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Redazione Montella.eu

L’impresa al tempo del ‘SARS-CoV-2’ di Giuseppe De Simone

Ultimi mesi del 2019, ti si presenta l’occasione, pieno di entusiasmo la cogli ed intraprendi un nuovo percorso che non sai bene dove ti porterà ma non vedi l’ora di scoprirlo: scegli di avviare una tua attività commerciale.
Inizialmente devi superare alcuni piccoli ostacoli legati alla burocrazia; sprezzante non ti spaventi.
Sbloccate le pratiche, avvii quei piccoli lavori che cominciano a dare forma al tuo sogno ed inizi a sentire che le tue idee si concretizzano. Cerchi di velocizzare tutti i processi, contatti artigiani, fornitori, banche, etc.
Immagini soluzioni per tutte quelle problematiche che prevedi si possano verificare nel normale processo di realizzazione della tua “impresa”.
Ad un certo punto, proprio mentre la tua organizzazione comincia a prendere realmente forma, arriva l’imprevisto che mai avresti ipotizzato, il problema per il quale non hai preventivamente immaginato la relativa soluzione; ti arriva addosso un imprevisto che diventa nemico, un nemico infame ed invisibile che stravolge le abitudini di tutti e segna la vita di alcuni; un nemico che minaccia di colpire proprio quello a cui tieni di più: la salute dei tuoi cari e la tua.
Cominci a guardarti intorno, i Tg diventano punti fermi delle tue giornate; cerchi di tenerti aggiornato ma ti comporti da spettatore, non sei ancora consapevole della reale gravità della situazione. Inconsciamente ti senti protetto tra le tue montagne e assisti a quello che succede nelle città, attraverso la televisione, come fosse questione “lontana”.
Col passare delle settimane prendi effettivamente coscienza di quello che sta accadendo nel Paese; vedi datori di lavoro che mettono i propri lavoratori in smart-working, altri che impongono le ferie, altri che chiudono la propria attività. Si susseguono i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri che ti dicono cosa puoi ancora fare e cosa non più; ti viene vietato di andare dai nonni (potresti essere tu l’ignaro portatore dell’infame nemico invisibile).
La testa ti si riempie di dubbi, di paure, non sai come sia meglio procedere e quel futuro che eri impaziente di vivere diventa incerto e addirittura fonte di paura. Non sei un imprenditore navigato e non sai quale sia la scelta migliore da fare per la tua impresa, ti guardi intorno e cerchi di capire cosa fare anche in base a come si comporta chi ha più esperienza di te.
Poi rifletti: anche gli altri si trovano per la prima volta a dover affrontare una situazione mai verificatasi prima e allora pensi che quella scelta fatta dal tuo collega potrebbe non essere la migliore. Rimetti in dubbio tutto.
A quel punto ho iniziato a miscelare consapevolmente il concetto di “fare impresa” col “fare l’impresa”.
Credo che in questo periodo i datori di lavoro siano passati dal “fare impresa” al “fare l’impresa”.
Credo che l’impresa dei datori di lavoro sia stata quella di riuscire a non fermare il lavoro nonostante le condizioni di estrema emergenza in cui tutti ci siamo ritrovati.
Credo che l’impresa che stanno facendo gli imprenditori sia quella di tentare di non chiudere la propria azienda, continuando a lavorare nel rispetto delle regole, riconvertendo l’azienda stessa nel fare altro o nel riavviare le attività dopo le chiusure imposte.
Credo che l’impresa degli imprenditori sia quella di far lavorare i propri dipendenti salvaguardando la loro salute e la loro sicurezza e, di conseguenza, la salute della propria azienda.
Credo che l’impresa la fanno anche i lavoratori, i lavoratori che si prodigano per salvaguardare e difendere il loro posto di lavoro e, quindi, l’azienda; i lavoratori che non si tirano indietro, che non restano a casa pur avendone la possibilità ma si recano a lavoro ogni mattina.
Credo che gli imprenditori debbano fare la loro parte, debbano “fare l’impresa”.
Ci sono imprenditori che proprio non possono ma per tutti gli altri deve valere lo stesso intento: contribuire il più possibile.
Ora stiamo lottando e serve l’apporto di tutti quelli che possono darlo, bisogna cercare di onorare le scadenze mettendo il sistema in condizioni di ripartire quanto prima. Ognuno deve fare la propria parte, tutti dobbiamo concorrere affinché il nostro Paese “faccia l’impresa”, l’impresa di uscire dalla situazione attuale nel miglior modo possibile e quanto prima.
Ho potuto ammirare imprenditori che, facendo l’impresa, hanno continuato a fare impresa.
Imprenditori che sono riusciti a garantire il proseguimento delle attività lavorative (in un modo o nell’altro) e altri che hanno riorganizzato la propria azienda facendosi trovare pronti alla riapertura delle attività.
Tenaci. Valorosi. Eroi.
L’impresa viene fatta, per fortuna, anche in campi diversi dall’imprenditoria.
Penso all’impresa che compiono i medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario, gli operatori di pubblica sicurezza, i volontari e tutti i quali sono esposti in prima linea nell’assistere e confortare chi viene colpito da questo male; non hanno mollato, non mollano e sono sicuro che non molleranno.
Per tutte quelle persone che non hanno abbandonato il proprio posto di combattimento, che non si sono tirate indietro, che non si sono messe al sicuro e che per mesi non hanno avuto contatti con le persone a loro care, ogni ringraziamento o riconoscimento sarà sempre non abbastanza.
Il braccio armato del Signore.
E poi ci sono loro: i ricercatori.
Queste persone che ci hanno dato prima la speranza e poi il miracolo di avere un vaccino in tempi tanto rapidi da non sembrare vero. Hanno acceso la luce in fondo al tunnel quando questo sembrava non terminare più.
Quindi, tanti hanno fatto e fanno la loro parte, e se pensi che tante persone lottano per il proprio futuro e per quello degli altri, impiegando tutte le loro forze ed energie anche trascurando a volte i propri affetti, non puoi che seguire questo esempio; allora ti fai forza e spazzi via i dubbi e le paure dalla tua mente. Devi fare come loro, devi combattere e credere in quello che fai. Lo devi fare per chi sta già combattendo, lo devi fare per chi ha creduto in te, per chi ti ha aiutato e supportato, lo devi fare per le persone con le quali hai preso impegni dando la tua parola, e lo devi fare per te stesso!
Abbiamo quindi deciso, anche in questo periodo funesto, di confermare la nostra scelta: facciamo l’impresa di fare impresa.
La nostra piccola attività il 18 Gennaio 2021 apre i battenti.
Sicuramente, rispetto a tanti colleghi, noi abbiamo dovuto affrontare difficoltà diverse, ma non certo meno impegnative; sono convinto che usciremo migliorati da questo periodo, con una consapevolezza diversa del noi stessi e del mondo in cui viviamo; a quel punto potremo iniziare di nuovo a guidare e a goderci consapevolmente il viaggio.
E’ doveroso, per me, fare dei ringraziamenti; tante persone sono state presenti (ognuna per come ha potuto), ne cito solo alcune:
Mia madre Maria Rosaria Moscariello: instancabile, umile e generosa
Mia sorella Onorina De Simone: testarda, caparbia ed intraprendente
Luana : confidente, consigliera impagabile, catalizzatrice del mio stress e delle mie insicurezze
Francesco Dello Buono : comprensivo e disponibile
Contento di quello che (nonostante tutto) siamo riusciti a fare, con speranza e fiducia auguro il meglio a TUTTI.
Facciamo la nostra parte.
Forza e Onore
Giuseppe

