montella. di Nino Tiretta

Scuole e maestri di tanto tempo fa, a Montella.  Tra i ricordi reconditi della mia infanzia quelli che ho, negli ultimi tempi, cercato di “riordinare” al meglio sono - senza dubbio alcuno - quelli correlati al periodo della mia frequenza della scuola elementare, vale a dire un periodo riferito agli anni 1945-1950, un periodo storico in cui, nella fase conclusiva della disastrosa e tragica seconda guerra mondiale, si “registrava”, a Montella, un servizio scolastico assai particolare e, come è ovvio, di molto differente dalla situazione attuale.
Fu esattamente il 1945, l’anno in cui, avendo compiuto i sei anni, rientravo nell’obbligo di frequenza scolastica e pertanto la mia iscrizione e frequenza alla prima classe avvenne a Piazzavano, presso una scuola elementare allocata, in quell'epoca, nella proprietà Scandone, subito dopo l’imbocco di quella stradina.
Ricordo che in quella “scuola” erano in funzione solo due classi di pari grado; esse occupavano due ampie stanze, intercomunicanti, inzeppate di banchi, addossati l’uno all'altro, con scarsissimo spazio tanto è che ci si muoveva a fatica, si era condannati a stare, durante le lezioni, sempre seduti, con poche possibilità di “girare” in quell’ ambiente di molto angusto, saturo e ammorbato (considerata la scarsa pratica di igiene personale di allora) da un puzzo acre e “pesante” derivante, per lo più, dai vestiti impregnati di sudore, sporchi e a lungo indossati.

In quel periodo le famiglie, insieme alla miseria e alle molte privazioni, erano – anche su sollecitazione propagandistica del “fascio” - numericamente “abbondanti”, “si facevano molti figli” per cui, la “popolazione scolastica” era molto, molto consistente e dunque varie erano le scuole funzionanti per l’assolvimento dell’obbligo scolastico di fascia elementare.
A Montella gli unici edifici scolastici erano stati costruiti in piena “era fascista” , nel periodo in cui era Podestà, l’avvocato Vincenzo Bruni il quale si adoperò per la costruzione, appunto di due edifici uno a Sorbo e l’altro a Garzano.
L’avvocato Bruni fu “podestà” dal 1937 al 1943; fu un buon amministratore e va ricordato perché attivo “protagonista” sia nella realizzazione dell’ ”Acquedotto Alto Calore” (1938) sia nella realizzazione di tutta la rete idrica urbana, sia nella sistemazione di Piazza Bartoli sia per l’istallazione – nella medesima piazza - della monumentale fontana che ancor oggi vi troneggia con il suo alto zampillo centrale e gli altri 8 con getto rivolto verso il centro.
Fu sempre per iniziativa dell’avvocato Bruni che furono inoltre istallate le 16 fontane pubbliche in paese, che fu ampliata sia l’attuale via del Corso e sia tutta l’attuale via Don Minzoni la quale, da stradina angusta, fu trasformata (per la precisione nel 1935) in un’ampia arteria stradale utile per l’accesso alla “parte storica” del paese, arteria – all'epoca - dotata, sulla parte sinistra scendendo, di un alto muro con bianche pietre calcaree, a vista.
Come ho già scritto in un mio precedente “articolo”, ricordo che - nel 1945 - sugli edifici di Sorbo e Garzano “confluiva” esclusivamente l’iscrizione degli alunni obbligati, residenti in quei due “casali” e nelle zone assai circonvicine; tutti gli altri ragazzi erano invece accolti in numerose altre sedi scolastiche che, in assenza di specifici edifici, erano obbligatoriamente collocate in case private, date in locazione al Comune e per lo più distribuite in varie sedi sparpagliate nella restante parte del paese.
Nelle mie trascorse estati montellesi, conversando, in Piazza, “all'ombra della teglia”, con i vecchi amici d’infanzia, abbiamo “ricostruito” la collocazione di quei lontani “poli scolastici” e cosi Michele De Simone e Salvatore Fierro (miei cari amici nonché “referenti storici” dei miei ricordi), da me interpellati per la stesura di questo scritto, mi hanno ricordato che, antecedentemente alla costruzione del già citato edificio scolastico, “a partire da Sorbo (giù giù verso il centro di Montella, ossia verso la piazza) vi erano diverse sedi scolastiche. Le prime due sedi erano proprio a Sorbo, anch'esse locate in case private: una nei pressi del vecchio ed ormai inesistente Ufficio Postale (vale a dire presso la casa Salvatore Addesso), l’altra, con due classi, nei pressi della chiesa di San Michele, nella proprietà del maestro Rubino.

