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Sciarpigno, una storia vera di Totoruccio Fierro

Sciarpigno 07 Sciarpigno di Totoruccio Fierro     Racconto la storia di questo personaggio, vissuto realmente negli anni venti del secolo scorso, perchè ritengo, senza alcuna presunzione e supponenza, che essa, velata com'è dalla mia solita, bonaria, sottile e distaccata ironia, merita di essere letta.
L'origine del suo 'stranginomo' è del tutto ignota.
Potrebbe, forse, derivare dalla parola inglese "sharp", che significa aguzzo, tagliente, pronto nelle risposte! 
Ma quanti Montellesi all'epoca conoscevano la lingua anglosassone?
Pochi, pochissimi, per la qual cosa è più probabile che, come tutti gli "stranginomi" che in quel tempo si affibbiavano alla quasi totalità delle persone e alle famiglie di provenienza, essi avevano scaturigine da situazioni, fatti, cose, aspetti fisici, abitudini, comportamenti e quant'altro!
Era basso e segaligno e il suo viso rassomigliava a quello di una civetta :
naso adunco, occhi piccoli e acuti, sguardo sinistro e mefistofelico, faccia attenta, sospettosa e sempre imbrattata e sporca di terra!
Sciarpigno 05 Sulla testa portava un cappello a larghe falde, unto e bisunto per il prolungato uso.
I movimenti del suo corpo, coperto da un vestito tutto rattoppato, erano contraddistinti da scatti convulsi, improvvisi che ricordavano, appunto, quelli dell'uccello notturno!
Che mestiere poteva esercitare un tale personaggio, se non quello di Custode del Cimitero comunale?
Di fatto, lavorò per tutta la sua misera vita tra croci, lapidi, bare, cappelle, tombe del Camposanto.
Il suo impegno, la sua solerzia, il suo attaccamento al lavoro erano talmente sentiti e partecipati che, non solo trovava del tutto normale e naturale mangiare e bere il vino seduto tra i morti, ma addirittura dormire tranquillamente in loro compagnia in un lettuccio, in uno dei due vani posti all' entrata del Cimitero!
Insomma, era riuscito a stabile una osmosi, una tacita convivenza con chi non c'era più, da sentirsi parte integrata e completa del luogo, sperando in tal modo che, vivendo abitualmente tra i morti, la lama lucida e tagliente della nera, beffarda ed impietosa
"SIGNORA" l'avrebbe risparmiato!
Sciarpigno 06Quando si andava a far visita ai cari defunti, Sciarpigno godeva e si divertiva a renderla più sofferta, scabrosa e problematica, soprattutto se fatta durante il tardo pomeriggio o nelle ore notturne.
Infatti, mentre si percorrevano i vialetti, non era del tutto improbabile vederlo spuntare di soppiatto e all'improvviso dai posti più impensati :
si appostava dietro una lapide, dietro un cipresso, un cespuglio, una colonna e usciva con uno scatto rumoroso; altre volte emergeva all' infuori da una fossa con un guizzo tale che ricordava quello del pupazzo Pulcinella che veniva catapultato all'insù dalla molla compressa in una scatola giocattolo chiusa! Altre volte ti seguiva in modo silenzioso, toccandoti lievemente sulla spalla...
In buona sostanza perseguiva una vera e cinica strategia del terrore! Per tutto questo,
il povero visitatore doveva mettere in conto non solo la paura derivante da possibili "fantasmi" che potevano più o meno aleggiare in quel luogo, ma anche di quella che veniva scatenata dalle diaboliche apparizioni di mister "Sharp"!
Quando poi saliva al Paese, si assisteva a scene di comico e folkloristico sommovimento : i ragazzi si davano a un disperato fuggi - fuggi generale ; le donne si segnavano con la croce ;
gli uomini si lanciavano ad abbracciare il ferro dei lampioni stradali o, più ancora ad affondare le mani nelle tasche dei pantaloni al fine di perturbare gli incolpevoli e dormienti
" satellitini " di...Giove!
A volte, lo si vedeva maneggiare con nonchalance le ossa dei morti come se fossero rametti d'albero e quando arrivava il 2 Novembre, diventava d'incanto disponibile e cortese verso tutti i visitatori che non gli facevano mancare il loro riconoscimento.
Purtroppo, anche lui non potè sfuggire al roteare del falcione implacabile della nera Signora!
Certo è che, passare dal mondo dei vivi a quello dei morti, dopo tanti anni passati in loro compagnia, sicuramente non rappresentò per lui nè un fatto doloroso, nè drammatico!

Totoruccio Fierro

 

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Mercoledì, 22 Maggio 2024