Montella nel mio cuore di Angelo Moscariello

Angelo Moscariello 002Tante volte nel corso degli anni sono tornato nel ricordo o nel sogno a Montella. Ci andai da L’Aquila al seguito dei miei genitori nel 1957 da adolescente in visita agli zii paterni Salvatore e Gemma con un viaggio in treno lungo e avventuroso dalle aspre montagne abruzzesi fino al dolce paesaggio dell’Irpinia che mi sembrò un altro mondo   .Dopo non ci sono più stato se non nel ricordo, un ricordo che come una proustiana intermittenza del cuore mi è di recente riaffiorato in occasione del Festival Laceno d’oro svoltosi a dicembre dello scorso anno e da me seguito da remoto per ragioni professionali in quanto ancora attivo nel campo della critica cinematografica.

Angelo Moscariello 003Ecco quindi che ho rivissuto quell’esperienza e il luogo e le persone ad essa legati , eccomi tornato nella casa sita in via San Giovanni (se non ricordo male) in alto nel paese sottostante alle pendici del bosco di castagni e rivedo la grande cucina (che poi mi avrebbe ricordato l la cucina del castello di Fratta descritta da Ippolito Nievo nelle confessioni di un italiano ) ,eccomi in attesa di qualche dolce girare intorno al grande tavolo di marmo dove gli zii preparavano mostaccioli e roccocò da vendere al bar della piazza centrale gestito da una parente comune, eccomi nel grande orto dietro la casa a due passi dal castagneto ( i cui frutti avrei poi scoperto essere Doc e unici al mondo) in una sempre più audace esplorazione della zona limitrofa verso l’alto e verso il basso.

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 E poi ancora la gita in calesse con zio Salvatore che mi fece visitare Avellino e conoscere altre persone della città a lui care e poi ancora ricordo la visita a casa di una amica con un mio compagno del posto dove fummo ricevuti in poltrona mentre le tre amiche della padron di casa erano sedute ai nostri piedi quasi fossimo dei sultani (o almeno così mi sembrò visto che a L’Aquila non mi era mai capitata una simile accoglienza ) . Molti anni dopo a metà circa degli anni ’90 Montella tornerà a riapparire in una circostanza radiofonica allorchè in un programma della Rai ci fu un intervento di Aurelio Fierro e poiché anche io ero collegato per altri motivi ci fecero interloquire e, saputo di me, Aurelio mi disse che era stato compagno di scuola di Mario Moscariello, cioè mio padre, con il quale aveva compiuto varie imprese da adolescenti creativi, mandolino compreso. Ma per quanto mi riguarda io già a metà anni ’60 collaborai con alcuni scritti sul cinema la rivista Cinemasud diretta da Camillo Marino, esperienza alla quale mi ha riportato con la mente il recente Festival del Laceno d’oro che ho seguito da remoto come una madeleine proustiana. Spero quando e se potrò di poter tornare a riveder Montella e i luoghi di cui ho ancora vivo le immagini, il sapore e l’odore nel ricordo.

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