Nel rione San Simeone c’era un’altra sede, posta nei pressi della chiesa di Sant'Antonio Abate, nelle adiacenze dell’abitazione dell'insegnante Rodolfo Moscariello.
Scendendo ancora verso la piazza un’altra sede era collocata nell'abitazione di “Mangiapezze”, nella proprietà di Filippo ed Angelo De Stefano.
Un’altra ancora, con due aule, funzionava, nella proprietà di Sepe Domenico, nelle immediate vicinanze di Casa Natellis e di via Serrabocca; un’altra invece funzionava nell'attuale via Filippo Bonavitacola, nella casa De Stefano, di fronte al “Bar Roberto” ed un’altra ancora, nell'attuale Via Fratelli Pascale, in un fabbricato vicino all'odierno “Bar Romano”.
Oltre a quella di “Piazzavano” in quel periodo un’altra “scuola” era ubicata, lungo l’attuale via del Corso, vicino al Palazzo Schiavo, di fronte alla Chiesa di S. Anna, una scuola questa che ho ben presente avendovi frequentato la classe seconda (in cui ebbi come maestro Salvatore Ciociola e poi altri supplenti di cui non ricordo i nomi), la classe terza (ancora con la maestra Carmelina Granese) e la classe quarta (con la maestra Graziella Nargi)
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Le aule erano solo due di cui una posta al primo piano e la seconda in cima, all’ultimo piano, in una stanza ricavata da un sottotetto che affacciava appunto sulle case di Piazzavano e sul giardino della famiglia Schiavo.
A tutte queste va da ultimo aggiunta la funzionalità di altre due sedi.
La prima, anch'essa con due aule, era ubicata in fondo all'attuale via Don Minzoni, in adiacenza dell’allora “Scuola Media Parificata Comunale”, nell’ ex Palazzo Passaro, ove, nell'anno scolastico 1949/50, ho frequentato la quinta classe, avendo come insegnante il maestro Umberto Pace.
La seconda sede si trovava invece lungo il Corso Umberto, esattamente “Avanti Corte”, all'inizio di Via Gambone; anch'essa era collocata in una proprietà privata, adiacente alla proprietà Gambone ed accoglieva, come mi ha ricordato Italo Fierro, ben sei classi !
Negli anni ‘50, forse perché era aumentata la frequenza scolastica, furono “create” altre tre “scuole”: la prima allocata in due stanze reperite nel palazzo appartenuto poi a Salvatore De Stefano, di fronte al “Cinema Fierro”, la seconda a Garzano, per due classi, nella proprietà Vincenzo Bruni e la terza, alla Cisterna, nella casa Camuso ove hanno funzionato fino al 1962 due classi e ove hanno insegnato Carmelino Bettini e Carlo Ciociola.
Le classi erano molto numerose, erano classi tutte maschili o tutte femminili e certe scuole elementari avevano addirittura entrate distinte per uomini e per donne; proprio come si fa oggigiorno per i servizi igienici.
Pur avendo un balconcino o una finestra, le aule erano aule poco luminose, arredate (come ho già ricordato parlando della scuola di Piazzavano) con banchi in legno,, quelli “di una volta”, stravecchi, a due o più posti, spesso anche a ribalta, scomodissimi, di dimensioni non adatte alle nostre taglie, con buchi utili ad incastrarvi il calamaio in cui intingevamo i “pennini” delle nostre penne a cannuccia.
La cattedra, era collocata di fronte e molto a ridosso alle fila dei banchi; era in posizione rialzata, su una pedana sulla quale “troneggiava” l’insegnante.

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Entrerà in funzione lunedì 10 ottobre, il terminal dell’Autostazione di Avellino

Entrerà in funzione lunedì 10 ottobre, con la partenza della prima corsa alle 6.35, il terminal dell’Autostazione di Avellino in via Fariello. In questa fase di avviamento, dai 24 stalli partiranno 153 corse al giorno tra urbane ed extraurbane.
«Si tratta di un’opera fondamentale sul piano provinciale e su scala regionale. Ora c’è da ridisegnare il futuro della mobilità cittadina e in questi giorni continueranno gli incontri istituzionali necessari a definire il perimetro di azione», ricorda Anthony Acconcia, Amministratore Unico di Air Campania.

