L'Eternit è un materiale da costruzione composto da cemento e amianto, e il termine è spesso usato come sinonimo di amianto. L'ing. Adolfo Mazza nel 1907 fondò lo stabilimento Eternit di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria , che diventerà il sito produttivo di manufatti in cemento-amianto più grande d'Europa. L'eternit era economico, resistente e così venne adoperato un po' ovunque, soprattutto nell'edilizia, ma anche sui mezzi di trasporto (freni, frizioni ,guarnizioni , marmitte , nella coibentazione delle carrozze dei treni ecc) in ambito domestico (forni, stufe, ferri da stiro) nelle centrali termiche ,nelle tubazioni di acquedotti ecc.
L'amianto "puro" era estratto dalla roccia della miniera torinese di Balangero, considerata la più grande d'Europa. Da lì veniva trasportato in sacchi pieni di fibre, scaricati a mano e trasferiti nei reparti e in silos alti, per poi essere sminuzzato e mescolato con il cemento tramite impastatrici.
Altri stabilimenti vennero realizzati a Bagnoli (NA), Rubiera (Reggio Emilia), Cavagnolo (Torino), Broni (Pavia) e Bari.
Verso la fine degli anni 70 si iniziò a sospettare della pericolosità dell'Eternit quando si rese evidente un drammatico aumento di malattie professionali come l'asbestosi, bronchiti croniche- tumore del polmone ma soprattutto il temibilissimo mesotelioma che è il un tumore della pleura dalla prognosi infausta e queste patologie non si limitavano solo ai lavoratori ma riguardavano anche gli abitanti non esposti professionalmente.
Nel 1986 per i suddetti motivi lo stabilimento cessò l'attività. Sino al 2008 sono stati rilevati oltre 1200 casi di mesotelioma pleurico: una vera e propria strage se si considera che la città di Casale Monferrato conta 37.000 abitanti.
Gli scarichi liquidi della lavorazione e della pulitura delle macchine che raggiungevano il Po avevano creato una vera e propria SPIAGGIA CONTAMINATA.
Anche l'irpinia ha pagato a caro prezzo le conseguenze dell'esposizione all'amianto.
Nel 1983, alla lsochimica ,un'azienda di Piano d'Ardine di proprietà di Elio Graziano, venne affidato l'incarico per decine di miliardi di lire da parte delle Ferrovie dello Stato di scoibentare dall'amianto 3 mila carrozze per poi coibentarle con la lana di vetro verde, molto tossica. Vennero assunti 330 operai senza nessuna protezione ,solo per la polvere, una mascherina di carta.

Drammatica è la testimonianza di un lavoratore che all'epoca era poco più che maggiorenne: "Non posso mai dimenticare il mio primo giorno di lavoro all'lsochimica. Sono entrato in un vagone piccolissimo e ho trovato quattro giovani operai uno vicino all'altro completamente ricoperti di polvere che grattavano l'amianto con una spatola a mani nude"
L' isochimica di Pianodardine fu chiusa nel 1990 e nel 1992 il Parlamento vietò l'estrazione e la lavorazione dell'Amianto: la legge sull'amianto, la numero 257 del 12 marzo 1992.
Dei 330 operai più di 20 sono morti e più di cento sono ammalati certificati e tutti vengono costantemente monitorati . Loro, i lavoratori, ironicamente si definiscono "i morti che camminano".
L'amianto microscopicamente è formato da particelle aghiformi che possono facilmente raggiungere le basse vie aeree e provocare danni irreversibili anche a distanza di molti anni (+ di 30) .
Ma l'amianto deve essere sempre rimosso? Sebbene la legge non imponga direttamente la bonifica dell'amianto, essa richiede una valutazione attenta del rischio da parte di personale specializzato. Qualora questa valutazione (soprattutto quando l'eternit è friabile) evidenzi un alto pericolo di contaminazione cancerogena, diventa obbligatorio agire con interventi di rimozione o di incapsulamento o di confinamento . Tali interventi devono essere eseguiti da imprese specializzate, regolarmente iscritte all'Albo Nazionale Gestori Ambientali. Quando ,invece, l'amianto è compatto non rappresenta un pericolo significativo poiché il rilascio di fibre è praticamente nullo e , pertanto non c'è l'obbligo di bonifica.
