Roberta Bruno

«Faccio l’architetto, per questo sono andato via». Pubblicato dal Quotidiano del sud

«Faccio l’architetto, per questo sono andato via». Risponde così Stefano Volpe, generazione 1988, quando gli chiedo cosa l’ha spinto a lasciare Montella e l’Irpinia. Anche Stefano infatti, come tanti altri, dopo essersi trasferito a Roma per frequentare l’università non è mai più tornato. Dopo la laurea, nel 2014, ha vissuto due mesi in Irlanda per perfezionare l’inglese, successivamente è rientrato a Roma per lavorare da Fuksas, il prestigioso studio di architettura internazionale con sedi a Roma, Parigi e Shenzen. Dopo tre anni, tuttavia, si è staccato dallo studio, preferendo un tipo di lavoro autonomo affiancato da diverse collaborazioni; una scelta importante per la crescita professionale e in linea con la figura emancipata dell’architetto. Stefano, interlocutore attento, preparato ma molto riservato, concede un po' della sua intimità solo quando, forse vinto dalla nostalgia, lascia ridestare il ricordo di quei sogni dischiusi nell’infanzia, e racconta:«La mia passione è nata a Montella, tra i cui vicoli e rioni da bambino mi sperdevo e disegnavo…»È meraviglioso immaginare come un luogo, con i propri vicoli e quartieri e con la propria storia, possa nutrire un’identità, coltivandone i sogni e irrobustendone le passioni, mentre amaro è realizzare come esso diventi poi il motore di una forza centrifuga, che spinge le sue risorse sempre più al nord. «Chi sa» aggiunge Stefano meditando «forse crescere negli anni successivi al terremoto mi ha fatto venir voglia di partecipare alla ricostruzione per vedere gli edifici completi, non più dissestati e fatiscenti».Il tempo e la ricostruzione ci hanno però insegnato che decadente non è soltanto un edificio diroccato da un cataclisma, ma può definirsi tale anche uno di recente costruzione, quando questo viene “tirato su” senza arte, cultura e (perché no?) passione. «Non si può pensare di costruire, o ricostruire, un palazzo senza un background culturale e storico e senza pensare al contesto in cui verrà inserito. Non solo, nel caso di una ricostruzione, non si può non contemplare in fase progettuale la destinazione dell’edificio» afferma Stefano, e racconta:«Dopo il liceo ero indeciso tra architettura e restauro, non avevo mai visto lavorare un architetto, non sapevo bene neanche cosa facesse. Questo perché fare l’architetto non esiste più dalle nostre parti tranne qualche eccezione, come lo Studio Verderosa di Lioni. Si è venuta a creare nel tempo una figura ibrida, una sovrapposizione di ruoli tra quello dell’ingegnere e del geometra, che bene si è consolidata nelle nostre zone, nutrita dal generale disamore per la cultura dell’architettura e la mancanza di denaro».Ascoltando Stefano si immagina l’architetto come un direttore d’orchestra, come colui che mediante il pensiero trasforma la materia in arte, che “vede” per primo e che per primo costruisce. L’etimologia antica del termine sottolinea il peso di questa figura e della sua scienza. Quando Vitruvio, nel prezioso trattato sull’architettura, delinea la figura dell’architetto ne prescrive l’adesione ai precetti della poliumathìa, ossia la necessaria conoscenza di diverse discipline: dalla matematica alla geometria, per le forme, la perfezione e la bellezza; dall’astronomia alla teologia, perché tutto sia secondo armonia e “gradito agli dei”; dallo studio delle leggi del diritto a quelle empiriche, quali l’acustica, l’ottica, la fisica fino alla medicina e la meteorologia. Tutte le scienze offrono, dunque, preziosi dettagli che migliorano lo spazio e l’ambiente concepito per l’uomo. «Non dimentichiamo che gli edifici sono pensati e costruiti per la vita dell’uomo, di cui lo spazio è l’elemento fondamentale» spiega Stefano «ed è proprio lo spazio il dominio dell’architetto». «L’architettura organizza l’area comune: scuole, edifici, opere pubbliche. E può farlo proprio perché contiene in sé il background culturale per gestire gli spazi».Non serve chiedere a Stefano se ha in mente qualche buon esempio di recupero e gestione di spazi pubblici a Montella perché, da appassionato qual è, fornisce da sé un vasto elenco di luoghi da recuperare. Persino la sua tesi di laurea ha avuto ad oggetto un importante castello della zona che cela tra le sue mura affreschi del Trecento. Si tratta di un lavoro dettagliato che prevede il recupero e la valorizzazione del sito, contemplando un tipo di fruizione moderna ed ambiziosa: «Ho immaginato il castello del Monte come un piccolo albergo fornito di centro Spa, che permetterebbe di recuperare sia la struttura in questione che la zona circostante e lo stesso monastero. A mio parere è un errore adibire quel sito a solo museo. Bisogna pensare alle cose che creino un reddito e, per la gestione di un bene del genere, solo un museo non è sostenibile».Oltre al Monte anche palazzo Virnicchi rientra nella lista di Stefano:«Un edificio antichissimo che è stato lasciato degradare nel tempo e nel disinteresse generale, non solo, nell’area che rimane oggi si pensa di farne un parcheggio!».«In quel caso» spiega Stefano «non è pensabile ricostruire un rudere da zero, ma potrebbe crearsi un parco archeologico». Lo stesso pensiero vale per l’antico mulino ad acqua andato distrutto: «ricostruire equivale a creare un falso storico, un edificio moderno con le forme dell’antico. E poi, per quale destinazione? Credo sia opportuno consolidare quello che esiste ed immaginare un percorso all’aperto che contempli anche il vicino ponte romano. La qualità del turismo è fondamentale per le nostre zone, solo il turismo culturale può apportare davvero qualcosa al territorio, soprattutto se inquadrato in una rete di comuni e in un percorso culturale che impegni un visitatore a lungo».Secondo Stefano migliorare i trasporti aiuterebbe già a trattenere giovani e professionisti «avere un collegamento rapido con Avellino e Napoli significherebbe cambiare la struttura sociale. I trasporti e la logistica sono fondamentali: ci fosse il treno non solo per la sagra!» esclama. Due anni fa, in occasione del trentottesimo anniversario del terremoto, Stefano è stato organizzatore della mostra d’arte “Quasi quaranta”, tenutasi presso il castello dei Cavaniglia a Bagnoli Irpino.«Eravamo sette ragazzi tra scultori, pittori e fotografi, ognuno dei quali ha parlato tramite l’arte. Per l’occasione abbiano fatto aprire il castello, che altrimenti sarebbe rimasto chiuso. L’idea che abbiamo è quella di organizzare una Biennale di arte che ricordi il terremoto e quello che ha significato». Come Stefano tanti altri giovani, che sono partiti e si sono affermati fuori, possono rappresentare per l’Irpinia una risorsa, attirare loro e lo sguardo giovane, professionale e appassionato che li caratterizza, significherebbe riportare dignità e futuro a questa terra.

