MESARULI di Graziano Casalini tratto dalla rivista " IL MONTE"

Mesaruli Montella 01La storia dei mesaruli, braccianti agricoli, che anticamente, per un intero mese, aiutavano i contadini montellesi,  nella raccolta delle castagne, per questo venivano chiamati "mesaruli", ( definizione non trovata nel dizionario del dialetto montellese, ma di certo usata per distinguere questa categoria di braccianti) Arrivavano nel mese di ottobre in prevalenza dai paesi vicini. Gente poverissima, che per un poco da mangiare e pochi soldi lasciava la famiglia per un mese intero, e si trasferiva a Montella in casa di chi aiutava nel faticoso lavoro di raccolta, che si svolgeva prevalentemente in varie zone anche abbastanza lontane dal centro abitato, dove tutti risiedevano. I castagneti, si trovavano prevalentemente in territorio montano e in alcuni luoghi anche impervi, a quei tempi, raggiungibili solamente dopo ore di cammino a piedi e con l'ausilio di asini o muli per la mancanza di strade e di automezzi di cui i castanicoltori di oggi dispongono. Tutti arrivavano, per iniziare il lavoro, dopo un lunghissimo percorso, durato anche qualche ora, su strette mulattiere e sentieri  pietrosi, e alle prime luci del giorno cominciavano la raccolta.

Mesaruli Montella 02

Le castagne iniziano a cadere dalla fine settembre e poi per tutto il mese di ottobre. Dopo il primo di novembre la raccolta doveva essere terminata, perché, per usanza paesana, da quella data, chiunque, non proprietario poteva entrare nei castagneti altrui a raccattare le castagne cadute in ritardo o lasciate per disattenzione sotto le foglie. Alla sera quando tutti rientravano stanchi morti, che era già notte, le famiglie con i loro aiutanti si riunivano intorno ad un grande tavolo dove tutti potevano mangiare abbondantemente dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro. 

Le cene iniziavano quasi sempre con una bella minestra calda, come primo piatto e poi a piacere, pane casalingo con i vari prodotti genuini di maiale, salsicce, prosciutto, pancetta, alcune volte usati anche per insaporire un gran piatto di fagioli, non mancavano quasi mai varie qualità di lattici, e per frutta le castagne dette " le lesse ", il tutto bagnato da un buon bicchiere di vino tipico di Montella e dell'Irpinia l'aglianico.   La miseria, per chi non possedeva terreni, nel dopo guerra era tremenda fino al punto di non poter acquistare giornalmente nemmeno il cibo necessario al sostentamento minimo delle loro famiglie, per questo, spesso, anzi quasi tutte le sere, alcuni mesaruli si privavano di qualcosa di conservabile  da mettere in bisaccia e da portare a casa al loro rientro per sfamare i numerosissimi figli che le famiglie povere allora avevano.  Anche alcuni aiutanti paesani, altrettanto poveri, usavano mettersi qualcosa in tasca da portare il giorno dopo ai loro bambini.

Erano altri tempi, si parla degli anni del primo dopoguerra, anni in cui non partiva ancora la ricostruzione delle infrastrutture del paese, e la vera ricchezza di allora era quella di chi possedeva anche un piccolo appezzamento di terreno, sufficiente a coltivare il fabbisogno delle famiglie molto numerose del tempo. La maggioranza dei capifamiglia era costretta a emigrare in paesi lontanissimi, dove c'era più richiesta di manodopera che permetteva loro di vivere, soggiornare e di far vivere meglio le loro famiglie rimaste in paese, con continue rimesse di denaro. Chi disoccupato e senza alcuna proprietà di terreno da coltivare, era purtroppo costretto ad accettare i lavori saltuari legati alle varie raccolte nei campi e nei castagneti, una sorta di bracciantato agricolo che consisteva nell'impiegare manodopera anche per brevissimi periodi di tempo. Da qui il nome dialettale "Mesaruli"con cui venivano chiamati questi lavoratori a tempo determinato, molte volte anche donne, prevalentemente provenienti da Volturara, che armate di enormi zappe, potevano zappare anche per una intera giornata mangiando solamente un pezzo di pane con una cipolla. Il mondo di oggi, quello dell'abbondanza, della ricchezza e del benessere diffuso, lascia, purtroppo ai margini della società persone che per varie ragioni non riescono a convivere proficuamente con le infinite problematiche che la società stessa ha insite nei suoi sistemi. Le società civili e più avanzate del mondo, cercano, con costi elevati, di mantenere anche chi è in difficoltà, su livelli di vita e convivenza accettabili.

Mesaruli Montella 03

Ai tempi dei mesaruli, che oggi vengono sostituiti in agricoltura, da uomini supersfruttati, immigrati anche clandestinamente dai paesi più disgraziati del mondo, non esistevano pensioni, contributi di disoccupazione, redditi di cittadinanza o di inclusione, assistenza sanitaria gratuita ecc. Nonostante tutto, queste povere persone vivevano serenamente la loro esistenza, e rimarranno per sempre nella nostra mente come gli eroi di un tempo passato, che contribuirono in qualche modo alla rinascita di un paese pesantemente danneggiato dalla guerra.