Robibrù

L'intervista - L'irpinia dell'emigrazione e le possibile sfide : parlano gli imprenditori - Pubblicato dal Quotidiano del sud

L’ingegnere Antonio Cianciulli, responsabile marketing dell’azienda Acca Software spiega l’importanza che formazione e ricerca hanno in Irpinia, sia per trattenere i giovani, offrendo loro la giusta formazione al lavoro, e sia per garantire sviluppo e futuro al territorio.  La recente donazione, da parte di Acca Software, all’istituto L. Vanvitelli di Lioni di un laboratorio multimediale, il quale è stato potenziato di computer con caratteristiche performanti che riescono ad utilizzare prodotti e software moderni, con schede grafiche e dotazione tecnologiche avanzate e funzionali all’ambito dell’edilizia, ha un significato che va oltre la semplice solidarietà.
“Il fatto che le scuole non siano dotati di laboratori multimediali con computer di questo genere, o perché prive di fondi o perché legate ancora a strumentazioni obsolete, ha un solo significato: la ricerca non dispone di attrezzature adeguate.
Il BIM (Building Information Modeling) per esempio, è uno strumento necessario per chi opera nella costruzione e nell’edilizia in generale e, di conseguenza, le figure professionali che sanno utilizzare questo strumento sono le più ricercate nel campo delle costruzioni.
Noi come azienda forniamo supporto all’alternanza scuola-lavoro in 40 istituti in Italia, e abbiamo coinvolto gli istituti superiori creando un percorso che permettesse già agli alunni degli istituti professionali di utilizzare strumenti di questo tipo.
Nel caso di Lioni la nostra azienda si è prodigata anche nella creazione del laboratorio multimediale al fine di dare la possibilità a questi ragazzi di imparare ad utilizzare le tecnologie del momento.
È fondamentale promuovere la cultura più avanzata nel settore dell’edilizia, la quale ormai consiste completamente nella digitalizzazione dei processi e dei modelli del costruito”.
Per Cianciulli saper utilizzare le strumentazioni d’avanguardia è oggi talmente fondamentale che gli stessi insegnamenti tradizionali possono diventare sterili se non accompagnati dalla conoscenza delle nuove tecnologie.
“Gli strumenti vanno più veloci della strutturazione della conoscenza, basti pensare ai social che hanno completamente trasformato il modo di fare politica. È importante conoscerli e saperli utilizzare se si vuole avere una formazione completa” afferma.
Oggi Acca Software consta di 200 collaboratori, tutti irpini, molti addirittura sono ritornati dall’estero perché hanno trovato un ambiente di lavoro stimolante, sia in termini di attività sia per quanto riguarda la dimensione, tutt’altro che provinciale
“Siamo autosufficienti dal punto di vista energetico, abbiamo palestre e piscine all’interno dell’azienda e, attualmente, siamo presenti con i nostri software in tutto il mondo. Godiamo dell’internazionalità stando nel nostro territorio, oltre che in completo rispetto di esso.
Sappiamo che l’innovazione è direttamente proporzionale alla ricerca.
La chiave della nostra crescita continua sta proprio nel rinnovarci continuamente: non esiste sviluppo senza ricerca.
Abbiamo diversi ricercatori legati ad enti di ricerca esterna e alle università. Dalla Federico II, fino ai politecnici di Milano e Torino. Non solo innoviamo e creiamo nuovi prodotti ma, e credo sia fondamemtale, importiamo ricchezza e la distribuiamo sul territorio, il nostro fatturato, che proviene da tutto il mondo, lo distribuiamo qui.
Il digitale è l’elemento cardine dell’innovazione: non esiste innovazione senza l’aspetto digitale e cerchiamo di portare questa cultura anche all’interno delle scuole”.
Scuole e imprese non sono gli unici responsabili delle sorti dei giovani e del territorio ma, come sottolinea l’ingegnere, collaborazione e coordinamento tra scuole e aziende necessita di un terzo elemento fondamentale: scelte politiche corrette.
“Ci sono sempre scelte che possono avere successo sul territorio, ma bisogna studiare e analizzare i casi di successo già presenti per poi indirizzare ed incentivare in quella direzione le vie di sviluppo. Anche in questo caso bisogna che si faccia ricerca e analisi sul territorio per poi ripetere forme simili che porterebbero, chiaramente, a moltiplicare i punti di ricchezza e di creazione di lavoro.
Molte volte ci si intestardisce su modalità importate da altri modelli o da altri tempi che, nonostante nei relativi contesti abbiano funzionato, male si connettono in un tessuto come questo. Non abbiamo mai avuto un’educazione imprenditoriale, ma spesso l’errore della politica sta nel basarsi su mere opinioni piuttosto che su analisi e dati.
Il coordinamento tra scuole imprese e politica è fondamentale, il rischio è quello di continuare a formare giovani in settori che qui non possono trovare sviluppo e che sono costretti ad andare via. Puntare sul digitale, invece, significa investire su giovani che potrebbero ottenere successo sul territorio, e dunque trasformarsi, al contempo, in una risorsa per esso, come nel nostro caso”.
In un territorio ricco di capacità umane ma sprovvisto di servizi e logistica quello che Acca Software rappresenta è, dunque, il chiaro esempio di “buona pratica” sul territorio,
con il quale la classe dirigente locale dovrebbe confrontarsi.

