Nel cuore dell'Irpinia, tra le mura del Convento di San Francesco a Folloni, si tramanda da otto secoli una storia di salvezza che sembra uscita dalle pagine di un antico manoscritto. Era l'inverno del 1224, uno dei più rigidi che la memoria locale ricordi. Il convento, situato allora in un bosco isolato e infestato dai lupi, era completamente sepolto sotto metri di neve.
L'assedio del gelo e la carestia
I frati francescani, rimasti bloccati all'interno della struttura, avevano esaurito ogni scorta di cibo. Isolate dal mondo e senza possibilità di soccorso, le comunità religiose della zona stavano affrontando i morsi della fame. La leggenda narra che, mentre i frati pregavano per un intervento divino, udirono dei colpi decisi alla porta del convento.
Quando aprirono, non trovarono anima viva: solo un sacco di tela adagiato sulla neve immacolata, su cui non vi era alcuna traccia di passi. All'interno, il sacco era colmo di pane fresco e fragrante. Un dettaglio colpì immediatamente i presenti: sulla tela del sacco erano impressi i gigli di Francia.
La provenienza miracolosa
Secondo la tradizione agiografica, in quel medesimo istante San Francesco d'Assisi si trovava in Francia, alla corte di re Luigi VIII. Mosso a compassione per la sofferenza dei suoi confratelli lontani, il Santo avrebbe chiesto al sovrano del pane da inviare loro. Si dice che un angelo abbia poi trasportato il sacco attraverso le Alpi fino alla soglia del convento di Montella, salvando i frati dalla morte certa.
Dalla leggenda alla scienza: la conferma del C-14
Per secoli, il "Sacco di San Francesco" è stato considerato una semplice leggenda devozionale. Tuttavia, nel 2017, uno studio internazionale condotto dall'Università di Pisa, insieme a ricercatori danesi e olandesi, ha gettato una luce nuova sul reperto.
- Datazione al Radiocarbonio: Le analisi sui frammenti del sacco (custoditi oggi in un prezioso reliquiario nel convento) hanno confermato che il tessuto risale proprio al periodo compreso tra il 1220 e il 1295.
- Tracce Molecolari: Attraverso la spettrometria di massa, i chimici hanno rinvenuto tracce di ergosterolo, un marcatore molecolare che indica la presenza di lievito. È la prova scientifica che quel sacco ha effettivamente contenuto prodotti da forno.
Un simbolo di carità universale
L'immagine di un frate che, ricevuto il dono, distribuisce il pane ai confratelli e ai bisognosi incarna perfettamente lo spirito francescano. Oggi, il Convento di San Francesco a Folloni non è solo un monumento nazionale di straordinaria bellezza architettonica, ma rimane il custode di una delle poche reliquie al mondo "certificate" sia dalla fede che dalla scienza.
Ogni anno, l'evento viene ricordato durante le celebrazioni di "Francesco d'Incanto", mantenendo vivo il legame tra la cittadinanza di Montella e quel gesto di carità che, ottocento anni fa, bucò il silenzio della neve.
Vittorio Sica montella.eu

