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Nona Edizione della Borsa di studio in memoria di Giovanni Palatucci

Si è svolta la Nona Edizione della Borsa di studio in memoria di Giovanni Palatucci, Questore reggente di Fiume Italiana che diede la vita per salvare alcuni israeliti dalla follia tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberano il campo di concentramento di Auschwit ed a tale proposito si istituisce in tale data con la legge n° 211 del 20 Luglio 2000, il “ Giorno della Memoria “ in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico, e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, inoltre per non dimenticare le vittime della furia nazista durante la seconda guerra mondiale.


E’ stato ricordato tra le vittime dell’ Olocausto il “ Servo di Dio e Giusto Tra le Nazioni “ Giovanni Palatucci “ , nato a Montella (Avellino) il 31 maggio 1909, morto a Dachau il 10 Febbraio 1945, poliziotto italiano, vice commissario aggiunto di pubblica sicurezza e Medaglia d’oro al merito civile.
Per l’occasione erano presenti :
per , Il vice Questore dott. Salvatore Montemagno , Don Ezio Limina, la vice Dirigente scolastica Prof.ssa Eugenia Liviera Zugiani, la Prof.ssa Mariella Manica, il Prof. Luigi Benincasa , il Presidente dell’Associazione Giovanni Palatucci O.D.V. di Crotone cav. Vincenzo Costa che ha creato l’evento, il Tenente Colonnello Raffaele Giovinazzo del Comando provinciale dei Carabinieri, rappresentanti delle Autorità di Guardia di Finanza, della Guardia Costiera e Capitaneria di Porto, dell’Aeronautica Militare, l’assessore Comunale G. Greco, il rappresentante dell’ A.N.M.I. oltre ad alcuni soci simpatizzanti. Ha moderato l’evento la Vice Dirigente del Liceo Musicale.
Dopo l’omaggio all’inno di Mameli , i saluti d’obbligo e gli interventi istituzionali, si è provveduto far partire una carrellata di PowerPoint con la biografia e gesta di Giovanni Palatucci,con spunti audiovisivi culminante nell’ inno a Palatucci.


Dopodiché il Prof. Luigi Benincasa Presidente della commissione giudicatrice dei testi e composizioni assieme al Prof. Ferdinando Romano e Prof. Eugenia Liviera Zugiani, hanno espresso i motivi della scelta dei Testi da premiare.
Codesta giuria ha deciso di premiare i seguenti testi e brani:
1. “ Piccola Romanza “ scritto per fagotto e clarinetto della studentessa Valery Pizzimenti.
La commissione valuta positivamente l’elaborato poiché è riuscito ad esprimere attraverso i suoni il dramma dell’olocausto anche nella sua forma semplice ma significativa. Per l’attinenza ai contenuti, indirizzati a descrivere attraverso una forma semplice il dramma dell’olocausto, il brano, presentato in forma dialogica racconta il vissuto di G. Palatucci del suo esempio a futura.

2. “ L’uomo della Speranza “ scritto dalla studentessa Elisa Buonaccorsi.
Per aver centrato il tema portante della Speranza, che tanto a cuore aveva il Questore di Fiume. Nella forma il brano e caratteristico ed essenziale , suona come un preludio dolce e malinconico pregno di solitudine ma allo stesso tempo ricco di luce e speranza.
Gli elaborati presentati sono stati sette e tutti hanno dimostrato passione e cura
nell’esplicazioni del contenuto e del suono, una lode ed un augurio caloroso per gli studi in prosecuzione, e stato espresso da parte di Costa Presidente della Associazione.
Alle due vincitrici è stato chiesto di proferire a parole proprie le modalità che hanno spinto a comporre i testi su citati.


Alle studente Elisa Buonaccorsi e Valey Pizzimenti, sarà consegnato un assegno di Euro 250,00
( Duecentocinquanta ) ciascuno per un totale di Euro 500,00 entrambi, entro la fine dell’anno scolastico in concomitanza della promozione alla classe superiore, pena esclusione.
il Cav. Vincenzo Costa coadiuvato dalla Dirigente scolastica e Professoresse ha consegnato alle ragazze le Targhe di creazione dell’Orafo Michele Affidato e gli Attestati di merito prodotti dal CSV Calabria Centro di Crotone.
Altre riconoscenze sono state consegnate al Prof. Ferdinando Romano, al prof. Luigi Benincasa ed alla Prof.ssa Mariella Manica.

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L'angolo di Totoruccio Fierro ........

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Una cascata di gioia di Totoruccio Fierro

 
 

L'Amico Fritz

 
 A RICORDO DI UN ALUNNO
 
 

 
 

  Eraclito e il fiume

 
 

Natale del 3014 ( Racconto fantaspolitico tra serio e faceto )

 
 

 Sei personaggi in cerca di...ricordi

 (1^ PARTE )

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Un Avvocato intrigante "La vendetta" ( penultima puntata ). di Totoruccio Fierro