Roberta Bruno

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Stefano Volpe

La lenta distruzione di Palazzo Virnicchi a Montella di Stefano Volpe

I rioni Serra e Torre sono quelli più ricchi di testimonianze dell'origine dell’insediamento montellese. Posti su un colle che domina l’accesso al paese da Est, nei secoli hanno costituito un naturale avamposto contro il nemico. Casa Carfagni, per esempio, sorge sulle mura di cinta alto medievali che proteggevano quell'area. Era infatti quella una zona ricca di fortilizi. Ci ricorda lo Scandone nel I volume della sua "L'Alta Valle del Calore - Montella antica e medievale e le sue costituzioni medievali" che "le vie provenienti da Cassano e Volturara erano sbarrate dalla Torre, ch'è sulla cima del colle, detto Serra". Questa torre insieme a tutto il sistema insediativo che sorgeva sulla Serra faceva parte di un sistema difensivo fatto di una serie di vestigia ancora oggi esistenti, più o meno tutelate e conservate: il Castello del Monte, il castello della Rotonda, la civita di Ogliara, il ponte della Lavandaia, il Ponte dello Chianiello, il Ponte di Stratola. La Torre saracena che si trovava sulla sommità del rione Serra venne poi inglobata in un palazzo gentilizio, abitato prima dai d'Aquino e poi dai Virnicchi. In quel palazzo legenda vuole abbia avuto i natali nel 1227 Rinaldo d'Aquino.

Palazzo Virnicchi e il sistema di mura ad esso collegato è sopravvissuto ai secoli e ai terremoti. A metà del secolo scorso risulta ancora abitato. Fortemente danneggiato dal terremoto, alla fine degli anni ’80 erano però ancora visibili le strutture principali e l'apparato decorativo interno, fatto di affreschi e stucchi.




Figura 2 - Gli affreschi all'interno del Palazzo Virnicchi alla metà deli anni ’80 (foto di Carlo Fierro)

Si sono ritenute forse non degne di conservazione quelle mura, pure ricche di storia, visto che negli ultimi 30 anni sono state lentamente distrutte nell’indifferenza generale (stessa sorte toccata, per esempio, al mulino aragonese sempre a Montella). Eppure qualcosa da salvaguardare rimane ancora, perché non è certo solo la consistenza materiale a determinare il valore di un bene culturale (Cesare Brandi, nella sua “Teoria del restauro”, si sofferma a lungo sul valore del rudere). E ad ogni modo mai nessuna ricognizione di quello che resta sotto le sterpaglie è stata fatta.
Non sembra però ci sia ancora la consapevolezza di questo: poco tempo fa lo scempio finale è stato compiuto abbattendo su disposizione dell'amministrazione uscente una parte del muro esterno del palazzo che delimitava da secoli una delle strade più caratteristiche e con l'impianto più antico del paese, via Serra.

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Robibrù

Buonopane : così la "rivoluzione" degli edifici scolastici a Montella , Pubblicato dal Quotidiano del sud

MONTELLA – Trascorsi i primi otto mesi dall’insediamento della nuova amministrazione comunale il sindaco Rizieri Buonopane racconta al Quotidiano del Sud le difficoltà trovate, i risvolti e i progetti per il nuovo anno.   L’attenzione dell’amministrazione si sta concentrando sulla risoluzione dei contenziosi di rilevante importanza economica accumulati negli anni, come quelli riguardanti la casa comunale, il palazzetto dello sport e degli espropri risalenti agli anni ’80, altri ancora, già risolti, come quelli con la Comunità Montana e con l’Alto Calore hanno già inciso positivamente sul bilancio comunale.


I progetti già messi in campo riguardano invece lo sport: «I lavori al palazzetto dello sport sono già in atto, puntiamo non solo ad ampliare e migliorare la struttura ma anche renderla un luogo polivalente e di riferimento per il paese di Montella, che al momento è sprovvisto di palestre». Afferma il sindaco Buonopane «Il nostro obbiettivo è quello di non lasciare più opere incompiute».


Ma le palestre non sono gli unici luoghi fantasma nel paese, da ottobre infatti, con l’ordinanza del sindaco per la chiusura degli edifici scolastici (sia il plesso elementare F. Scandone, sia la scuola materna Campo dei Preti), rinvenuti successivamente inagibili, anche le scuole hanno perso domicilio: accorpate e dislocate in altre strutture, mentre il corpo della scuola elementare frazionato in sedi separate, con tutti i disagi che la situazione comporta ad alunni, insegnanti e genitori.


«Le soluzioni che l’amministrazione sta valutando per ovviare all’impellente problema dell’edilizia scolastica – afferma il sindaco - riguardano la realizzazione di una nuova scuola materna presso Campo dei Preti. Anche in questo caso, come per il palazzetto dello sport, abbiamo già ottenuto il finanziamento per il progetto, che prevede, in sostanza, l’abbattimento della struttura esistente, ritenuta inagibile, e il conseguente rifacimento. Un progetto è previsto anche per il plesso adiacente alla scuola, proprio in quel luogo, infatti, potrebbe nascere la nuova scuola elementare. Quello che immaginiamo è un campus scolastico delocalizzato e completo di servizi e palestre».
Rimane al momento l’interrogativo circa il destino dello stabile della vecchia scuola F. Scandone, edificio che, come sottolineato dal sindaco, «presenta forti criticità a prescindere da un eventuale sisma».


Un’analisi approfondita sull’edificio è in questo momento in atto, ad interessarsene è il tecnico e sismologo ing. Penna, le cui indagini, completate con relazione e saggi, saranno a disposizione dell’amministrazione comunale già a partire dalle prossime settimane, e per le quali, garantisce Buonopane, sarà stabilito un incontro pubblico.
Sono tanti gli edifici di proprietà del comune che negli anni e tra le diverse amministrazioni sono stati trascurati e oggi risultano inagibili o comunque non a norma, lo stesso sindaco definisce «il quadro desolante. Basti pensare alla casa della musica, al centro sociale o al palazzo Capone. Tutti edifici con potenziale ma resi impraticabili per via di incuria e cattiva gestione».
Da questo elenco non si salva neanche la biblioteca comunale, luogo ostile e poco accogliente (l’intonaco si stacca e aumentano le infiltrazioni) verso il quale il primo cittadino afferma di avere delle idee, ma che per il momento riserva per sé.

