Spett./le Redaz ione Montella Eu. A pochi giorni dalle elezioni politiche, non avendo trovato sul Vs. sito niente che conduca a un minimo dibattito sull'argomento, mi permetto di fare e inviare alcune mie semplici riflessioni, sulle varie e innumerevoli diatribe fra le coalizioni ed i loro candidati premier al confronto con gli elettori domenica
Articoli vostri
Caro Direttore, ti stavo preparando un mio pensierino sulle cose che non mi scendono (mi chiederai: “Ma che ti va bene?”, non farmela questa domanda per favore: non ti so rispondere subito) . Ad un certo punto però ho lasciato perdere, perché m’ero inceppato nel nervosismo che mi prendeva, mi… ‘ngaraogliàva, per dirla tutta. Forse i brillanti psicologi parlerebbero di “eccessivo autocoinvolgimento” al tema…(tranquilli! per questo non posso mai fare lo scrittore, che, come prima cosa, dev’essere un po’ distaccato, quasi scostante da persone e cose, il che per la verità non mi costa troppo sacrificio). Ero giunto a buon punto, come dicevo, quando mi son accorto che le cose
Caro Direttore ci risentiamo, francamente mi congratulo per l'ospitalità data a tutti quegli interventi interessanti, su tante questioni aperte del paese, fatti concreti e non chiacchiere politiche (fossero almeno quelle che cosparse di miele si sgranocchiano a Carnevale!). Veramente un bel dibattito. Quello iniziato sul neocomune "scocchiolato" da Salvatore Santoro che ha avuto il merito di rotolare la prima pastella sulla neve che poi man mano s'è ingrossata sì, ma senza arrivare, almeno fino a mo', alla valanga!Può essere un segno di civiltà. Ma il futuro lo sa solo il Padreterno... Avrei voluto unire la mia voce al dibattito dagli accenti interessanti, ma poi mi son detto: "Ti sei scordata la lezione del vecchio (ma sempre nuovo!) prof. di filosofia che diceva che solo i fessi (la male parola è mia!) discutono sull'impossibile". Voleva dire che poteva pure far piacere desiderare che una disgrazia non fosse accaduta, ma non è che
Ogni anno passo alcuni periodi di vacanza nel vostro paese. Purtroppo soggiorno in una strada molto trafficata e per di più senza alcun marciapiede. La strada è Via M. Cianciulli, il tratto
di cui voglio parlare è in semicurva ed è soggetto ad un divieto permanente di sosta e di fermata. in questo punto ho il portone del mio appartamento. Quasi sempre quando arrivo devo arrabbiarmi andando alla ricerca del proprietario dell'auto che lasciata in sosta non mi permette, né di entrare in casa, né di aprire gli sportelli di accesso ai vari contatori del gas acqua e luce. Il caso limite si è verificato un giovedì pomeriggio verso le 19 nel mese di Agosto, volendo rientrare in casa io e mia moglie, abbiamo trovato un'auto talmente parcheggiata male da non consentire l'accesso al portone nemmeno ad un piccolo bambino. Non riuscendo a trovare il proprietario mi sono rivolto al 112 dei Carabinieri e successivamente ad un
Caro Direttore...sempre a me capita nel momento più storto! Tornavo da "Tasso" dove mia cugina Ada mi aveva pregato di andar a raccogliere due castagne per la nipotina...Non ti trovo 'no soggetto delle zone alte, le mie, che...detta alla "sorevèse" c'è 'ncarnato? E non ne fa scuorno, anzi ti fàce...fàcci e ti sfotte pure: "Io sempre qua me le vengo a fare, perchè piacciono a mia figlia che sta fuori... eppò qua non è "affenzàto" (=recintato), allora tutti ci possono venì". Il soggetto è bene...allimàto. Che fai? Quello che avresti fatto tu: nemmeno una parola per proteggere il fegato e/o per evitare il peggio...perchè sono discreto conoscitor antropologico dei miei soggetti da studio