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Riapre a Montella in via Del Corso 94 la sezione di Sinistra Italiana.

Dopo alcuni anni di chiusura della sede, ma non di rinuncia all’impegno politico, Sinistra Italiana ha finalmente un luogo fisico nel centro del paese. Resta immutato il nome della sezione: “Enrico Berlinguer”, una guida e un faro per tutti i tesserati. In perfetta controtendenza rispetto a quello che è un orientamento nazionale alquanto diffuso, cioè la progressiva scomparsa delle sedi fisiche di partito dai territori, la sinistra montellese ha voluto trovare uno spazio dove potersi incontrare. Rimanendo fedele ad un proprio convincimento, ossia che la politica ha bisogno di confronto e di discussione e che questi possono e devono realizzarsi in un posto concreto, la sezione “E. Berlinguer” riapre le porte. Per ora, in realtà, ci si è limitati a preparare la sede. Nel pieno rispetto della normativa anti-covid tutti gli incontri e le riunioni tra i tesserati sono avvenuti e continuano ad avvenire a distanza, come è giusto che sia. Comunicare la riapertura della sede da parte nostra vuol esser un modo per dire ai nostri concittadini che siamo presenti, che continuiamo la nostra attività, che non è venuto meno il nostro impegno. Del resto la presenza di Sinistra Italiana nell’attuale amministrazione comunale con due rappresentanti è la prova concreta del nostro essere partecipi alla vita della comunità. Avere un presidio per la sinistra montellese è stato sempre essenziale, perché è la condizione di partenza per ragionare in termini politici. Avere una sede significa avere un luogo dove poter discutere, dove poter accogliere e ascoltare i cittadini, e, strano a dirsi di questi tempi, significa anche garantire una linea di continuità. In un momento storico così drammatico, caratterizzato da un disorientamento politico generale, per cui le forze partitiche sembrano sottrarsi alla discussione pubblica scomparendo dai luoghi fisici, la nostra sezione, nel suo piccolo, cerca di offrire un luogo di (ri)costruzione della politica. Certo non basta il luogo, occorrono soprattutto le persone, occorre cioè impegnarsi per contrastare concretamente l’allontanamento dei cittadini dalla partecipazione alla vita pubblica. Appena sarà possibile, daremo inizio a laboratori politici aperti a chiunque voglia offrire il proprio contributo per la crescita della nostra comunità. Inoltre, dopo il successo della iniziativa di questa estate di scambio di libri, pensiamo di organizzare una piccola biblioteca che possa essere vissuta come luogo di studio, di scambio, di confronto, di crescita. Queste sono solo alcune delle idee che abbiamo intenzione di realizzare. In attesa dell’apertura reale della sede, noi continuiamo la nostra attività a distanza, pertanto chiunque sia interessato o abbia il desiderio di trovare uno spazio di confronto e di discussione sarà il benvenuto nelle nostre assemblee.

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Consegna decreti di finanziamento Gal Irpinia Sannio

Quella che si chiude è una settima di grandi soddisfazioni per la struttura del GAL ATS AISL (Irpinia Sannio-Cilsi). Concluse le necessarie attività istruttorie, abbiamo provveduto a consegnare i decreti di finanziamento per € 1.400.000,00, sulla misura 7.5.1 ( Sostegno a investimenti di fruizione pubblica in infrastrutture ricreative e turistiche su piccola scala) alle amministrazioni comunali rientranti nell’area di azione del Gal.

