L’hanno angappàti ?!?!”. di Giuseppe Marano

un accalappiacani cattura un animale randagio Qualche sera fa durante la solita passeggiata nella zona indistriale, nei pressi di uno stabilimento lavorazione plastica, i due “amici” paciocconi non sono venuti incontro a salutarci (per lo più non accettano crocchette: c’è già qualche mano generosa che ci precede) son felici di qualche carezza e basta; ha detto l’amico, “forse hanno mangiato tanto che staranno dormendo”. Si tratta di due cani taglia media: uno dalla folta pelliccia che, per il suo procedere un po’ goffo con le zampe un po’ ritorte all’indentro, cordialmente chiamo “Cuoscistuorto”, l’altro, zoppicante (forse una macchina!) pelo raso, tutti e due mansueti e

tranquilli. La sera dopo, solita passeggiata: pure mancato apputamento! Non c’erano più. L’amico ha detto: “Male segno! Secondo me hai ragione tu! L’hanno angappàti!”. E così mi è stato confermato (mi auguro notizia sbagliata) che sono stati ‘accalappiati’ per esser portati non so dove. Per la sola colpa di esistere, di essere mansueti, di non dare fastidio a nessuno, di non sporcare (= hanno un vasto campo incolto davanti a loro), per queste ragioni sono stati strappati al loro ambiente-casa cui si erano affezionati, e alle persone che si erano affezionate a loro! Ma poco importa, che ci puoi fare? sono gli “ultimi”, gli inermi ad essere sempre condannati a capitolare all’arbitrio del più forte perché... “maiora premunt”: ci sono cose più urgenti di fronte alle quali i cani non esistono, spariscono: devono essere eliminati come scorie radioattive secondo qualche dictat in alto loco. Ma noi come cittadini, non dico solo di questo paese, che non siamo evasori di tasse, abbiamo il diritto di essere informati dove sono stati portati! Non vorremmo in qualche canile-lager nel quale non si sa quanto e come sopravviveranno. Speriamo vivamente, almeno, in quello di Montella che notoriamente funziona egregiamente, e non solo per questo, ma anche perché, le persone che gli portavano qualcosa da mangiare e che gli si erano affezionate (pur non avendoli adottati), nel canile in loco, facilmente potrebbero andarli a trovare con piacere reciproco (c’è qualcosa di male?). Sicuramente si sarà agito in ottemperanza ad una disposizione che in ogni caso deve conformarsi alla legge generale che prescrive rispetto e riguardo per le bestiole in quanto dotate pure loro di un mondo interiore anche se lo esprimono solo a guaiti ed abbai. Sono stati acchiappati facilmente i poveri due mansueti, paciocconi ed arrendevoli, che sicuramente non avranno tentato nemmeno la fuga, mentre gli altri più “di carattere” e vivaci, sono restati liberi, e meno male almeno loro!
Tanto premesso, ho sentito che ci sono delle misure regionali che prevedono anche fondi per la prevenzione del randagismo e per la tutela di questi animali per lo più abbandonati. Inutile nascondersi che non esiste alternativa alla soluzione del serio problema del randagismo se non il ricorso alla sterilizzazione, che, costa senz’altro, e si prevede la solfa “non ci sono soldi, servono per ben altro!”. A tal riguardo ci si informerà se la Regione, nella galassia delle sue leggi, abbia previsto questa misura e se ad essa si è attinto. Qualcuno dirà: “Parli bene, ma razzoli malamente! Perchè non te li prendi tu!”, giusto! Ne tengo già tre nell’appartamento e i condomini già son troppo signori che non hanno, visibilmente, protestato. Figuratevi se a casa ne accetterebbero un altro. Già ne hanno tre ed un quarto, il Cerbero che sarei io: mi sbatterebbero fuori senza complimenti! La casa non è mia!
Ecco tutti i fatti in trasparenza poco italica.
In ogni caso per quello che possa valere nel nostro Bel Paese, si darà a riguardo obiettiva e debita informazione ad organismi referenti e inter-competenti, in particolare al Ministro per l’ambiente (che ha dimostrato alta sensibilità bocciando perentoriamente una proposta di legge settentrionale che consentiva “a li cacciatùri” di usare la “lupara” contro i lupi!), nonché alle più sensibili Associazioni Animaliste, note e men note del Territorio.
Giuseppe Marano
(animale animalista)

 

 

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Sabato, 20 Aprile 2019
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