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Robibrù

Quella pietra a Montella nel ricordo di Gaetano , pubblicato dal Quotidiano del sud

In prima fila gli studenti dell'Itia di Bagnoli - Il liceo scientifico Rinaldo d’Acquino ospita nel giorno della memoria i ragazzi dell’Itis di Bagnoli Irpino che, sotto la guida del vicepreside e professore di storia Raffaele Ficetola, hanno apportato un contributo particolare alla giornata della memoria con la commemorazione di Gaetano Iannella, eroe irpino fuggito dai campi di concentramento di Auschwitz e insignito della medaglia d’onore al valor militare dal Presidente della Repubblica.

La dirigente scolastica dell’Istituto Superiore Rinaldo D’Acquino, Emilia Strollo, che accoglie i giovani provenienti dalle scuole, ricorda come proprio quest’ultimi, che rappresentano il futuro di questo comune, siano i veri destinatari delle testimonianze «perché non ci si abitui a pensare al passato come qualcosa di semplicemente “lontano”, ma da esso si impari a conoscere il rispetto per tutti e per ogni cosa».

«Parlare di Shoah è difficile» commenta il professore Ficetola «e noi abbiamo deciso di farlo nel “Progetto Memoria” approfondendo la ricerca storica soprattutto quella locale, ed è così che ci siamo imbattuti nella figura di Gaetano Iannella».

I ragazzi dell’Itis, infatti, ricostruiscono storicamente gli eventi più importanti e significativi di quel buio periodo storico contestualizzando in questo modo le proprie ricerche, mentre i ragazzi della scuola media di Montella e di Cassano si cimentano in letture, poesie e riflessioni personali sull’argomento.

Gaetano Iannella, di origine montellese, fu arrestato in Albania in seguito ai fatti dell’8 settembre e deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Lavorava nelle cucine, come raccontano alcune testimonianze, e appena poteva portava in segreto il cibo ai bambini affamati del campo.

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Redazione Montella.eu

Trieste ricorda l’irpino Giovanni Palatucci: salvò la vita a più di 5mila ebrei da Irpinianews

Alla presenza del Prefetto, Valerio Valenti, del direttore del carcere Ottavio Casarano, della dottoressa Delfina Di Stefano in rappresentanza del Questore Giuseppe Petronzi, del presidente del Consiglio comunale Francesco Panteca e di altre autorità amministrative, militari e civili, questa mattina, all’interno della locale Casa circondariale, è stata deposta una corona alla lapide che ricorda la prigionia nella struttura triestina di Giovanni Palatucci, ultimo Questore italiano di Fiume, “Giusto tra le Nazioni”, “Servo di Dio” e “Medaglia d’oro al Merito Civile”.

Il Cappellano del carcere, Padre Silvio Alaimo, ha benedetto la lapide e la corona ricordando la figura di Palatucci. Nato a Montella nel 1909, Palatucci frequentò il 14/o corso per vice commissario di Pubblica Sicurezza e fu assegnato alla Questura di Genova. A partire dalla promulgazione delle Leggi razziali del 1938, in servizio presso l’Ufficio Stranieri della Questura di Fiume, ricorda una nota, divenne il protettore in particolare degli ebrei, con la cui comunita’ fiumana intratteneva cordiali rapporti di stima e di amicizia.

Palatucci salvò la vita a più di 5 mila ebrei, avviandoli a un campo di raccolta in provincia di Salerno dove era Vescovo uno zio, che li prese sotto la propria protezione. Dopo l’8 settembre 1943 Palatucci rimase da solo a reggere la Questura di Fiume e un anno dopo fu arrestato dalla Gestapo e condannato a morte, ma la pena gli fu commutata nel carcere a vita. Dopo avere trascorso due giorni nella struttura di Trieste, fu tradotto nel campo di sterminio di Dachau dove mori il 10 febbraio 1945, all’età di 36 anni.

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Redazione Montella.eu

Montella, VIDEO posa pietra d’inciampo in ricordo di Gaetano Iannella

Nel giorno della memoria i ragazzi dell’Itis di Bagnoli Irpino hanno ricordato il giovane di Montella che è scappato agli orrori di Auschwitz    Il 27 gennaio alle ore 9:30 presso l’auditorium dell’Istituto Superiore “Rinaldo D’Aquino” di Montella hanno ricordato la figura di Gaetano Iannella: un eroe che ha vissuto l’inferno del campo di concentramento 10B di Auschwitz dal 1943 al 1945.