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Laurea Annamaria Palatucci

Congratulazioni a Annamaria Palatucci figlia di Emiliano Palatucci ed Ermelinda Bellofatto, ha conseguito la laurea in Design della Comunicazione, allo IUAD di Napoli ( Accademia della moda ) .
In particolare la tesi si focalizava un progetto di city branding per la riqualificazione del territorio montellese

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Claudio Sica ....Buon 93° compleanno

Claudio Sica nato a Montella Provincia di Avellino il 9 gennaio del 1928 , già a due anni incomincia la sua avventura della vita, fu dimenticato in casa durante il terremoto del 1930, la madre se ne accorse solo dopo che erano fuggiti, perché ne mancava uno. Già dalla prima elementare quando tornava dalla scuola il padre lo voleva nel suo negozio prima di fare le lezioni che il maestro gli assegnava, crescendo, un bel giorno il padre chiama a raccolta i suoi.....CONTINUA

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Vaccino si, vaccini no o vaccino ni ? di Peppino Volpe

Il vaccino è un preparato che può essere costituito dal microorganismo dal quale ci si vuole proteggere (attenuato o ucciso) o da sue frazione proteiche o tossine opportunamente trattate, in grado di stimolare la risposta immunitaria ma non di provocarne la malattia. Contro il Coronavirus sono stati realizzati anche i vaccini a RNA , cioè piccoli segmenti di RNA messaggero che una volta che penetrano nelle nostre cellule (nel citoplasma), inducono la formazione della proteina spike che è sufficiente a stimolare la produzione di anticorpi.

L'mRNA del vaccino non entra nel nucleo delle cellule e quindi non puo' modificare il genoma e si degrada subito dopo la vaccinazione.Il pioniere dei vaccini fu Jenner il quale notò che iniettando nell'uomo l'innocuo vaiolo delle mucche (per questo vaccino) non provocava malattia nelle persone ma,anzi, le proteggeva dal temibilissimo vaiolo umano. Successivamente vari ricercatori sono passati alla storia per aver scoperto vaccini contro numerose malattie che flagellavano l'umanità.

Si può dire senza ombra di dubbio che la vaccinazione è tra le scoperte mediche che nella storia dell'umanità ha salvato più vite. Pensiamo al vaiolo, una malattia che nel corso del ventesimo secolo ha ucciso tra i 300 e i 500 milioni di persone, per poi sparire, grazie a una campagna di vaccinazione e l' OMS ha dichiarato ufficialmente eradicata questa malattia nel 1980. Ogni anno, le vaccinazioni prevengono circa 2,5 milioni di morti infantili da difterite tetano pertosse e morbillo. I vaccini oltre ad essere efficaci sono anche sicuri ,infatti causano una reazione avversa grave in meno di un caso su 1 milione di dosi somministrate. Per lo più si tratta di una grave reazione allergica che di solito rientra dopo poche ore senza conseguenze mortali. Gli effetti collaterali sono lievi e temporanei(dolore nel punto di inoculo,reazione infiammatoria locale,febbricola).