Bruno Roberta

 

 

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A Montella il 28 febbraio dalle ore 16.00 alle 20.00 visite Senologiche e Ecografiche

A Montella il 28 febbraio dalle ore 16.00 alle 20.00 visite Senologiche  dott. Carlo Iannace , dott. Giuseppe Amaturo  . Visite  Ecografiche   dott.ssa Mena Volpe - Le visite sono gratuite. 

             

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Redazione Montella.eu

COMUNICATO DEL SINDACO DI MONTELLA

Il Sindaco, sentite le Autorità Sanitarie e le forze dell'Ordine COMUNICA: 

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Redazione Montella.eu

Il Sindaco di Montella tranquillizza sui rischi del sito. - Pubblicato dal Quotidiano del sud

Dopo la trasferta a Coidropo il Sindaco tranquillizza sui rischi del sito.. Per il contro e i risvolti tecnici si aprirà uno spazio di confronto nel prossimo consiglio comunale

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Redazione Montella.eu

Comunicato Stampa - dei consiglieri di minoranza - MONTELLA DICE NO AL BIODIGESTORE

Nella giornata di mercoledì 12 febbraio c.a. i consiglieri di minoranza sono stati invitati dall’attuale Amministrazione a visitare un biodigestore in provincia di Udine, con precisione a Codroipo.   La minoranza si è resa disponibile, partecipando con una propria rappresentanza, a testimonianza che nessuna sorta di chiusura preconcettuale o “per partito preso” appartiene a questa minoranza. All’indomani della visita e dopo un’attenta analisi dei “pro” e dei “contro” si è giunti ad esprimere un parere negativo sull’eventualità di insediare un biodigestore nel territorio del Comune di Montella. La nostra è una iniziativa condivisa con cittadini, aziende e associazioni di tutela per la salute e rappresenta le istanze e gli interessi delle comunità di Montella. I nostri intenti non sono dettati da interessi politici, ma dal dovere morale di tutelare la salute dei nostri cittadini oltre che di salvaguardare l’immagine e la salubrità del nostro paese. A questo proposito ci preme ricordare che Montella è natura, acqua, sorgenti naturali, fiumi, castagne e prodotti lattiero caseari di qualità. Montella è il primo paese italiano per la coltivazione della “Castagna di Montella I.G.P.” con la presenza della quasi totalità di aziende in agricoltura biologica. L’immagine del nostro Paese, quindi, non può e non dovrà mai in nessun modo essere avvicinata a un biodigestore o ai rifiuti perché ciò causerebbe un danno di immagine incalcolabile per il nostro territorio. Una banale analisi costi/benefici farebbe emergere che ci ritroveremo di fronte solamente ad una riduzione della tariffa Tari, quindi parliamo di pochi spiccioli. Il tutto, causerebbe l’aumento di produzione delle pericolose nanoparticelle dovute al trasporto della “materia prima” sia in ingresso ed in uscita (tanti camion percorrerebbero le strade del Comune dato il bacino di utenza). Una “non attenta gestione” e “controlli superficiali” causerebbero seri problemi di produzione di “cattivi odori”, di immissione nell’aria di sostanze nocive e di smaltimento delle acque reflue. L’opposizione si fa seriamente carico delle responsabilità e dei doveri di concorrere a realizzare un moderno e sostenibile Piano industriale dei rifiuti provinciale. Al contrario riteniamo che ci siano territori e zone molto più compatibili nella nostra verde Irpinia per ospitare un impianto di Biodigestore dei rifiuti. Infine, cosa di non secondaria importanza, ci si chiede da chi verrebbe realizzato e gestito l’eventuale biodigestore. Da privati? dal Comune? O da un partenariato pubblico-privato? Data l’importanza dell’argomento, quindi, siamo certi che questa Amministrazione, nella sede opportuna del Consiglio Comunale, vorrà avere con la minoranza un confronto serio per analizzare nel merito le problematiche derivanti dalla costruzione di un eventuale biodigestore nel nostro territorio comunale.

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Redazione Montella.eu

L’amministrazione comunale di Montella in trasferta in Friuli-Venezia-Giulia per visitare un biodigestore