Iannella sarà ricordato dagli alunni dell’Itis di Bagnoli Irpino che, coadiuvati dal professore di storia e vicepreside Raffaele Ficetola, hanno ricostruito la storia di questo eroe montellese, insignito della medaglia d’onore al valor militare conferita dal Presidente della Repubblica, venuto a mancare nel 2016 all’età di 96 anni.
Sarà poi posata una pietra di inciampo per ricordare Gerardo Iannella in Via Sorbo 19, l’ultima sua abitazione per rendere ancora di più omaggio ad un eroe “silenzioso” e non troppo famoso nel ricordo della Shoah.
“Anche quest’anno l’Itis di Bagnoli Irpino, ha scelto di occuparsi della Giornata della Memoria e quest’anno con un evento importante: la posa di un sanpietrino della memoria per un eroe silenzioso, quale è stato Gaetano Iannella: giovane montellese che è scampato agli orrori dei campi di sterminio di Auschwitz”.
Queste le parole del vicepreside dell’Itis di Bagnoli Irpino Raffaele Ficetola che ogni anno cercano di rendere omaggio alle vittime della Shoah, con eventi e convegni tematici, ma senza tralasciare l’importanza del ricordo.
Soprattutto di figure irpine che hanno vissuto i terribili momenti dei campi di concentramento e delle deportazioni. Infatti, Iannella a venti anni fu arrestato in Albania in conseguenza dell’8 settembre e venne deportato ad Auschwitz. Non capiva cosa stava accadendo, si ritrovò a combattere quando fino al giorno prima aveva vissuto in un contesto agricolo. Ma riuscì a fuggire dal campo di concentramento.
Il programma
Ore 9:15 i saluti della dirigente scolastica dell’Istituto Superiore “Rinaldo D’Aquino” Emilia Strollo
Ore 9:30 il ricordo di Gerardo Iannella ad opera degli alunni dell’Itis di Bagnoli Irpino
Ore 10:00 posa della pietra d’inciampo in memoria di Gerardo Iannella e delle vittime della Shoah in Via Sorbo 19 a Montella.
Per info: facebook Itis Bagnoli Irpino

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Salvatore Fierro

SENZA VERGOGNA di Totoruccio Fierro

I^ e II^ PARTE - Avevamo finanche battezzato il "cerchio magico" degli amici con l'acronimo "Volticonbrafi", che era la risultanza delle iniziali dei cognomi: Volpe,Tiretta,Conte,Branca e Fierro.

Ci riunivamo quasi tutte le sere,quando alla casa di uno,quando di un altro : le nostre madri,con grossi sacrifici,ora me ne rendo conto,non ci lasciavano quasi mai a pancia vuota!I momenti più belli li trascorrevamo da zia Flora,in piazza, e da zia Carmela,la madre di Peppo Branca,al Carmine.Qui ci sentivamo perfettamente (ENTRA E COMMENTA )

a nostro agio,in quanto la casa,a quel tempo,era isolata rispetto al paese e per poterci arrivare bisognava inerpicarsi lungo l'unica strada di accesso,scoscesa e pietrosa (quella che costeggia il campo sportivo) che passava,prima,davanti alla villa dell'avvocato Sarni e più sù,trasformandosi in gradoni sconnessi,costeggiava l'abitazione delle sorelle Coscia.

>     D'estate,cenavamo all'aperto su una grande loggia e potevamo parlare ad alta voce, fare chiasso e muoverci a nostro piacimento,tanto l'eco della nostra presenza si perdeva nelle tenebre delle notti stellate!

Facevamo quasi sempre le ore piccole,accompagnate dal vino di Zì Silao,che generosamente ci offriva,spillandolo dalle numerose botti della sua cantina,ricavata in un anfratto roccioso alle spalle della sua abitazione.Il vino era il prodotto della sua vigna,ma,in verità,al di là della sua genuinità,non aveva una gradevole abboccatura,né i pregi e le qualità di consistenza,di equilibrio e di integrità di gusto che sono propri della tradizione enologica italiana,Per intenderci,non era certamente il "Prosecco" delle terre venete di Valdobbiadene!Ma a quel tempo non andavamo troppo per il sottile: ci accontentavamo di tutto,anche se i sapori,certe volte,ci facevano trasalire,aggredendo le nostre papille degustative!

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Redazione Montella.eu

Il restauro della Chiesa del SS Salvatore

Entra e vedi il filmato degli Interni della Chiesa del SS. Salvatore e modalità del restauro

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Redazione Montella.eu

Diretta streaming da Nusco " La Notte dei Falò " DOMENICA 20

Nuovo appuntamento con la Notte dei Falò a Nusco: in programma l’accensione del tradizionale falò, artisti di strada e degustazioni!   Si rinnova da venerdì 17 a domenica 19 Gennaio 2020 un nuovo appuntamento con la Notte dei Falò a Nusco, un piccolo borgo della provincia di Avellino.   L’evento si svolgerà in occasione della festa del patrono di Nusco ovvero di Sant’Antonio Abate, festività che ricade proprio il 17 Gennaio, in onore del quale verranno accesi decine e decine di falò in tutta la Campania.   Una manifestazione antica quella legata alla figura di Sant’Antonio Abate, il beato del fuoco e protettore del bestiame e dei campi.

Secondo infatti la tradizione Sant’Antonio libera la popolazione dai mali, dalla sofferenza e dal dolore e quindi accendere il falò è una tradizione di buon auspicio.

Falò di Sant’Antonio Abate a Nusco
Gli ospiti potranno assistere, secondo la tradizione, all’accensione del fuoco purificatore per omaggiare la figura del Santo.

Nel centro storico saranno anche allestiti degli stand, dove tutti potranno degustare prodotti tipici del territorio insieme all’ottimo aglianico irpino.