Non sono documentati decessi legati direttamente alla somministrazione di vaccini. Solo il morbillo, tanto per fare un esempio, causa un decesso ogni 2500 casi .Nella prima metà del '900 la mortalità infantile si aggirava intorno al 20- 30% mentre oggi, grazie soprattutto ai vaccini,si trova poco sopra il 3 per mille.
Eppure questi dati non riescono a rassicurare una parte della società che continua a nutrire dubbi e timori nei confronti della vaccinazione. Paradossalmente è proprio nei paesi occidentali, dove i vaccini hanno ottenuto i risultati più importanti, che emergono le maggiori resistenze, specie nella parte istruita e benestante della popolazione.
I movimenti anti-vaccinisti rappresentano una sparuta minoranza, ma hanno una grossa cassa di amplificazione grazie ad internet e ai social media. Gli argomenti portati a discredito delle vaccinazioni sono spesso completamente infondati ,infatti, tutti gli studi più recenti effettuati da esperti in tutto il mondo, compresa l'OMS,sono concordi sul fatto che non esiste alcuna associazione,al di là della rara casualità,tra l'utilizzo dei vaccini e l'insorgere di patologie come l'autismo o la sclerosi multipla. La possibile associazione tra autismo e vaccino trivalente ,era stata ipotizzata e pubblicata su un'importante rivista scientifica (LANCET) da un autore inglese (Wakefield) nel 1988. Il suo lavoro,però, si dimostrò una vera e propria frode scientifica al punto che l'autore venne radiato dall'ordine dei medici e la sua pubblicazione ritirata dalla prestigiosa rivista.
I NoVax hanno spesso puntato il dito sulla pericolosità del thimerosal composto contenente mercurio come conservante dei vaccini. La comunità scientifica ha escluso categoricamente questa evenienza, ma siccome si stava creando confusione e paura nell'opinione pubblica questa sostanza non è stata più usata dai primi anni del 2000.
Viene messo in discussione anche il numero di vaccini che vengono somministrati in un infante che ha ancora una immaturità del sistema immunitario. Ma anche questa tesi è stata smontata dagli immunologi , i quali sostengono che i neonati non vivono in una camera sterile o in una campana di vetro ma già alla nascita vengono a contatto con tantissimi germi che normalmente ci circondano.
E' stato anche ipotizzato che i vaccini possono essere la causa scatenante di allergie, ma anche questa tesi non è stata mai dimostrata. Per avere credibilità nelle branche mediche ci vogliono le prove(pubblicazioni su rivistescientifiche internazionali), in pratica, almeno che non vogliamo credere alle madonnine  che piangono o alle teorie strampalate di qualche cialtrone complottista che parla di modifiche al genoma , i vaccini non hanno mai ammazzato nessuno, anzi hanno salvato milioni di persone dalla morte o dalla disabilità. Bisogna seguire la ragione e non l'istinto ,lo diceva anche Dante 700 anni fa nel XXVI° canto dell'Inferno: “ Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza “( considerate la vostra natura: non siete fatti per vivere come bestie ma per seguire la virtu' e la conoscenza).
E' brutto parlare di soldi quando c'è gente che muore ma questa pandemia da covid 19 ha destabilizzato la vita di tutti noi e minato i sistemi economici di tutti gli stati industrializzati. Anche il sistema previdenziale è a rischio tenuta, dovendo pagare la cassa integrazione a tutti i lavoratori restati a casa per il lockdown e la malattia ai lavoratori in quarantena o ammalati. Sono i numeri che parlano da soli,in Italia ci sono stati 76000 morti con un bollettino da aggiornare quotidianamente e, per questo, non ci può essere spazio per i negazionisti.
Contro il covid manca ancora una terapia valida. Il plasma iperimmune, l'idrossiclorochina ed il remdesivir secondo i più recenti studi si sono dimostrati inefficaci. Per cui, in attesa degli anticorpi monoclonali o di qualche altro farmaco efficace l'unica arma che potrebbe farci tornare ad una vita normale è il vaccino.
Personalmente sono contrario all'obbligo giuridico della vaccinazione perchè viviamo in un altro ventennio e non sono accettabili i metodi persuasivi cinesi però, credo che dovrebbe esserci un obbligo morale perchè vaccinarsi significa non solo proteggere se stessi ma anche l'intera collettività.
Un individuo che non si vuole vaccinare deve essere libero di farlo, ma deve anche  assumersi le proprie responsabilità nei confronti della collettività che non è giusto che  continui a pagare i costosissimi ricoveri nelle terapie intensive (un paziente in ventilazione  meccanica ha un costo che varia dai 9 ai 22 mila euro)o le giornate di assenza dal lavoro solo perché si vuole negare l'evidenza. Un individuo che ha scelto di non vaccinarsi deve ,secondo me,anche continuare ad indossare la mascherina , mantenere la giusta distanza  fisica ed evitare assembramenti in luoghi chiusi (cinema, teatri, aerei ecc.ecc) .
Non tento neanche a cercare di convincere i no vax,dei quali però apprezzo la coerenza anche se come diceva Albert Einstein: «la misura dell'intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario» , ma i ni vax ( gli indecisi )non possono tentennare per molto tempo.

Capisco che si vuole aspettare per capire se il nuovo vaccino possa dare gravi effetti collaterali, ma i virus di solito non fanno sconti a nessuno e non si prendono pause di riflessioni come due fidanzatini alla prima litigata. L'imprevedibilità o la pura e semplice sfortuna non sono stati aboliti per decreto e come diceva Eduardo De Filippo: “credere alla  iella è da ignoranti ma non crederci porta male”.
Nel 1982 Nando Martellini chiuse la telecronaca della storica partita vinta dall'Italia contro la Germania gridando per 3 volte : “SIAMO CAMPIONI DEL MONDO” ed anch'io, con molta modestia ma con la stessa enfasi vi dico :”VACCINATEVI-VACCINATEVIVACCINATEVI”. 

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Maria Carfagno

Un omaggio in versi al nostro paese di Maria Carfagno

1 ottobre
L’inverno per noi cominciava
il primo giorno di scuola.
C’era già aria di neve e i
giochi finivano d’un tratto
spazzati da un nembo scuro.
Bambini spinti dal vento,
cartelle con i sussidiari,
banchi di legno
e nuvole di vapore.
Fino all’attesa del Natale,
delle scintille per giocare,
delle bambole vicino al camino,
delle lacrime di questo giorno.
Per questo inverno che si
avvicina, privo di attese infantili.

28 agosto
Il colore del mio cielo
si fa opaco
mentre raggiungo
la terra dove non v’è
sentore di foglie e di radici.


Montella
Il mio paese è adagiato da secoli
tra i monti e il sole, d’inverno,
vi tramonta presto liberando
i sogni, le ombre e l’oblio.
Ma quella luce che cala,
quella luce che sorge
dietro un piccolo lontano presepe
è opera di un dio silvestre.
Niente avrà mai la bellezza
del suo cielo d’agosto
né del suono delle campane
che richiamano salite ardite nell’alba
per raggiungere il Monte e i Santuari.
Ovunque, se non nell’anima,
mai troverò il verbo laconico
né la stessa dignità.
E il mio sguardo rimarrà rivolto ad oriente
verso quel piccolo lontano presepe
come il primo giorno di vita.


Il nostro mattino
Sembrava che niente potesse fermare
il treno in corsa dei nostri vent’anni.
Poi il rumore assordante e il silenzio.
Il nostro destino deragliò
in una notte gelida, tra pietre e dolore.
Diventammo figure sfocate
aspettando il mattino che ci rese adulti.
E oggi che sento il respiro del tempo
rivedo i nostri volti bambini
nelle pagine di un racconto che
una mano benevola continua
lentamente a sfogliare.


Ti coprirò di fiori
Ti coprirò di fiori colti dal tuo roseto.
Tornavi dalla caccia sorridendo
ma c’era poco nel tuo carniere.
Un’anatra selvatica che
avresti risparmiato se non
avessi sentito altri cento fucili
tuonare e abbattere senza posa.
Forse avevi in mente gli spari
nel deserto che ti svegliavano
nel cuore della notte, quando
la guerra era ormai lontana.