Caro Vittorio, non ricordo se ieri, l'altro ieri o ancor l'altro, mi ha preso un dubbio , i filosofi lo chiamano pure dilemma...Ripetevo tra me e me: "Ma come si dice... re treciòla o cetròla...?". Mi dirai: ma no' tenevi proprio che pensa'! No, tenevo che pensa', ma il dubbio mi bloccava...Sì, perchè ricordavo d'averle sentite da piccolo tutt'e due quelle voci! Nei vichi di Sorbo, non ricordo in quale ma sicuramente in uno di questi: quello dove c'è la casa di Cicco Cianci...Annant'a' la Cupa... la Selece re còppa o la Selece re sòtta...Annant'a la Croce, 'Nnànt' a' l'Angilo, ...Suriviéllo...Sott' a' l'Angilo...Cappella e Cèrza Grossa...non me lo chiedere per favore che non me lo ricordo. Sorbo allora era
Caro Direttore che mi tieni gentilmente informato a tutte l'ore (ti ringrazio che ogni tanto mi svegli dal mio isolamento subacqueo parlandomi di "Cinipide", "Pedibus Calcantibus" e Sagra delle Castagne...cui, se mi ricorderò farò qualche cenno...)...stavolta ti confesso una cosa, che, anche a distanza di un anno, mi è rimasta "'nzuccàta 'n gànna", insomma non mi è andata, nè mi va giù...Sarà forse un mio difetto di deglutizione. Scendiamo subito a terra prima che sia troppo tardi: L'assicurazione del motorino. Tengo un bel Peugeot 50 cc. color aragosta (dico "bello" perchè non m'ha dato mai fastidio...solo per una "batterietta"...ma non apriamo un'altra giaculatoria se no faccio concorrenza ai preti...), ce l'ho dal non vicino 1998, e la batteria m'è durata fino all'anno scorso...un portento!...
Insomma un po' di tempo fa,
I^ e II^ PARTE - Avevamo finanche battezzato il "cerchio magico" degli amici con l'acronimo "Volticonbrafi", che era la risultanza delle iniziali dei cognomi: Volpe,Tiretta,Conte,Branca e Fierro.
Ci riunivamo quasi tutte le sere,quando alla casa di uno,quando di un altro : le nostre madri,con grossi sacrifici,ora me ne rendo conto,non ci lasciavano quasi mai a pancia vuota!I momenti più belli li trascorrevamo da zia Flora,in piazza, e da zia Carmela,la madre di Peppo Branca,al Carmine.Qui ci sentivamo perfettamente (ENTRA E COMMENTA )
Questo articolo se vedrà la luce, uscirà ad animi raffreddati, ma basta poco ad arroventarli. Basta ricordare, ma non solo, ci vuole anche un po’ di coscienza e senso morale…perché con l’aria mefitica che ci circonda, non è tanto facile restarne immuni. Caro Direttore qua c’è rischio che veramente “sulle deserte pagine cada la stanca man”, che ci passi l’unico sfizio decente che c’è rimasto: quello di scrivere qualcosa. E perché? Ma è domanda da farsi con tutta questa monnezza melmosa che ci cade addosso in gelatinosa imponente cascata: e mo’ Fiorillo, con quel bel cozzettòne porcino che s’è fatto quattro quintali sguazzando in quell’immenso vascone della Regione Lazio, e mo’ con quest’altro, il Saggese, che “s’è affogato” non so
Caro Vittorio, mo' mi dirai: "Ti stai allargànno 'no poco troppo", e... son d'accordo con te, perchè son pigro, e butto fuori qualcosa quando non ne posso più! Mi è capitato ieri, in una meravigliosa chiesetta (che mi ricorda perle nascoste e scoperte con flash abbagliante... tenetele nascoste il più possibile, perchè la nostra vista le sciupa...come l'Esterina del grande poeta!) linda, semplice nelle linee stupendamente illuminata ed impreziosita da un magnifico dipinto di De Sfefano che spirava protezione dall'alto...Ebbene questo luogo sacro di fronte al Convento delle suore di San Giuseppe, è stata armoniosissima esaltante cassa di risonanza di

Ho letto, con vivo interesse, l'ultimo articolo dell'ottimo amico Giuseppe Marano, in data 16 settembre u.s., dal titolo: "Abbandonati da Dio". Io, in verità, non me ne voglia Peppino, l'avrei intitolato "Abbandonati da Dio e dagli uomini!"
