castagne 02Quattro giorni dedicati interamente alla castanicoltura nazionale e locale sono in programma dall'11 al 14 giugno, a Pergine Valsugana, comune trentino che ospiterà il settimo convegno nazionale sul castagno con oltre 100 partecipanti da tutta Italia, ma anche incontri con i produttori, eventi ricreativi, mostre, aperitivi scientifici e degustazioni rivolti alla cittadinanza.

L'iniziativa, presentata lo scorso 4 giugno in conferenza stampa presso la Provincia autonoma di Trento, è promossa dalla Fondazione Edmund Mach in collaborazione con SOI - Società Ortoflorifrutticoltura Italiana.

Il convegno Castanea 2019 intende far interagire i diversi soggetti che operano nella filiera produttiva con il mondo della ricerca, al fine di apportare innovazione nel settore castanicolo. Saranno oggetto di analisi e confronto: metodi gestionali dei castagneti da frutto e dei boschi di castagno; sistemi di trasformazione del prodotto; progresso tecnologico di macchine ed attrezzature; sistemi innovativi di rilievo del patrimonio castanicolo (satellite, droni ecc.); valorizzazione dell'attività umana, del paesaggio e della biodiversità; nuove frontiere nel campo della nutraceutica e della tracciabilità del frutto fresco e dei suoi derivati; strategie di promozione e finanziamento.

7° convegno nazionale sul castagno: è in programma dall'11 al 14 giugno, presso l'Istituto Marie Curie di Pergine. Promosso ogni quattro anni dalla Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana (SOI) è un momento in cui la comunità scientifica nazionale presenta e discute i risultati della ricerca, con il fine di favorire il progresso nella coltura del castagno. Evento da sempre molto partecipato, non solo dai ricercatori, tocca con alternanza Centro, Nord e Sud Italia. Si ricordano tra gli altri Marradi (FI) 2001, Montella (AV) 2005 e Cuneo 2009.

Incontro con i produttori: è previsto martedì 11 giugno, alle ore 17.30, presso il Teatro comunale di Pergine. Si tratta dell'evento di apertura del convegno Castanea 2019 con presentazione delle associazioni di castanicoltori, un'occasione unica di confronto tra le diverse realtà castanicole italiane.

L'evento e il contesto produttivo locale e nazionale
L'Italia è tra i più importanti attori sul mercato internazionale dei prodotti castanicoli. Tuttavia, gli operatori di filiera devono affrontare importanti problemi sia nella gestione dei castagneti, sia nella valorizzazione dei prodotti, in un contesto che richiede sempre più l'inserimento di nuove forze nella conduzione, anche in considerazione delle importanti ricadute ambientali e socio-economiche del settore.

Le aziende agricole con castagneto da frutto in Italia sono circa 18.000 con una superficie investita a castagneto da frutto pari a poco meno di 43.000 ettari per una produzione annua di 50.889 tonnellate. Sono inoltre presenti sul territorio 16 prodotti riconosciuti (4 DOP e 6 IGP) comprendenti 14 varietà frutticole, 2 mieli e 2 farine. Il Trentino ha una superficie coltivata a castagneti di 240 ettari per una produzione annua di 15.000 quintali.

FEM e le attività sulla castanicoltura
La FEM è da anni impegnata in attività di servizio e di ricerca nel campo della castanicoltura, sia a livello provinciale che nazionale. Già dagli anni Novanta si è occupata delle patologie più conosciute come il cancro della corteccia o il mal dell'inchiostro e avversità entomatiche come i Lepidotteri Tortricidi e la vespa cinese. Tra i primi, Cydia fagiglandana Zel. e C. splendana Hb. sono le specie più dannose. Per combattere tali parassiti sono state messe a punto tecniche innovative di lotta biologica, basate sulla confusione sessuale o rilascio di un parassitoidi specifici capaci, ad esempio, di ovideporre nelle galle dove si sviluppa il fitofago. Al contempo, sul fronte ricerca, FEM è coinvolta in progetti riguardanti la composizione in metaboliti del frutto nelle sue diverse parti e l'utilizzo di tali composti nel campo della nutraceutica, ed in progetti riguardanti la determinazione della biodiversità presente nei differenti ecotipi, che sono stati preservati in particolari aree nel territorio trentino, mediante l'utilizzo di marcatori molecolari (Progetto URBE-MAB Unesco).

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