L’amministrazione comunale di Montella, insieme con il responsabile dell’ufficio tecnico e con il capogruppo di minoranza, si è recata a Codroipo (Udine) per conoscere da vicino un impianto di biodigestione e compostaggio. Manifestato all’ente d’ambito l’interesse ad ospitare un impianto per lo smaltimento del rifiuto organico, l’amministrazione, prima di prendere una decisione definitiva, ha ritenuto importante fare un sopralluogo presso uno dei tanti impianti presenti al nord Italia al fine di verificare direttamente il funzionamento e, soprattutto, il reale impatto ambientale e territoriale di un impianto di questo genere.Molti sono i pregiudizi che ruotano attorno allo smaltimento dei rifiuti, derivanti prevalentemente da una dilagante disinformazione, ecco perché si è ritenuto opportuno approfondire innanzitutto la conoscenza diretta di un impianto che opera ormai da diversi anni e che, dal punto di vista progettuale, potrebbe essere un modello anche per Montella.L’impianto di Codroipo copre un ambito di circa 200000 abitanti (50 comuni consorziati), lavora circa 30000 tonnellate annue di rifiuto organico e verde, produce un compost di buona qualità, utilizzato nei terreni agricoli limitrofi (nel raggio di circa 10 km), oltre che energia elettrica che potrebbe soddisfare il fabbisogno di circa 7000 cittadini. Dista poche centinaia di metri da due agriturismi e mette periodicamente a disposizione dei cittadini di Codroipo compost gratuito. Utilizza una tecnologia molto semplice, ma molto efficace soprattutto perché limita al minimo i potenziali malfunzionamenti dell’impianto.In effetti, il sopralluogo ha dato modo all’amministrazione di constatare che vi è un impatto ambientale pressoché nullo dell’impianto, soprattutto in termini di esalazioni odorigene. Ad una distanza molto ravvicinata dalla lavorazione (poco più di un metro) del rifiuto organico e di quello verde, ma anche dal compost prodotto, l’odore è assolutamente blando ed accettabile.Lo smaltimento del rifiuto organico è ormai una vera emergenza per la nostra regione, costretta a rivolgersi alle regioni del nord Italia, con costi esorbitanti (quasi il triplo, ad esempio, rispetto a quelli della zona del Friuli coperta dal digestore visitato). Lo ha evidenziato anche la Corte di Giustizia europea, che ha condannato la Campania al pagamento di una maxi sanzione da 20 milioni di euro, più 120mila euro al giorno di ammenda fino al completamento degli impianti di recupero dei rifiuti. La provincia di Avellino, in particolare, non potrà più prescindere dalla realizzazione di un impianto.Ecco perché l’amministrazione Buonopane ha deciso di prendere in considerazione la possibilità di realizzare il biodigestore sul proprio territorio, avendo un’oggettiva idoneità sia rispetto alla posizione baricentrica nella provincia che alla viabilità, oltre che all’esistenza di un sito ottimale (l’area PIP del paese). Nel prossimo consiglio comunale ed in incontri successivi un potenziale progetto verrà sottoposto alla cittadinanza, con la quale l’amministrazione intende condividere un percorso di informazione e approfondimento che porterà ad una scelta finale.

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Roberta Bruno

Montella: "noi giovani senza sede e senza voce" Pubblicato dal Quotidiano del sud

I disagi, i problemi,le attese dei ragazzi del forum - Il Forum dei giovani esprime i disagi e le difficoltà di una fascia importante della popolazione, spesso sottovalutata e inascoltata dalle amministrazioni comunali.  «Questa amministrazione» racconta Carmine Dello Buono, vice coordinatore del Forum, «ci ha riservato una consigliera con delega alle politiche giovanili che lavora nel Gal ed ha buona dimestichezza con fondi e finanziamenti. È proprio grazie al comune, infatti, che siamo rientrati nel distretto numero 6, composto da 16 comuni di cui Lioni capofila, ma la sede rimane il nostro problema principale». Era estate quando al Forum dei giovani di Montella è stato comunicato il cambio di sede con “destinazione da designare”. Siamo in inverno inoltrato e il Forum non solo è ancora peregrino, ma i suoi “bagagli”, pronti da traslocare, sono rimasti accantonati in un corridoio del centro sociale (ultima sede del forum), segnalati alla meno peggio da un nastro rosso e bianco che contribuisce a rendere l’area ancora meno dignitosa di quanto già non fosse in precedenza.C’è da dire che da quando l’associazione è stata istradata sono state prese in esame diverse soluzioni: da palazzo Bruni Roccia fino ad un posto nella casa comunale. Ipotesi, quest’ultime, rimaste vaga promessa dell’amministrazione e penosa speranza per giovani.«Speriamo che, tolti di mezzo i diversi contenziosi, ci possa essere affidato il posto promesso nella casa comunale. Non ci sarebbe luogo migliore di quello per garantire confronto e dialogo tra le diverse organizzazioni comunali» conclude il vice coordinatore.«Più volte abbiamo incontrato il consigliere delegato ai giovani e al turismo avv. Angela Marano, l’unico delegato del Comune che ci incontra, che ci ha sempre rassicurato sulla sede, ma siamo a febbraio e la sede non è mai arrivata» racconta Alessandro membro ordinario del Forum, e incalza: «Ci sono molte associazioni “fantasma” che hanno uno spazio, mentre il nostro Forum, importante per il ruolo attivo che svolge nel paese tra eventi e progetti per i giovani, no. Senza sede tutto diventa più difficile e la collaborazione dell’amministrazione con il nostro Forum un rapporto di facciata.Sicuramente i problemi di un comune sono tanti, ma pare che le difficoltà che riguardano i giovani passino sempre in secondo piano, mentre non dovrebbe affatto essere così». «La mancanza del lavoro fa parte di questi» afferma un altro «i ragazzi non hanno un euro in tasca e vanno via. Il paese si svuota, l’economia stagna e la gente non esce e non si incontra sia perché non motivata da alcuna iniziativa, sia perché priva della compagnia per cui vale la pena uscire ed organizzare qualcosa: è un circolo vizioso.L’ideale sarebbe di dare almeno un piccolo centro di aggregazione».Oltre a lamentare la mancanza di un punto di ritrovo ludico-sportivo, i giovani reclamano anche un luogo che garantisca un’offerta culturale: «La biblioteca, sprovvista anche dei testi più noti, non è aggiornata né tantomeno fornita. L’ambiente è freddo e il luogo ostile: nessuno desidera passarci ore di studio. Oltre alla sala fatiscente, manca un punto ristoro (o un semplice distributore di acqua e caffè) e andare bagno significa mettersi la giacca ed uscire dall’edificio. I giorni di apertura al pubblico e i relativi orari, che non coincidono con quelli di riferimento sul sito ufficiale del comune, sono scomodi e disagevoli per qualsiasi studente che cerchi un punto di ritrovo stabile e sicuro per dedicarsi allo studio».«Quello che vorremmo come associazione giovanile è una maggiore considerazione e una maggiore fiducia da parte dell’amministrazione, proprio perché rappresentiamo la fascia giovanile di questo territorio. Non aver mai ricevuto fondi né tanto meno essere stati considerati dalle amministrazioni nei loro bilanci o nei loro progetti è una questione di estrema superficialità. Ancora non si comprende che noi giovani siamo le energie e il futuro di questa terra» afferma ancora Alessandro, e aggiunge «abbiamo visto partire molti membri del nostro Forum in questi anni e tanti attualmente sono in partenza. Stanno letteralmente scappando e pare che a nessuno interessi realmente. Cercare di dare forza e supporto a questa fascia così debole della popolazione è fondamentale e non può che essere una scelta politica». L’ultimo ragazzo, membro attivo del Forum, che ha lasciato questo paese con un volo di sola andata per Londra, raccontano i giovani, ha 21 anni.Alla domanda su cosa l’amministrazione locale promette di fare per i giovani Carmine risponde: «Abbiamo avuto dal Comune la promessa di corsi di formazione per determinate professioni. Ma credo che quello che serva ai giovani sia una maggiore consapevolezza del luogo che abitano e delle caratteristiche del territorio. I settori su cui puntare sono il raccolto agroalimentare e il turismo esperienziale.Ma se nessuno informa e mette a disposizione gli strumenti per formare questi giovani insieme alle giuste conoscenze, come si può mai pensare di trattenerli ed impiegarli come risorse per il territorio?»Per Carmine radicare il turismo nel territorio significa disporre quest’ultimo all’accoglienza, per la quale non è possibile improvvisare, ma va fatta formazione «sulla flora, sulla fauna, sulle acque e soprattutto sul rispetto che, fino ad ora, non è mai stato prestato. Bisognerebbe analizzare e pensare alle potenzialità di tipo artistico, paesaggistico e agroalimentare senza dimenticare quelle religiose».