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Salvatore Fierro

A ricordo di un alunno di Totoruccio Fierro

“ L’ alunno serio, interessato, ha sentito vivo l’ interesse per la vita scolastica, a cui ha partecipato attivamente durante il triennio; animato da buona volontà e desiderio di migliorarsi, ecc.”    Questo é il giudizio globale sul livello di maturazione raggiunto dall’ alunno Meo Tommaso, nato ad Atripalda il 12 settembre 1983, riportato al n.121 del Registro generale degli alunni, al termine della frequenza della Scuola Media, nell’anno scolastico 1996/97.
Durante il suo ultimo anno di scuola, avevo in più occasioni avuto il piacere di apprezzare le doti di compostezza, serietà e impegno di questo “ giovinetto pallido e bello...con un viso gentil da sventurato “ ( Corradino di Svezia di Aleardo Aleardi ).
Ci scambiavamo spesso un breve saluto, un sorriso affettuoso e cortese...
Venni a sapere, poi, che non aveva continuato gli studi superiori, affrontando anzitempo la più dura ed impegnativa condizione lavorativa di apprendista meccanico.
Se avessi saputo, per un improvviso miracolo di preveggenza, lo avrei trattenuto per qualche anno in più a scuola e comunque per tutto il tempo necessario, affinchè l’ombra sinistra e incombente della Morte in agguato, avesse sorvolato rapida e sconfitta la fatale curva della strada per “ Cruci “, per dileguarsi nelle nitide e terse altezze dei cieli azzurri o nei cupi e atri abissi degli inferi!
Se avessi saputo, avrei pregato il Dio dei giovani di proteggere il suo cammino...
E, allora, il sorriso gioviale e sereno di lui mi ritorna sovente nella mente e riaccende il dolore, trafiggendo l ‘anima incredula e sgomenta...
Tutto accadde il pomeriggio di Venerdì Santo del 2 aprile 1999!
La dolce aria di primavera inoltrata, indusse Tommaso a cavalcare un infido motorino alle spalle del padre:
una rapida corsa nel vento della spensierata giovinezza!
Poi, all’ improvviso, il cielo si fa scuro e le nuvole scaricano copiose gocce mortali:
il mezzo non regge la strada e la falce della Morte, che con una tonaca e cappuccio neri era nascosta beffarda dietro un noce, recide con spietata e feroce crudeltà un fiore fiorente!
L’ accaduto, pure a distanza di tempo, sembra inverosimile e di fronte a quella prematura morte ci sentiamo più fragili e impotenti a decifrare il nostro umano destino ed incapaci a comprendere perché si può morire a sedici anni su una strada di campagna nota e familiare ( lontana da quelle intensamente trafficate ) sulla quale si spostano solamente sonnacchiose mandrie di mucche!
E forse ha ragione il Poeta quando ci avverte che “ è meglio oprando obliar, senza indagarlo, questo enorme mister dell’ universo “.

Questo articolo lo scrissi 20 anni fa...forse la verve letteraria era più pronta ed efficace a sessant’anni! Bah!

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Redazione Montella.eu

Montella digital radio

“Montella Digital Radio”>>>>>>>>> nasce come un’attenta rivisitazione e rivitalizzazione della musica degli ultimi e cupi anni ’70, degli indimenticabili anni ’80, delle colonne sonore dei film più visti al mondo (Sergio Leone e Morricone approverebbero). Tutto ciò è stato effettivamente realizzato quaranta anni dopo che il fenomeno, dal successo indiscutibile, delle trasmissioni FM ha contraddistinto la nascita e la messa in onda delle numerose Radio cosiddette “libere” (anni ’70). L’idea ha come punti cardine la scelta valutata ed eccellente di brani provenienti dai più disparati generi musicali, tra i quali il Funky, la Disco Music, Pop, Rock, Punk. E’ inoltre concesso ampio spazio alla fervente musica italiana di quegli anni. La rivoluzione tecnologica che contraddistingue il nuovo millennio incide positivamente sulla promozione e sulla diffusione di questa nostra piccola idea, considerando che Internet veicola le informazioni efficientemente e possiede confini straordinariamente illimitati. Ci rivolgiamo prevalentemente (ma non solo) a coloro che hanno vissuto con intensità gli anni ’70 e che, nostalgicamente, hanno voglia di rivivere il sabato sera in discoteca dei mitici anni d’oro, ballando e a divertendosi. Non c’è una particolare presunzione nel voler trasferire emozioni: vogliamo rivolgerci agli ascoltatori presentando la nostra genuina e a volte farraginosa e maniacale passione che applichiamo durante la ricerca di questa tipologia di musica. Speriamo di essere all’altezza dell’arduo compito, che consiste nel fuggire per qualche minuto dagli inconsistenti schemi attuali, per rifugiarsi sulle accomodanti poltroncine di un bar di paese, in un’epoca che si fa ricordare piacevolmente.

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Redazione Montella.eu

GEMELLAGGIO DI MONTELLA CON NORRISTOWN 1987

PARTENZA DA MONTELLAFILMATO COMPLETO

Un esempio del legame che lega le comunità italiane all'estero con la Madre Patria è sicuramente quello rappresentato dal gemellaggio di Montella con la cittadina americana di Norristown. In questa cittadina è presente una folta rappresentanza di abitanti di Montella emigrati negli Stati Uniti; questa comunità è rimasta fortemente legata alle tradizioni della cittadina di provenienza, ai suoi costumi, alle sue tradizioni, al culto del SS. Salvatore.
Nel lontano 1906 fu fondata una Società a Norristown (The Society of Montella in Norristown Society, PA, USA) con il compito di mantenere saldi i rapporti con Montella e di mantenere vive le antiche tradizioni. Negli ultimi 25 anni vi è stato un ulteriore incremento delle attività e dei collegamenti tra le due comunità: in particolare vi sono stati molte visite reciproche; delegazioni americane partecipano alla Processione del SS.Salvatore a Montella, e, viceversa, delegazioni italiane si recano a Norristown per seguire gli analoghi festeggiamenti organizzati in quella cittadina.
logo-1987Nel 1987, in particolare, un gruppo di ben 205 cittadini di Montella si è recata a Norristown per partecipare alla locale festa del SS.Salvatore.