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Marcia della pace 2022 di Salvatore Cianciulli

Anche quest'anno si è rinnovata, in collaborazione con . la Misericordia di Montella, l' appuntamento çon la Marcia della Pace, ognuno dei partecipanti ha avuto un messaggio da portare, in cui credere, per se stesso e per tutti .
2022 10 06 Salvatore Cianciulli

Cari amici, anche questa XVIIIa edizione della Marcia della Pace è giunta al traguardo. Dalla prima sono passati quasi 20 anni, ed ogni volta si rinnova una grande emozione.
Domenica sera vedere tutti voi abbracciarsi commossi in chiesa alla consegna della lampada accesa, e condividere la stessa emozione con tante persone venute ad attenderci al nostro arrivo, è stato bellissimo. Mi sono fermato un po’, tra i banchi della chiesa, ad ammirare lo spettacolo, e mi sono emozionato…
Posso dire che è stata l’edizione più bella insieme alla prima, perché quella più partecipata, non solo come numero di podisti, ma soprattutto per la varietà degli stessi. Per la prima volta l’atto sportivo è stato solo marginale.
Questa edizione più delle altre ha saputo miscelare i momenti di partecipazione spirituale a quelli più conviviali. Al cospetto delle spoglie del Santo ci sentiamo investiti di una missione, quella di portare con le nostre gambe e con il nostro sacrificio, un messaggio di pace, che, tanto più sofferto nello sforzo fisico, tanto più diventa forte…Correre sotto la tempesta, o durante la notte o sotto il sole quando mancano le forze, dà più forza e significato alla nostra impresa. Vedere Edoardo e Lorenzo, due ragazzini, sfidare la pioggia torrenziale pur di dare il loro contributo alla marcia, è una di quelle emozioni che ti riempiono il cuore…e ti fanno pensare che abbiamo seminato bene…Ci sono stati poi i momenti di relax, nei pulmanini, durante le lunghe ore di viaggio. Persone appartenenti a generazioni diverse, esperienze di vita lontane, immediatamente sono riusciti ad entrare in sintonia e vivere in convivialità questa straordinaria esperienza. Con la diretta sulla pagina Facebook di Montella.eu siamo entrati un po’ nelle vostre case. Volutamente abbiamo lasciato i microfoni accesi così da farvi sentire più vicini a noi, e spero ci abbiate scusato per qualche fesseria di troppo. L’arrivo a Montella è poi il momento in cui tutti i nostri sforzi si annullano nell’abbraccio di una comunità, che ti fa capire la bellezza di questa manifestazione, e quanto sia entrata nel cuore della gente.
Tante sono le persone da ringraziare, che hanno contribuito spontaneamente alla riuscita di questa manifestazione, tutti per il solo piacere di renderla possibile, senza che ad alcuno di loro fosse stato chiesto: Alba Buccella, Gabriele Carbone, Agostino Iannaccone, Christian Volpe, Aurelio Dragonetti, per continuare con Fra Luigi e la Comunità Francescana che ci ha accompagnato da Assisi e ci ha accolto a Montella, a Flavio Lombardi e tutti i suoi volontari della Misericordia, alcuni arrivati apposta da Avellino. Grazie a Vittorio Sica che con Montella.eu ci permette di essere seguiti ed accompagnati in questo viaggio, grazie alla famiglia Carbone che ci accoglie con calore al nostro arrivo nel proprio piazzale, grazie a Gerardo Iannella che con la polizia Municipale ci scorta lungo le strade del paese, grazie a tutta la comunità della Marcia della Pace, sempre più numerosa, che ci accoglie lungo le strade al nostro arrivo ed al convento di San Francesco in Folloni, siete voi il motivo perché tutto ciò accade.
Grazie a Filomena e Maria, le nuove entrate a fare parte degli equipaggi, quest’anno la componente femminile è stata ancora più numerosa e fondamentale. Un ringraziamento speciale al nostro Presidente Pier Paolo Di Gregorio, ha delegato me a scrivere questi pensieri a conclusione della XVIIIa edizione della marcia, e, per finire, permettetemi un grazie di cuore a tutti gli amici che hanno insistito perché io partecipassi anche a questa edizione, anche solo da spettatore, in particolare a Maria Teresa che mi ha “intimato” di essere presente, ricevere l’abbraccio sincero, affettuoso spesso commosso di tutti voi, è una di quelle rare emozioni che alimentano il cuore.
Un abbraccio a tutti ed arrivederci alla prossima edizione…

 

La manifestazione, partita da Assisi la sera di venerdì 30 settembre dopo la celebrazione della Santa Messa della novena durante la quale sarà accesa la fiaccola, e si è snodata lungo un percorso di 440 km  passando per Foligno, Rieti, Sora, Cassino, Bene­vento, Avellino fino a giungere a Montella al con­vento di San Francesco dove  è arrivata  la sera di domenica 2 ottobre alle ore 19:30.

