Roberta Bruno

Convegno a Montella Aree interne e sviluppo locale” avuto luogo di Bruno Roberta

MONTELLA – Mancanza di infrastrutture ma anche l’handicap della parcellizzazione delle forze locali e territoriali. Sono questi alcuni dei principali temi affrontati nel corso del convegno “Aree interne e sviluppo locale” avuto luogo, nella mattinata di ieri, presso il ristorante “Zia Carmela”. «Le scelte legate alla coltura castanicola devono essere strategiche - ha esordito introducendo il confronto il sindaco di Montella, Rino Buonopane.

Dopo le tante difficoltà avute per via del cinipide, dell’acqua e del clima, bisogna fare il possibile per ripristinare la produzione, oggi calata al 10%. Quello a cui stiamo puntando è la costituzione di un consorzio, entro fine anno, della castagna IGP e tutelare il prodotto proprio tramite la spinta degli attori della filiera. È importante farsi forza insieme. Il futuro è la castagna tutelata nella qualità e non nella quantità», assicura Buonopane. Anche lo sviluppo industriale è contemplato nei progetti del primo cittadino, che punta sull’insediamento produttivo dell’area PIP. Per il presidente del Consiglio Regionale della Campania, Rosa D’Amelio, «il ritardo nello sviluppo deve essere recuperato: da un lato bisogna capire come sostenere le aziende che sono in difficoltà, e dall’altro fare in modo che la castagna, già di denominazione IGP, diventi un prodotto di qualità sempre più eccellente. I dati Svimez sono drammatici non solo per le aree interne - prosegue la D’Amelio - ma per tutta l’Italia, che non cresce, e il Mezzogiorno nel complesso è sicuramente più indietro rispetto alla nazione». Secondo Fulvio Bonavitacola, vicegovernatore della Giunta Regionale Campania, a cui sono state affidate le conclusioni del convegno, per orientarsi nel prossimo futuro bisogna che si conosca “da dove si proviene”. «Nel passato - evidenzia il numero due di Palazzo Santa Lucia - la politica ha privilegiato l’area costiera e quella urbana, piuttosto che le aree interne». Bonavitacola che ha, poi ricordato, le tappe di questo cammino, dal terremoto degli anni ’80, fino agli investimenti, alle speculazioni e, infine, al completo abbandono del territorio, espone i punti da cui ripartire con un’inversione di rotta rispetto al passato. «Lo sviluppo dell’area è direttamente proporzionale alla sua capacità di essere collegata» commenta ancora il vicepresidente, alludendo all’importanza delle vie di comunicazione, soprattutto quelle del ferro mentre immagina le stazioni delle aree interne come «porte di ingresso e biglietto da visita delle comunità, capaci di attrarre visitatori non solo campani ma nazionali, anche grazie al recupero dei borghi antichi”. «In questo momento critico per la salute – continua - ci sarà una grande domanda per i luoghi ameni, e soltanto un consorzio in sinergia con le forze istituzionali potrà coordinarlo. Non basta un regista “da Napoli” - conclude - per questo bel film tutti devono concorrere, soprattutto chi vive il territorio».

 