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Redazione Montella.eu

Incendio a Montella in un appartamento

A Montella In via Rinaldo D'aquino ingenti danni in un appartamento nessun ferito. 
Le fiamme si sono sviluppate in un appartamento al primo piano . è stato evacuato tutto il palazzo I pompieri hanno lavorato tutta la sera  per spegnere le fiamme.

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A 10 ANNI DALLA SCOMPARSA DEL DOTTORE ELIO MARANO

Il 10 gennaio 2010 si spegneva la nobile figura del Dottore Elio Marano.  Che dire di una persona che prima di essere un professionista era un amico? Di tutte le sue qualità la predominante era la DISPONIBILITA’: in qualsiasi momento era a disposizione di chi aveva bisogno del suo aiuto. Inoltre, il suo amore sviscerato per la natura colpiva chiunque lo ascoltava. Mi piace ricordarlo con questo articolo che apparve su un quotidiano dell’epoca.

“ULTIMO SALUTO A ELIO MARANO IL MEDICO CHE FU SINDACO”
Per decenni è stato per antonomasia il <> di migliaia di montellesi, alleviando dolori e sofferenze col suo sorriso bonario. Ma Elio Marano, morto a Montella a 86 anni, non era solo questo. Amava con tutto se stesso la natura, il silenzio dei boschi nei quali si rifugiava spesso, il paesaggio incontaminato delle montagne di Verteglia, trasfigurato in migliaia di fotografie, la scrittura arguta e incisiva affidata, negli ultimi anni, alle colonne della rivista <>.
La medicina, sul finire degli anni ’70 si era mescolata per una breve parentesi alla politica, fino a quando, fu eletto sindaco di Montella. Rimase in sella fino alla vigilia del terremoto; in un periodo di difficile mediazione politica fu l’anello di raccordo tra istanze amministrative e esigenze del paese. Nell’aula consiliare manifestò il suo entusiasmo e il suo amore per Montella al di là di ogni divisione politica.
Nello studio medico di rione Sorbo, fino a qualche tempo fa, ha continuato a impartire consigli amorevoli ai suoi concittadini. Energico e dinamico, sincero e gioviale, di fibra forte nonostante alcune tristi parentesi di dolore per la perdita di due amatissimi figli in età giovanile, Elio era davvero l’amico di tutti!
(da “Il Mattino” del 12 gennaio 2010)

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Redazione Montella.eu

Presentazione del libro SEMINARISTI di Rocco Granese

Sabato 11 gennaio 2020 alle ore 16.30  Biblioteca Comunale presentazione del libro di Rocco Granese interventi della  Prof.ssa Anna Dello Buono Vice Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Montella , Dott.ssa Stefania Petriello Moderatrice, Dott.ssa Marianna Patricelli  Pisicoterapeuta Infantile , Damiano Rino De Stefano Già Dirigente Scolastico , Rocco Granese L'autore

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Graziano Casalini

LAO, l'orto di generazioni di Montellesi di Graziano Casalini

Lao, una piccola conca pianeggiante, inserita in un contesto stupendo di pendii dove esistono quasi esclusivamente piante secolari di castagno, è stato, ed è uno dei luoghi più interessanti della campagna nel comune di Montella. La conformazione del terreno di questa zona, facilmate alluvionabile nei mesi invernali, non ha permesso la formazione di un piccolo lago - da qui il nome dialettale Lao - per l'esistenza in più punti di inghiottitoi - ventare - che come imbuti travasano le acque provenienti dalle montagne, nelle grotte carsiche e probabilmente anche in fiumi sotterranei. Questo continuo scorrimento delle acque piovane ricche di sostanze organiche provenienti dai sovrastanti castagneti, ha reso quei terreni esageratamente fertili. Ecco perché da tante generazioni i paesani hanno fatto di tutto per sfruttare al meglio e in modo razionale l'area, con svariate coltivazioni, le più importanti per la loro alimentazione e per l'alimentazione degli animali domestici, patate, cavoli, rape, bietola, zucche, granoturco, faglioli, sono alcune delle molte altre qualità di ortaggi prodotte da sempre in piccoli appezzamenti famigliari. A completare questi orti paesani, anticamente erano stati piantumati un gran numero di frutti, quasi esclusivamente noci e meli. I raccolti stagionali di queste due tipi di piante, oltre ad essere più che sufficienti per le famiglie dei proprietari dei fondi, venivano venduti e contribuivano insieme alla rendita della castagne alle necessità extra alimentari e economiche, delle suddette famiglie. Oggi, la terra di Lao, farebbe rabbrividire un antenato costretto e rivederla nelle attuali condizioni. Le ragioni che hanno portato a questa situazione, sono sicuramente molteplici e vorrei provare ad elencarne alcune: la prima a mio avviso è quella che tutti o quasi tutti, a partrire dai più anziani, hanno in un modo o nell'altro fonti di reddito sufficienti per vivere meglio di tanti anni fa, la seconda riguarda i giovani, tutti impegnati negli studi alla ricerca di una specializzazione a livello di laurea nei campi più disparati, con la quasi esclusione del settore agricolo. Quest 'ultimo, da tempo ha avuto poca attenzione, in particolare al sud, da parte dei governi che si sono succeduti nel tempo, provocando un abbandono generalizzato. Anche la parcellizzazione dei terreni coltivabili, gestiti solo da piccole aziende e la conseguente non competitività sui mercati delle loro produzioni ha contribuito al disimpegno da quella che poteva essere una risorsa per un paese come Montella. In fondo a questo mio ragionamento, va aggiunto qualcosa che mi dispiace di dover scrivere. Lao, dovrebbe essere una zona incontaminata è attualmente una zona dove si può trovare in grandi quantità, ogni genere di rifiuti e di materiali abbandonati, tipo discarica abusiva, che col tempo sicuramente arriverà a inquinare le falde acquifere sotterranee, un danno enorme e incalcolabile. Inoltre, si vede solamente un disordine generalizzato, in tutte quelle poche attività attualmente esistenti. Molte piante di noce, non più curate vengono definitivamente abbattute e non sotituite, i meli sono completamente spariti. E' un vero peccato vedere un luogo, in cui per secoli gli avi hanno disperso il proprio sudore, solamente per potersi nutrire a sufficienza, del tutto degradato non coltivato e pieno di sterpaglie. Probabilmente questa area bellissima non interessa più a tanti cittadini come fu in passato. Ed è a questo punto che dovrebbero intervenire le istituzioni, in primis quelle preposte ai controlli su come vengono tenute e utilizzate le aree agricolo-forestali, e poi le autorità comunali con iniziative deterrenti atte anche a stimolare il senso civico dei cittadini. Lo scopo dovrebbe essere quello di poter risanare un ambiente unico e particolare che molti comuni vorrebbero avere nel loro ambito territoriale. Lao, con più attenzione potrà tornare ad essere quel luogo, che nel passato era una risorsa privilegiata di molti cittadini montellesi. Basterebbe volerlo, e penso anche che non sarebbero necessari grandi interventi e investimenti. Rivalorizzare questo piccolo ambiente, in un contesto diffuso di rivalutazione di tutte le aree interessanti di Montella potrebbe essere uno dei primi passi per rendere il paese e i suoi dintorni ancora più bello, al tempo stesso, molto utile e conveniente a tutta la comunità.
Graziano Casalini

