Una montellese protagonista di un'eccezionale scoperta archeologica: la dottoressa Albina Moscariello identifica una mummia del 1843

Mummia 04C'è anche un po' di Montella dietro una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi tempi in Irpinia.

La dottoressa Albina Moscariello ha eseguito tutte le delicate fasi del recupero, della documentazione tecnico-scientifica coordinate secondo i rigorosi protocolli previsti dall'archeologia moderna

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La notizia è stata resa nota dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, attraverso le funzionarie archeologhe Anna Nenna ed Elena Russo, responsabili dell'aspetto scientifico della scoperta. Il ritrovamento è avvenuto grazie all'attività dell'archeologa Albina Moscariello, incaricata dall'impresa Digi S.r.l. quale responsabile tecnico-scientifico dell'assistenza archeologica ai lavori dell'«Intervento di miglioramento sismico» della Chiesa dell'Immacolata (San Nicola) di Prata di Principato Ultra (AV), opera finanziata nell'ambito del PNRR. ( Committente DIOCESI DI AVELLINO; Soggetti COSTRUCTURA Consulting s.c. )

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Nel corso delle operazioni di scavo e di monitoraggio archeologico, condotte parallelamente ai lavori di consolidamento dell'edificio sacro, è emerso un ritrovamento di straordinario interesse: i resti mummificati, in eccezionale stato di conservazione, di una giovane donna vissuta nell'Ottocento.

Grazie a un'attenta analisi archeologica e alla presenza di un'epigrafe collocata accanto alla sepoltura, la dottoressa Albina Moscariello è riuscita a identificarla con precisione. Si tratta di Maria Macrina Grillo, appartenente a una delle famiglie più influenti del paese, morta il 22 aprile 1843 all'età di appena 26 anni.

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Secondo quanto emerso dalle prime ricerche storiche, Maria Macrina Grillo conduceva una vita di intensa spiritualità. Pur non appartenendo formalmente a un ordine religioso, aveva scelto una forma di consacrazione laica vissuta all'interno della propria famiglia, dedicando la sua esistenza alla preghiera, alla penitenza e alle opere di carità, rappresentando una figura di profonda devozione nella comunità del tempo.

L'eccezionale stato di conservazione della salma rende questa scoperta particolarmente significativa sotto il profilo storico, archeologico e antropologico. Le future indagini scientifiche potranno infatti fornire importanti informazioni sulle condizioni di vita, sulle pratiche funerarie, sull'alimentazione e sul contesto sociale dell'Irpinia nella prima metà dell'Ottocento.

Il lavoro della dottoressa Albina Moscariello non si è limitato all'identificazione della giovane. In qualità di responsabile tecnico-scientifico dell'assistenza archeologica, sta seguendo tutte le delicate fasi di recupero, documentazione e ricerca, operando in stretta collaborazione con la Soprintendenza affinché ogni elemento venga studiato e conservato secondo i più rigorosi protocolli scientifici.

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Questo ritrovamento conferma ancora una volta quanto sia prezioso il patrimonio storico custodito nel sottosuolo irpino e quanto sia fondamentale l'attività degli archeologi durante gli interventi di restauro e recupero del patrimonio monumentale. Spesso proprio lavori di questo tipo consentono di riportare alla luce pagine di storia rimaste nascoste per secoli.

 

Per Montella è motivo di autentico orgoglio vedere una propria concittadina protagonista di una scoperta di così alto valore culturale e scientifico. Con competenza, professionalità e passione, la dottoressa Albina Moscariello ha restituito un nome, una storia e un volto a una giovane donna vissuta quasi due secoli fa, offrendo un prezioso contributo alla conoscenza della storia dell'Irpinia.

Alla dottoressa Albina Moscariello giungano le più vive congratulazioni da parte della nostra redazione, con l'augurio che il suo percorso professionale continui a regalare importanti risultati, portando sempre più in alto il nome di Montella nel panorama dell'archeologia italiana.

 V. Sica montella.eu