La morte del piccolo Domenico "il guerriero" dovuta ad un errore medico (gli è stato trapiantato un cuore "bruciato" dal ghiaccio secco) ha suscitato tanta tristezza , tanta rabbia ed indignazione in tutti gli italiani. Per i genitori l'attesa di un trapianto è un momento contrassegnato da emozioni contrastanti tra il desiderio di ricevere la chiamata prima che sia troppo tardi e il timore della cattiva riuscita dell'intervento . I minuti trascorrono lenti , le notti insonni e la speranza si alterna alla disperazione. Il solo pensiero di perdere un figlio è devastante ma perderlo per un banale errore medico è innaturale e non accettabile .
Lasciatemi ,però, disapprovare la gogna mediatica che devono subire ,non si sa per quanto tempo ancora, i medici indagati. Sono sicuro che il rimorso per l'errore che hanno commesso gli sta provocando un enorme tormento interiore . Ogni sera i talk show televisivi sono una vera vergogna , i processi li fanno in televisione dove tutti gli opinionisti sembra che non hanno fatto altro nella vita se non espiantare , trasportare e trapiantare organi. Tutti esperti di sale operatorie e di ghiaccio secco ! ! !
Diventare cardiochirurgo pediatrico richiede enormi sacrifici ma soprattutto è necessaria tanta passione per fare interventi di lunghissima durata che non consentono neanche una minima distrazione . E' una professione, però, che regala anche tante soddisfazioni professionali, "riparare" un piccolo cuoricino affetto da difetti congeniti o vedere un cuore battere dopo un trapianto non è paragonabile a qualsiasi altra emozione.
Nella loro vita professionale le loro mani esperte hanno salvato centinaia di vite ed adesso per un errore, seppur grave, vengono additati come dei carnefici ed accusati di omicidio, considerati peggio di uno spacciatore o di un delinquente qualsiasi. Di solito negli altri paesi civili o presunti tali, gli errori medici vengono trattati nell'ambito delle cause civili mentre in Italia, purtroppo, si rischia una condanna penale, addirittura l'avvocato della famiglia del piccolo Domenico chiede che si proceda per omicidio volontario e.non per omicidio colposo.
Molti giovani medici, dopo la laurea rinunciano a partecipare alle scuole di specializzazione nelle branche chirurgiche proprio per questi motivi. Basta un solo errore in sala operatoria per essere additato come un assassino. Purtroppo in medicina non esiste il "VAR" come in ambito sportivo dove una "svista" dell'arbitro può essere corretta andando a rivedere un episodio dubbio.
Come genitore mi associo al dolore dei familiari del piccolo "guerriero", come medico esprimo la massima solidarietà a tutti i medici coinvolti in questa triste e drammatica vicenda che ha commosso tutta l'Italia .
Peppino Volpe