Roberta Bruno

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Redazione Montella.eu

Crotone ,75° Anniversario della morte del Servo di Dio, Giusto fra le Nazioni Giovanni Palatucci

In data 10 Febbraio 2020 alle ore 18,00, si è svolta presso la Chiesa della Beata Vergine dl Rosario di Pompei,  una cerimonia commemorativa in occasione del 75° Anniversario della morte del Servo di Dio, Giusto fra le Nazioni Giovanni Palatucci e medaglia d’oro al merito civile. Una Santa Messa è stata officiata da Mons. Pancrazio Limina ( Don Ezio ) il quale ha ricordato il Questore di Fiume Italiana Giovanni Palatucci, rimarcando il suo operato, grazie all’aiuto del Vescovo di Campagna Mons. Giuseppe Palatucci, è riuscito a salvare quasi 5,00 Ebrei, donando la sua vita a solo trentasei anni nei campi di concentramento di Dachau.Esempio di virtù che ancora oggi viene ricordato da Cristiani e Comunità Ebraiche per il suo carattere dedito verso coloro i quali rischiavano la vita e a volte internati soltanto per essere Ebrei.Il Referente dell’Associazione G. Palatucci Onlus, Cav. Vincenzo Costa, ha concluso la serata con la letturadella Preghiera di canonizzazione del Questore di Fiume ed omaggiato con un libricino biografico su Palatucci i numerosi presenti Istituzionali dell’arma ed Associativi ( A.N.P.S. – A.N.C. – A.N.IO.C. – Amici Bersaglieri in Concedo -

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Roberta Bruno

Buonopane: quella rotonda non è sicura ........Pubblicato dal Quotidiano del sud

MONTELLA – «C’è bisogno anche di replicare?» esordisce così il sindaco Buonopane riferendosi alla pungente lettera del gruppo Montellalibera sul tema della demolizione della rotonda all’inizio del paese. Opera, ricordiamo, terminata proprio due anni fa dalla vecchia amministrazione.  Per il Sindaco in carica la rimozione della rotonda non si tratterebbe affatto di un capriccio «mi piacciono le rotonde» afferma ironico «ma devono avere un senso, e quella in questione non solo rende poco accogliente l’ingresso del paese ma non risponde nemmeno alle esigenze per cui è stata costruita: interrompe la viabilità e genera difficoltà ai mezzi pesanti».Nel progetto sulla sicurezza stradale, dunque, la rotonda, posta tra l’altro su terreno in pendenza, si manifesta come priorità. «Eliminare la rotatoria fa parte di un progetto di sicurezza stradale più ampio che interessa la viabilità del centro abitato, che prevede: il ripristino della segnaletica orizzontale e di quella verticale, assente o fuorviante; il completamento dell’illuminazione pubblica; l’istallazione di dissuasori e di limitatori di velocità; e, infine, l’abbellimento dell’ingresso del paese con aiuole, rivestimenti, illuminazioni e tabellone informativo. E tutto ciò con il minimo spreco di risorse e materiali: è nostra intenzione recuperare ogni elemento da quella rotonda (i lampioni per esempio) per poterlo riutilizzare».In programma ci sono anche altri lavori di manutenzione sia ordinaria per la sicurezza di automobilisti e pedoni, sia straordinaria nei centri storici, per la sede stradale e per i marciapiedi, ma quest’ultimi fanno parte di un progetto differente che attende altro tipo di finanziamenti. «L’amministrazione Buonopane non si muove né per danneggiare né per demolire» continua il Sindaco «testimone del nostro operato è il vasto deliberato, ma non solo, anche la tempestiva e risolutiva gestione dei problemi sul territorio ne danno esempio, a partire dall’edilizia scolastica: al di là della tempestiva gestione del problema non è da sottovalutare la nostra enorme assunzione di responsabilità. Prima risolviamo i problemi e poi operiamo, rendendo pubblico il nostro operato e la cittadinanza partecipe di esso».

Roberta Bruno

Quiotidiano del Sud

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Montella Libera

Riceviamo e pubblichiamo - CORSI E RICORSI STORICI: I SOLDI PUBBLICI NON SI SPERPERANO!

