Puntuale, come nei decorsi anni, anche quest’anno è ritorna la solita polemica: mangiare o no l’agnello durante il pranzo di Pasqua?

Dunque, con il sotteso intento di “compromettere” i piaceri culinari pasquali, puntualmente, anche quest’anno, gli animalisti protestano e gridano alla mattanza intraprendendo mobilitazioni varie, anche via web
Quest’anno poi, l’Ente protezione animali puntualizza che nel 2025 sono stati macellati – tra agnelli e agnelloni – circa 2,2 milioni di animali ed ha aperto una raccolta firme per chiedere la fine della macellazione e del maltrattamento degli agnelli. Si dice che finora le firme raccolte sono quasi 18mila.
La petizione, con obiettiva fantasia, è affiancata da altre numerose iniziative e quest’anno, l’Ente protezione animali ha riproposto un testimonial d’eccezione: un agnellino nato qualche settimana fa da una mamma randagia e soccorsa dalla Protezione Animali.
Lo si può adottare, ovviamente a pagamento, a distanza o assicurarsene il peluche presso i banchetti allestiti dai volontari già dalla domenica delle Palme, nel corso dei flash-mob degli animalisti davanti alle chiese

In questi giorni siamo dunque nel pieno e solito “scontro pasquale”, tra chi rispetta la tradizione e chi la considera una barbarie.
A di là delle tante polemiche io penso che “mangiare l’agnello a Pasqua” è una tradizione “secolare” che, diffusa in Italia e in molti altri paesi del mondo merita rispetto e considerazione.
Dunque sono più che mai convinto che anche i valori e convinzioni di un vegetariano o vegano meritano altrettanto rispetto, ma vegetariani e vegani non possono e non hanno alcun diritto a condizionare e a strumentalizzare una scelta personale ande cui essendo l’agnello il simbolo della Pasqua occorre che questa sacrosanta e libera tradizione debba essere assolutamente rispettata da tutti, anche da coloro che, per loro personale convinzione, non vogliono mangiarlo né a pasqua né in altra circostanza.
L’agnello è da secoli un simbolo importate nella tradizione cristiana: esso rappresenta la Pasqua e la resurrezione di Gesù Cristo; inoltre l’agnello, secondo la tradizione, è il simbolo dell’innocenza e della purezza e la sua immolazione rappresenta il sacrificio di Gesù per la salvezza dell’umanità.
In Italia l’agnello è un piatto tradizionale che, secondo le varie tradizioni paesane viene spesso servito in forme varie: al forno, alla cacciatore, con patate e carote nonché alla griglia.

È in questo periodo dunque, che in Italia, specificatamente in Sardegna, viene macellato il 25% della produzione totale di agnelli e la quasi totalità è consumata in Italia: la carne d’agnello – infatti – sarà servita quest’anno in una tavola su due (52%) nelle case, nei ristoranti e agriturismi.
Come s’è già detto la tradizione di mangiare l’agnello a Pasqua deriva dalla cosiddetta Pesach che, tradotta in italiano, significa Pasqua ebraica. Risale ai tempi antichi, quando gli ebrei sacrificavano un agnello per celebrare per l’appunto la Pasqua ebraica; una tradizione dunque che si è estesa anche ad altre confessioni come ad esempio quella cattolica e, addirittura, nel corso del tempo è diventata una pratica decisamente usuale anche per i non credenti.
Mangiare dunque l’agnello durante il pranzo di Pasqua è una tradizione alimentare “sacra” che (pur rispettando le scelte e le convinzioni “sacrosante” della celebre Maria Vittoria Brambilla e di tanti altri moderni animalisti e vegani vari) va onorata e “rispettata” senza recriminazioni e senza forzature “ideologiche”.

Insomma smettiamola con queste “puntuali”, ipocrite e discutibili prese di posizioni dell’ultima ora: Ognuno scelga per sé e si astenga dal dire agli altri ciò che, secondo le sue idee, va bene!
Per principio, sono di molto contrario all’abbandono degli animali, alla caccia, alla sperimentazione animale, al loro allevamento intensivo, alla loro uccisione per ricavarne pellicce, al loro impiego nei circhi, alle corride, alle “mattanze”, alla loro totale reclusione ma non sono, comunque un fanatico sostenitore della “liberalizzazione animale” né mi sento votato ad un “vegetarismo generalizzato” tanto da rinunciare a una bistecca e, soprattutto in correlazione della Santa Pasqua, a desistere dal “gustare” ….. un tenero agnellino al forno!!!
In sostanza non condivido assolutamente le “crociate di umanizzazione” e di spirito “animalista ad oltranza” né condivido le ultime proposte della “rossa” Michela Vittoria Brambilla che, tra le altre scemenze, chiederebbe di inserire nella Costituzione Italiana articoli vari per la liberalizzazione animale, una proposta questa, a mio avviso, assurda, patetica, fuori luogo.

Per me Pasqua senza agnello e senza “la pastiera napoletana” non è Pasqua e dunque mangio l’agnello e mangio tutto ciò che mi piace e che ritengo non danneggi la mia salute, sia di origine animale, sia di origine vegetale!!!
L’agnello è per me un piatto festivo, che viene servito soprattutto nel cerimoniale pranzo pasquale vale a dire in un importato momento di riunione familiare e dunque, amici tutti di Montella.eu: buon agnello a voi tutti nonché, anche agli animalisti e ai vegani, l’augurio per una “Buona Santa Pasqua 2026” serena ed allegra.
