La storia del Banco di Napoli nella Famiglia Buttiglio

BUTTIGLIO PIAZZA BARTOLI 02La mattina del 22 novembre 1976, la Dott. Angela Maria Maddaloni prese servizio presso l’Agenzia di Atripalda, a seguito di un’assunzione per via diretta, avendo conseguito la Laurea in Economia e Commercio con il massimo punteggio ed il “Bacio Accademico”. Dopo un breve colloquio, il Funzionario di Direzione la presentò al Personale e l’affidò al Capufficio per istruirla nel compito a lei assegnato. I primi momenti furono traumatizzanti anche per il frastuono proveniente dalle calcolatrici in azione. Il disturbo maggiore proveniva da un macchinario chiamato “AUDIT”, che in lavorazione produceva un rumore stridente. Si trattava di un’attrezzatura, speciale per quei tempi, che, mentre registrava su di una scheda i movimenti del relativo conto corrente, incideva le operazioni su di un nastro magnetico, che, a fine negoziato, veniva spedito al Centro Elaborazione Dati (CED).

L’addetto a quella macchina infernale era un impiegato di 2^ Categoria, Gruppo B! La Collega fu destinata a quel lavoro! Una laureata non avrebbe dovuto mai sedersi a quella postazione, anche perché era stata assunta nella 1^ Categoria Gruppo A! Con la testa di quel “Funzionario” non si poteva proprio ragionare ed io stesso ne avevo già dovuto ingoiare di “pillole”! Si trattava di una macchina infernale, in quanto bisognava stare molto attenti nell’infilare la scheda con le operazioni, già registrate in precedenza, perché bastava un nulla che la stessa scorresse male sul rullo trasportatore con la conseguente registrazione odierna, che si sovrapponeva alle precedenti.

Erano guai seri! Non solo per la rettifica da effettuare, ma anche perché il collega addetto a quell’incarico era alquanto esaurito, anche a causa di quel macchinario! Quel giorno il lavoro fu tanto, che non potemmo ritornare nell’intervallo alle proprie abitazioni e quindi stabilimmo di mangiare un panino in sede. La Collega fece lo stesso, in quanto in poco tempo e con i mezzi pubblici non avrebbe potuto raggiungere l’Istituto delle Suore Oblate in Avellino, dove l’avrebbero ospitata per qualche tempo. Anche la chiusura del negoziato si protrasse oltre l’orario prestabilito e, quindi, il Direttore verso le 19,00 circa mise in uscita la nuova impiegata. Di quel Personale eravamo in quattro ad abitare in Avellino, per cui ogni giorno ci recavamo in banca a turno con la propria macchina. Ricordo che fui proprio io ad invitare la collega a scendere con noi la mattina seguente. Concordammo il punto di ritrovo, a lei più facile, ed andò via. In cuor mio avvertivo un sentimento di dispiacere al pensare che in quella serata, buia e fredda, senza avere una conoscenza precisa del luogo, da sola avrebbe dovuto chiedere informazioni come disbrigarsi. La “buona stella”, ancora una volta, l’accompagnò! L’indomani mattina con i colleghi ci portammo sul luogo convenuto e con lei raggiungemmo l’Agenzia. In macchina le chiedemmo che impressione avesse ricevuto di quel nuovo lavoro, anche se, in realtà, aveva solo osservato il funzionamento di quella macchina infernale. Io, per rincuorarla, raccontai la mia prima esperienza!


“Io ricordo perfettamente il mio primo giorno: era la mattina del 4 ottobre 1972, lunedì! Mi presentai al Direttore della Filiale, che non mi conosceva di persona, ma per il mio intenso operato, svolto nella Rappresentanza. Quella mattina in Cassa mi fu dato da svolgere un compito mortificante! Dovevo riunire dei moduli, relativi alla spedizione di contante con le Agenzie foranee e che, forse, per mancanza di tempo, stavano, impolverati ed ammonticchiati su di una scrivania, in attesa di sistemazione! Nel pomeriggio, a termine dell’esercizio al pubblico, iniziando le procedure di chiusura, mi dissero di dare una mano al conteggio del denaro. Fu allora che incominciai a mettere in evidenza tutta la mia esperienza, acquisita negli anni precedenti. Ero veloce nel contare, preciso, ordinato e capace di individuare le banconote false, che in quel periodo ne giravano molte, quasi da dire che avevano “libera circolazione”. Poi, si passò alla sommatoria degli assegni di c/c negoziati, che, quel giorno, erano un migliaio. A quei tempi non c‘ erano ancora le calcolatrici, ma delle addizionatrici non elettriche, ma a manovella. Calcolatrice vintage Olivetti summa 15.Nella foto è la “Summa 15 dell’Olivetti”.