Forcone non avvertì neanche l'obbligo di rispondere alla domanda del Sindaco "latino" e, veloce, sgattaiolò dal Palazzo Comunale e, con sicurezza e determinazione, si avviò verso casa sua.
Lungo la strada incontrò tanti amici, che fecero finta di non riconoscerlo, nonostante che con essi aveva trascorso ore e ore all'osteria del Paese, giocando a "Tuocco", a "Padrone e sotto", alla "Passatella", alla "Scoppola"...
I giochi, com'è noto, di origine romana ( piacevano molto anche a Catone e Cicerone ) consistono nel tracannare in compagnia litri e litri di vino, innaffiando porzioni di baccalà, lupini e altri cibi salati, cercando di mandare "all'urmo"
( cioè non potevano bere! ) gli avversari!  Più avanti, incontrò Oreste il macellaio!
Era costui un tracagnotto brutto, con un'epa gonfia e cascante dalla cintola:
passava per essere buono e affabile, e, sempre pronto a soddisfare i clienti, si recava con piacere nelle
loro abitazioni per scannare i suini allevati e recuperare il loro sangue versato per farne sanguinaccio!
Ai lati della beccheria teneva sempre esposte penzoloni le due "pacchine" di maiale sui cui andavano a banchettare nugoli di mosche ed insetti voraci!
Sorprese più volte la moglie, attraente e più giovane di lui, che trescava con un biondino belloccio e, nonostante le botte e le legnate dispensatele,
lei ricadeva sempre nel peccato di lussuria e concupiscenza!
Un bel giorno, i due amanti non si videro più in giro per le vie del Paese : spariti ?
A questo punto il racconto diventa convulso, agitato, spasmodico, drammatico! È connotato, infatti, da una insinuante circostanza e caso da romanzo giallo e dell'orrore, degni di un autore come Stephen King!
Alcuni compaesani pensarono che la coppia di amanti fosse fuggita in un paese lontano dove consumare, alla luce del sole, il loro idillio, gli altri, la moltitudine maligna e perfida, era più che convinta che i due fossero finiti, prima in un tritacarne e poi nelle budella per fare salsicce e soppressate!
Quando Forcone gli fu vicino, il beccaio, senza muovere le labbra, gli bisbigliò con fare da complice omertoso, che erano a sua disposizione tutti gli attrezzi taglienti della sua macelleria!
La proposta di Oreste era stata così audace, spregiudicata, sinistra, che fu sveltamente respinta da Forcone, mentre nel suo animo, a causa di questa offerta criminosa, aumentarono a dismisura i dubbi se anche il suo inconsapevole stomaco fosse stato il depositario di quei discussi ed ambigui salumi!
Arrivò a casa che era quasi buio e la luna aveva iniziato a fare il suo percorso nel cielo... Aprì la porta e, senza spogliarsi, si tuffò sul letto e, stanco com'era, si addormentò di botto! Ma dormì una notte agitata, popolata da terrificanti incubi ( gli stessi che assalirono Don Abbondio dopo le intimidazioni dei Bravi di Don Rodrigo e quelli di quest'ultimo che, dopo aver fatto baldoria con gli amici, tornò a casa e, andando a letto, sognò Fra Cristoforo nell'atto di maledirlo, dopo che si era scoperto addosso " un sozzo bubbone d'un colore paonazzo " e quindi di aver contratto la peste! ), sognò, dunque,

Forcone una folla di enormi cani, giudici, avvocati, uscieri, sindaci, macellai, tutta un'accozzaglia di figure pericolose, nere, pronte a fargli tirar le cuoia, impiccandolo, come capitò a Pinocchio, che penzolò dalla Quercia degli Assassini per le mani del Gatto e della Volpe!
Pur tuttavia, si svegliò la mattina e si scoprì lucido e determinato!
Ad un paio di tiri di schioppo da casa sua, viveva Pilade il Saggio, una sorta di santone, asceta, guida spirituale, taumaturgo, presso cui si recavano le persone i questuanti per risolvere i problemi della loro vita!

Dietro compensi in natura, egli ascoltava le loro richieste di aiuto e poi dispensava pareri… 

Dietro compensi in natura, egli ascoltava le loro richieste di aiuto e poi dispensava pareri, consigli, raccomandazioni, ma anche, all'uopo, reprimende, rimproveri, strigliate!
Vestiva sempre una palandrana che gli cadeva su i sandali, mentre una folta e lunga capigliatura, bianca come la neve, gli scendeva a riccioli lungo la schiena...
Il nostro Forcone risolse di andargli a fare visita per i problemi che lo attanagliavano!
Mentre si inoltrava lungo il sentiero, verso la casa di Pilade, incontrò Egisto, ragazzo molto bello, un Adone, che tutte le donne del Paese mangiavano con gli occhi, facendogli il filo, pronte ad "uccellare" il...merlo!
Egli faceva ritorno da Pilade, presso il quale si era recato per un problema di cuore :
- Se vai dal Santone, ritorna sui tuoi passi, perchè l'hanno messo a "pane bianco" e a "tagliolini in brodo" ( nelle famiglie povere erano gli ultimi, confortevoli cibi che si davano ai morenti ) e sta esalando l'ultimo respiro!

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Giuseppe Sica Campo di prigionia di guerra Kaisersteinbruch in Germania

Cari Genitori Vi scrivo per farvi sapere che sto bene , e così spero sempre di Voi . Io Io fino adesso ancora niente di zie e di Voi. Scrivetemi spesso, che gli altri hanno avuto posta in questi giorni da laggiù. Io Vi assicuro che sto bene , il mio pensiero è per Voi. Baci a tutti e Papà e Mamma .

Peppiniello

Cari Genitori Vi scrivo per farvi sapere che sto bene , e così spero sempre di Voi . Io Io fino adesso ancora niente di zie e di Voi. Scrivetemi spesso, che gli altri hanno avuto posta in questi giorni da laggiù. Io Vi assicuro che sto bene , il mio pensiero è per Voi. Baci a tutti e Papà e Mamma .

Peppiniello

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Quando a Sorbo nevicava ...Ricordi di Carmela Marano

Quando a Sorbo nevicava ...Ricordi di Carmala Marano  - Durante le lunghe invernate quando ero bambina, capitava spesso che a Montella e nel mio rione Sorbo, cadesse tanta di quella neve da costringere gli abitanti a spalare gallerie alte anche più di un metro davanti ai portoni delle case per potere uscire a fare cose essenziali per le loro famiglie, o addirittura ad uscire dalle finestre dei piani bassi. La coltre bianca copriva tutto, rendendo il paesaggio visto dall'alto, suggestivo e fiabesco, in un silenzio irreale che impediva anche il diffondersi del suono delle campane delle chiese e dei rintocchi dell'orologio della piazza. In casa era sempre accesso il focolare che oltre a scaldare tutta la casa, serviva ad far circolare il calore sopra una grande grata dove si essiccavano le castagne.