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Roberta Bruno

Montella, paura e danni nella notte per il maltempo

Nella notte tra martedì e mercoledì a causa del maltempo è crollata la cima di uno dei pini secolari della villa comunale De Marco. La punta, dalle sembianze di un intero albero, è collassata per via del forte vento, portando con sé i rami sottostanti e abbattendosi in via Don Minzoni, proprio sulla struttura metallica utilizzata come ingresso del villaggio organizzato per la sagra della castagna.Non è il primo albero caduto in questi giorni per via del maltempo nel paese irpino, inoltre nello stesso punto solo 24 ore prima confluivano centinaia di persone, tra locali e turisti, attratti dal folklore della festa della castagna IGP. «Siamo stati fortunati, tutti abbiamo sostato in questi giorni sotto quell’albero – commenta il Comandante del Corpo della Polizia Municipale Gerardo Iannella – pensavamo domenica che il peggio fosse passato, adesso quello che si deve fare si farà».Fortunatamente in quel momento, poco dopo la mezzanotte, nessuno si trovava nella traiettoria dell’albero in caduta. Sul posto sono accorsi le Forze dell’Ordine locali, Carabinieri e Polizia Municipale. I Vigili Del Fuoco di Montella e quelli di Avellino hanno lavorato per ore e in condizioni climatiche avverse per mettere in sicurezza il passaggio, condizioni rese ancora più pericolose dal fiume torrenziale che aveva invaso le strade e che trascinava con se detriti vari tra cui rami, pietre e sacchi di spazzatura.Non è la prima volta che i tombini non assurgono il proprio ruolo e rischiano di implodere trasformando le strade in fognature a cielo aperto. Una notte surreale che poteva trasformarsi in tragedia considerando l’importanza dell’incrocio su cui si è abbattuto l’albero che per le sue dimensioni imponenti. Le cause del crollo sono certamente dovute al maltempo, ma sono ancora da chiarire possibili ulteriori responsabilità per via di una mancata manutenzione delle suddette piante o di una “messa in sicurezza precaria” e insufficiente se non addirittura controproducente degli anni precedenti.Gli stessi alberi, infatti, sono stati oggetto di una diatriba tra il comune e l’ente villa De Marco, alla fine della quale sono state potate alcune cime ritenute pericolose, mentre le altre piante sono state accomodate tra loro con delle corde di sicurezza con l’obbiettivo di farle sostenere a vicenda. Infatti, come spiega Gerardo Iannella Comandante del Corpo della Polizia Municipale «si potrebbe avere l’effetto contrario da questi fissaggi delle piante, perché con l’ampia oscillazione dovuta dal vento, anziché sostenersi l’un l’altra, potrebbero tirarsi a vicenda e il conseguente ritorno a “colpo di frusta” rischierebbe di indebolire il tronco delle piante fino a spezzarlo». Secondo i Vigili del Fuoco di Montella si tratta di alberi vecchi e pesanti a cui bisognerebbe pensare prima che cadano: «noi possiamo intervenire solo dopo» commentano a caldo i vigili.«Si tratta di alberi usati come ornamentali piantati anni e anni fa, scelte che certamente oggi andrebbero riviste» commenta il sindaco Rino Buonopane. «Nella giornata di oggi provvederemo a valutare con le autorità competenti lo stato degli altri alberi della villa comunale e la loro eventuale messa in sicurezza» aggiunge il sindaco non dimenticando che parte importante del percorso dell’evento della sagra, soprattutto quello più culturale, si terrà proprio all’interno della villa comunale.«Per quanto riguarda la rete fognaria» rassicura ancora il primo cittadino «proprio nella prossima settimana ci sarà una pulizia e un ripristino generale».Nonostante l’allerta di questi giorni il sindaco rassicura per il normale svolgimento della sagra della castagna nel prossimo fine settimane, garantendo ordine e servizi ripristinati per ospitare da venerdì i turisti.

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Sagra della castagna Montella 8 - 9 - 10 novembre 2019

L’Amministrazione comunale comunica che tutte le iniziative della Sagra già programmate per i giorni 8,9 e 10 novembre 2019 avranno normale svolgimento. Gli operatori, se lo ritengono opportuno, possono iniziare le loro attività già dal pomeriggio di giovedì 7 novembre 2019 , quando avranno anche inizio gli spettacoli musicali

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Redazione Montella.eu

Notte da incubo a Montella

Pioggia, vento forte e strage di alberi Un violento acquazzone si è abbattuto nella notte a Montella . Un vento fortissimo ha provocato lo sdradicamento di un grosso albero della villa De Marco che si è abbattuto sulla sede stradale e nel giardino della scuola elementare . 