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Redazione Montella.eu

In ricordo di Michele

Perdere un alunno è un’ esperienza di dolore indescrivibile, non facile da razionalizzare , nemmeno per insegnanti in età matura.   Le parole suonano vane e vuote di fronte agli occhi pieni di lacrime e ai singhiozzi incontenibili dei compagni di classe; non consolano e, per la prima volta, nessuno di noi adulti , riuniti su un freddo schermo di computer, sa osare una spiegazione. Siamo muti , siamo oppressi dalla vita con i suoi risvolti tragici che mai avremmo voluto dover mostrare ad alunni di 15 anni.
MICHELE era un ragazzo pieno di energia, condivideva con i suoi coetanei la leggerezza e la spensieratezza dell'età, ma coltivava interessi già da adulto, amava la terra e le sue mille risorse , conosceva tutto dei mezzi di lavoro e delle aziende agricole che anche egli sognava di avviare presto, con il suo più caro compagno di classe, Nicola. Michele era giocherellone, dall'ultimo banco lanciava sguardi di complicità divertita ai suoi compagni, si lasciava andare spesso ai suoi sogni mentre si parlava di storia,di Italiano , o di altro; a volte indolente, a volte irrequieto, ma sempre preoccupato del "giudizio" dei suoi insegnanti. Ci teneva a “spiegare” con precisione tutti i suoi momenti scolastici. Viaggiava da Montella , spesso insieme al prof. Memoli , e la levata di mattina presto gli costava sacrificio di sonno che però riusciva a vincere con la passione per gli studi dell' Istituto Agrario di Avellino. Amava svolgere le attività formative dell'azienda della scuola insieme ai suoi compagni di classe e anche con quelli più grandi. Non si tirava mai indietro. Era sempre lì, con il suo desiderio di imparare ciò che più gli piaceva. Ma un crudele destino lo ha incrociato su una delle strade del suo amato paese. E lo ha lasciato a terra , scaraventato giù dalla sua bici di generoso e fiducioso adolescente.
Oggi tutti i suoi compagni sono in lacrime dietro ad uno schermo incomprensibile; un diaframma invisibile li ha separati, oggi e per sempre, dalla loro spensierata giovinezza. La morte si è presentata troppo presto dinnanzi ai loro occhi, non erano pronti a fare i conti con l'altra faccia della vita, non potevano esserlo, non é facile nemmeno per noi che l'abbiamo già conosciuta più volte.
Silvio, Gianni, Marcello, Carmine D. P. ,Vittoria, Davide, Cristian, Carmine C.,Martina,Ciriaco,Nicola D.,Nicola, Giada,Carmine M., Antonio M, Antonio R., Giuseppe, Matteo, Gaetano e Orazio non vogliono crederci, non vogliono accettare, non possono. E i loro occhi invocano pietà da Colui che sa ciò che loro ignorano , invocano per pietà una ragione comprensibile per questo dolore inflitto così prematuramente , per questa morte inaccettabile, contro natura, che ha sottratto il sorriso dai loro volti, la speranza dai loro occhi , che li ha privati della gioia di crescere insieme al loro compagno , che gli ha rubato , senza pietà, parte del loro futuro. A ridosso delle feste più belle dell’anno, in un anno già drammatico, in vista della festa più attesa soprattutto dai bambini , Michele, ancora tanto vicino all’infanzia, è stato sottratto alla festa della sua vita , in maniera assurda, incomprensibile. E i suoi compagni , impietriti , non vogliono altro da Babbo Natale che riporti in vita il loro giovane amato compagno e amico MICHELE.
Ma nessun babbo natale potrà esaudire il loro ingenuo, straziante desiderio. Chiedono a noi insegnanti di non far togliere mai il banco di Michele dall'aula ... e noi abbiamo promesso loro che il banco di Michele rimarrà lì, non come segno di un vuoto incolmabile , ma come una certezza che ci guiderà a trovare insieme un senso alla sua assenza; ma oggi non possiamo, oggi siamo senza forze, come improvvisamente svuotati di ogni certezza. Sui volti dei giovani compagni le lacrime scavano solchi come nella terra, quella terra che Michele amava e che non lo ha saputo proteggere.
Riposa in pace, caro piccolo Michele che ,con generosa e grande umanità, i tuoi genitori hanno voluto che continuassi a vivere in altri giovani corpi. Ai tuoi genitori, ai quali non basteranno le lacrime di una vita, i tuoi compagni rivolgono i loro sguardi sgomenti, ma pieni d' Amore. Voglia il Cielo consolarli come nessuno di noi oggi sa e può fare.
Vola in pace, caro piccolo MICHELE.
Il dirigente scolastico, I tuoi compagni e i tuoi insegnanti della classe 3 C dell’IIS “F.De Sanctis-O.D’Agositno” di Avellino.

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Laurea Felicia Lepore

Congratulazioni a Felicia Lepore per la laurea in Economia e Management conseguita all'Università di Urbino

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Michele ci ha lasciati !

Muore a 15 anni, dramma al Moscati di Avellino. Montella sotto choc per il tragico decesso del 15enne rimasto coinvolto in un incidente in bicicletta, il 22 dicembre scorso.  Oggi, dopo 5 giorni, il cuore del ragazzo ha smesso di battere.

