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Marano

Nota di Giuseppe Marano

Stavolta è il caso di dire, anzi, di fare cose serie. Il triste caso di quellaGiuseppe Marano foto-02 signora uccisa da un maledetto calabrone, non potete immaginare quanto mi rattrista, scatenando tra l’altro un rammarico rabbioso, per quanto, mi direte, irrazionale! Son sicuro di interpretare i sentimenti di tutti. La morte si sa è sempre inaccettabile, ma quando si presenta col dolce ronzio di quell’imenottero tigrato, no, non è possibile! Mentre tranquillamente lavorava nel suo fondo familiare, forse anticipava la gioia del ritorno a casa a riprendere conversazioni interrotte con volti cari…Ma “No!” ha detto il minuscolo assassino!

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Pensieri 'nfocati di Giuseppe Marano

                                         “Pensieri ‘nfocati”

Lucifero-Marano GScusate se Caligola “lanciafiamme”, probabilmente, m’ha ‘nfocato troppo la testa (tra parentesi, Messalina era più appropriato come nome! Come vampate di calore si addice più a lei! Eppoi tutta ‘sta declinazione al maschile, è insopportabile, mi meraviglio delle femministe che si sono state quiete!…ma lasciamo stare se no, al solito, mi perdo, come quelli di qualche giorno fa al Terminio…)…Tuttavia qualche flash incandescente Caligola- adesso Lucifero- me l’hanno ispirato, di giorno e di notte, segno questo, almeno per me, che quando la capo si ‘nfòca, mi sveglia

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È come rubare le caramelle nella tasca di un bambino.-di Totoruccio Fierro

Autove3loxNegli anni difficili, successivi alla seconda guerra mondiale,nelle nostre contrade imperversava la famigerata banda Nardiello che,tra le altre azioni criminose,effettuava continue rapine ai danni di chi si metteva in viaggio.

Si era negli anni cinquanta e la miseria che attanagliava,serpeggiando tra le popolazioni della nostra provincia era veramente nera!                                    

La banda agiva di notte e la zona preferita in cui si appostavano i marioli era il tratto di strada del Malopasso, che,scendendo in forte pendenza,raggiungeva i piedi del colle attraverso una serie di paurosi e difficili tornanti. 

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Riflessioni sulla lettera del Professore Giuseppe Marano (di Salvatore Cianciulli)

Montella logo-06COMUNE DI MONTELLA 

Salvatore Cianciulli 

Consigliere Comunale del PSI

La società occidentale vive oggi purtroppo con drammatico distacco i problemi della vita pubblica. Molto è dovuto alla responsabilità dei partiti politici, molto al crescente individualismo, accentuato dai gravi problemi determinati dalla attuale situazione di crisi economica, che portano il cittadino a ritirarsi nel proprio ambito personale. Quando in questo clima di torpore si riesce a stimolare, con argomenti e non con le parole (troppo spesso purtroppo insulti e volgarità) il confronto con i cittadini, è comunque un motivo di soddisfazione per un amministratore. Per questo mi sento in dovere, con piacere, di fare alcune precisazioni

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Lettera in redazione di Giuseppe Marano

Caro Direttore qualche giorno fa ho letto un manifesto del PSI ( solo questo partito mi pare vivo!) che mi ha colpito al solito per la bella prosa di antiche impronte classiche, più che per il contenuto (intendiamoci: perchè di esperienza e tecnica politica, sono piuttosto digiuno -e non me ne vanto...per tante ragioni!-). Si incalza e giustamente da opposizione, l'Amministrazione ad essere più efficiente e vicina ai cittadini: è il desiderio di tutti, anche, modestamente mio...Laddove mi pare il discorso strida con la realtà (la famosa "stecca nel coro" di montanelliana memoria) è il punto in cui si invita pressantemente a inserire altro personale nella pianta organica comunale. Ebbene, più che da osservatore, ma da... "origliatore" della diffusa opinione pubblica, ho avuto

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LA POSTA RE SUORIO di Giuseppe Marano

Mi son detto, cercando pateticamente un po' di conforto: "Meglio tardi che mai!". Meglio tardi che mai, che mi son risvegliato, che sono stato “scetàto” alla brutale realtà dei nostri giorni! A risvegliarmi dal brutto torpore, dall'acida rassegnazione è stato un bel manifesto (bello per come è scritto, non per la materia bruta e brutale che contiene denunzia all'attenzione, sempre più stanca ed impotente della gente). Si tratta del manifesto del PSI che deplora l'ennesima porcata, questa volta a cura della lobby postale, ai danni di un servizio sociale quanto mai indispensabile per il nostro paese: la chiusura della “storica” Posta di Sorbo. Non è per campanilismo di casale

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Giuseppe Marano ci scrive

Spett. le Redazione Certo che se non ci fossero cose più importanti da affrontare nell’emergenza neve, ci sarebbe da buttar giù una comica paesana da far "sconquasciàre" dalle risate! Un volenteroso ma occulto dipendente della Comunità Montana manifesta tutto il suo dolore e disappunto (non si capisce bene contro chi, comune o prefettura) per essere stato estromesso lui con tutto l’ente di cui fa parte, dalle operazioni di sgombero della neve nella avversa recentissima occasione. Rincara inoltre la sua civica lagnanza aggiungendo che la struttura di cui fa parte è ottimamente attrezzata per fronteggiare siffatta emergenza, in particolare si sfoga dicendo testualmente: “… Inoltre,

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Tra chiese, palazzi storici e monumenti ecco cosa vedere nel comune di Montella (Avellino)

Tra chiese, palazzi storici e monumenti ecco cosa vedere nel comune di Montella in Provincia di Avellino

di Diana Cataldo

IL CONVENTO DI SAN FRANCESCO A FOLLONI A MONTELLA
Percorrendo un suggestivo viale di platani, si arriva al complesso monumentale di San Francesco a Folloni. Il suo primo nucleo risale al XIII secolo. Esso venne radicalmente trasformato tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVI secolo, quando fu realizzato il bel chiostro che attualmente accoglie chi visita il Museo di San Francesco a Folloni. Superato il piccolo chiostrino cinquecentesco, ci si immette, poi, negli ampi corridoi del secondo chiostro, quello settecentesco,e nel grande refettorio. Nella sagrestia della chiesa, si ammira la tomba marmorea di Diego I Cavaniglia, signore di Montella, realizzata nel 1480 da Jacopo della Pila. Del 1783 sono invece gli splendidi mobili in noce con intarsi di acero bianco che ne tappezzano i muri. Nel corso degli anni Trenta del Settecento, la chiesa di San Francesco fu completamente ricostruita, decorata con stucchi di finissima fattura e arricchita da un monumentale organo a canne del 1740, collocato in controfacciata. Nel Museo Laboratorio (laboratorio di restauro della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici) del convento di San Francesco a Folloni, sono state raccolte molte opere d'arte recuperate dopo il terremoto del 1980. Il museo è meta annuale di più di cinquemila visitatori.

www.complessosanfrancescoafolloni.beniculturali.it


SANTUARIO DEL SANTISSIMO SALVATORE A MONTELLA
Negli spazi antistanti il Santuario è sistemato il pozzo in pietra da cui, miracolosamente, rampollò l’acqua nel 1779, mentre la comunità montellese era afflitta da una grave siccità. Fu in quell’occasione che si fece ingrandire l’antica chiesetta, commissionando anche una scultura in argento fuso e sbalzato, raffigurante il Salvatore, pregevolissima opera a tutta figura firmata dall’argentiere napoletano Pasquale D’Agostino.

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