C'era anche una grande e bella cucina a legna, rivestita di mattonelle, acquistata da mio papà al suo rientro da lunghi anni di lavoro negli Stati Uniti d'America. Con questa cucina, dove naturalmente mia mamma faceva da mangiare, e dove si facevano quasi tutti i giorni le caldarroste, si manteneva l'acqua calda necessaria ai vari servizi e si asciugavano i panni. Per noi bambine e bambini erano giornate belle e divertenti, io aiutavo gli uccellini affamati a nutrirsi, che senza alcuna paura, si avvicinavano sul grande cortile a terrazza di casa mia. Quando non si andava a scuola, passavamo le giornate a correre su e giù nella neve calzando ai piedi solamente le calze di lana di pecora che tenevano caldo e non lasciavano passare l'umidità. I ragazzi si attrezzavano rimettendo insieme vecchie tavole di legno per costruire improvvisati slittini, utilizzandoli per fare spericolate discese verso la chiesa di S. Michele.

Per noi femminucce, anche se piccole, camminare per le strade era pericoloso per il rischio di cadute a causa del ghiaccio e perché i ragazzini appostati in vari punti strategici prendevano a pallate di neve chiunque passasse a portata di tiro. Un giorno, che era nevicato molto, io e alcune delle mie sorelle e amiche ci eravamo incammitate verso l'edificio scolastico, giunte a costeggiare un alto muro, ci accorgemmo che stavamo cadendo in una imboscata di pallate, sopra al muro un bel gruppo di ragazzini erano pronti a colpirci, per noi non c'era più via di scampo, dovevamo solo cercare di scappare il più lontano possibile, portandoci fuori dalle mire di quei ragazzini nostri coetanei, d'improvviso però una voce si alzò sopra al muro, che intimava a tutti "non tirate, sono le sorelle di Gerardo" e così nessuno di loro si provò a lanciare una sola palla di neve. Avevano avuto sicuramente paura per una eventuale vendetta che mio fratello più grande di loro, avrebbe messo in atto.

Non era come oggi, che appena cadono due fiocchi di neve l'amministrazione comunale fa una ordinanza di chiusura delle scuole. Si andava a scuola anche quando nevicava, le aule erano freddissime, ed era usanza che ognuono di noi portasse un pezzo di legna secca per potere alimentare la grande stufa scolastica in terracotta. Gli adulti, non potendo andare al lavoro nei castagneti e nei terreni coltivati, aggiustavano gli attrezzi agricoli, lavoravano le carni dei maiali che nei mesi freddi venivano macellati, preparando succosi prusciutti, salsicce, soppressate, e noglie, le donne preparavano le "ielatine" con le frattaglie dei maiali, pasta fatta a mano, stese, tagliatelle, gnocchi e altre prelibatezze. Sempre le donne, passavano le giornate fredde dell'inverno, armate di fuso e arcolaio a filare e poi lavorare la lana delle tantissime pecore che i pastori paesani avevano e accudivano.

Tessevano maglioni, mantelle, scarpette da notte e ogni tipo di calze e calzini. Tanti uomini, si ritrovavano nelle cantine a giocare a carte e a bere vino per intere serate, molte volte, alcuni di loro si ritiravano a casa barcollando in preda a una bella ubriacatura, con gravi rischi per le povere donne che li aspettavano. Nelle cantine non esistevano servizi igienici, e quando, a fine serata, gli ubriaconi uscivano, facevano i bisogni in qualsiasi angolo nascosto che gli capitava. Un bruttissimo ricordo per me fu il passaggio della guerra, quello che mi impressionava di più, era il vedere, grandi e piccini, provenienti da Napoli e da altre città della Campania, fuggiti e sfollati nel nostro paese, chiedere l'elemosina o addirittura un pezzo di pane per sfamarsi. A noi non mancava niente, e io ritenevo assurdo che questa povera gente, non per colpa loro, doveva subire tutto quello che le stava succedendo. Oggi a causa dei cambiamenti climatici, anche a Montella, come in molti altri paesi di montagna, le nevicate sono meno frequenti e intense di quando io ero piccola. Per il progresso non esistono più le condizioni di vita e gli avvenimenti di quei tempi, rimangono però, intatti i ricordi, che la mia generazione ancora presente, può raccontare ai tanti giovani sulle loro origini e su quella che fù la vita dei loro antenati.
CARMELA MARANO

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Laurea Vernacchio Filomena

Congratulazioni a Filomena Vernacchio laureata in giurisprudenza presso La Sapienza di Roma.Auguri al papà Antonio alla mamma Cinzia Pizza e alle nonne Filomena Delli Gatti e Silvana Vestuto

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Un avvocato intrigante " La vendetta "

