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IL CANE DI EUPOLI di Giuseppe Marano

M’è capitato già due volte, spero non mi capiti più, di vedere questo spettacolo lacerante; per questo lo scrìvo se può servire a qualcosa -ma non ti nascondo che ne dubito forte-, ecco lo spettacolo: un povero cane che insegue disperatamente la macchina del padrone incurante di “farlo schiattare in còrpo”, come se fosse strascinato! Al di là della sensibilità che uno non si può inventare: se ce l’ha, ce l’ha, se non ce l’ha, non ce l’ha, ma qua si tratta di un reato che, sia pur timidamente, l’impianto làsco e permissivo della nostra legge, comprende!

Ed invito chiunque a segnalare a chi di dovere se si dovesse malauguratamente trovare ad assistere a tale strazio, perché la civiltà come rispetto per questi esseri non dev’essere appannaggio esclusivo di Svizzera, Danimarca, Regno Unito, per citarne alcuni…Ci sarà un perché se quelle scene mi evocano altre più terribili della mia infanzia quando vedevo con condivisione di sofferenza (chiamiamola in antico “simpatia”) quei poveri “ciucci” stracarichi di roba arrancare penosamente alla salita e di sera sprizzare dai ferri scintille viva espressione della loro sofferenza,,, guai se scivolavano sulle pietre lisce ed “attonnàte” da immemorabili corsi d’acqua, divenuti poi strade! Quelle belve innominabili dei “padroni” si accanivano con rabbia indicibile e furia bestiale a calci sui poveri animali stremati sconfitti massacrati dal peso dalla fatica! Veramente nzuòrri, gentaglia da fossa comune, anzi mi viene un’espressione sorevese di potenza dantesca più calzante: che “nonn’è bbòna manco pé ccòta.”
Non solo, ma corre voce credibile (da persone che ‘non dicono bugie’!) che da qualche parte non lontana impiccano i poveri cani tartufari colpevoli secondo i barbari “padroni” di non trovare adeguato bottino.
A questo punto vi voglio raccontare un episodio truce ma a miracoloso lieto fine di un amico degno di ogni credibilità. Correva l’anno 2013 e lui andava al suo solito a piedi alle Vitirala quando venne sorpreso da flebili guaiti, una immagine raccapricciante: un cane taglia media si dibatteva disperatamente ad una fune che lo teneva impiccato. Lo libera subito gli fa un massaggio per un tempo interminabile, l’animale si riprende e lo lascia libero quando lo vede sicuro sulle sue zampette. L’amico concluse il racconto dicendo: “Ma tu dove credi che andasse? Si ritirò sicuramente a casa dal “padrone assassino”. Ed io sperai (e spero) che quella “bestia dis-umana” non avesse ammazzato in un impulso di rabbia funesta, il povero animale colpevole di essere sfuggito per miracolo alla condanna a morte. Inutile dire che dovessi pescare un soggetto del genere (meglio degenere) in atto di compiere questo misfatto, potendo (=trovandomi fra mano un “osso di prisùtto” -caro Nàndo!-) lo ammazzerei (per questa dichiarazione frallàltro m’hanno “scancellàto” da Facebuk, senza sapere che piacere m’hanno fatto!).
A contrappunto ed antidoto vorrei ricordare un semplice ma profondo toccante brano di uno scrittore greco che insegnò a Roma, secondo-terzo sec. d. C., dal nome Eliano, che le antologie ricordano col titolo: “Il cane di Eupoli”: Al poeta di commedia Eupoli, Eugea di Eleusi dona un bel cucciolo di molosso ed Eupoli lo chiama Eugea proprio come chi glielo ha donato. E così il cane di Eugea coccolato con tanto amore ed attenzioni e viziato con i cibi più squisiti, si affezionava enormemente al padrone. Un giorno un suo compagno di servitù rubò un dramma di Eupoli, ma non passò inosservato al cane che, avventandosi al ladro del libro e mordendolo senza risparmio, lo uccideva. Qualche tempo dopo Eupoli concludeva la sua esistenza in Egina ove veniva sepolto: il cane ululando e lamentandosi continuamente si lasciò consumare dalla sofferenza e dalla fame fino alla morte odiando il resto della vita che gli rimaneva. E il luogo in ricordo di quel dolore viene chiamato “Il lamento del cane”>>.
<Per dire che già nel mondo antico si trova una grande sensibilità animalista che avrebbe tanto da insegnare pure oggi nel nostro mondo moderno. Un amico mi ha raccontato un episodio che ha una impressionante affinità col …Cane di Eupoli. Non meno toccante. Ad attestare l’universalità del sentimento che non conosce barriere di tempo. Se può interessare ve lo racconterò

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OPEN DAY: TERZA DOSE (da incubo) di Giuseppe Marano