 

 

 

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Roberta Bruno

Gioia Marano - di Roberta Bruno - dal Quotidiano del sud

Si sono svolti nella giornata di ieri i funerali di Gioia Marano, la bambina irpina che ha commosso l’intera nazione senza che fosse possibile, però, trovare un cuore adatto a lei. Gioia si è spenta venerdì primo novembre, nella festa di tutti I Santi, portando via con sé dal paese irpino quel tepore settembrino che ancora non si era arreso all’inverno.  La piccola combatteva, da due dei suoi tre anni, contro una grave cardiomiopatia. Una patologia che colpisce il muscolo cardiaco riducendone l’efficienza del cuore, il quale fatica a pompare il sangue nel resto del corpo. Gioia, ricoverata all’Ospedale Bambin Gesù di Roma da tempo, ha subìto diversi interventi e tante complicazioni, fino a ricevere nel 2018 il trapianto di cuore con un modello sperimentale artificiale: il più piccolo al mondo. Nell’attesa di un altro “di carne”, come nella favola di pinocchio, il piccolo cuore artificiale di Gioia non ha retto e, prepotente, ha interrotto, insieme col suo battito, l’allegria zuccherina del paese in festa dopo la raccolta delle castagne. Come una doccia fredda la pioggia ha violentemente spento i carboni ardenti nei bracieri, scacciando ospiti e turisti; mentre il vento, gelido e forte, ha separato i suoni dagli strumenti, soffiando via il sorriso dai volti, per poi riunire la comunità nella piazza adiacente la chiesa Madre sotto la pioggia fitta, leggera e silenziosa di un grigio lunedì mattina.«La chiesa era gremita di persone» commenta con stato d’animo emotivamente coinvolto Don Franco, il parroco della chiesa di Santa Maria del Piano «una funzione molto partecipata. La gente è stata toccata nel profondo dalla storia di Gioia, dalla forza e insieme sofferenza di questa bimba che aspettava il trapianto di cuore. Una grande commozione univa i presenti: la comunità come un’unica grande famiglia». Presenti alla celebrazione funebre, oltre Don Franco, tutti i parroci del paese come Don Raffaele Dell’Angelo, Don Gildo Varallo, Don Andrea Ciriello e, a presiedere l’Eucarestia, Padre Paolo, guardiano del Convento di San Francesco, il quale racconta: «Il gruppo dei giovani di San Francesco è sempre stato attento e sensibile nei riguardi di questa vicenda. Abbiamo organizzato in questi anni anche dei concerti per sostenere e stare vicino alla famiglia Marano, consolidando con quest’ultima un legame forte da parte di tutta la comunità conventuale». «In certe occasioni – commenta commosso padre Paolo – bisogna saper controllare persino se stessi per poter riuscire a portare una parola di conforto, e per me che sono un uomo dalla lacrima facile non è affatto semplice non commuoversi dinnanzi a questa storia, ma credo che bisogna soffermarsi sull’energia che questa bambina ha generato attorno a sé, suscitando empatia e coinvolgimento. Per saper gioire bisogna diventare piccoli».Morte e malattia turbano sempre l’animo umano, e quando sono i più giovani ad esserne colpiti ci si sconvolge anche di più, perché tutto appare irrazionale e contro natura. Nelle parole spese per gioia Padre Paolo ricorda anche altri bambini della comunità montellese, che lottano ancora oggi per la vita, e la dolce Rosetta, la giovane che ha perso la vita, in questa primavera, in un incidente stradale proprio lungo il viale che porta al Convento di San Francesco. Ad abbracciare la famiglia di Gioia anche il sindaco Rino Buonopane che ha voluto fortemente essere presente ai funerali. Ma l'intera comunità altirpinia, che non ha mai fatto mancare il suo sostegna alla famiglia, ha voluto essere presente a ribadire che il dolore appartiene all'intera comunità . A salutare il piccolo feretro un applauso senza fine e il lancio di palloncini bianchi.