UN AVVOCATO INTRIGANTE - Prima parte del terzo Episodio ( seguirà una seconda ed ultima parte di questo stesso Episodio ).  LA VENDETTA -  Dopo la lettura della sentenza, che lo aveva giudicato soccombente, il povero Forcone, sconsolato, avvilito, frustrato uscì dalla Pretura, barcollando, ciondolando come se avesse tracannato un fiasco di Cannellino, l'ottimo vino bianco dei Castelli Romani, per accompagnare un piatto di Ciccioli di maiale con peperoni Cruschi!
Per come era stato trattato,anzi bistrattato, egli avvertiva una dolorosa fitta al petto, come se avesse ricevuto, in modo proditorio, una coltellata ad opra di Jack lo Squartatore, l'efferato e sanguinario serial killer della Londra di fine Ottocento!
Si incamminò affranto verso casa, ma, girando l'angolo della strada si trovò nella piazza centrale del Paese a forma di esedra. In fondo ad essa si ergeva il Palazzo Comunale sul cui frontone sventolava, lacera, una bandiera tricolore!
Ebbe un improvviso sussulto e trasalimento dell'animo, un nuovo e residuo sentimento di ottimismo e fiducia!
Si animò tutto, allora, e si avviò frettolosamente verso il Municipio nell'ingenua speranza che il Sindaco, nella sua qualità di Autorità Civile, avrebbe potuto tendergli una mano, ribaltando e soppiantando il verdetto di quella Giudiziaria!
Si infilò nel portone di accesso e si sedette nell'anticamera dell' ufficio sindacale per essere ricevuto.
In un angolo della stessa, un usciere, ( che non lo degnò neanche di uno sguardo ) perchè era intento a sfogliare e leggere il Corriere dello Sport : "Tracollo della Banda Bassotti allo stadio Maradona!"
Dopo una lunga attesa, apparve sull'uscio la figura imperiosa del Sindaco!
Era costui un tipo longilineo, salcigno, allampanato, con folta capigliatura e basette lunghe fin sotto il mento : un elegante vestito scuro con fasce tricolore a tracolla e stretta in vita, accresceva la sua esilità e magrezza.
In età più che matura si era scoperto cultore della Storia Romana e della lingua Latina, ma l'apprendimento di quest'ultima si era rivelato difficile, duro, scabroso : un eclatante fallimento!
Conosceva poche parole, quelle più correnti dell'idioma, che spesso pronunciava anche in modo maccheronico durante le sedute del Consiglio Comunale, lasciando attoniti, interdetti e disorientati i cittadini convenuti !
Era talmente invaghito, preso, affascinato dalla storia della Civiltà Romana e dalla Latinità che un giorno, senza alcuna autorizzazione, decise di far murare ai lati del portone d'ingresso della Casa Comunale, due enormi Fasci Littorio scolpiti in pietra Favaccina della Breccia Irpina!
Fu così che mentre assisteva alla loro collocazione, una moltitudine di compaesani, una sorta di canea arrabbiata ed inferocita, assetata del suo sangue, lo costrinse a fuggire a gambe velocissime per tutte le vie del paese, finché non riparò nella casa di un suo elettore!
Fortuna volle che il capobanda della furibonda masnada di inseguitori, era il fidanzato della sua figliola, bella donna, il quale, onde evitare che il futuro suocero ci lasciasse le penne, rendendo anche orfana la sua promessa sposa, rabbonì, sedò, calmò la folla assatanata, dietro la promessa giurata che l'opra non avesse compimento!
Ma veniamo a noi. Il Sindaco, dalla soglia del suo ufficio, invitando il nostro protagonista,urlò :
- Vale Furca! ( latino di "forcone").
Seduto che fu, il povero Forcone spiattellò ininterrottamente tutta la sua triste vicenda, bagnata anche da calde lacrime!
Il novello Pretoriano ( qualche volta a casa sua si era spinto anche ad indossare una toga romana! ) lo ascoltò con aria compassata e poi sbottò :
- Carus Furca, amicus meus, tu hai la fierezza di Cesare, il coraggio di Bruto e la testa di...Cassio!
Le sentenze di un giudice, anche se animalista convinto, non sono annullabili, ma devono essere impugnate solo ricorrendo ad un secondo grado di giudizio!

Totoruccio Fierro.

VEDI LE ALTRE PUNTATE " UN AVVOCATO INTRIGANTE "

 

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Le poesie di Christian Sarni e l’atto di amore per Montella

Sabato 3 dicembre a Montella è stato presentato il libro di poesie “Si mi oto a quera via” (Se mi volto su quella strada). Si tratta della prima opera di Christian Sarni, 44 anni. L’autore vive a Roma dove si è trasferito dopo il Liceo, ma non ha mai dimenticato la sua terra. La raccolta di versi è infatti un omaggio in dialetto al suo paese, Montella, ma di riflesso rappresenta anche un atto di amore e nostalgia di chi ha lasciato l’Irpinia per lavoro e ora guarda da lontano questa provincia, che ha regalato a una generazione un’infanzia spensierata pur negli anni difficili del dopo-terremoto.

 “Dopo anni passati fuori, quando torno mi sento un po’ più solo, quasi straniero, nella mia amata terra. Ma poi basta voltarmi a guardare con più attenzione e qualunque strada, qualsiasi angolo, ogni punto dove poso gli occhi si anima in un teatro di esperienze vissute attraverso mosaici di relazioni autentiche che hanno lasciato un segno indelebile.

Esiste un posto speciale tra la mente e il cuore dove è bello fermarsi, un luogo magico dove ci si può incontrare e rimanere giovani per sempre: la memoria”, spiega l’autore. “L’idea di scrivere questi versi, e c’è poi anche una parte relativa agli usi e costumi montellesi, è nata durante la prima fase della pandemia. Credo che a molti sia accaduto lo stesso. In quei momenti il distacco dal mio passato si è riproposto con maggiore forza. E’ un lavoro senza velleità letterarie, che però è scaturito in maniera naturale. Proprio per questo motivo spero possa trovare un riscontro nella mia comunità a cui dedico il volumetto”.