Montellalibera, sempre vigile e propositiva sull’attività politica locale nell’interesse dei cittadini montellesi, fermo restando il diritto di chi amministra, si trova costretta ad intervenire in vista di uno scempio che si sta profilando a danno della nostra Montella.   Come oltre 1500 anni fa i popoli barbari, per vendetta, noncuranza e scarso attaccamento al territorio, distruggevano lo splendore della civiltà romana, al giorno d’oggi l’amministrazione Buonopane prepara un atto di indecenza e immoralità politica, urbana, civile e finanziaria, decretando la distruzione di un’opera pubblica contro gli interessi della collettività e sperperando centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici!Ed infatti con la Delibera di Giunta n. 226 del 13.11.2019, tra il silenzio e l’indifferenza generale, l’attuale amministrazione ha approvato un progetto per 177.463,38 €, finalizzato quasi esclusivamente all’eliminazione della rotonda in largo Piediserra, a circa 2 anni dal completamento. Ben venga l’adeguamento della segnaletica nel paese, potevamo immaginare anche un miglioramento estetico della rotonda, ma francamente ci risultano incomprensibili le motivazioni della distruzione dell’opera. Perché tutto ciò? Per favorire chi? Ci sono stati diktat o capricci di qualcuno? Le rotonde sono diffuse in tutto il mondo, rappresentano le intersezioni più sicure e con i tempi di percorrenza minori, che eliminano le fastidiose svolte a sinistra, in antitesi alle intersezioni a raso. A Montella invece si torna indietro, con buona pace della sicurezza pubblica, del decoro urbano e delle tasche dei cittadini. Dall’attuale funzionale rotatoria si passerà al ripristino di un incrocio con stop e precedenze, riproponendo il conflitto tra i flussi, con un notevole peggioramento della circolazione nell’intersezione, della sicurezza delle manovre e con conseguenti aumenti delle velocità di percorrenza. Davvero un bel lavoro. Complimenti! Ve lo richiediamo: a quando di nuovo i semafori?L’attuale amministrazione, pur di dimostrare la propria esistenza dopo 8 mesi di nulla assoluto (tutte le opere in corso o ultimate di recente provengono, infatti, dalla programmazione e dai finanziamenti dell’amministrazione Capone), con tale decisione ha preso un abbaglio incalcolabile: governare un paese con l’ideologia, e non con il buon senso e la responsabilità, produce esclusivamente danni su danni, presenti e futuri.Tutti questi fondi si potevano utilizzare per sistemare strade e marciapiedi, specie nei casali e nelle zone rurali, abbandonati al proprio destino e ridotti a pattumiera pubblica. Sappiate che Montellalibera, quale unica forza di opposizione, seppur extra-consiliare, nel merito darà battaglia portando avanti, sempre con spirito costruttivo, proposte e istanze finalizzate al miglioramento delle condizioni dei cittadini; al contrario ostacolerà in ogni modo tutte le scelte scellerate, quale quella di spendere quasi 200.000 € per il poco onorevole vanto di demolire il lavoro altrui.

Il Coordinamento Cittadino di MONTELLALIBERA

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Redazione Montella.eu

10 febbraio: giorni del ricordo

IL COMUNE DI MONTELLA INTENDE RICORDARE LE VITTIME DELLE FOIBE, L'ESODO DALLE LORO TERRE DEGLI ISTRIANI, FIUMANI E DALMATI DEL SECONDO DOPO GUERRA   ONORARE LA MEMORIA DELLE MIGLIAIA DI ITALIANI CHE RIMASERO VITTIME DI UNA VIOLENZA CIECA E BRUTALE. MM IL RICORDO DELLA TRAGEDIA DELLE FOIBE SIA MONITO PERENNE PER TUTTI COLORO CHE CREDONO IN UNA SOCIETA' LIBERA E GIUSTA , NELLA QUALE NON C'E' POSTO PER L'ESTREMISMO NAZIONALISTA, L'ODIO RAZIALE E LA PULIZIA ETNICA.

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silvana gambone

I componimenti di Silvana Gambone

Montella.eu dopo la pubblicazione del libro "La svolta di Viola "  pubblica  i componimenti di Silvana Gambone  

1) ANNIAnni trascorsianni di leggerezzadi baci, di giolla.Anni di folli passioni amori malati che tolgono il respiroe lasciano il segno.Anni perduti, investiti in un ingrato progettoin cui più non credo.Anni che fingo di ignorarementre spudorati emergono dai miei occhi scorrono sul visosolcano questa pelle che ancora vestoe dalla quale nel calar della nottemi separo togliendomi di dossoil suo tacito peso.

2) Rinascita

Un dolore freddo e costantemi accompagnaillusacredevo di poter gestireinvece la “scimmia” si è presa tutto di me.Lacrime sordenon riescono a salireinchiodate nella golagraffianolo stato ipnoticonel quale sono sprofondatami ha reso mutastordita, annebbiata.Non so dove mi trovone da quanto tempo sono qui.Un barlume di luciditàin me si desta.Schiudo i miei occhie vedo…laggiù in fondo al tunneluna luce lontanaqualcosa mi attrae a leisento speranza nel cuoreed è lì che devo andare.Trattengo il respiroraccolgo la forzaspinta dalla sopravvivenza corro corro corrolasciandomi alle spallei tentacoli del buio.Sfinita mi sdraio,la luce del solescioglie caldi singhiozzie sento riaprirsi le finestredell’anima

3)La gabbia

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Roberta Bruno

L'intervista - L'irpinia dell'emigrazione e le possibile sfide : parlano gli imprenditori - Pubblicato dal Quotidiano del sud