Riferendomi a quest'ultimi, ovviamente, non posso non parlare della "Casta" dei politicanti che per il passato, ma anche per il tempo presente, ne hanno fatte e ne fanno di "cotte e di crude!", disseminando, nel caso di specie, l'intera nostra penisola di "Comunità Montane" (moltissimi, cinicamente e più semplicemente le definisce, "Comodità Montane"), sui monti, sulle colline,nelle valli, e finanche sulle spiagge marine!
Veri e propri carrozzoni, dove sono stati sistemati eserciti di impiegati politicamente riconoscenti, ma, che, come scrivono Stella e Rizzo, in alcune realtà, la stragrande rappresentanza, ha dimostrato di essere assente, latitante, refrattaria ad ogni forma di impegno, di attività, di esercizio lavorativo: un vero e proprio salasso per le casse dell'erario!
Ma non è di questo che desidero parlare: "Lasciamo che i morti seppelliscano i loro morti!".
Quello che, invece, mi ha intrigato di più è stata la lettura della toccante e intensa sofferenza che il perspicace amico Pinuccio dimostra di avvertire nei riguardi del toponimo "Fondana"!
Il suo disappunto è da me pienamente condiviso e, in un certo senso, "solidarizzato"!
La toponomastica delle strade,dei vicoli,delle piazze, deve obbedire alla fonetica delle parole o, invece, alla loro grafica?
Se prevale la prima tesi, allora, non riesco a comprendere perché tale scelta ha riguardato il solo toponimo di "Fondana" e non anche le intitolazioni degli altri rioni,vie e posti del Paese!
Per la qual cosa, dovremmo adottare le intestazioni di "Arzano", invece di Garzano; "Suorio", invece di Sorbo; "Chiazzavano", invece di Piazzavano; "Abbascio a la Serra", invece che Piediserra; "Li Lavrini", invece che I Laurini; "Sorivitiello", invece che Sorbitello; "Abbascio a la Starsa", invece che via Nazionale; ecc.!
Insomma, fatta una scelta, essa, per un elementare senso di giustizia, non dovrebbe essere perseguita per tutti i toponimi della nostra cittadina?
Allora, smettiamola con la dizione "Fondana" e ripristiniamo il vecchio toponimo di FONTANA, che, poi, vuole indicare semplicemente ed evidentemente un sito dove c'era una fontana, dalla quale la gente, le belle donne “ co’ lo truocchio e la mescetora “ , ancheggianti attingevano l'acqua fresca e dissetante!
Carissimo Sindaco Capone, pensaci seriamente, perché tu che sei nato a Fontana e non a "Fondana", rischi di non essere anagraficamente mai nato !
Non è questione di "lana caprina!".
Un caro saluto a tutti
Totoruccio Fierro
Stavolta è il caso di dire, anzi, di fare cose serie. Il triste caso di quella
signora uccisa da un maledetto calabrone, non potete immaginare quanto mi rattrista, scatenando tra l’altro un rammarico rabbioso, per quanto, mi direte, irrazionale! Son sicuro di interpretare i sentimenti di tutti. La morte si sa è sempre inaccettabile, ma quando si presenta col dolce ronzio di quell’imenottero tigrato, no, non è possibile! Mentre tranquillamente lavorava nel suo fondo familiare, forse anticipava la gioia del ritorno a casa a riprendere conversazioni interrotte con volti cari…Ma “No!” ha detto il minuscolo assassino!
- Pensieri 'nfocati di Giuseppe Marano
- La stagione balneare di Totoruccio Fierro
- È come rubare le caramelle nella tasca di un bambino.-di Totoruccio Fierro
- È come rubare le caramelle nella tasca di un bambino (di Totoruccio Fierro)
- Riflessioni sulla lettera del Professore Giuseppe Marano (di Salvatore Cianciulli)