Marcia della pace 2022

>>>VEDI I FILMATI<<<
Circa venti atleti, si sono dati un cambio lungo il per­corso per portare a tutti un messaggio di pace
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Tour per la vita Montella 11 ottobre 2022 il colonnello Calcagni e il dott.gravili incontrano tutte le associazioni

Il giorno 11 alle 16,30 il colonnello Calcagni e il dott.gravili incontrano tutte le associazioni sul territorio Il 12 mattina ci sarà la consegna del testimone al sindaco con tutte le autorità anche militari al comune e posi al liceo un convegno con i ragazzi e i docenti

 

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Ristorante "La Bussola" sul monte terminio Montella di Vittorio Sica

RISTORANTE "la Bussola" SUL MONTE TERMINIO  MONTELLA AV.1971/1975 COMMITTENTE ALFONSO CARFAGNO, DITTA ESECUTRICE METALMECCANICA, SAINT GOBAIN FRANCIA, ITALTECNOBETON, +ALTRE.. -ARCH. GIANCARLO PORCINI & FILIPPO PAGLIUCA 1972/1973 

ALFONSO CARFAGNO

Premio "International business corporation"

 

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La Castagna: il pane dei poveri… di Salvatore Cianciulli

La Castagna: il pane dei poveri… La castagna, dalle sue origini, è sempre stata definita il pane dei poveri perché per le per le sue capacità nutritive e per la sua ampia possibilità di utilizzo in cucina, dalla farina alle caldarroste, ha sempre avuto un largo utilizzo nelle famiglie meno abbienti. In un passato recente però è stata una vera e propria ricchezza per le nostre comunità. Con il tempo, a causa della scarsa valorizzazione del prodotto locale, della concorrenza di altri prodotti di qualità inferiore ma più competitivi economicamente, dell’aumento dei costi per la raccolta e per la lavorazione, e ultimamente a causa della infestazione da Cinipide, il frutto castagnale dall’essere la principale fonte di reddito di tante famiglie si è ridotto ad essere solo una forma di integrazione del reddito, comunque importante, e che dipende soprattutto dalle “annate”. Perché una buona annata per le nostre comunità significa una maggiore disponibilità economica e di conseguenza una economia locale che “gira”.

Nei mesi di agosto e settembre l’umore delle persone dipende soprattutto dai fattori atmosferici…. è un po’ come se fossimo diventati tutti “metereopatici”: “fa troppo caldo, c’è secceta”, “otta viento re terra!”…e siamo tutti con il naso all’insù a sperare nella clemenza del tempo.
Ma negli ultimi tempi un flagello ben più grande della infestazione da Cinipide, del Cancro del castagno e del famigerato Vento di Terra, si è abbattuto sulla castanicoltura: La Burocrazia…
Ho ereditato da mio padre una azienda agricola importante, che non rappresenta la mia fonte di reddito principale, ma che per tradizione, impegno morale e piacere personale ho deciso di portare avanti. Un territorio al quale la famiglia Cianciulli è legata visceralmente da generazioni.


Mi sono dovuto quindi confrontare con tutte le dinamiche amministrative e burocratiche per la gestione di una azienda agricola. Collabora con me il caro Angelo che ho assunto grazie ai contratti di lavoro in agricoltura che riescono ad essere abbastanza elastici e funzionali ad una coltivazione stagionale come quella delle castagne. Ho calcolato che producendo almeno 100 quintali di castagne riesco a mantenere a costo zero la mia azienda. Il di più dovrebbe arrivare dai contributi per il biologico e per le aree svantaggiate, contributi che il castanicoltore dovrebbe poi reinvestire nell’azienda, e che invece sono finiti per diventare l’unica fonte di reddito, trasformando la castanicoltura da attività produttiva ad attività assistita da fondi comunitari senza i quali la maggior parte delle aziende chiuderebbero.