L’ingegnere Antonio Cianciulli, responsabile marketing dell’azienda Acca Software spiega l’importanza che formazione e ricerca hanno in Irpinia, sia per trattenere i giovani, offrendo loro la giusta formazione al lavoro, e sia per garantire sviluppo e futuro al territorio.  La recente donazione, da parte di Acca Software, all’istituto L. Vanvitelli di Lioni di un laboratorio multimediale, il quale è stato potenziato di computer con caratteristiche performanti che riescono ad utilizzare prodotti e software moderni, con schede grafiche e dotazione tecnologiche avanzate e funzionali all’ambito dell’edilizia, ha un significato che va oltre la semplice solidarietà.“Il fatto che le scuole non siano dotati di laboratori multimediali con computer di questo genere, o perché prive di fondi o perché legate ancora a strumentazioni obsolete, ha un solo significato: la ricerca non dispone di attrezzature adeguate. Il BIM (Building Information Modeling) per esempio, è uno strumento necessario per chi opera nella costruzione e nell’edilizia in generale e, di conseguenza, le figure professionali che sanno utilizzare questo strumento sono le più ricercate nel campo delle costruzioni.Noi come azienda forniamo supporto all’alternanza scuola-lavoro in 40 istituti in Italia, e abbiamo coinvolto gli istituti superiori creando un percorso che permettesse già agli alunni degli istituti professionali di utilizzare strumenti di questo tipo.Nel caso di Lioni la nostra azienda si è prodigata anche nella creazione del laboratorio multimediale al fine di dare la possibilità a questi ragazzi di imparare ad utilizzare le tecnologie del momento. È fondamentale promuovere la cultura più avanzata nel settore dell’edilizia, la quale ormai consiste completamente nella digitalizzazione dei processi e dei modelli del costruito”.Per Cianciulli saper utilizzare le strumentazioni d’avanguardia è oggi talmente fondamentale che gli stessi insegnamenti tradizionali possono diventare sterili se non accompagnati dalla conoscenza delle nuove tecnologie.“Gli strumenti vanno più veloci della strutturazione della conoscenza, basti pensare ai social che hanno completamente trasformato il modo di fare politica. È importante conoscerli e saperli utilizzare se si vuole avere una formazione completa” afferma.Oggi Acca Software consta di 200 collaboratori, tutti irpini, molti addirittura sono ritornati dall’estero perché hanno trovato un ambiente di lavoro stimolante, sia in termini di attività sia per quanto riguarda la dimensione, tutt’altro che provinciale “Siamo autosufficienti dal punto di vista energetico, abbiamo palestre e piscine all’interno dell’azienda e, attualmente, siamo presenti con i nostri software in tutto il mondo. Godiamo dell’internazionalità stando nel nostro territorio, oltre che in completo rispetto di esso. Sappiamo che l’innovazione è direttamente proporzionale alla ricerca. La chiave della nostra crescita continua sta proprio nel rinnovarci continuamente: non esiste sviluppo senza ricerca.Abbiamo diversi ricercatori legati ad enti di ricerca esterna e alle università. Dalla Federico II, fino ai politecnici di Milano e Torino. Non solo innoviamo e creiamo nuovi prodotti ma, e credo sia fondamemtale, importiamo ricchezza e la distribuiamo sul territorio, il nostro fatturato, che proviene da tutto il mondo, lo distribuiamo qui. Il digitale è l’elemento cardine dell’innovazione: non esiste innovazione senza l’aspetto digitale e cerchiamo di portare questa cultura anche all’interno delle scuole”.Scuole e imprese non sono gli unici responsabili delle sorti dei giovani e del territorio ma, come sottolinea l’ingegnere, collaborazione e coordinamento tra scuole e aziende necessita di un terzo elemento fondamentale: scelte politiche corrette.“Ci sono sempre scelte che possono avere successo sul territorio, ma bisogna studiare e analizzare i casi di successo già presenti per poi indirizzare ed incentivare in quella direzione le vie di sviluppo. Anche in questo caso bisogna che si faccia ricerca e analisi sul territorio per poi ripetere forme simili che porterebbero, chiaramente, a moltiplicare i punti di ricchezza e di creazione di lavoro.Molte volte ci si intestardisce su modalità importate da altri modelli o da altri tempi che, nonostante nei relativi contesti abbiano funzionato, male si connettono in un tessuto come questo. Non abbiamo mai avuto un’educazione imprenditoriale, ma spesso l’errore della politica sta nel basarsi su mere opinioni piuttosto che su analisi e dati. Il coordinamento tra scuole imprese e politica è fondamentale, il rischio è quello di continuare a formare giovani in settori che qui non possono trovare sviluppo e che sono costretti ad andare via. Puntare sul digitale, invece, significa investire su giovani che potrebbero ottenere successo sul territorio, e dunque trasformarsi, al contempo, in una risorsa per esso, come nel nostro caso”.In un territorio ricco di capacità umane ma sprovvisto di servizi e logistica quello che Acca Software rappresenta è, dunque, il chiaro esempio di “buona pratica” sul territorio, con il quale la classe dirigente locale dovrebbe confrontarsi.

Roberta Bruno

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Stefano Volpe

La lenta distruzione di Palazzo Virnicchi a Montella di Stefano Volpe

I rioni Serra e Torre sono quelli più ricchi di testimonianze dell'origine dell’insediamento montellese. Posti su un colle che domina l’accesso al paese da Est, nei secoli hanno costituito un naturale avamposto contro il nemico. Casa Carfagni, per esempio, sorge sulle mura di cinta alto medievali che proteggevano quell'area. Era infatti quella una zona ricca di fortilizi. Ci ricorda lo Scandone nel I volume della sua "L'Alta Valle del Calore - Montella antica e medievale e le sue costituzioni medievali" che "le vie provenienti da Cassano e Volturara erano sbarrate dalla Torre, ch'è sulla cima del colle, detto Serra". Questa torre insieme a tutto il sistema insediativo che sorgeva sulla Serra faceva parte di un sistema difensivo fatto di una serie di vestigia ancora oggi esistenti, più o meno tutelate e conservate: il Castello del Monte, il castello della Rotonda, la civita di Ogliara, il ponte della Lavandaia, il Ponte dello Chianiello, il Ponte di Stratola. La Torre saracena che si trovava sulla sommità del rione Serra venne poi inglobata in un palazzo gentilizio, abitato prima dai d'Aquino e poi dai Virnicchi. In quel palazzo legenda vuole abbia avuto i natali nel 1227 Rinaldo d'Aquino.

Palazzo Virnicchi e il sistema di mura ad esso collegato è sopravvissuto ai secoli e ai terremoti. A metà del secolo scorso risulta ancora abitato. Fortemente danneggiato dal terremoto, alla fine degli anni ’80 erano però ancora visibili le strutture principali e l'apparato decorativo interno, fatto di affreschi e stucchi.

Figura 2 - Gli affreschi all'interno del Palazzo Virnicchi alla metà deli anni ’80 (foto di Carlo Fierro)

Si sono ritenute forse non degne di conservazione quelle mura, pure ricche di storia, visto che negli ultimi 30 anni sono state lentamente distrutte nell’indifferenza generale (stessa sorte toccata, per esempio, al mulino aragonese sempre a Montella). Eppure qualcosa da salvaguardare rimane ancora, perché non è certo solo la consistenza materiale a determinare il valore di un bene culturale (Cesare Brandi, nella sua “Teoria del restauro”, si sofferma a lungo sul valore del rudere). E ad ogni modo mai nessuna ricognizione di quello che resta sotto le sterpaglie è stata fatta.Non sembra però ci sia ancora la consapevolezza di questo: poco tempo fa lo scempio finale è stato compiuto abbattendo su disposizione dell'amministrazione uscente una parte del muro esterno del palazzo che delimitava da secoli una delle strade più caratteristiche e con l'impianto più antico del paese, via Serra.

