Peppo Branca, i mieri ricordi (di Nino Tiretta)


Giuseppe brancaIeri, venerdì 17 luglio, all’età di 76 anni, è venuto a mancare PEPPO BRANCA. Anche Peppo Branca non è tra viventi di questa terra. La sua scomparsa si aggiunge così a quella di tanti, tanti altri cari conoscenti ed amici. 

Ahimè una schiera sempre più lunga e consistente, nella quale trovano posto amici di un’infanzia assai lontana, nella quale sono inclusi, tanto per ricordare, a mo’ d’esempio, qualche nome : Pio Capone, Guido Gramaglia, Aretino Volpe, Guiduccio Moscariello, Rocco Furelli ed ora anche quello del carissimo Peppo. Peppo è stato per me, come tantissime altre persone che leggeranno quanto scrivo, una autentico amico fraterno e alla sua persona sono legati ricordi, esperienze di gioventù, vicissitudini di studenti, di una vita intera , ricordi che in queste ore riemergono dalla mia memoria generandomi una commozione e una tristezza indescrivibili.
Sono ricordi belli, caratterizzati dalla semplicità e dalla beatitudine giovanile, una beatitudine fatta di desideri, di sogni, di semplici eventi, di escursioni, di passeggiate, di approcci (senza risultati concreti) con giovincelle, di balli clandestini con la mia fonovaligia o di veglioni ufficiali al Circolo Sociale, di cene alla buona in casa e da “zia Carmela”, di serenate, di scherzi goliardici, insomma ricordi straordinari, da ….”vitelloni irpini”. Immancabilmente in quelle escursioni notturne Peppo evidenziava la sua perfetta conoscenza astronomica e si impegnava ad indicarci stelle e costellazioni celesti e noi, per farlo arrabbiare, ricambiavamo le sue “lezioni” con una strafottente e generalizzata indifferenza .
Ci siamo conosciuti tra i banchi di scuola, quando frequentavamo, insieme, l’Istituto Magistrale di Avellino, dunque, insieme, abbiamo poi, sostenendoci ed incoraggiandoci reciprocamente, affrontato gli esami di abilitazione prima e la preparazione, poi, per il concorso Magistrale in provincia di Napoli. Superammo insieme il concorso da maestri elementari e così mentre lui andò ad insegnare, insieme a Totonno Recupido, alla “Massaria Cardone” (una zona periferica di Napoli) io andai ad insegnare a Procida, ove, ricordo chiaramente, andai, proprio con Peppo (affrontando una traversata marina assai travagliata), in avanscoperta per trovare una mia sistemazione logistica.
Pur essendoci stabiliti in provincia di Napoli (lui a Napoli ed io a Castellamare di Stabia) tutti gli anni ci ritrovavamo a Montella ed innumerevoli e sistematiche erano le “rimpatriate goliardiche” per lo più onorate in un clima di generalizzata allegria sulla terrazza del Carmine o da “zia Carmela”, il ristorante formalmente adottato dalla fantasiosa consociata “VOLTICONBRAFI”, ove “ VOL ” stava per Volpe Aretino, “ TI
” per Tiretta Nino, “ CON ” per Conte Aurelio, “ BRA ” per Branca Giuseppe e “ FI ” per Fierro Totoruccio.
Dopo il mio trasferimento a Lucca, in Toscana, le occasioni di frequentazione si erano alquanto diradate, c’eravamo dunque un po’ “persi di vista” nel senso che le mie vacanze a Montella non coincidevano più con le sue giacché in quel periodo egli era al mare con tutta la sua famiglia. Poi il nostro rapporto, in concomitanza della tragica scomparsa della sua figliola Martina, s’è ristabilizzato telefonicamente, con maggiore frequenza e passavamo, spessissimo, ore intere nel parlare delle nostre comuni conoscenze e soprattutto nel ripercorrere, insieme, episodi ed eventi di cui lui aveva una particolare e sorprendente memoria.
Negli ultimi anni avevamo ripreso la consuetudine di stare insieme, noi superstiti del quella banda di allegri “AMICI MIEI” e in qualche circostanza riprendevamo anche la consuetudine di sciamare, a notte inoltrata, per le strade di Montella cantando, in coro e accompagnati dal suono di una chitarra, vecchie e romantiche canzoni.

Anche quest’anno avevamo in animo di rincontrarci anzi lo dovevamo fare proprio nei giorni scorsi, qui a Montella, per festeggiare anche il compleanno di Tororuccio, e sono dunque intercorsi accordi telefonici, ma ironia della sorte tutto è tristemente saltato. Peppo era una persona unica, solare, sempre allegro, cordiale, sincero, disponibile, generoso: una persona onesta, amabile, cara.
Era una persona di saldi principi, coerente, aperta, capace di esprimere sempre il suo pensiero, senza prepotenze e nel pieno rispetto delle opinioni altrui.
Era una persona forte, sempre piena di speranza, di fiducia e con una costante serenità, caratteristica questa che ha saputo evidenziare, sorprendentemente, anche nei momenti di contrarietà, di sofferenza e di dolore.
I valori ai quali egli ispirava la sua esistenza e la sua condotta erano valori nobili ed improntati soprattutto all’amore verso la famiglia, alla solidarietà, valori che nella globalità facevano di Peppo una persona da avere in considerazione e di essere onorati e felici di conoscerlo e di averlo come amico.

Eravamo assai simili e ci rassomigliavamo assai nella caratterizzazione delle nostre personalità; avevamo in comune il senso dell’amicizia e della sincerità tant’è che, per questa sua caratteristica, anche esprimeva liberamente, con obiettività, senza ipocrisie ed opportunismi di sorta quello  che pensava; lo faceva a volte anche in forma brusca ma certamente mai, dico mai, con cattiveria e pretestuosità.
E’ stato un insegnate assai preparato e attento, apprezzato dai colleghi, dagli alunni e dalle loro famiglie; professionalmente impegnato sia negli organi collegiali scolastici sia nella rappresentanza sindacale (ricordo quando con altri colleghi fummo, insieme, anche se appartenenti a sigle sindacali diverse, nell’occupazione del Provveditorato agli Studi di Napoli).

Amava il suo paese natale, ne apprezzava le bellezze paesaggistiche e le tradizioni storiche e culturali tant’è che anche ultimamente era assai contento e soddisfatto per le pubblicazione, su Facebook, di vecchie foto di Montella e aveva altresì apprezzato la raccolta che ne avevo fatto.
In questi momenti la tristezza che mi attanaglia è grande, ho un rammarico indescrivibile per la sua scomparsa e dunque con questo mio stato d’animo, esprimo ogni possibile cordoglio a tutta la sua cara e magnifica famiglia, a sua moglie Rosalba, alle sue sorelle e suo fratello, alle sue figlie, ai suoi nipoti.
Con tantissima amicizia, stima e affetto.

Nino Tiretta 

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