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Le squadre dell'Irpinia alla finale nazionale di scacchi

Nella magica cornice del lago di Garda e delle montagne del Trentino, le squadre Irpine di scacchi hanno partecipato alla finale nazionale.In quattro giorni, le 78 squadre migliori delle associazioni sportive selezionate da dure prove regionali e provenienti da tutta Italia, si sono incontrate in estenuanti partite e dopo circa 1.000 incontri, tra scacchi matti, abbandoni e patte, si sono via via delineate le classifiche delle squadre più forti del bel Paese. Le tre squadre Irpine che, accanto alle due squadre di Sorrento, hanno rappresentanto la Campania si sono difese egregiamente.

La squadra del capoluogo, partecipante al campionato under 12 e capitanata da De Guglielmo Pasquale, ha conquistato 3 punti Delle squadre dell'ASD Circolo Scacchistico di Montella, la squadra under 14 composta da Sica Mario, Galgano Paride, Zarrilli Michele Maria e Picariello Miriam ha conquistato 2 punti.

Una menzione particolare va alla squadra under 10, capitanata da Marchitto Giovanni e composta dai piccoli Caputo Piero, Zarrilli Niccolò, Tornillo Luca, Zarrilli Enzo Maria e Picariello Manuel Berardino: già campione della regione Campania è risultata quarta con ben 7 punti al penultimo turno, ma inciampando nell'ultimo incontro ha visto sfumare per un soffio il podio.

"È una grande soddisfazione vedere che la nostra piccola realtà ha la possibilità di confrontarsi alla pari a livelli così alti con squadre titolate" afferma Sica Corrado, presidente dell'associazione, "In questi ultimi anni siamo cresciuti in modo esponenziale grazie al contributo dei migliori giocatori e istruttori dei paesi dell'alta Irpinia e alla sinergia con enti, amministrazioni e famiglie."

"L'auspicio è", conclude il responsabile giovanile dell'associazione, Picariello Marco, "che si possa crescere sempre più sia come diffusione di questo sport tra i giovani, sia come livello di gioco agonistico. I prossimi appuntamenti saranno i corsi scolastici con i susseguenti tornei dei campionati sportivi studenteschi, e i tornei giovanili per la qualificazione al campionato italiano individuale 2020".

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LA SAGRA IN DIRETTA

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silvana gambone

Silvana Gambone "La svolta di Viola "

Nella cameretta color verde salvia, sulla sedia vicino alla finestra, i panni del bambino erano pronti già dalla sera precedente. Viola li aveva preparati con cura. Era un giorno importante sia per lei che per il piccolo glauco. Da quando era nato non lo aveva mai lasciato con nessuno, non per mancanza di fiducia, ma per il semplice fatto che voleva godersi ogni sua piccola conquista. Avrebbe dato la vita per suo figlio, perché mettendolo al mondo aveva ritrovato la sua. Lasciato il piccolo glauco nelle mani di suor palma, l'educatrice dell'istituto delle suore di maria bambina, viola s'incammina verso l'auto e si perde nei ricordi. Davanti ai suoi occhi si delineano i contorni del parco della grande villa che i suoi genitori custodivano per conto di una facoltosa famiglia romana. Un profumo l'avvolge mentre rivede la sua vecchia casa circondata da glicini che con il loro splendore tentavano invano di ricoprirne le crepe, per poi ritrovarsi adolescente e turbolenta giovane donna che a causa di un amore malato vive anni inquieti e tormentati. Quando tutto sembra perduto, una banale coincidenza farà prendere una nuova direzione al suo destino.

 

Commenti :

Zaira Varallo è con Silvana Gambone.Libro scritto molto bene che racconta di una donna(ormai), in realtà molto forte, la cui adolescenza è stata un po' il Medioevo della sua vita....e che ne ha "indirizzato" la "svolta" positiva per il futuro. 😉Brava

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Comunicato stampa Montellalibera

ANTONIO ZIVIELLO (MONTELLALIBERA): LA SAGRA DELLA CASTAGNA NON DIVENTI LA SAGRA DEL PALLONCINO, MONTELLALIBERA AL FIANCO DEGLI STANDISTI MONTELLESI PENALIZZATI Ancora non ha avuto inizio la 37a edizione della Sagra della Castagna I.G.P. di Montella, evento cresciuto a dismisura per qualità, organizzazione e presenze durante i mandati delle Amministrazioni Capone, e già montano le polemiche per il nuovo corso.A sostenerlo è l’ex vicesindaco di Montella, Antonio Ziviello, che, raccogliendo le istanze di tanti standisti e professionisti del settore, dichiara:

“Innanzitutto stiamo assistendo a costi di gestione ed organizzazione in alcuni casi inspiegabilmente triplicati, affidamenti dei servizi a ditte esterne, trascurando in buona parte le aziende ed i professionisti locali. E ultime due ciliegine sulla torta:1) l’affidamento della gestione dei parcheggi a una ditta di Maglie (Lecce), con buona pace dei giovani e delle associazioni del territorio, pur tanto decantati ed illusi nella scorsa campagna elettorale;2) la genialata della presenza delle giostre, che proprio nulla hanno a che vedere con lo sviluppo del territorio, con le tipicità locali e con la tipologia di evento che è la Sagra e che, invece, sottrarranno alla vera manifestazione tempo e risorse da parte dei visitatori”.Quale forza politica fortemente radicata sul territorio e tra la gente comune, vigileremo e denunceremo sempre le storture amministrative che penalizzano fortemente i nostri concittadini e ci auguriamo soprattutto che un evento cresciuto tanto nel corso degli anni, fiore all’occhiello del nostro comprensorio, non venga snaturato e ridotto alla stregua di una Sagra del Palloncino, esclusivamente un bancomat per ditte e fornitori di servizi e intrattenimenti non di Montella”.

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Consiglio Comunale di Montella del 30 ottobre 2019

MERCOLEDI' 30 OTTOBRE  DIRETTA STREAMING SU Facebook montella.eu e su www.montella,eu

 

 

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Redazione Montella.eu

Ci siamo......Da alcuni anni dall'idea di Michelangelo Chiaradonna"Ricostruiamo il mulino di Montella"

Il 24 gennaio 2014 montella.eu pubblicava questo articolo di Michelangelo Chiaradonna : Carissimi concittadini, Quanti di voi, hanno a casa propria appeso ad una parete almeno un dipinto raffigurante „lo Ponte re lo jumo" con relativo mulino e il SS Salvatore sullo sfondo? Nel corso dei secoli, i nostri avi prima e le ultime generazioni poi, hanno assistito all ´evoluzione di quell´angolo caratteristico tra i piú belli d´Irpinia.Rappresentato dal ponte della lavandaia e dal mulino comunale. Dove decine e decine di pittori, famosi e meno famosi, professionisti e dilettanti, piccoli e grandi ne hanno immortalato le varie stagioni nel corso dei decenni. Partendo dal dipinto piu´famoso e piu´antico, quello del Palizzi... voglio proporvi un revival visivo, sperando che la vostra memoria illumini i vostri ricordi di un passato non troppo lontano; sperando di innestare quella sensazione di entusiasmo che porta e ha portato l´umanitá nel corso dei milleni a realizzare opere che ancora oggi contempliamo.......>>>>>>leggi tutto e inviaci un commento con il tuo nome e cognome

Realizzazione in miniatura del Ponte romano detto "della lavandaia" e del mulino comunale, ormai da decenni solo un rudere.Con questa realizzazione si vuole promuovere l´iniziativa per la ricostruziione del mulino!!!

 

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Redazione Montella.eu

Fai conoscere il tuo stand

La sagra della castagna è alle porte , montella.eu sarà presente con la diretta , ma soprattutto riprenderemo gli stand pre presentare i vari prodotti 

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Roberta Bruno

L'APPELLO di Roberta Bruno - dal Quotidiano del sud

Il Piano di Zona non prevede il trasporto e lo studente non può frequentare i laboratori prescritti dal neuropsichiatra - Le ore di assistenza garantite non sono sufficienti. Basterebbe un pullmino per portarlo in città . Ermes è un ragazzo autistico di 13 anni, vive a Forino e ha bisogno di terapie adeguate.