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Roberta Bruno

Buonopane : così la "rivoluzione" degli edifici scolastici a Montella , Pubblicato dal Quotidiano del sud

MONTELLA – Trascorsi i primi otto mesi dall’insediamento della nuova amministrazione comunale il sindaco Rizieri Buonopane racconta al Quotidiano del Sud le difficoltà trovate, i risvolti e i progetti per il nuovo anno.   L’attenzione dell’amministrazione si sta concentrando sulla risoluzione dei contenziosi di rilevante importanza economica accumulati negli anni, come quelli riguardanti la casa comunale, il palazzetto dello sport e degli espropri risalenti agli anni ’80, altri ancora, già risolti, come quelli con la Comunità Montana e con l’Alto Calore hanno già inciso positivamente sul bilancio comunale.

I progetti già messi in campo riguardano invece lo sport: «I lavori al palazzetto dello sport sono già in atto, puntiamo non solo ad ampliare e migliorare la struttura ma anche renderla un luogo polivalente e di riferimento per il paese di Montella, che al momento è sprovvisto di palestre». Afferma il sindaco Buonopane «Il nostro obbiettivo è quello di non lasciare più opere incompiute».

Ma le palestre non sono gli unici luoghi fantasma nel paese, da ottobre infatti, con l’ordinanza del sindaco per la chiusura degli edifici scolastici (sia il plesso elementare F. Scandone, sia la scuola materna Campo dei Preti), rinvenuti successivamente inagibili, anche le scuole hanno perso domicilio: accorpate e dislocate in altre strutture, mentre il corpo della scuola elementare frazionato in sedi separate, con tutti i disagi che la situazione comporta ad alunni, insegnanti e genitori.

«Le soluzioni che l’amministrazione sta valutando per ovviare all’impellente problema dell’edilizia scolastica – afferma il sindaco - riguardano la realizzazione di una nuova scuola materna presso Campo dei Preti. Anche in questo caso, come per il palazzetto dello sport, abbiamo già ottenuto il finanziamento per il progetto, che prevede, in sostanza, l’abbattimento della struttura esistente, ritenuta inagibile, e il conseguente rifacimento. Un progetto è previsto anche per il plesso adiacente alla scuola, proprio in quel luogo, infatti, potrebbe nascere la nuova scuola elementare. Quello che immaginiamo è un campus scolastico delocalizzato e completo di servizi e palestre».Rimane al momento l’interrogativo circa il destino dello stabile della vecchia scuola F. Scandone, edificio che, come sottolineato dal sindaco, «presenta forti criticità a prescindere da un eventuale sisma».

Un’analisi approfondita sull’edificio è in questo momento in atto, ad interessarsene è il tecnico e sismologo ing. Penna, le cui indagini, completate con relazione e saggi, saranno a disposizione dell’amministrazione comunale già a partire dalle prossime settimane, e per le quali, garantisce Buonopane, sarà stabilito un incontro pubblico.Sono tanti gli edifici di proprietà del comune che negli anni e tra le diverse amministrazioni sono stati trascurati e oggi risultano inagibili o comunque non a norma, lo stesso sindaco definisce «il quadro desolante. Basti pensare alla casa della musica, al centro sociale o al palazzo Capone. Tutti edifici con potenziale ma resi impraticabili per via di incuria e cattiva gestione». Da questo elenco non si salva neanche la biblioteca comunale, luogo ostile e poco accogliente (l’intonaco si stacca e aumentano le infiltrazioni) verso il quale il primo cittadino afferma di avere delle idee, ma che per il momento riserva per sé.

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Roberta Bruno

Quella pietra a Montella nel ricordo di Gaetano , pubblicato dal Quotidiano del sud

In prima fila gli studenti dell'Itia di Bagnoli - Il liceo scientifico Rinaldo d’Acquino ospita nel giorno della memoria i ragazzi dell’Itis di Bagnoli Irpino che, sotto la guida del vicepreside e professore di storia Raffaele Ficetola, hanno apportato un contributo particolare alla giornata della memoria con la commemorazione di Gaetano Iannella, eroe irpino fuggito dai campi di concentramento di Auschwitz e insignito della medaglia d’onore al valor militare dal Presidente della Repubblica.

La dirigente scolastica dell’Istituto Superiore Rinaldo D’Acquino, Emilia Strollo, che accoglie i giovani provenienti dalle scuole, ricorda come proprio quest’ultimi, che rappresentano il futuro di questo comune, siano i veri destinatari delle testimonianze «perché non ci si abitui a pensare al passato come qualcosa di semplicemente “lontano”, ma da esso si impari a conoscere il rispetto per tutti e per ogni cosa».

«Parlare di Shoah è difficile» commenta il professore Ficetola «e noi abbiamo deciso di farlo nel “Progetto Memoria” approfondendo la ricerca storica soprattutto quella locale, ed è così che ci siamo imbattuti nella figura di Gaetano Iannella».

I ragazzi dell’Itis, infatti, ricostruiscono storicamente gli eventi più importanti e significativi di quel buio periodo storico contestualizzando in questo modo le proprie ricerche, mentre i ragazzi della scuola media di Montella e di Cassano si cimentano in letture, poesie e riflessioni personali sull’argomento.

Gaetano Iannella, di origine montellese, fu arrestato in Albania in seguito ai fatti dell’8 settembre e deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Lavorava nelle cucine, come raccontano alcune testimonianze, e appena poteva portava in segreto il cibo ai bambini affamati del campo.

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Redazione Montella.eu

Trieste ricorda l’irpino Giovanni Palatucci: salvò la vita a più di 5mila ebrei da Irpinianews

Alla presenza del Prefetto, Valerio Valenti, del direttore del carcere Ottavio Casarano, della dottoressa Delfina Di Stefano in rappresentanza del Questore Giuseppe Petronzi, del presidente del Consiglio comunale Francesco Panteca e di altre autorità amministrative, militari e civili, questa mattina, all’interno della locale Casa circondariale, è stata deposta una corona alla lapide che ricorda la prigionia nella struttura triestina di Giovanni Palatucci, ultimo Questore italiano di Fiume, “Giusto tra le Nazioni”, “Servo di Dio” e “Medaglia d’oro al Merito Civile”.

