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Nota di Giuseppe Marano

Stavolta è il caso di dire, anzi, di fare cose serie. Il triste caso di quellaGiuseppe Marano foto-02 signora uccisa da un maledetto calabrone, non potete immaginare quanto mi rattrista, scatenando tra l’altro un rammarico rabbioso, per quanto, mi direte, irrazionale! Son sicuro di interpretare i sentimenti di tutti. La morte si sa è sempre inaccettabile, ma quando si presenta col dolce ronzio di quell’imenottero tigrato, no, non è possibile! Mentre tranquillamente lavorava nel suo fondo familiare, forse anticipava la gioia del ritorno a casa a riprendere conversazioni interrotte con volti cari…Ma “No!” ha detto il minuscolo assassino!

Purtroppo ho letto altri di questi casi infausti, piuttosto frequenti nelle nostre zone, e mi arrabbio con me stesso chiedendomi: “Ma possiamo fare qualcosa per evitare? Abbiamo fatto tutto?”. Amaramente penso di no. Qualcosa si può, si deve fare! Ieri commentavamo il triste fatto con l’amico Salvatore Marano davanti la sua pizzeria e mi diceva che, per la verità, se ne vedevano in giro molti di meno grazie ad una disinfestazione accurata fatta per tempo. Ma per la campagna e montagne? Mi chiedo ancora se non ci fosse un prodotto insetticida naturale che non danneggia gli alberi…In queste circostanze vengono tutte le domande le più esasperate a ritmo febbrile. Se ci fosse…-magari!-se ne dovrebbe buttare con l’aereo irroratore una bella nuvolaglia su tutto il territorio comunale… Non credo si leverebbero le vocine contrarie di improbabili entomofili, di quelli cioè che amano gli insetti, magari dispiaciuti per la loro scomparsa dalla terra…Ma alle persone scomparse per colpa loro, ci pensano? Mi rendo conto che potrebbero essere discorsi futuribili…Già qualche tempo fa, in seguito ad una disgrazia analoga nel serinese, scrissi un trafiletto, una letterina, sul giornale, sollecitando ASL e Comuni a prendere un’iniziativa concertata e sinergica (come dicono politici e burocrati) intesa a promuovere uno screening su campo provinciale tramite la struttura dell’ASL per individuare almeno le persone allergiche, più esposte al rischio mortale…Un po’ quello che si fa meritoriamente con la vaccinazione antiinfluenzale verso novembre! Quest’ultima necessaria per chi ha problemi cardiaci o broncopolmonari, ma analoga profilassi sarebbe necessaria per le persone allergiche al maledetto killer. Risultato della mia letterina: ma tu vai o vieni? Vanno a sentire proprio me quelli che comandano e fanno legge! Se non stanno a sentire manco Napulitano, il nostro Presidente, che “s’è ucciso” a mandare messaggi continuamente a deputati e senatori, perchè s’accordassero ad eliminare quella schifezza di Porcèllum, non rendendosi però conto, da galantuomo in buona fede, che i destinatari del suo pressante invito, pigliano tempo, pensando in primis alla “pellaccia” (come tutti nel nostro piccolo) per assicurarsi quanto più a lungo possibile la rendita del ricco scanno. Pure questa volta vorrei rivolgere al Sindaco e ai dirigenti dell’ASL, nonché alla regione- per quel che possa valere- la richiesta accorata e pressante di voler darsi da fare d’amore e d’accordo, per mettere in campo un’opera di efficace prevenzione o profilassi generale nei riguardi di questo imenottero che costituisce un killer invisibile che ti colpisce quando meno te l’aspetti con tecnica malefica degna d’un film di Dario Argento. Come? Principalmente promuovendo uno screening alla popolazione (siamo tutti esposti). Questa operazione, dovrebbe essere gratuita per determinate fasce di reddito e di età, coadiuvata economicamente, dato che siamo ridotti ai piedi di Pilato, da un ticket ragionevole per chi ha un determinato reddito. Penso non si chiedano cose dell’altro mondo, ma sia questa una reazione giusta alla natura quando è cattiva! E vorrebbe essere anche, indirettamente un atto d’omaggio sincero e di commemorazione per chi ci ha rimesso la vita, segnalando un rischio per tutti noi. Se questo per penuria di soldi non fosse possibile (ci sarebbe da dire….!), almeno si organizzasse una seria campagna d’informazione sanitaria preventiva da parte di personale competente, che sensibilizzasse la popolazione sul rischio incombente, in primis attraverso il medico di famiglia, che dovrebbe indirizzare i suoi assistiti alle strutture adeguate perché potessero sapere la propria “situazione”, di modo che i soggetti a rischio possano premunirsi di un “contravveleno” apposito d’uso immediato. Insomma dato che l’infausto fenomeno sta diventando piuttosto frequente, perché non sensibilizzare, magari con incontri o al limite internet, tv, manifesti, quali medicinali sarebbe opportuno che tutti portassero…perché un volatile del genere, è entrato dal finestrino della macchina in corsa…e per la paura per poco non sono andato fuori strada o…peggio. Pure questo può succedere! E non si dica per favore che la regione campana non ha soldi e quindi non si può mettere a finanziare campagne del genere! Assurdo pensare che la sanità regionale, seconda per valanga di soldi che spende, solo a quella di Mamma Roma, il Lazio, che strazio!, non riesca a drenare i fondi necessari per questa cosa così importante per la nostra salute, tenendo conto, da analisi giornalistiche, che rispetto alle “sorelle” del nord, tanto a mo’ d’esempio (dicevano i nostri Grandi del passato, da uno (l’esempio) capisci tutto…!) la nostra regione per un macchinario di risonanza magnetica, paga il doppio della Lombardia e che una siringa qua costa 50 cent. là 5…! Ma lasciamo perdere. Se son fesserie, prendetevela con la stampa, abbondantemente foraggiata con soldi pubblici, anche nostri, da una legge ad hoc. Saluti Giuseppe Marano

 

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