Castagne e marroni, dal cinipide non si può scappare

cinipide 1Il cinipide galligeno torna a fare danni al castagno. E non solo in Campania, come abbiamo scritto nei giorni scorsi dopo aver parlato con Salvatore Malerba, proprietario dell'azienda Castagne Malerba di Montella (Avellino) e Loreto Iannuccilli, amministratore dell'azienda Agricastagna di Roccamonfina (Caserta). Anche nell'Appennino tosco-emiliano, infatti, quest'anno Dryocosmus kuriphilus si è ripresentato azzerando la produzione di diversi impianti.
La conferma ci arriva da Sergio Rontini, titolare de Il Regno del Marrone, azienda agricola biologica di Castel del Rio (Bologna) specializzata in marroni con cinquanta ettari di castagneti posizionati fra i 250 e i 700 metri sopra il livello del mare. "Già l'anno scorso - dice - avevamo riscontrato il ritorno della vespa cinese nei castagneti posizionati a maggiore altitudine. Alla fine, però, il prodotto c'era. Quest'anno è tutto diverso: dove c'è il cinipide non raccoglieremo niente". 

Segno che la lotta biologica con l'insetto antagonista Torymus sinensis non si è dimostrata efficace. E la filiera castanicola non ne conosce i motivi. Giampaolo Rubinaccio, produttore di castagne aderente alla Copagri Campania, ce lo aveva spiegato a giugno: "Non sappiamo a cosa sia dovuta la ricomparsa del cinipide. Probabilmente qualcosa ha disturbato l'azione dell'antagonista naturale Torymus sinensis durante il 2018".
La raccolta di marroni di Castel del Rio, produzione che vanta l'Igp, sarà molto scarsa anche a causa dell'andamento climatico sfavorevole della scorsa primavera. "A maggio ha sempre piovuto e ciò ha penalizzato l'allegagione - sottolinea ancora Rontini - Se andrà bene avremo il 20-30% della produzione, comprendendo anche lo scarto. Oggi possiamo solo sperare che le temperature non calino bruscamente da qui alla raccolta, che dovrebbe iniziare verso il 5-6 ottobre".

Fra meno di un mese, quindi, il Regno del Marrone potrà avviare la campagna commerciale 2019/20. "Il prodotto fresco bio di prima qualità, confezionato in sacchettini, lo porteremo soprattutto al Caab di Bologna nei mesi di ottobre e novembre. Il raccolto di piccola pezzatura sarà invece sottoposto a un processo di lenta essiccazione (45 giorni) a bassa temperatura per la produzione di marroni secchi, farina a crudo, creme, cioccolato e birra di marroni", fa sapere Rontini. Che conclude: "Stiamo lavorando per costruire, a fianco del nostro stabilimento di via S. Andrea 698/a, un mulino a pietra per la macinazione dei marroni. Così andremo a chiudere la filiera a 360 gradi e la nostra farina biologica potrà essere certificata Gluten Free".

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