Il ragazzino era ricoverato presso il reparto di Rianimazione dell'ospedale Moscati di Avellino. Stando a quanto si apprende, le sue condizioni si sono aggravate ulteriormente nella giornata di ieri.

Lo scorso 22 dicembre il dramma a Montella, in via Fratelli Pascale. Il 15enne marciava in strada a bordo della sua bici quando è caduto, pare nel tentativo di non investire un cane.

Immediati i soccorsi del 118 che hanno trasportato il giovane al Moscati. Il ragazzo è stato intubato ma i medici hanno subito capito la gravità delle sue condizioni. Oggi il tragico decesso. "Siamo distrutti - commenta il sindaco Rizieri Buonopane-. Quest' anno si chiude nel peggiore dei modi. una tragedia che ci colpisce tutti. Il nostro paese ha pregato unito perché Michele si salvasse. tutto inutile Sono vicino, come tutta la comunità, ai familiari".

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Siamo un paese strano e affascinante di Dimitri Dello Buono

Digitalizzazione: Non abbiamo un'anagrafe utile per tutti i comuni ma tutti i comuni hanno un'anagrafe. Viviamo di cose particolari e riusciamo a sorprendere gli altri, ma anche noi stessi, e forse è proprio questo il bello del nostro paese, della nostra gente.

Dopo decine di miliardi di euro investiti nei più stravaganti sistemi informatici tremiamo se, per due ore, Google stacca la spina. Non leggiamo più la posta elettronica, non possiamo fare meeting e i nostri siti promozionali si bloccano perché i video youtube sono, ormai, la nostra vetrina sul mondo.

Due anni fa quando ero Capo della Segreteria Tecnica del MIT facemmo una intensa corsa per preparare un piano con l’intento di far ripartire l’edilizia italiana.
L’idea era quella di organizzare un efficiente sistema informativo per contenere i progetti di efficientamento, energetico e sismico, ed utilizzare i fondi che quasi nessuno utilizzava sul Sisma e sull’Eco Bonus.

Servivano “solo” cento milioni di euro e li avevamo anche trovati ma, in una notte, ci fu un taglio secco alla legge di bilancio 2018 e il progetto svanì. Noi del gruppo delle Segreterie Tecniche dei Ministeri rimanemmo delusi, ma sapevo che prima o poi qualcuno avrebbe capito le potenzialità dell’idea. Quando ho letto che la nostra idea era un “cavallo di battaglia“ per il rilancio dell’economia sono rimasto sorpreso ma contento. Non ci sono tutte le cose che avrei voluto ci fossero ma va bene così. La forza di chi ha rivalutato l’idea è tale che l’85% di credito è lievitato a dismisura ed ha addirittura superato il limite del 100% fino ad un inimmaginabile 110%. Ottimo!

Certo, i tempi non sono dei migliori per investire in edilizia. Ci si muove molto difficilmente. Discutere in tre è assembramento, figuriamoci lavorare in un cantiere, su una impalcatura, per montare un pannello solare o uno di questi nuovi cappotti portanti che migliorano efficientamento sia sismico che energetico.

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Messa in diretta da Santa lucia

Dalla chiesa di Santa Lucia trasmettiamo in diretta la messa di Natale celebrata da Don Eugenio Riprese : Carmine Dello Buono Auguri di Buon Natale da tutta la redazione di Montella.eu 

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Santa Messa in diretta della Vigilia di Natale

Montella.eu vi offre la Santa Messa della Vigilia di Natale  Presso Complesso Conventuale Chiesa di S. Francesco a Folloni Montella Preghiamo anche per il piccolo Michele  Riprese : Daniele Marano Regia di Vittorio Sica BUONE FESTE A TUTTI I SEGUACI DI MONTELLA.EU

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Laurea Chieffo Simone

Congratulazioni a Simone Chieffo figlio di Francesco e Vernacchio Flora e al fratello Ilario per la laurea Magistrale in Scienze Motorie, Tecnica Didattica dello Sport. Raggiungendo questo traguardo nonostante i momenti difficili vissuti in famiglia dovuti al covid

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Borsa di studio a Salvatore Ciociola di Montella per tesi di laurea sulle tematiche di genere

Nella Sala Grasso di Palazzo Caracciolo,si è svolta  la cerimonia di consegna della borsa di studio per tesi di laurea sulle tematiche di genere, promossa dalla Provincia e dalla consigliera di parità, Vincenza Luciano. La borsa di studio è stata vinta da Salvatore Ciociola. Premiata come seconda classificata la concorrente Chiara Urru.

All’iniziativa hanno partecipato il presidente Domenico Biancardi; i consiglieri provinciali Rosanna Repole, Caterina Lengua e Franco Di Cecilia; il presidente della Commissione che ha valutato gli elaborati, Paolo Ricci; la direttrice generale della Provincia, Monica Cinque; la consigliera di parità, Vincenza Luciano.

Il vincitore, che ottiene un premio di 2.000,00 euro, ha prodotto una tesi di laurea sulle tematiche di genere dal titolo: “Genere e mondo accademico: il caso dei direttori di dipartimento in Italia”.