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Redazione Montella.eu

Lotteria Italia, estrazione con "I soliti ignoti" di Amadeus: 10mila euro anche a Montella

Epifania si chiude come da tradizione con l'estrazione dei biglietti della Lotteria Italia. La Befana oltre a dolci e carbone porterà anche una pioggia di milioni di euro: nel corso dell0'appuntamento con Soliti Ignoti - Il Ritorno - Speciale Lotteria Italia, la puntata speciale dello show condotto da Amadeus, sono stati cinque biglietti  assegnati i premi di prima categoria, tra cui quello del valore di 5 milioni di euro.  Montella comunque  già era stato estratto nel corso delle puntate dei soliti ignoti un premio di 10mila euro. Ancora non si sà chi sia il vincitore.

 

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Decreto di autorizzazione per il trasferimento di tre classi dal plesso Capone

Decreto di autorizzazione per il trasferimento di tre classi dal plesso Capone alla fondazione Capone di Montella - La dirigente scolastica dell' I.C. Palatucci  di Montella . Prof.ssa Alessandra D'Agostino . DISPONE : il trasferimento di n°3 classi della scuola primaria  2 A  -  2 B - 2 C dal plesso Capone al primo piano dell'edificio di proprietà della fondazione Capone. Si comunica che l'orario delle lezioni sarà il seguente 08.25 - 12.55  come anche deliberato dal Consiglio di istituto nella seduta del 30 dicembre 2019

IL SERVIZIO DI TRASPORTO SARA' REGOLARE

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Redazione Montella.eu

Diretta streaming dalle ore 14.30 Rocca San Felice > Felice Scandone Montella

SABATO 4 GENNAIO 2020 ALLE ORE 14.30 DIRETTA STREAMING DALLO STADIO VITO CIPRIANO DI ROCCA SAN FELICE AVELLINO 13MA GIORNATA DI CAMPIONATO prima categoria GIRONE CDELL'INCONTRO DI CALCIO TRA U.S. ROCCA SAN FELICE CONTRO LA FELICE SCANDONE MONTELLA

