Luisa Buttiglio

Buttiglio 010Nacque in Montella il 9 novembre 1935 da Federico e Maria Ciociola. Fu la prima di tre sorelle ed un fratello. Le fu dato il nome di Luisa, Angelina, Giuseppina. Luisa per ricordare la nonna paterna; il secondo nome per la nonna materna ed il terzo per la zia, sorella della madre, morta in giovane età I suoi illustri genitori, Federico, nato a Perugia il 28 feb. 1904, primo Dottore Veterinario per la Condotta di Montella-Cassano Irpino, e Maria Ciociola, nata a Montella il 20 nov.1906 e secondogenita del Notaio Alfredo, seppero

darle un’educazione improntata ai migliori principi ed ai più sani valori della vita. Fu una ragazza molto assennata ed incline allo studio. Poiché in paese, allora, non vi erano scuole pubbliche all’infuori delle Elementari, fu costantemente ed amorevolmente seguita da suo padre, pur non essendo egli un Professore. La madre, da parte sua, si preoccupava dell’andamento della famiglia con grande amore e zelo, lasciandole tutto il tempo per studiare e divagare in ciò che più preferiva. Il meraviglioso supporto di entrambi le consentì di conseguire a 18 anni la Maturità Classica presso il Liceo “Colletta” di Avellino e si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università “Federico II” di Napoli. Avendo il padre accettato dal Banco di Napoli di Avellino l’incarico, in qualità di Speciale Mandatario, di reggere una Rappresentanza in Montella, nel maggio del 1955 propose alla Direzione dell’Istituto di Credito l’assunzione della propria figliola, Luisa, quale sua Sostituta, per poter avere una valida collaborazione. Nel Gennaio del ’57, avendo raggiunta la maggiore età (21 anni), fu nominata Titolare della Rappresentanza. La mattina ed il pomeriggio, quotidianamente, svolgeva l’incarico bancario ed in serata si dedicava allo studio giuridico e, infatti, il 15 Luglio 1959 conseguì a pieni voti la “Laurea in Giurisprudenza”.

Nel 1959 fu istituito il “Corpo di Polizia Femminile”, non inserito nell’organico dell’allora “Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza”, e Luisa partecipò subito al primo concorso per” Vice Ispettrice della Polizia Femminile”. Lo superò classificandosi al 5° posto della graduatoria generale. Assunta, quindi, nella nuova istituzione, dopo un corso di specializzazione presso la Scuola Superiore di Polizia di Roma, fu assegnata alla Questura di Venezia, che raggiunse nell’Agosto del ’61 con compiti specifici e limitati, riguardanti in particolare le donne ed i minori. A soli 25 anni si ritrovò sola a Venezia ad affrontare un lavoro nuovo, impegnativo e di grande responsabilità, sotto l’osservazione e la curiosità di stampa ed opinione pubblica, per la novità assoluta rappresentata dalla Neoistituita Polizia Femminile.

Buttiglio 009In un contesto sociale, ancora lontano dall’accettare la parità fra uomo e donna nel lavoro, comincia il lungo percorso verso una Polizia moderna. Riuscì a superare brillantemente ogni ostacolo, grazie alla formazione ”spartana”, ricevuta dal caro genitore. Lei, che proveniva da un piccolo paese, affrontò, con coraggio e non poca nostalgia, il nuovo incarico, sprofondata in una Venezia austera e nel contempo mondana, dove il fascino dell’antico e la frenesia del moderno si uniscono in un panorama unico. In questo nuovo ruolo si faceva sentire in modo pressante una nostalgia delle sue origini, che riusciva a tenere a bada, descrivendo le sue giornate e le sue tristezze alla cara madre. Questa corrispondenza epistolare le dava conforto e coraggio a proseguire la strada intrapresa. Meraviglia delle meraviglie! Luisa imbucava la sua lettera con affrancatura ordinaria verso le 18,00. La mattina del giorno dopo verso le h. 9,00, la madre già poteva leggere quanto le aveva scritto la cara figliola e, dopo le prime faccende domestiche, si affrettava a rispondere. Tutta la corrispondenza, imbucata a quell’ora a Venezia, viaggiava via aerea verso Bari, dove avveniva lo smistamento per le varie destinazioni e, sempre durante la notte, raggiungeva prima Napoli, poi Avellino ed in fine Montella.

Oggi sembra veramente cosa di altri tempi! Trascorse in Venezia diversi anni, durante i quali le furono rivolti encomi da parte dei suoi diretti Superiori e dal Ministro degli Interni. Conobbe il collega, dott. Eugenio Rossi, commissario di Pubblica Sicurezza, divenuto poi amico, fidanzato e marito. Per effetto del nuovo inquadramento, le Ispettrici (Carriera Direttiva), a seconda del grado, precedentemente raggiunto, furono inquadrate nei Ruoli Dirigenziali o in quello dei Commissari. Fu, successivamente, trasferita presso la Questura di Benevento, dove prestò servizio per circa 5 anni ed in questa sede pensò con il marito di aumentare il nucleo familiare. Nacque, infatti, la loro figliola, Annamaria, una bellissima bambina dagli occhi azzurri come quelli del suo caro padre, Federico, che fu la gioia dei suoi genitori, dei suoceri, nonché degli zii. Gli anni trascorsero velocemente e Luisa con il marito fu trasferita, nuovamente, a Potenza, dove rimase fino all’ottobre del ’73 per poi raggiungere la Questura di Napoli. Per i particolari meriti acquisiti nel corso della carriera, le sono state conferite le seguenti onorificenze: Cavaliere; Cavaliere Ufficiale e Commendatore dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”; Dama di Merito del Sacro Ordine Costantiniano di San Giorgio; Stella di bronzo del C.O.N.I. “Al Merito Sportivo” per Dirigenti. Quest’ultima nella qualità di Presidente del Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato. Raggiunta l’età pensionabile fu collocata a riposo con il grado di Questore.

Nonostante il gravoso impegno di lavoro, che l’ha accompagnato per quarant’anni, non ha mai trascurato gli affetti familiari e, soprattutto, per i suoi cari genitori, ormai avanti negli anni, con cui ha potuto trascorrere ricorrenze e momenti di serena compagnia. Avendo rilevato dalle sorelle e dal fratello le quote della casa paterna lasciata in eredità, ha potuto godersi nei mesi estivi la sua Montella, lasciata ad appena 25 anni. In tempi ancora lontani, ha costruito la tomba di famiglia nel Cimitero di Montella, dove è stata tumulata il 3 luglio 2017 (morta in Napoli il 30 giugno a seguito di una lunga malattia).

 

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