Dovendo fare la somma di tanti assegni, sicuramente ne sarebbero venuti fuori diversi errori, con conseguente rimprovero. I Cassieri disponibili fecero di tutto per evitare quel lavoro, facendolo ricadere su di me. Ero molto abile con questo tipo di addizionatrice! Fu proprio il Cassiere Capo ad assegnarmi quel compito, dicendo: “Bene, Buttiglio, ora vediamo la tua bravura. In Filiale, tutta la Direzione ha una profonda stima per il tuo lavoro svolto nella Rappresentanza.” Con un po’ di emozione, iniziai la sommatoria e, più andavo avanti, più ero veloce, sentendo anche i commenti ironici dei vari colleghi. Alla fine, il totale corrispondeva a quello della sommatoria delle risultanze dei Cassieri, che avevano operato agli Sportelli. Il Cassiere si complimentò con me e dal quel momento iniziò un cammino tutto in salita, fino a quando il 13 gennaio del ’75, dovetti raggiungere l’Agenzia di Atripalda, in quanto dovevo sostituire un Cassiere Aggiunto, trasferito per punizione in Filiale! Il Cassiere Capo fece di tutto per non perdermi, in quanto avevo conoscenze non solo di cassa, ma anche di Valori Bollati, che, a quei tempi, il Banco ne era il distributore ai “Sali e Tabacchi”, di Titoli ed in tanti altri settori. Al termine della giornata lavorativa, mi salutò con le lacrime negli occhi!”
Dopo il lunedì massacrante, il martedì ci dava sempre un po’ di tregua e così potei scambiare qualche parola con la nuova Collega.
Ricordo che si sentiva un po’ avvilita per questo nuovo lavoro ed era tentata di lasciare.
A pranzo ritornammo alle proprie abitazioni e la sera, dopo la chiusura, rientrando in Avellino, preferì fare quattro passi per il Corso per conoscere la città.
Parlammo di tante cose e lei mi raccontò il suo incarico di Dottorato presso l’Università. Volle sapere di me e del mio lavoro. Le consigliai di valutare bene se continuare questo nuovo cammino o ritornare al suo Dottorato, senz’altro più tranquillo. Certo, l’ambiente universitario era, come si suole dire, da “Signori”, mentre, sinceramente, noi venivamo trattati “come carne da macello”! E’vero che in banca si “buttava il sangue”, però, sull’altro piatto della bilancia c’era un più che sostanzioso stipendio ed in quel periodo, come d’altronde ai nostri giorni, bisognava ritenersi ben fortunati ad avere un posto da bancario. Anche i colleghi, con un po’ di confidenza in più, le rivolgevano domande varie, cercando di sapere anche sul lato sentimentale se fosse impegnata.