Vorrei segnalare alla Vostra attenzione, alla comunità montellese e soprattutto alle Autorità preposte, quanto successo ieri al Centro Vaccinale ASL Montella. 
Con molti ringraziamenti porgo i migliori saluti Giuseppe Marano Montella AVQuello che è successo ieri (sabato 27-XI-’21) al centro Covid ASL Montella fa saltare l’asticella del grottesco e dell’horror dei racconti di Poe. Cartello ben in vista: VACCINAZIONE dalle 14 alle ore 20. Ci rechiamo con un amico con la tranquillità compatibile con l’dea non piacevole della…puntura. Sotto pioggia lunghissima fila di vaccinandi diretta verso il padiglione, già qui, inesistente la prescritta distanza interpersonale. Ma il caos astronomico, l’orribile spettacolo, non visibile all’esterno, si è spaventosamente presentato all’ingresso del padiglione antistante il Céntro Sociàle, una sorta di “nuova edizione riveduta e corretta” delle nostre gloriose Forche Caudine! Mega-serbatoio diffusivo di virus: un assembramento farnetico, altro che distanza di almeno un metro fra persone, ogni tanto in fondo alle quinte appariva talora una figura tragica freneticamente gesticolante che impartiva gridando inascoltate incomprensibili raccomandazioni; considerazione “banale” (!): uno viene nel luogo sanitario preposto a combattere il virus e trova invece questo luogo come centro di diffusione e di contagio del virus che si vuol combattere con la vaccinazione! Nessuna organizzazione ordinata dell’accesso, nessuno ad assicurare la fila di persone vaccinande opportunamente distanziate secondo le norme strombazzate da anni echeggiate anche dalle pietre: caos totale. Un amico ha chiamato prima il Comune, nessuna risposta, ha chiamato quindi i CC che di lì a poco sono intervenuti non so con quali risultati perché sono uscito quando dopo un’ora si è appreso che le dosi non bastavano per i presenti. Insomma ci si chiede di chi la responsabilità di questo abbandono alla improvvisazione istintiva per una operazione di massa così importante riguardante la salute e la vita delle persone! Insomma ci voleva ineludibilmente un servizio d’ordine da parte di figure preposte a disciplinare l’accesso: Polizia Municipale, CC, Forze dell’Ordine insomma, magari, perché no, coadiuvate dalla Protezione Civile (dal nome promettente aiuto). Macchè, grave incuria logistica: prevaleva sulle Forze dell’Ordine, la Forza Oscura del Disordine.

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L’hanno angappàti ?!?!”

un accalappiacani cattura un animale randagio Qualche sera fa durante la solita passeggiata nella zona indistriale, nei pressi di uno stabilimento lavorazione plastica, i due “amici” paciocconi non sono venuti incontro a salutarci (per lo più non accettano crocchette: c’è già qualche mano generosa che ci precede) son felici di qualche carezza e

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Le manette invisibili - lettera aperta al Sig. Sindaco (di Giuseppe Marano)

Bollette acqua impazziteEgregio Sindaco, mi rivolgo a Lei all'inizio ed alla fine, “alfa” ed “omega”, perché nella sua autorità rappresentativa di una comunità, voglia prendere a cuore il fatto in argomento in cui entro a piè pari. Da 11 euro a trimestre in due camere a Sorbo dove acqua non se ne consuma, improvvisamente 

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L'acqua mi provoca (di Giuseppe Marano)

Mi rivolgo a Renato... perchè è uno che ci soffre più di me per questa... "schifezza di cose" Caro Renato, come vedi l'intervento di Di Cicilia è potenzialmente devastante, basta toccare un po' sotto le sue delicate parole e... si salta per aria! Perché, anche se non esplicitamente (il furbacchione

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La galleria di Montemiletto... di Giuseppe Marano

galleria trenoCaro Vittorio, ho letto bene dal tuo notiziario di prima mattina? Se si, apprendo con piacere (ed anche con un po' di delusione per il ritardo!) che il Sindaco ha deciso di prendere posizione di petto sullo scandalo del Comune "nuovo" (!) che, nonostante da anni stia letteralmente e lentamente cadendo scocchiolato, non ha destato finora, tranne

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Giornale on-line di Giuseppe Marano

Giornale on lineVitto' scusa, ma oggi ci mancava sta provocazione! Su Facebbùc! No' lo devo leggere più! Ma come sai, non mi faccio usare, almeno questa è l'intenzione, lo uso per sgranchirmi un po'...la capo e manovrare un po' le parole Che ci resta? Ma veniamo a noi...Oggi che ti leggo? LA FORNERO ATTACCA DI NUOVO GLI ITALIANI: "Sono scansafatiche

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RENA', RENA', RENA'.....di Giuseppe Marano

Arrabbiato-02"Rena', Rena', Rena', per piacere lassami sta', no' m'aggementa'! ...se non altro pe' rispetto all'età (stiamo là...). Ma secondo me, lo fai apposta! Mi fai venire la voglia di recitarti un verso di Dante, ma meglio di no, se no pensi che voglio fa' a forza lo letterato! "Tu vuoi che io rinnovelli disperato dolor che il cor mi preme!". Tu mi vai a nominare il mio "Panno"!