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Almanacco di Salvatore Malerba

Il Sindaco di Montella Dott. Rizieri Rino Buonopane, riceve copia dell'Almanacco dal Presidente cav. Salvatore Malerba   http://www.unimri.it/la-sezione-montella.html

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In ricordo dell’Avv. Diego Romaniello, di Massimo Savino

E’ passato ormai un mese dalla tragica scomparsa dell’amico Diego Romaniello, ma il suo ricordo resta ancora più vivo tra quanti lo hanno conosciuto e apprezzato.  In circostanze del genere ho sempre ritenuto di non esternare pubblicamente il mio dolore e la mia rabbia.
Ma in questo caso sento il bisogno di far conoscere chi era l’Amico Diego Romaniello e perché è stata una grande perdita per tutti.
Diego era un uomo, con la U maiuscola, in tutti i sensi.
Ragazzo educatissimo, altruista, sempre cortese e gentile con tutti, con una grande qualità che oggi purtroppo è molto rara, la capacità di ascoltare, non di sentire, ma di ascoltare tutti, per cercare di capire se poteva essere utile per dare una mano.
Professionista esemplare, preparato e soprattutto onesto con gli altri e con se stesso. Spesso la sua professione di avvocato lo portava a scegliere tra la deontologia professionale e lo spregiudicato guadagno, lui non aveva dubbi, sceglieva sempre di comportarsi da vero signore.
Se penso al suo attaccamento per la sua famiglia non posso che emozionarmi. Non passava un giorno che non mi raccontava un aneddoto sui suoi figli, sua moglie, sua madre, sua sorella. Gli brillavano gli occhi per l’amore che lui nutriva per i suoi cari e che i suoi nutrivano per lui.
Un solo pensiero lo rattristava, il ricordo di suo padre Renato. Verso di lui aveva una grande ammirazione e un profondo ricordo di amore e affetto. Ma la tristezza durava poco, veniva subito sostituita dall’altro Renato, che riempiva, insieme agli altri due figli, il suo cuore di gioia e di amore.
Un uomo di 37 anni con valori antichi, che sono difficili da trovare, ma che sono quelli che mantengono sane le nostre comunità. Rispetto totale per l’amicizia, valore fondante del suo modo di comportarsi, grande lavoratore, amante delle antiche tradizioni, confrate esemplare, appassionato delle nostre montagne, orgoglioso di essere Montellese.
Negli ultimi tempi avevamo stretto, nonostante eravamo di due generazioni diverse, un rapporto di grande amicizia e stima, che nel tempo si era trasformato in profondo affetto.
Un forte abbraccio a tutti i suoi cari, con la certezza che il suo ricordo resterà indelebile nelle nostre menti e nei nostri cuori e con la ragionevole speranza che i suoi figli, saranno un pò figli di quanti gli hanno voluto bene.
CIAO DIEGO
Montella lì 14 Dicembre 2020 MASSIMO SAVINO

 

 

 

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Anniversario della morte della Serva di Dio Suor Bernardetta

Oggi 12 dicembre è l'anniversario della morte della Serva di Dio Suor Bernardetta, nostra consorella, entra nel sito https://youtube.com/c/HermanasPobresBonaerensesdeSanJos%C3%A9 per partecipare direttamente al Rosaro, S. Messa, e un breve video della sua vita. Saluti cari Suor Colomba

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Il presepe di Roberto Moscariello

Il periodo natalizio è da sempre uno dei più attesi dell’anno, e porta con sé numerose tradizioni ed usanze. Una di queste è sicuramente quella del presepe realizzato in casa e della loro costruzione artigianale e come l'anno scorso  Roberto Moscariello , ha realizato un presepe fantasico dopo un mese di lavoro ha realizato veramente un luogo bellissimo amato da tutti i montelesi e non solo.

Realizato con Polistirene, stuccatura in gesso e colorato con tempera, l’effetto acqua con resina epossidica, tempo circa 1 mese, mediamente 2-3 ore al giorno.
Roberto.  Vedi il filmato >>>>> https://fb.watch/2jgAw_pcl_/

 

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Un gigante dai piedi d'argilla di Peppino Volpe

Il sistema sanitario nazionale garantisce a tutti i cittadini il diritto alla salute  senza distinzione di condizioni ndividuali,sociali ed economiche. Tutti i cittadini  hanno la possibilità di essere curati dalla più insignificante patologia fino ai grandi interventi in tutti gli ospedali d'Italia senza esborso di denaro. Questo modello sanitario ci è sempre stato invidiato da molti stati democratici (USA in  primis). L'emergenza Covid ha messo,però, in evidenza anche grosse criticità del suddetto modello.
Negli ultimi anni,infatti, i vari ministri della sanità che si sono avvicendati hanno investito molto sui grandi ospedali e cliniche private (modello Lombardo), trascurando la medicina del territorio. In pratica hanno costruito un gigante dai
piedi d'argilla che alla prima spallata ricevuta da un agente microscopico è caduto inesorabilmente. D'altronde,è risaputo che i palazzi devono essere costruiti su terreni stabili ed avere solide fondamenta .
I medici di famiglia in Italia sono circa 43000 e si prevede che per il 2023 circa  16000 andranno in pensione e non saranno facilmente sostituiti dai giovani laureati che preferiscono la specialistica in quanto non più attratti dalla medicina generale.
Il medico di famiglia in passato era una figura importante nel tessuto sociale per la funzione polivalente ed istruttiva al di là dei compiti specifici ed era infatti, un punto di riferimento per intere famiglie, un amico ,un confidente oltre ad essere
un internista, un ginecologo, un ortopedico e quant'altro. Nel corso degli anni, il suo ruolo è cambiato profondamente anche perché è cambiata sicuramente la società,la famiglia,il rispetto verso i professionisti in genere e dei medici in
particolare e l'avvento della prestigiosa Google University è stato devastante in questo senso. E' una società imbarbarita e che,grazie ai programmi spazzatura che vanno in onda quotidianamente,prende a modello la vita di quei cafoni
palestrati del Grande Fratello o il lato B della Belen e non si accorge dei nostri giovani brillanti laureati che devono andare all'estero per essere apprezzati e premiati.
Oggi al medico di medicina generale viene chiesto di essere un bravo informatico (i dati devono essere inviati su decine di piattaforme),un ottimo ragioniere (deve controllare costantemente la spesa sanitaria) ed ultimamente gli viene chiesto anche di giocare al piccolo chimico con i test rapidi sierologici da somministrare al personale scolastico.
In pratica hanno assemblato un nuovo Frankenstein che , come nel film, è stato creato contro la sua volontà per mettere paura non solo all'umanità ma anche a se stesso.
Durante la prima ondata pandemica ,i medici di medicina generale sono stati scaraventati a mani nude e senza i dpi contro questo maledetto virus , come le truppe di un tempo sbeffeggiate e derise, talvolta, dagli stessi generali che li spingevano al macello. In guerra, è risaputo,muoiono i soldati e non i generali!!! Solo dopo si sono resi conto dell'importanza che la medicina di base poteva rivestire come filtro e tutti si sono riempiti la bocca per riorganizzare al meglio la medicina territoriale.