Eravamo in tre a non essere ancora sposati! Lei aveva più piacere di parlare con me, forse perché, sin dal primo momento, aveva visto in me una persona molto disponibile, educata e sincera. E’ proprio questo il mio modo di essere! Come lei aveva dichiarato nella sua presentazione al Funzionario, era Consigliere nella Giunta Comunale del suo paese, S. Agata de’ Goti (BN). Poiché il Funzionario non le concedeva i permessi, dovuti per legge, e, non potendo facilmente raggiungere il suo paese per presenziare alle varie sedute del Consiglio, a malincuore, dovette presentare le sue dimissioni da Consigliera! Il Funzionario, che “non vedeva di buon occhio le donne”, qualche giorno prima del suo arrivo, aveva messo a conoscenza tutto il Personale di questa nuova collega ed i commenti, che ne scaturirono, non furono dei migliori! Lui era in possesso di un Diploma e, quindi, sentiva del disprezzo nei confronti di questa giovane laureata! Al riguardo mi piace riportare un pensiero di Paul Valéry:
“Guardando bene, si scopre che nel disprezzo c’è un po’ di invidia segreta! Considerate bene ciò, che disprezzate e vi accorgerete che è sempre una felicità, che non avete, una libertà, che non vi concedete, un coraggio, un’abilità, una forza, dei vantaggi che vi mancano, e della cui mancanza vi consolate col disprezzo!”
Quando la sera uscivamo dalla Banca, spesso passeggiavamo o andavamo a cinema per evitare il freddo umido, a cui lei non era abituata, perché a Sant’ Agata de’ Goti il clima è più dolce. Poi, una sera…era il 13 dicembre, raggiungemmo in macchina la cittadina di Mercogliano. Ci fermammo poco distante da una chiesa, che aveva sul frontale gli addobbi con le luci della festa, perché nell’interno c’era una statua rappresentante S. Lucia e quel giorno era la festa di questa santa. Lungo il percorso avevamo parlato di tante cose, ma, giungendo in quel posto, quasi d’incanto, ci siamo ammutoliti senza un perché! Ci siamo guardati negli occhi ed un po’ emozionato, le ho detto di sentire nel mio cuore un sentimento sincero verso di lei! Anche lei mi dichiarò di avere la stessa sensazione e, dopo un attimo, ci siamo abbracciati, sentendo i nostri cuori che battevano l’uno per l’altra! Dopo qualche giorno, quando fummo entrambi certi del nostro fidanzamento, decidemmo di comunicarlo al Direttore in via ufficiosa, per evitare che maldicenze potessero nascere a discapito di entrambi. Da quel momento in poi, ne abbiamo passato di tutti colori, che non sto qui a menzionare, ma, credetemi, la Collega ha dovuto sopportare infinite meschinità! Il nostro fidanzamento fu breve ed il 18 settembre successivo convolammo a nozze. La Direzione di Avellino dispose il trasferimento di Angela presso la Filiale come dono di nozze. Prima di uscire dalla Chiesa al termine del rito matrimoniale, queste sono state le parole che hanno suggellato per 40 anni la nostra unione:
Angela : “Tra gli uomini, che mi hanno corteggiato, perché ho scelto te, Mario? Sembra un mistero, ma sento dentro di me che il nostro amore è voluto da Dio ed a Lui dobbiamo dar conto e Lui ci darà tutto quello che chiediamo in nome suo.”
Mario: ”Niente avviene per caso, Angela! Pur essendo noi liberi delle nostre scelte! Dio ci ha scelti perché il nostro amore cresca in santità e di esempio ai figlioli, che vorrà donarci. L’unica misura per il nostro amore è quella di amarci senza misura! L’amore è dono e bisogna scambiarselo reciprocamente e tenerlo sempre vivo nei nostri cuori. Dobbiamo essere buoni, pazienti, misericordiosi, perdonandoci quando ci saranno dei malintesi o delle offese. Che non scenda mai la sera nei nostri cuori e brilli sempre il sole della verità e dell’amore!” Angela ha prestato servizio sempre in Filiale fino al luglio del ’92. Non avendo potuto mai svolgere una mansione, più a lei confacente per gli studi conseguiti, con il primo esodo incentivato presentò le sue dimissioni ed intraprese il ruolo di Professoressa, in quanto era Abilitata all’insegnamento della Geografia Economica presso gli Istituti d’Istruzione Superiori. Successivamente, laureatasi in Giurisprudenza, aveva conseguito l’Abilitazione in Diritto e, poi, anche in Informatica. Purtroppo, alla soglia dei 60 anni, fu colpita dalla “M.S.A. di tipo P.” (comunemente: Parkinsonismo). Considerata dalla Scienza Medica: Malattia rara, che viene, impropriamente, curata con i medicinali per il Parkinson.

Questa malattia l’aveva colpita proprio nella parte vitale del suo essere: il movimento! Angela è stata una donna dinamica, gioiosa, attiva su tutti i fronti, generosa tanto da trasmettere, incondizionatamente, tutto il suo sapere ai giovani, che hanno fatto ricorso a lei. E’ stata una mamma instancabile, anche con l’avanzare inesorabile della malattia! E’ stata una moglie, una compagna impareggiabile! Tutti gli aggettivi del vocabolario non sarebbero sufficienti a delineare la sua personalità! Dal primo all’ultimo istante, notte e giorno, le sono stato vicino, ringraziando il Banco di Napoli per averci dato la possibilità di incontrarci! Dopo 33 anni di servizio, il 1° luglio ’97, sono andato in pensione con l’ultimo esodo incentivato. La mia esperienza nel Banco di Napoli è stata meravigliosa, in quanto ero letteralmente innamorato del mio lavoro e l’avrei lasciato solamente per il raggiungimento dell’età pensionabile.
Finisce così la Storia del “Glorioso Banco di Napoli con la Famiglia Buttiglio!

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Guest
Martedì, 15 Ottobre 2019
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