La presentazione di “Si mi oto a quera via” (Ed. Digital Graphic) si è tenuta  presso il Teatro Solimene di Montella sabato 3 dicembre  grazie all’iniziativa dell’associazione culturale “Ferdinando Cianciulli” e con il patrocinio del Comune di Montella. Insieme all’autore sono interveniuti i professori Paolo Saggese e Tullio Barbone, il giornalista Giulio D’Andrea (sua la prefazione) e Mario Grasso, segretario dell’associazione “Ferdinando Cianciulli”. Moderatore dell’incontro la scrittrice Maria Barbone. Per l’occasione Nadia Marano, autrice del disegno in copertina e delle illustrazioni che animano le pagine del libro, ha presentato una sua opera.

linus

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Consorzio di tutela della castagna Igp Buonopane presidente

Paola De Stasio  Montella – Si costituirà oggi a Montella ufficialmente il Consorzio di tutela della castagna IGP. Il presidente sarà il sindaco Rino Buonopane, la decisione di far assumere questa nomina al primo cittadino si è resa necessaria per uscire dall’impasse e poter finalmente dare corpo e anima al progetto. Da quel che trapela i vari imprenditori castanicoli non sarebbero riusciti a trovare l’accordo su un’ altra figura che rappresentasse le istanze del settore, non ci sarebbe stata unanimità su altri nomi proposti. Il comune di Montella essendo proprietario di castagneti certificati ha titolo a far parte del consiglio di amministrazione del Consorzio, nel cda ci saranno inoltre: i rappresentati delle associazioni di categoria Coldiretti, Confagricoltura e Cia, la cooperativa “Castagne di Montella”, un rappresentate del comune di Volturara e uno di Bagnoli ed un imprenditore castanicolo. Sono circa 50 le aziende certificate. Ricordiamo che la costituzione di questo consorzio di tutela arriva a ben 35 anni di distanza dal riconoscimento Doc da parte del Ministro dell’Agricoltura, primo prodotto ortofrutticolo in Italia ad ottenerlo, sostituito 9 anni dopo, nel 1996 in IGP, indicazione geografica protetta. Il consorzio potrà esaltare quello che la castagna Igp è per questo territorio: risorsa economica , tutela dell’ambiente e richiamo turistico. Proprio nel corso di un convegno sul tema, il vice presidente della regione, Fulvio Bonavitacola, di origini montellesi, ha auspicato che la castanicoltura diventi l’esca del territorio per attrarre domanda turistica di nicchia nei borghi che devono continuare a vivere per scongiurare la desertificazione. Questo Consorzio di tutela deve andare oltre il prodotto , diventare una sorta di banca dati, monitorare il territorio, cogliere le spie del cambiamento climatico, fronteggiare altre emergenze come quella del cinipide. La grande sfida è quella di proteggere produzioni che sono tipiche del luogo, e che altri non hanno. Il consorzio non è diventato una realtà anni fa forse perché’ non se ne avvertiva l’esigenza, le castagne si vendevano bene sia fresche che trasformate, si producevano 60mila quintali di castagne Igp, poi è arrivato il Cinipide, e con l’insetto fitofago gli anni bui con una produzione ridotta fino a 15/ 20mila quintali, a quel punto è diventata più forte l’esigenza di unirsi per ripartire, creare accessibilità ai castagneti, avere la possibilità di usufruire di finanziamenti pubblici. Quest’anno la produzione è tornata a livelli alti, ma la qualità è stata scadente, ci sono stati grossi problemi per la commercializzazione, problematiche che vanno risolte per far funzionare il Consorzio di tutela.

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Raduno provinciale dei Bersaglieri Montella 30 dicembre 2022

Nell’ambito del progetto “I Grandi Valori uniscono” cofinanziato dalla Regione Campania D.D. 674 del 4/11/2022, a Montella il 30/12/2022
si terrà il Raduno provinciale dei Bersaglieri che prevede anche la Presentazione del  LABARO provinciale A.N.B., intitolato al Sott.te Bers. GIULIO LUSI, Medaglia d’Argento  e Medaglia d‘Oro al V.M., nato in Ariano Irpino il 28/01/1899 e Caduto eroicamente “in battaglia” il 30/10/1918. 

PROGRAMMA
1) Ore 10:30 – Parco del Bersagliere (Cap.le E. Caldarone) in Piazza Ferruccio
Apicella (già Largo dell’Ospizio) – Deposizione Composizione floreale al
Monumento al Bersagliere.
2) Ore 11:00 – Presso l’Hotel Ristorante “ZIA CARMELA” Presentazione del LABARO
Provinciale e Comunicazioni riguardanti l’Argomento “I Grandi Valori uniscono”, con
il seguente svolgimento:
a) Introduzione di Rino Damiano De Stefano,
b) Saluti dei Sindaci presenti, dei Presidenti
Regionale e Interregionale SUD A.N.B. e del
Consigliere Nazionale Bers. Salvatore Aversano.
c) Relazione della Sig.na Elvira di Giacomo, studiosa
di Beni Culturali, sulla figura del Servo di Dio – “Giusto tra
le nazioni” Giovanni Palatucci.
d) Eventuali liberi contributi di pensiero dei presenti.
3) Per l’occasione saranno esposti documenti e foto dei decorati di Medaglie d’Oro di
Montella (AV), a cura del Circolo culturale S. CROCE.
4) Al termine (ore 13:00 circa) Pranzo sociale. Per info telefonare al 320-7239858
TUTTI SONO INVITATI A PARTECIPARE PER RENDERE ONORE AL MERITO DEI
TESTIMONI SPECIALI CHE HANNO INVERATO I GRANDI VALORI UMANI.


Montella, lì 15/12/2022
I Presidenti Sezionali A.N.B.
Giovanni Campione (Calabritto)
Michele Galgano (Calitri)

Felice Maiorano (Montella)
Il Presidente provinciale A.N.B.
Damiano Rino De Stefano
Condividono il progetto: UNMRI – Associazione ex Combattenti, Circolo Anziani e Pensionati di Montella.