Il Cappellano del carcere, Padre Silvio Alaimo, ha benedetto la lapide e la corona ricordando la figura di Palatucci. Nato a Montella nel 1909, Palatucci frequentò il 14/o corso per vice commissario di Pubblica Sicurezza e fu assegnato alla Questura di Genova. A partire dalla promulgazione delle Leggi razziali del 1938, in servizio presso l’Ufficio Stranieri della Questura di Fiume, ricorda una nota, divenne il protettore in particolare degli ebrei, con la cui comunita’ fiumana intratteneva cordiali rapporti di stima e di amicizia.

Palatucci salvò la vita a più di 5 mila ebrei, avviandoli a un campo di raccolta in provincia di Salerno dove era Vescovo uno zio, che li prese sotto la propria protezione. Dopo l’8 settembre 1943 Palatucci rimase da solo a reggere la Questura di Fiume e un anno dopo fu arrestato dalla Gestapo e condannato a morte, ma la pena gli fu commutata nel carcere a vita. Dopo avere trascorso due giorni nella struttura di Trieste, fu tradotto nel campo di sterminio di Dachau dove mori il 10 febbraio 1945, all’età di 36 anni.

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Redazione Montella.eu

Montella, VIDEO posa pietra d’inciampo in ricordo di Gaetano Iannella

Nel giorno della memoria i ragazzi dell’Itis di Bagnoli Irpino hanno ricordato il giovane di Montella che è scappato agli orrori di Auschwitz    Il 27 gennaio alle ore 9:30 presso l’auditorium dell’Istituto Superiore “Rinaldo D’Aquino” di Montella hanno ricordato la figura di Gaetano Iannella: un eroe che ha vissuto l’inferno del campo di concentramento 10B di Auschwitz dal 1943 al 1945.

Iannella sarà ricordato dagli alunni dell’Itis di Bagnoli Irpino che, coadiuvati dal professore di storia e vicepreside Raffaele Ficetola, hanno ricostruito la storia di questo eroe montellese, insignito della medaglia d’onore al valor militare conferita dal Presidente della Repubblica, venuto a mancare nel 2016 all’età di 96 anni.Sarà poi posata una pietra di inciampo per ricordare Gerardo Iannella in Via Sorbo 19, l’ultima sua abitazione per rendere ancora di più omaggio ad un eroe “silenzioso” e non troppo famoso nel ricordo della Shoah.“Anche quest’anno l’Itis di Bagnoli Irpino, ha scelto di occuparsi della Giornata della Memoria e quest’anno con un evento importante: la posa di un sanpietrino della memoria per un eroe silenzioso, quale è stato Gaetano Iannella: giovane montellese che è scampato agli orrori dei campi di sterminio di Auschwitz”.Queste le parole del vicepreside dell’Itis di Bagnoli Irpino Raffaele Ficetola che ogni anno cercano di rendere omaggio alle vittime della Shoah, con eventi e convegni tematici, ma senza tralasciare l’importanza del ricordo.Soprattutto di figure irpine che hanno vissuto i terribili momenti dei campi di concentramento e delle deportazioni. Infatti, Iannella a venti anni fu arrestato in Albania in conseguenza dell’8 settembre e venne deportato ad Auschwitz. Non capiva cosa stava accadendo, si ritrovò a combattere quando fino al giorno prima aveva vissuto in un contesto agricolo. Ma riuscì a fuggire dal campo di concentramento.Il programmaOre 9:15 i saluti della dirigente scolastica dell’Istituto Superiore “Rinaldo D’Aquino” Emilia StrolloOre 9:30 il ricordo di Gerardo Iannella ad opera degli alunni dell’Itis di Bagnoli IrpinoOre 10:00 posa della pietra d’inciampo in memoria di Gerardo Iannella e delle vittime della Shoah in Via Sorbo 19 a Montella.Per info: facebook Itis Bagnoli Irpino

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Salvatore Fierro

SENZA VERGOGNA di Totoruccio Fierro

I^ e II^ PARTE - Avevamo finanche battezzato il "cerchio magico" degli amici con l'acronimo "Volticonbrafi", che era la risultanza delle iniziali dei cognomi: Volpe,Tiretta,Conte,Branca e Fierro.

Ci riunivamo quasi tutte le sere,quando alla casa di uno,quando di un altro : le nostre madri,con grossi sacrifici,ora me ne rendo conto,non ci lasciavano quasi mai a pancia vuota!I momenti più belli li trascorrevamo da zia Flora,in piazza, e da zia Carmela,la madre di Peppo Branca,al Carmine.Qui ci sentivamo perfettamente (ENTRA E COMMENTA )

a nostro agio,in quanto la casa,a quel tempo,era isolata rispetto al paese e per poterci arrivare bisognava inerpicarsi lungo l'unica strada di accesso,scoscesa e pietrosa (quella che costeggia il campo sportivo) che passava,prima,davanti alla villa dell'avvocato Sarni e più sù,trasformandosi in gradoni sconnessi,costeggiava l'abitazione delle sorelle Coscia.

>     D'estate,cenavamo all'aperto su una grande loggia e potevamo parlare ad alta voce, fare chiasso e muoverci a nostro piacimento,tanto l'eco della nostra presenza si perdeva nelle tenebre delle notti stellate!

Facevamo quasi sempre le ore piccole,accompagnate dal vino di Zì Silao,che generosamente ci offriva,spillandolo dalle numerose botti della sua cantina,ricavata in un anfratto roccioso alle spalle della sua abitazione.Il vino era il prodotto della sua vigna,ma,in verità,al di là della sua genuinità,non aveva una gradevole abboccatura,né i pregi e le qualità di consistenza,di equilibrio e di integrità di gusto che sono propri della tradizione enologica italiana,Per intenderci,non era certamente il "Prosecco" delle terre venete di Valdobbiadene!Ma a quel tempo non andavamo troppo per il sottile: ci accontentavamo di tutto,anche se i sapori,certe volte,ci facevano trasalire,aggredendo le nostre papille degustative!

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Redazione Montella.eu

Il restauro della Chiesa del SS Salvatore

Entra e vedi il filmato degli Interni della Chiesa del SS. Salvatore e modalità del restauro

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