Di qui la scelta del neuropsichiatra che lo segue di indirizzarlo verso i laboratori attivati a Bellizzi. Ma Ermes non sa come raggiungere ogni volta il centro, a tre chilometri da casa sua, né la sua famiglia è in condizioni di accompagnarlo. Dal Piano di Zona che gli garantisce appena sei ore di assistenza la precisazione che non è previsto alcun trasporto per fruire dei laboratori. Eppure basterebbe un pullmino messo a disposizione dal Comune di Forino o da qualche associazione per aiutarlo a stare meglio e non perdere i laboratori. 

FORINO – “Ogni famiglia colpita dall’autismo vive una tragedia”, Ermes è il messaggero degli dei, figlio di Zeus e della Pleiade Maia. Quest’ultima, bella e solitaria, viveva in solitudine in una caverna, il suo nome, che proviene dal comparativo latino maius-maior, (“maggiore”, “più grande”) allude a qualcosa di ineffabile, ed è per questo che era associata, nella sconfinata immaginazione antica, al misterioso quanto fondamentale simbolo della fecondità. Seguendo la mitologia si scoprono le Pleiadi trasformate in costellazione; queste compaiono nel buio della notte per accompagnare con la propria luce i navigatori che si sentono persi nell’immensità del mare. Ebbene, Ermes nasce da questa unione prolifica tra il re degli dei dell’Olimpo e la potenza generatrice di una protostella, che solitaria e straordinaria stringe in grembo il potere della creazione. E quale poteva mai essere il ruolo di Ermes se non quello di messaggero degli dei? Colui che nasce fanciullo, e tale rimane, vola rapido da una parte all’altra, re del Logos e del pensiero egli è l’unico preposto alla discesa nell’Ade, guadagnando così l’epiteto di Psicopompo.Ermes è raffigurato con il caduceo, un bastone costituito da due serpenti che si intrecciano fino a formare una spirale, paradossalmente poi confuso con quello di Asclepio, il simbolo che vediamo affisso nella croce delle insegne farmaceutiche e che impone l’equilibrio del pharmakon, che è al contempo cura e veleno. I serpenti rappresentano, dunque, l’equilibrio tra il bene e il male ed Ermes, garante e messaggero, ne ha il controllo, suscitando il rispetto di tutti gli altri.

