
Quello che pubblichiamo oggi sembra un racconto partorito dalla fertile penna di uno scrittore di romanzi ma è purtroppo una dura realtà che i nostri avi hanno vissuto in prima persona.
La storia è apparsa sul profilo Facebook dell’ amico Salvatore Fierro.
Cinque lunghi anni di prigionia sopportati grazie all’ atavica fede nel Santissimo.
“La foto che pubblico questa sera rappresenta l'effige del nostro SS. Salvatore, che mio cognato Mario Fortunato portò al rientro dalla prigionia al termine della 2*Guerra mondiale. Arruolato nell'Artiglieria Contraerea nei primi anni "40, fu fatto prigioniero in Cirenaica (Libia) con altri italiani. Peregrinò per cinque anni nei vari campi di concentramento inglesi: in Africa, India ed Australia.
Tornò a casa nel 1946 e portò questa effige del nostro Salvatore, ricavata da un immaginetta che teneva nel portafoglio, ricamata con mezzi fortuna su di un fazzoletto, utilizzando cotone e lana sfilato da calzini o altri indumenti, nel tempo che fu in India.
Come cornice fu usata la canna di bambù.
In questa operazione fu aiutato pure da altri amici prigionieri come lui, pur se non montellesi.
Tale episodio dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che il montellese ovunque si trovi ha sempre vivo nel suo cuore il ricordo del SS. Salvatore e presente nella sua memoria il Suo Simulacro.”