Ovviamente anche a Mantella dal dopoguerra in poi sia i manufatti delle case che le cisterne e le tubature dell'acquedotto sono state realizzate in eternit. Dopo il sisma del 1980 numerose case inagibili sono state abbattute senza particolare attenzione alla rimozione degli elementi in eternit. Anche i freni, le frizioni , le marmitte ed altri elementi di amianto venivano sostituite dai meccanici che scendevano dentro una buca realizzata all'interno dell'autofficina in modo da poter lavorare comodamente sotto il veicolo.
Per quanto riguarda la mia esperienza di medico di medicina generale posso affermare che, fortunatamente, non ho mai avuto un paziente affetto da asbestosi o da mesotelioma.
Eppure ho iniziato ad esercitare la professione come medico di medicina generale nel 1988(quando ancora non era stato proibito l'utilizzo dell'amianto) ed ho avuto pazienti che hanno lavorato per decenni nelle aziende edili o che hanno lavorato nelle autofficine. Con questo non voglio essere frainteso, perché il nesso di causalità tra amianto e malattie dell'apparato respiratorio (asbestosi e mesotelioma) è stato ampiamente dimostrato , ma ho semplicemente fatto una fotografia delle patologie legate all'esposizione di amianto tra i miei pazienti.
Probabilmente l'amianto è particolarmente pericoloso soprattutto quando viene lavorato, tagliato o addirittura fresato.
Un discorso a parte bisogna farlo sulla pericolosità dell'amianto presente nell'acqua perché in Italia vi sono più di 20000 km di tubature di Eternit la cui sostituzione non è semplice ed è impegnativa anche da un punto di vista economico.
Anche se alcuni studi hanno analizzato il possibile rilascio di fibre di amianto nell'acqua potabile dai tubi deteriorati, a differenza dell'inalazione, l'ingestione di fibre di amianto non ha dimostrato un collegamento certo con l'insorgenza di malattie gastroenteriche.
Infatti, le Linee guida per la qualità dell'acqua potabile" (1994) redatte dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, dichiarano quanto segue: "Non esiste alcuna prova seria che l'ingestione di amianto sia pericolosa per la salute, non è stato ritenuto utile, pertanto, stabilire un valore guida fondato su delle considerazioni di natura sanitaria, per la presenza di questa sostanza nell'acqua potabile".
Infatti anche l'ARPAC per stabilire la potabilità dell'acqua esegue controlli batteriologici e chimici ma non ricerca la presenza di amianto.
La sostituzione delle tubature dell'Eternit , pertanto, non è una prioritaria come sottolineato anche dal geologo Angelo Capone in uno dei suoi tanti
interessantissimi articoli (lettera aperta all'acquedotto Alto Calore, all'acquedotto Pugliese e a chi di competenza) ma è più urgente evitare la morte del fiume calore garantendo ,come prevede la legge, il deflusso minimo vitale delle acque per non compromettere l'intero l'ecosistema.
Purtroppo, negli ultimi anni, i cambiamenti climatici , le captazioni , le derivazioni di acqua non autorizzate che sono utilizzate per scopi differenti da quello idropotabile, le reti idriche fatiscenti con notevoli dispersioni d'acqua e non ultimo un uso domestico non parsimonioso dell'acqua hanno portato in estate il fiume Calore in secca. Eroico è sembrato il tentativo di Gege' Marana di salvare la trota autoctona (specie di grande importanza naturalistica) e il gambero di fiume, ormai considerato in via di estinzione e rigorosamente tutelato a livello europeo ( "l'agonia del fiume calore di Eugenio Marane"). Non è più accettabile per noi montellesi subire passivamente le frequenti interruzioni di acqua o vedere un fiume in secca e la ormai famosa cascata del ponte della lavandaia ridotta ad un rigagnolo mentre i pugliesi fanno gli "scialoni" con la nostra acqua. Non voglio indignare nessuno ma vi informo che il carrozzone Alto Calore aumenterà le tariffe del 30% nei prossimi 3 anni e per noi montellesi rappresenterebbe il danno oltre la beffa anche perché le caratteristiche organolettiche dell'acqua che esce dai nostri rubinetti (colore,odore,sapore e torbidità) sono spesso terrificanti e ci costringono a bere l'acqua nelle bottiglie di plastica che secondo alcuni è pericolosa per la salute e non sostenibile per l'ambiente.
Non sono un esperto e non mi avventuro a trovare soluzioni pasticciate ma mi rivolgo a tutti i montellesi ,soprattutto alle nuove generazioni ed agli esperti (geologi, ingegneri, associazioni ambientaliste ecc), di far sentire una unica voce che possa giungere forte e chiara alle orecchie delle Autorità competenti .
Peppino Volpe