Al momento l'unica cosa evidente che è cambiata in maniera grottesca è il carico burocratico che è diventato veramente da guinness dei primati. I nostri studi sono stati trasformati in certificatifici ed il fonendoscopio sta diventando ,sempre di più ,un oggetto da arredo. Non mi meraviglierei se con il prossimo dpcm si obbligassero i cittadini di munirsi di un certificato
medico di sana e robusta costituzione fisica e psichica anche per entrare nei bagni pubblici !!!
Ma nonostante tutto penso che il medico di famiglia in questa pandemia debba recitare un ruolo da protagonista e non fare la semplice comparsa perché credo che nessuna altra figura professionale conosca meglio la condizione sociosanitaria
del territorio sotto tutti gli aspetti e potrebbe controllare i microfenomeni casa per casa,individuo per individuo,famiglia per famiglia e soprattutto individuare chi sono i pazienti fragili e che , pertanto, necessitano di maggiori attenzioni.
Siamo anche lieti di contribuire a rafforzare le attività di prevenzione e ben vengano i test rapidi antigenici che i medici di medicina generale dovrebbero somministrare obbligatoriamente,sperando però che sia il medico stesso a decidere a chi somministrarli secondo scienza e coscienza(contatti stretti) e non gli venga imposto dall'alto senza un minimo di criterio ,altrimenti, almeno per quanto mi riguarda, restituirò i “bastoncini” al mittente con il consiglio di farne l'uso che meglio crede.
Mi viene in mente la frase storica di Francesco di Valois che, fatto prigioniero dopo aver perduto la battaglia di Pavia nel 1525 ad opera di Carlo V, scrisse alla madre Luisa di Savoia : ” Tutto è perduto fuorché l'onore e la vita che è salva”.
Le stesse cose speriamo di portare in salvo noi medici oltre, nei limiti del possibile, alla vita di qualche paziente.
Spero che al più presto si faccia la tanto decantata riforma della medicina territoriale, si tolga il medico di medicina generale dall'isolamento nel quale è stato confinato e lo si inserisca al centro di un team multidisciplinare che
comprenda personale di studio, infermieri, fisioterapisti, medici di guardia medica e del 118, specialisti ambulatoriali, personale Asl e per ultimo, ma non per importanza, anche il volontariato. E' fondamentale,inoltre, un dialogo digitale
costante con l'ospedale soprattutto grazie alla telemedicina e bisogna ridare i ricettari agli specialisti (come succede in quasi tutte le regioni),in quanto è  disumano per i pazienti che dopo un ciclo di chemio o radioterapia debbano fare
la fila di ore nei nostri studi per avere la copia delle prescrizioni specialistiche.
Devono viaggiare le informazioni e non i pazienti che non sono delle palline da flipper fatte rimbalzare dal personale amministrativo (per le prenotazioni) ai medici e viceversa prima di entrare in buca o di mandare tutto in tilt. Sarebbe
utile ridurre il massimale dei medici e soprattutto eliminare tutta una serie di attività burocratiche elefantiache che non hanno nessuna utilità sanitaria ma rappresentano solo una perdita di tempo per i medici, per gli impiegati asl e per i
pazienti. Le code che si formano dalle 7 del mattino davanti agli uffici dell'asl quando si devono rinnovare i ticket sanitari sono degne della Repubblica delle banane. Vi sono piu' di cento esenzioni ticket (reddito-invalidità-infortuniogravidanza-
patologie- malattie rare-prevenzione ecc ecc) che creano solo confusione e secondo me, sarebbe necessaria una bella sforbiciata facendo pagare un minimo a tutti rispettando, però, l'art. 32 della Costituzione che afferma: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”
Non mi resta che augurare buone feste a tutti ,sperando che babbo natale sotto l'albero ci faccia trovare un valido e sicuro vaccino anticovid che ci liberi per sempre da queste fastidiose mascherine e permetta ,finalmente, di farci riabbracciare nei momenti felici, di riportare gli studenti tra i banchi di scuola (anche senza rotelle), di dare la possibilità alle partite iva di alzare una volta e per sempre le saracinesche e di far vivere in serenità gli anziani che hanno pagato il prezzo più alto di questa pandemia.
Ed in ultimo, caro babbo natale, ti chiedo in dono un desiderio personale e, sono sicuro che non puoi dirmi di no, che è quello di ridare al lavoro più bello del mondo la dignità che merita. 

Peppino Volpe

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