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CELESTINO DE MARCO e IL RUBINETTO del "CONTENTINO" di Mario Garofalo in esclusiva per www.montella.eu

 Villa De Marco anni 30Nel bell'articolo di Nino Tiretta sulle fontane pubbliche anticamente presenti nei casali di Montella,simboli nostalgici di una civiltà perduta,di un variopinto microcosmo paesano,fatto di incontri, di chiacchiericci,di dispute e di amori,di giochi e di fatiche,viene menzionata l'esistenza di un fontanino fuoruscente dal recinto murario di "Villa Elena" : "sul muro perimetrale di Villa De Marco...-scrive Tiretta- subito dopo il

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Laurea Maria Carbone

Congratulazioni a Maria Carbone , figlia di Gabriele e Giovanna Capone Laureata in Chimica Università La Sapienza di Roma

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Come te la scuòrdi ‘sta ‘Mmacolàta?! di Giuseppe Marano

Come te la scuòrdi ‘sta ‘Mmacolàta?! di Giuseppe Marano Caro Vittòrio! Scusa se ti scrivo ogni mòrta re papa (tra parèntesi: a Suorio dicono mòrta, a la Chiàzza dicono morte! Ricchezza linguistica. Almeno quella!); tu sai che non ti scrivo a bèllo ggènio, quànno mi schòcca ‘ngàpo, ma solo quando succede ‘na cosa gròssa, che può essere un po' importante e utile pure per gli altri;
non mi interessa la lagna personale (la nostra letteratura strabocca di piagnisteo!).
Ma veniamo a noi: come te la scuòrdi ‘sta ‘Mmacolàta?! L’ 8 dicembre scorso.
Te la faccio corta: dopo aver preso una comprèssa non riesco più ad andare a bagno: blòcco urinario. Due di notte. Mi vedo perso.
Che fai? Solo chi c’è passato può capire. “Qua sotto c’è la guardia medica!”. Ci vado subito. C’è una giovane dottoressa, espongo il problema sottolineando la necessità impellente di un catetere e subito mi gela: Non posso metterlo(!) dovete andare al Pronto Soccorso più vicino.
E chi t’accompagna? Nessuno in famiglia è in condizione di accompagnarmi, e non sentendomi di guidare, chiamo un amico che svolge servizio di accompagnamento co la macchina, ma lui e tutti gli operatori purtroppo sono impegnati.
Mi vedo costretto a…portàrmi da solo al PRONTO SOCCORSO più vicino: Sant’Angelo Lombardi, ove mi apre un infermiere giovane il quale sentendo il mio accidente mi gèla per la seconda volta: non c’è il reparto di UROLOGIA, però, avvertendo l’urgenza del problèma, sembra improvvisamente disponibile a mettermi il catetere, MA un vocione, con inflessione vocale velletariamente partenopea, lo sorprende alle spalle: “E chi s’ ’a pìgl’ ssà rescponsabilità!?” (= “e chi si prende questa responsabilità!”): dev’essere un collega più anziano che dall’interno quasi lo rimprovera. “Deve andare al PRONTO SOCCORSO, a Ariano o Avellino!”.
Questo il secondo “soccorso”: quello di Santàngilo.
Non ce la fàccio a replicare e, devo anche cercare di tranquillizzare il familiare che m’accompàgna. Un’altra stampìta per Avellino? E chi ce la fa!
“A pena” (il caso di dire) faccio ritorno a casa dove un familiare chiama il Servizio Infermieristico H 24 (!) per avere un operatore a domicilio, risposta: “Signò so’ re quàtto re notte!”, a significare l’antifona: “Ma tu ha’ pèrsa la capo!”= nessun operatore disponibile, nonostante la formula chimica: H24.
Chiamiamo il 118: miracolo, un barlume di voce umana accorda l’invio di un’ambulanza che dopo poco arriva, due infermieri professionali, compìti, svolgono con cura il loro intervento.
Il mio ringraziamento va a loro.
Eccezione alla sofferta regola: vilipendio della sofferenza.
Caro Vittorio se la sincerità è per gli amici, ti ho scritto senza alcuna speranza…migliorativa; per carità le dovute eccezioni sono d’obbligo: <<exceptis excipiendis>> = …fammelo dire in latino, se no, che l’ho studiato a ffà per tant’anni? Per scoprire la “luna re Nàpoli”? -come dicevano i mitologici sorevesi di Nànzi la Cupa.
Mi stavo dimenticando un piccolo corollario. Qualche giorno fa vicino alla posta incontro un vecchio amico: -Come stai Peppì?- Come non raccontargli la fresca storiella. Segue il mio racconto non meravigliato, e sono io che me ne meraviglio; mi dice: -Mi fai rivivere quello capitato a mio padre 28 anni fa stesso posto. Non c’era chi gli mettésse un catetere! Dovetti accompagnarlo ad Avellino!- Mentre parlava ricordavo un detto nostrano: “Guard’ a li uài re l’àti ca s’addòrcano li tua”, scoprendone l’egoismo di fondo: l’insensibilità o meglio il sollievo per i mali altrui!
Sparo qualche bbòtta di ricorso, esposto-colpo a ricerca di calore ai… Capaddòzi? Ma che ne cavo, povero féssa! I Di Pietro, i Borrelli & C. che fine hanno fatto? Saranno cancellati dalla storia perché colpevoli di essere anticorpi.
Qua non ce vòle la zéngara o un principe del foro per capire che sono stato, con pregnanza simbolica, vittima di “omissione di soccorso”, ma non da parte di un passante che mi trova a terra, ma da un servizio nazionale che deve soccorrere la tua salute. Caro Vittorio, ma…a che gioco giochiamo?!
Ti saluto aff.te
Giuseppe Marano

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Un avvocato intrigante seconda parte di Totoruccio Fierro