L’incontro nel profondo di Ermes con Ade fa perdere però al primo la parte essenziale del suo “essere comunicazione”, quello con la vita reale. Così, chiuso dall’interno, il messaggero rimane incastrato, come un Teseo senza Arianna, nel labirinto interiore.Ermes è un eterno bambino, rinchiuso in un corpo che continua a seguire le leggi della fisica nello spazio e nel tempo, ha tredici anni, potrebbe chiamarsi in tanti altri modi, anche femminili, ma per comodità continueremo a chiamarlo Ermes.Ebbene, come tutti gli adolescenti della sua età va a scuola, ma per via delle sue caratteristiche non resiste a lungo seduto tra i banchi dell’aula. Ha una famiglia sicuramente complicata alle spalle: Zeus non è sicuramente un padre perfetto, occupato spesso da altri impegni è talvolta istintivo e violento, mentre la madre, unica nel suo genere, è rinchiusa in una profonda solitudine. Ermes, poi, non riesce ad attribuire alle cose lo stesso valore che gli altri vi danno; che sia il denaro, consuetudini o comportamenti, lo spazio o il tempo. Ma riesce ad amare, ed ama, in una maniera tutta particolare, la musica. Se le sue giornate, trascorse ormai lontano dal perduto mondo mitologico, siano per lui ricche o meno di eventi, noi non possiamo stabilirlo, eppure possiamo fare qualcosa affinché anche la sua vita trascorra dignitosamente, come quella degli altri umani.“Ogni famiglia colpita dall’autismo vive una tragedia”: la bellezza della vita che germoglia si ferma, impalpabile, dietro una campana di spesso vetro. Le carezze non toccano e gli sguardi non congiungono, le speranze e i progetti gelano, come quei fiori nati in una primavera che sa ancora troppo di inverno.Diagnosticato intorno ai due anni, l’autismo è una malattia del neurosviluppo che decreta l’impossibilità per i bambini colpiti di raggiungere uno stato sufficiente di autonomia, costringendoli, invece, a vivere in un contesto di vita protetto e facilitato.Non si può guarire, ma si può unicamente migliorare la qualità di vita, sia dei bambini che delle famiglie. Ma torniamo ad Ermes e alla sua di vita. Oltre alle poche ore che lo trattengono a scuola (solo due!) e le mattine impegnate in una terapia occupazionale in un centro diurno del salernitano (uno dei modi per occupare il tempo), si inseriscono nella sua quotidianità tutta speciale sei ore donate da un’operatrice che fa parte del piano zona di Forino, che ha come obbiettivo quello di fornire sostegno al bambino e allo stesso tempo alla famiglia.Ma tutto ciò può davvero bastare affinché le mura domestiche non diventino una cella per tutti?“Dall’autismo non si guarisce”, è una condanna. Eppure, la bellezza dell’umanità sta nella capacità di saper trasformare i verdetti in assoluzioni, continuando a fare, a sperare e lottare nella vita, affinché questa possa essere sempre bella e sopportabile, e soprattutto degna di essere vissuta. A questo scopo l’impegno medico e sociale si incontrano, dando vita a cure alternative che non si riducono prettamente ai medicinali ma in “terapie occupazionali”, che lasciano esistere ed esprimere il bambino.Il neuropsichiatra infantile prescrive così ad Ermes di frequentare i laboratori scolastici di Bellizzi, a soli tre Kilometri da Forino, fiducioso in un suo coinvolgimento e progresso.Questi laboratori oltre che gratuiti sono particolari, i ragazzi che partecipano svolgono attività teatrali (in un vero teatro!) musicali, artistiche, ma anche motorie e di riflessione, come lo yoga e lo Qi-Gong. Si svolge un’attività di Parent-traning che forma e aggiorna i genitori facendoli diventare cooperatori di un percorso educativo delicato ed importante, offrendo a quest’ultimi anche uno sportello di psicologia solidale.Tutte attività che sono necessarie, per tutti gli Ermes, se non a guarire, per lo meno ad iniziare a vivere.Le persone che collaborano in questo istituto sono tutte specializzate RBT e sono esperte di sviluppo comportamentale e cognitivo.Quello che tiene ancora lontano Ermes da questo mondo è la componente disumana che vive nella burocrazia, e che non può non considerare questo ragazzo se non come una pratica o un numero. Disumanità che si può contemplare e compatire (forse) nella frase: «Il Piano di Zona non lo prevede».Il diniego non riguarda solo il trasporto di Ermes verso Bellizzi, ma colpisce e incide su altro: come la possibilità di apprendere e perpetuare quei comportamenti che appartengono a quella considerata da millenni un’unica cosa con la dignità umana, ossia le pratiche cognitivo-comportamentali più intime, come poter andare in bagno correttamente, mangiare usando la forchetta non mettendo il viso nel piatto al pari degli animali. Quella frase e quel diniego non solo non fanno più di quel bambino una persona, ma gli impediscono quel lento apprendere che lo riconduce e riabilita all’esistenza.In una vita fatta di dolorose attese, scandita da crisi epilettiche e psicotiche, e domata a suon di Moditen e Depot, perché spegnere, insieme ad Ermes, anche la nostra ultima fiamma di umanità?Quanto costi questo diniego forse chi sta dietro una scrivania non lo sa e non potrà mai saperlo, ma lo sa bene chi paga il prezzo di una decisione presa arbitrariamente e superficialmente, che sia la famiglia che vive tale dramma, che sia un volontario che a tale scopo si batte senza vedere riconosciuta un briciolo di solidarietà o di giustizia, o che, infine, sia Ermes stesso, a cui viene tolta, di nuovo, la possibilità di vivere ed esprimere se stesso.In Irpinia di piccoli Ermes ce ne sono 291, e ognuno di loro aspetta, come scrive De Andrè sulle orme dell’Antologia di Spoon River, che “una morte pietosa lo strappi alla follia”.È il caso di chiedersi se la follia non sia, invece, la nostra.