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Robibrù

Gemelli, destini incrociati di Roberta Bruno del Quotidiano del sud

Umberto e Michele Maio, classe 1981, oggi sono due cittadini europei, provengono da, Montella, i cui abitanti li ricordano con affetto come “i gemelli”, mentre l’Italia li ha inseriti nella lunga lista dei cervelli in fuga.
Nel 2005, dopo aver portato a termine il liceo scientifico, i gemelli si sono trasferiti a Bologna dove Umberto, appassionato osservatore della volta celeste, ha conseguito una laurea in astronomia, mentre Michele, più attratto dalle forze del mondo, in fisica.
Dopo l’università le strade si sono divise: Michele ha conseguito un dottorato di ricerca in fisica teorica in Olanda per poi spostarsi in Spagna per il postdoc, mentre Umberto ha conseguito il dottorato a Monaco, e dopo essere stato impegnato in posizioni intermedie e postdoc per tre anni e mezzo, vince una borsa di ricerca all’INAF (Istituto Nazionale Astrofisica) a Trieste.
Oggi Umberto vive a Berlino e oltre al titolo di professore associato al MIUR, è ricercatore associato di astrofisica a Postdam, dove si occupa di galassie, stelle, evoluzione dell’universo e buchi neri, mentre Michele, che ha lasciato la ricerca, vive ad Amsterdam e si occupa di finanza.
«Non sono mai stato competitivo» racconta Michele «mentre Umberto, soprattutto al liceo, era in competizione con me, ma se glielo chiedi ti dirà sicuramente di no!» ride.
«Idealmente avrei voluto fare ricerca all’università, ma nel tempo ho cambiato idea: vedevo persone tra i 40-50 anni ancora in attesa di un posto. Così lasciai il postdoc e cercai di capire come poter vendere la mia preparazione scientifica. Nel 2014 sono tornato ad Amsterdam
e sono entrato in finanza. Ho lavorato prima in una compagnia di consulenza e poi per l’istituto di credito olandese ABN AMRO; lì mi occupavo di modelli matematici, producevo numeri che andavano a finire nella banca centrale europea.
La particolarità di stare in un mercato di lavoro libero e flessibile è che inizi a lavorare svolgendo una mansione e arrivi alla pensione facendone tutt’altra; ogni cambiamento intermedio è sempre un miglioramento».
«Quando ho cambiato lavoro avevo già trovato altro, ma da settembre, così mi sono goduto due mesi di vacanza: sono andato in sud America da solo, sono stato per un mese e mezzo sulle Ande (dall’Ecuador Bolivia e Cile) mi sono arricchito, riposato, e liberato la mente, è stata una vacanza sia fisica che mentale e a settembre ero pronto anche mentalmente per affrontare il nuovo lavoro.
In Europa e soprattutto in Olanda si punta molto sulla qualità della vita, la quale deve essere quanto meno decente, il benessere mentale è fondamentale e lo sanno bene, e anche le aziende vogliono che ci sia un equilibrio tra la parte lavorativa e quella personale e privata, perché sanno che un eventuale alterazione ricadrebbe negativamente anche nel lavoro».
Per Umberto, invece, la competizione con Michele è terminata al liceo, quando nella cameretta gareggiava col fratello per vedere a chi prima riuscisse l’esercizio di matematica. Racconta: «Ricordo che all’inizio anche all’università era come andare a scuola insieme: chiacchieravamo spesso, ci scambiavamo idee e opinioni sugli stessi temi. Poi gli studi sono diventati sempre più specialistici, fino a quando ci siamo resi conto che non ci capivamo più! Così abbiamo deciso di smettere di parlare di scienza tra di noi».
Umberto, che nel suo ambiente lavorativo ha incontrato altri tre irpini astrofisici, vede il problema dell’emigrazione come una questione nazionale: «anche da Trieste, ricordo, i giovani andavano via». «Gli scienziati italiani sono molto apprezzati all’estero, sono tanti i connazionali che, tra Germania, Francia, America, fanno andare avanti la ricerca, mentre la percezione generale dell’Italia è rimasta quella di pizza, mafia e altri luoghi comuni. L’istruzione tedesca non brilla per acume critico, e il fatto che la Germania sia vissuta come il migliore dei mondi possibili diventa un limite alla criticità di chi ci abita.
Spesso chiacchiero con mio padre sulla situazione in Irpinia e a Montella, e mi rendo conto che la “decadenza” e l’abbandono di quei luoghi siano da imputare relativamente alla gestione locale, poiché limitata e riflesso di quella nazionale».
Dopo il dottorato, cosi come Michele, anche Umberto si è trovato al bivio del continuare la strada della ricerca o intraprendere quella della consulenza: «Ebbi un’offerta da McKinsey, ma scelsi il dottorato, in Germania ci sono tante risorse per la ricerca, viaggio tra America e Asia e lavoro anche in Italia, dove non nascondo che un domani ritornerei».
Nonostante le grandi possibilità di carriera e sviluppo che l’Europa offre, vivere fuori dall’Italia significa vivere lontano da famiglie e tradizioni, e nonostante sia bellissimo integrarsi e conoscere nuove culture è vergognoso e fa rabbia non poter costruire una vita dignitosa nel proprio paese d’origine.
«Oltre all’inglese ho voluto imparare anche l’olandese» racconta Michele «senza conoscere la lingua del luogo che ti ospita non è possibile integrarsi realmente in una cultura. Altrimenti si fa la vita dell’emigrato, e invece è necessario integrarsi e conoscere lingua, tradizioni e cultura, imparando tante cose utili anche per se stessi. Ci sono diverse usanze curiose, come quando al mattino sei già a lavoro e arrivano i colleghi che si siedono senza neanche dirti buongiorno, pensi che ci sia qualcosa che non va, e invece loro fanno proprio così; oppure quando sei in strada e parli con qualcuno a 70/80 cm di distanza e puoi stare certo che qualche passante passerà esattamente tra te e il tuo interlocutore senza porsi assolutamente il problema del “disturbo”».
Per Umberto invece tasto dolente dell’Italia è il mancato investimento nella ricerca e nel Meridione: «Se 1/3 della popolazione è al Sud è giusto che un 1/3 degli investimenti siano al Sud» afferma. «Questo è un problema urgente e d’interesse nazionale, prima che l’Italia si trasformi completamente nel Sud della Germania».
«Due anni fa rimasi colpito dalle parole del sindaco del mio paese» racconta invece Michele «nel suo discorso faceva riferimento esclusivamente alla fascia più anziana della popolazione, e si evinceva come il futuro dell’economia montellese fosse ancora un tipo agricoltura senza il supporto delle tecnologie».
I giovani e le tecnologie per Michele sono argomenti che andrebbero considerati e rivalutati soprattutto in funzione del lavoro: «il mondo oggi chiede basi matematiche per tutto, e la gente nasce con il telefono in mano: sarebbe bene che sappia anche che cosa vi sia dietro».
Anche per Umberto la scienza è fondamentale per il futuro, ma forse non esattamente nella stessa connotazione che ne dà il fratello: «Dagli anni ’80 in poi c’è stata un’impronta neoliberale, non si perseguiva nulla che non portasse un profitto immediato, e la scienza venne acclamata proprio perché creava profitto» spiega. «oggi il marketing o il counseling non sono altro che questo: un modo di fare profitto utilizzando dati e impiegando gli scienziati, che sono gli unici a saper adoperare questi dati, come fossero manovali. Questo spiega, difatti, come mai la ricerca scientifica sia finanziata soprattutto nelle aziende private, che perseguono il profitto, e non più negli istituti classici di ricerca, dove invece si fa scienza per la scienza».

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