UN AVVOCATO  INTRIGANTE  ( Seconda parte) Dopo il " J'accuse ! " elevato in forma solenne e convinta nei riguardi dell'avvocato, il nostro Forcone fu preso da un delirio di onnipotenza e da una gioia incontenibile per averlo inchiodato alle sue responsabilità!
Egli guardò fisso il volto del suo consigliere, che a bocca aperta, con l'occhio destro che aveva intrapreso la stessa via strabica di quello sinistro, dimenandosi e contorcendosi spasmodicamente con tutto il corpo, sembrava lì, lì per esalare l'ultimo respiro!
Frattanto, muto il leguleio, un silenzio assordante era calato nello studio e
Forcone, ancora seduto e con i gomiti puntati saldamente sulla scrivania, ora era convinto di aver giocato e ricoperto un ruolo da attore protagonista nella vicenda dal finale a tinte gialle che da poco si era determinata!
Rimase in attesa che anche un men che minimo bisbiglio potesse sortire dalle labbra dell'ingordo e cavilloso legale, il quale, nel frattempo, ripresosi dalla inaspettata batosta, immaginandosi in un'aula di un tribunale con la toga da principe del foro, così tuonò :
- Le tue ciance, le tue frottole, le tue fandonie non sono altro che vaniloqui deliranti e inconcludenti!
La tua acredine, il tuo livore, il tuo odio verso un povero cane che, affamato, ha scelto il tuo giardino e non un altro ( dandoti così un significativo e considerevole onore ) per soddisfare, poveretto, i morsi della fame!
Poi, alzando il dito come il Padre Cristoforo manzoniano lo investì :
- Adesso e conciosiacosachè alza i tacchi e vattene a fischiettare l'inno nazionale lungo la strada del ritorno, altrimenti mi fai perdere la pazienza e da "carceriere" mi spingi a divenire "carcerato"!
Subissato da questi tonanti improperi e da queste minacciose invettive, degne di quelle del Griso, il Bravo che terrorizzò Don Abbondio il povero Forcone, annichilito e umiliato, riuscì a balbettare :
Aspetto i miei 15.000 euro da voi calcolati per i danni procurati dal vostro cagnaccio!
- Eh? Mio caro Forcone, scarpe grosse e cervello fino, mica ho fatto 13 al Totocalcio e tu, visionario come sei, sogni l' America o Alì Babà!
Ti citerò in giudizio per molestie, turbamento del quieto vivere e per aver infranto e interrotto il mio pisolino pomeridiano!
Non sapendo più che pesci pigliare, Forcone risolse di uscire dallo studio e, per evitare un possibile ruzzolone o capitombolo letale in fondo alla scalinata, si sedette sul primo scalino e col culo per terra li lasciò tutti fino al portone d'entrata!
Bisogna sapere che all' epoca del fattaccio, nei piccoli Comuni, per le controversie minori, funzionava la Pretura e il Magistrato, dato l'ambito ristretto, conosceva tutti gli avvocati del posto con i quali spesso si finiva a "cazzi e cocchiare" con pranzi, cenette, condite da barzellette molto spinte!
Citato in giudizio, Forcone si presentò davanti al Pretore, che era un animalista convinto e scorticato!
Il dibattimento durò lo spazio di un mattino : pochi gli interventi verbali con battute ironiche, folcloristiche e zeppe di sottintesi!
Alla fine si alzò il Giudice e così declamò, sentenziando:
- Signor Furgone, Forcone, Falcone o come "cazzo" vi chiamate, dovete riconoscere che il cane è un essere vivente e come tale va rispettato e assecondato in tutte le sue azioni e determinazioni!
Lei è una sorta di aguzzino e vessatore del povero cane di che trattasi!
La dichiaro soccombente nel giudizio col pagamento di tutte le spese processuali, compreso l'onorario del suo ex avvocato!
La invito, altresì, per il prossimo futuro ad agevolare l' incursione nel suo giardino di tutti i cani del contado, spingendoli ad accoppare almeno tre o quattro galline, bene in carne, ad aprire la staccionata dove tenete rinchiuso un innocente porcellino, a non ostacolare se gli stessi desiderano fare buche nel terreno e pisciare e cagare a loro volontà e piacimento, di abbattere il muro di cinta per facilitare i loro futuri raid!
Ed infine, di farsi carico e promotore dell' eliminazione di tutti gli ostacoli, le barriere, i muri, i reticolati, gli sbarramenti che potrebbero impedire la libera circolazione nel paese e campagna limitrofa di tutti gli animali feroci e non, perchè non si deve gridare allo scandalo se lungo le strade dell'abitato si aggirino ratti, topi e tante, tante zoccole!" 

Totoruccio Fierro

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La rimpatriata del 2005 di Bruno Granese

Nella ricorrenza del nostro 50° del 2005 compleanno fù un mio desiderio suggerire una rimpatriata a tutti gli alunni della classe IV^ sez. A dell’anno scolastico 1964/1965 per trascorrere una piacevole giornata insieme.

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Un avvocato intrigante di Totoruccio Fierro

UN AVVOCATO INTRIGANTE  (Un fatterello tra serio e faceto)  - Chi è al citofono?
- Sono Forcone, avvocà, vi debbo chiedere un consiglio!
Crepitio sconnesso dal citofono...
- Salite e state attento alle scale, perchè sono scivolose e ci potreste lasciare la ghirba, mentre i miei clienti li voglio spennare, cioè, scusate, li voglio vedere vivi!
Uno scatto automatico, il portone si aprì e il povero Forcone, arrancando, vacillando, appigliandosi all'incerta ringhiera guadagnò il pianerottolo e bussò alla porta.
- Avanti, avanti Forcò!  
Sedetevi!
L' avvocato ( una sorta di azzeccagarbugli di oggi calvo, ma con capelli lunghissimi e scompigliati, sulla nuca ; barba con segni evidenti di alopecia ; strabico con l'occhio sinistro ; coperto con abiti bisunti e demodè ) era seduto su una poltrona con fodera in pelle dal colore indefinito...
Seduto che fu, Forcone principiò :
- Avvocà sono venuto a scomodare la vostra scienza del Diritto!   