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TOCCHIAMO QUALCHE TASTO...di Giuseppe Marano

TastoCaro Direttore ci risentiamo, francamente mi congratulo per l'ospitalità data a tutti quegli interventi interessanti, su tante questioni aperte del paese, fatti concreti e non chiacchiere politiche (fossero almeno quelle che cosparse di miele si sgranocchiano a Carnevale!). Veramente un bel dibattito. Quello iniziato sul neocomune "scocchiolato" da Salvatore Santoro che ha avuto il merito di rotolare la prima pastella sulla neve che poi man mano s'è ingrossata sì, ma senza arrivare, almeno fino a mo', alla valanga!Può essere un segno di civiltà. Ma il futuro lo sa solo il Padreterno... Avrei voluto unire la mia voce al dibattito dagli accenti interessanti, ma poi mi son detto: "Ti sei scordata la lezione del vecchio (ma sempre nuovo!) prof. di filosofia che diceva che solo i fessi (la male parola è mia!) discutono sull'impossibile". Voleva dire che poteva pure far piacere desiderare che una disgrazia non fosse accaduta, ma non è che

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Benevento Capoluogo ......di Giuseppe Marano

Avellino BeneventoCaro Direttore...sempre a me capita nel momento più storto! Tornavo da "Tasso" dove mia cugina Ada mi aveva pregato di andar a raccogliere due castagne per la nipotina...Non ti trovo 'no soggetto delle zone alte, le mie, che...detta alla "sorevèse" c'è 'ncarnato? E non ne fa scuorno, anzi ti fàce...fàcci e ti sfotte pure: "Io sempre qua me le vengo a fare, perchè piacciono a mia figlia che sta fuori... eppò qua non è "affenzàto" (=recintato), allora tutti ci possono venì". Il soggetto è bene...allimàto. Che fai? Quello che avresti fatto tu: nemmeno una parola per proteggere il fegato e/o per evitare il peggio...perchè sono discreto conoscitor antropologico dei miei soggetti da studio

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L'assicurazione del motorino di Giuseppe Marano

CAROASSICURAZIONECaro Direttore che mi tieni gentilmente informato a tutte l'ore (ti ringrazio che ogni tanto mi svegli dal mio isolamento subacqueo parlandomi di "Cinipide", "Pedibus Calcantibus" e Sagra delle Castagne...cui, se mi ricorderò farò qualche cenno...)...stavolta ti confesso una cosa, che, anche a distanza di un anno, mi è rimasta "'nzuccàta 'n gànna", insomma non mi è andata, nè mi va giù...Sarà forse un mio difetto di deglutizione. Scendiamo subito a terra prima che sia troppo tardi: L'assicurazione del motorino. Tengo un bel Peugeot 50 cc. color aragosta (dico "bello" perchè non m'ha dato mai fastidio...solo per una "batterietta"...ma non apriamo un'altra giaculatoria se no faccio concorrenza ai preti...), ce l'ho dal non vicino 1998, e la batteria m'è durata fino all'anno scorso...un portento!...

Insomma un po' di tempo fa,

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Giuseppe MARANO riflessioni "musicali".

Giuseppe Marano-foto-03Caro Vittorio, mo' mi dirai: "Ti stai allargànno 'no poco troppo", e... son d'accordo con te, perchè son pigro, e butto fuori qualcosa quando non ne posso più! Mi è capitato ieri, in una meravigliosa chiesetta (che mi ricorda perle nascoste e scoperte con flash abbagliante... tenetele nascoste il più possibile, perchè la nostra vista le sciupa...come l'Esterina del grande poeta!) linda, semplice nelle linee stupendamente illuminata ed impreziosita da un magnifico dipinto di De Sfefano che spirava protezione dall'alto...Ebbene questo luogo sacro di fronte al Convento delle suore di San Giuseppe, è stata armoniosissima esaltante cassa di risonanza di

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Nota di Giuseppe Marano

Stavolta è il caso di dire, anzi, di fare cose serie. Il triste caso di quellaGiuseppe Marano foto-02 signora uccisa da un maledetto calabrone, non potete immaginare quanto mi rattrista, scatenando tra l’altro un rammarico rabbioso, per quanto, mi direte, irrazionale! Son sicuro di interpretare i sentimenti di tutti. La morte si sa è sempre inaccettabile, ma quando si presenta col dolce ronzio di quell’imenottero tigrato, no, non è possibile! Mentre tranquillamente lavorava nel suo fondo familiare, forse anticipava la gioia del ritorno a casa a riprendere conversazioni interrotte con volti cari…Ma “No!” ha detto il minuscolo assassino!

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