Ma vediamo quale percorso il castanicoltore deve affrontare per mantenere la sua azienda e beneficiare di questi fondi.
Per avere una azienda agricola in regola un agricoltore deve avere:
1) Un commercialista;
2) Un consulente del lavoro per i dipendenti;
3) Uno studio tecnico competente, per la presentazione delle domande per i contributi, che in genere percepisce un compenso che va dll’8% al 12% circa delle indennità ricevute;
4) Bisogna essere iscritti ad una associazione che ti indirizza ad un
5) Istituto di certificazione che viene, a pagamento, a fare le verifiche sul territorio della sussistenza dei requisiti di idoneità per ricevere le indennità.
Se poi si vuole ricevere la certificazione di “Castagna di Montella” bisogna:
6) Richiedere l’iscrizione dei propri castagneti nell’elenco di quelli controllati per la produzione di “CASTAGNA DI MONTELLA”, con il pagamento di una relativa tariffa di iscrizione;
7) Pagare una quota per il controllo della superficie destinata a coltura (circa 15 euro ad ettaro):
8) Nel caso in cui si volesse chiedere l’autorizzazione all’uso della etichetta, per la vendita diretta del proprio prodotto, di “CASTAGNA DI MONTELLA”, bisogna pagare una tariffa annuale (circa 100 euro);
9) Una verifica ispettiva presso la sede della azienda (circa 250 euro al giorno di ispezione per ispettore);
10) Una tariffa di registrazione del prodotto certificato che varia in base al numero delle confezioni certificate (importo minimo 200 euro più iva)…
Credo che se i castagneti e la castanicoltura sono sopravvissuti al Cancro del Castagno, al Cinipide ed ai cambiamenti climatici, non sopravviveranno alla politica ed ai tecnici che la amministrano.
Mi faccio alcune domande:
1) Con i moderni mezzi che la tecnologia ci offre realizzare un fascicolo aziendale non è un’opera complicata, penso alla facilità di accesso al catasto ed alla possibilità di accedere alle aerofotogrammetrie, tramite le quali si riesce ad individuare la proprietà con molta precisione ed anche il tipo di coltura presente su un determinato territorio. Mi chiedo quindi perché una tale operazione non possa essere fatta alle associazioni di categoria degli agricoltori, alle quali siamo iscritti, che hanno tanti tecnici alle proprie dipendenze. Operazione che sgraverebbe gli agricoltori di un costo non indifferente. Le successive presentazioni di domande per beneficiare delle varie indennità, diventano abbastanza ripetitive, tanto che credo possano essere fatte dal diretto interessato, quando non si modifichino le condizioni di sussistenza;


2) Mi chiedo poi il senso dei controlli effettuati dagli ispettori dell’ente certificatore. Quelle castagne dal luogo di produzione al conferimento possono diventare qualsiasi cosa. Sarebbe sufficiente una autocertificazione e controlli al posto di conferimento, e semmai controlli sul territorio a campione. Anche questo ridurrebbe i costi e snellirebbe le procedure.

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Montella,Biennale d’Irpinia , si selezionano 25 opere

L’associazione Atacama si è fatta promotrice dell’iniziativa dell’arch. Stefano Volpe e del pittore Guglielmo Mattei di indire un bando per selezionare 25 opere da esporre presso il MUCAM di Montella in occasione della II Edizione della “Biennale d’Irpinia – Mostra d’arte contemporanea”, dal 19 al 27 novembre 2022. Sono ammesse a partecipare opere pittoriche, scultoree e fotografiche. Ogni artista/autore e/o collettivo può partecipare alla selezione con una sola opera. La valutazione e la selezione delle opere sarà a cura di una giuria composta da critici d’arte e curatori. La II Biennale d’Irpinia vuole, in particolare, proporre agli artisti e ai visitatori una riflessione ed un percorso per immagini che parta da un sentimento di attaccamento e, per certi aspetti, di nostalgia nei confronti della natura: una natura che incornicia e sostenta la vita degli uomini, una natura che vive nella memoria anche quando ci si ritrova nel bel mezzo di una grande città.

Per iscriversi e partecipare alla selezione gli interessati dovranno inviare una foto dell’opera proposta e il materiale specificato nel regolamento all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro e non oltre sabato 15 ottobre 2022. Allo stesso indirizzo è possibile richiedere una copia del regolamento (presente sulla pagina Facebook dell’evento).

Biennale d’Irpiniamontella

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