- Fermo, zitto Forcò, prima di aprire becco, posate su questa scrivania 500 euro, altrimenti non posso aprire la pratica!
Forcone, abbastanza perplesso e mortificato, sbottò :
- Mi dispiace avvocà, ma in tasca ho soltanto 250 euro!
- Va bene, osservò il vorace leguleio, vuol dire, allora, che vi offrirò un...mezzo parere!
Ma veniamo a noi, ditemi quali sono le vostre doglianze?
- L'altro giorno, avvocà, un cane enorme ha scavalcato il muro di cinta
del mio giardino ( facendo, tra l'altro, "sgarrupare" le pietre superiori dello stesso ) e come un barbaro selvaggio e assatanato ha...seminato una capillare distruzione!
- Per quantificare i danni, suggerì l' avvocato, mi dovete specificare con minuzia cosa ha distrutto questo cagnaccio incustodito!

- Avvocà ha praticamente operato un ecatombe di tutte le colture del mio orto : pomodori, carote, insalate varie, melanzane, peperoni, agli, cipolle, fragole, insomma una devastazione sistematica e a tappeto!
Ma non finisce qui, perchè è andato cagando e pisciando in ogni dove!
Aggiungo che, poi, si è intrufolato nel pollaio scompigliandolo ed ha dato la caccia alla gallina padovana ( che mi faceva l'uovo tutti i giorni ) e con un balzo felino e la voracità sanguinaria di una faina ha lasciato di essa solo una nuvola di piume svolazzanti!
Dopo tutta questa sua opera sinfonica e appagante, con un dietrofront acrobatico ha risaltato il muro e non si è visto più!
- Qua la cosa è veramente seria, perchè i danni di natura ecologica, di fauna, flora sono rilevanti e credo che ammontino intorno ai 15/20.000 euro!
Chiediamo un risarcimento di 20.000 e ci accontentiamo di 15.000, di cui 7.500 a voi e altrettanti per il soddisfacimento del mio onorario!
Datemi, adunque, l'indirizzo del proprietario della bestia per l'invio dell'atto di citazione!
- Non è necessario l'indirizzo, avvocà, e vi faccio risparmiare anche il francobollo, perchè il cane è v
ostro!

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Solidarietà dall’Associazione Giovanni Palatucci alla Mensa dei Poveri di Crotone

Solidarietà dall’Associazione Giovanni Palatucci alla Mensa dei Poveri di Crotone    Si comunica che in data odierna 12 Dicembre 2022 L’Associazione Giovanni Palatucci per il tramite del Referente della Provincia di Crotone Cav. Vincenzo Costa su invito del Vice Presidente Onorario nazionale Don Franco Celetta, ha consegnato dei pacchi dono nella sede della Mensa dei Poveri di Crotone alla presenza di Don Ezio ( Mons. Pancrazio Limina ) e coloro i quali quotidianamente danno il loro contributo di volontariato dentro la struttura.
Nell’occasione dell’approssimarsi delle festività natalizie, l’associazione ha voluto aiutare con un piccolo gesto, come d’altronde gli altri anni, le centinaia di persone costrette a lesinare un pasto caldo non trovandosi nelle condizioni di autosostenersi giornalmente, visto le precarie condizioni economiche di ognuno di loro.
Continuano a pervenire richieste di aiuto al Cav. Vincenzo Costa, Referente dell’ Associazione, persona molto sensibile, da parte di alcuni genitori in difficoltà economiche per sostenere i figli a scuola, vuoi per acquisto libri, vuoi per occorrente scolastico giornaliero, a tal fine da oltre dieci anni l’Associazione Giovanni Palatucci contribuisce nel Crotonese ad aiutare tante famiglie, elargendo agli studenti volenterosi delle Borse di Studio nelle scuole secondarie di primo grado e scuole secondarie di secondo grado.
Anche per l’anno scolastico in corso 2022/2023 è stata istituita una Borsa di Studio cui parteciperanno gli studenti del Liceo Musicale V. Scaramuzza dell’Istituto G.V. Gravina, tra quali due meritevoli nel produrre una composizione musicale inerente l’oggetto del concorso, saranno premiati il 27 Gennaio 2023 in occasione della Giornata della Shoah, ricordando il Servo di Dio e Giusto tra le Nazioni Giovanni Palatucci.
In fede
Crotone 13 Dicembre 2022 Ass. Giovanni Palatucci Crotone
Cav. Vincenzo Costa

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Inaugurazione e la benedizione della piazzetta Santa Lucia col bellissimo murales di Nadia Marano

Inaugurazione e la benedizione della piazzetta Santa Lucia col bellissimo murales di Nadia Marano

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Laurea Benedetta Caprio

Benedetta Caprio, laurea magistrale in scienze della nutrizione umana conseguita con 110 e lode presso la facoltà di medicina e chirurgia dell’Università degli studi di Napoli Federico II.  Auguri alla madre Maria Varallo e al padre Francesco.

 

 

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Come eravamo

montella.eu lancia un'ulteriore iniziativa che si propone di mantenere integra l'identità culturale del paese, tramandando alle persone di oggi le tradizioni degli uomini di ieri, attraverso la rievocazione di episodi e vicende del passato. I compaesani sono, a tal fine, invitati a comporre brevi scritti che illustrino fatti, avvenimenti della storia e della cronaca del passato, aspetti della vita sociale e famigliare, personaggi importanti e caratteristici. Gli eventuali scritti potranno essere integrati con fotografie o disegni. "Come eravamo" è un'occasione per ripercorrere le proprie origini, riscoprendo antichi valori, come la famiglia, il lavoro o l'amicizia, che valorizzano l'uomo, inserendolo in un mondo fatto a misura, ed in piena armonia con la natura ed i suoi simili. Tutto il materiale raccolto, oltre ad arricchire il sito www.montella.eu inviate le vostre foto a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e chi si riconosce batta un colpo!

1968 Classe V Scuola Elementare "G. Palatucci". Insegnante Floridea Moscariello  

1930 Classi Scuola Elementare di Sorbo  Insegnante Floridea Moscariello

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