 

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Redazione Montella.eu

Le castagne Malerba su Rai uno VIDEO

GIOVEDI ORE 07.45 LA DITTA MALERBA SU RAI UNO A "UNO MATTINA "

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Redazione Montella.eu

Montella Buonopane convoca il Consiglio Comunale

L'assise in programma per il prossimo 30 ottobre - Dopo la richiesta, da parte della minoranza, della convocazione di un Consiglio Comunale straordinario sulla «presunta infiltrazione di orga­nizzazioni criminali all'interno del tessuto sociale ed economico montellese», il primo cittadino di Montella, Rino Buonopane, ha programmato l'assise per il prossimo 30 ottobre. Ricordiamo che, proprio gli stessi consiglieri di minoranza del comune altirpino, attraverso un comunicato stampa diffuso nel tardo pomeriggio di sabato scorso, «nell'interesse del bene comune e del buon nome della nostra cittadinanza», avevano richiesto al sindaco la convoca­zione straordinaria ed urgente di un Consiglio Comunale, «alfi­ne di discutere su fatti che a no­stro avviso, richiederebbero ben altro stile di responsabilità da parte dei rappresentanti istitu­zionali e politici locali».Un consiglio comunale urgente che, fra l'altro, era stato già richiesto dal gruppo di oppo­sizione di Mantella ''Lista civica per il cambiamento", già un me­se fa. L'argomento di discussio­ne, però, in quel caso, era tutt'al­tro e a riguardava la chiusura dei plessi scolastici (per motivi di staticità) di Via Don Minzoni e Campo dei Preti. L'assise si è, poi, svolto lo scor­so 3 ottobre presso la biblioteca comunale in seduta pubblica ed aperta.

DA "IL FATTO QUOTIDIANO"

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Roberta Bruno

Castagna, la sagra sceglie i colori dell’autunno - di Roberta Bruno - dal Quotidiano del sud

MONTELLA. Dal legame con le radici al treno del paesaggio. Ieri la presentazione al Circolo della stampa - AVELLINO – Si è tenuta ieri la conferenza stampa di presentazione della 37esima sagra della castagna IGP di Montella. Presenti il sindaco Rizieri  Buonopane, l’assesso re con delega al turismo Angela Marano e l’assessore politiche agricole EmilianoGambone, a moderare Annibale Discepolo. Evento di qualità che indossa i colori autunnali, il rubino del vino, il verde dell’olio e il marrone che richiama alla terra, alle radici e al faticoso, ma dignitoso, compito diraccogliere i suoi frutti. Novità di quest’anno il treno storico Avellino-Rocchetta, che partirà da Benevento, e che per i giorni 2 e 3 novembre giungerà fino a Montella. «La sagra è per noi occasione di promuovere il territorio - afferma il sindaco Buonopane due fine settimana che abbiamo a disposizione saranno sfruttati al meglio per organizzare il flusso turistico senza sovraffollamento.Punteremo alla promozione culturale, con visite guidate al Convento di San Francesco, al Castello del Monte e al Santuario del SS. Salvatore, oltre che a quella naturale, con escursioni in montagna e nelleaziende locali, grazie anche all’impegno delle associazioni. Stiamo, inoltre, dando vita ad un Comitato per il rifacimento del vecchio mulino, il recupero del luogo è un argomento caro a tutta la comunità montellese ». 

Tra mostre fotografiche, organizzate dal Forum dei Giovani, e le attenzioni dedicate ai bambini, non mancano le attenzioni alla qualità dei prodotti forniti, che saranno garantiti e accertati nella tracciabilità.«Noi montellesi abbiamo la castagna nel sangue e nella tradizione» afferma Emiliano Gambone prima di spiegare le problematiche legate castagno e al territorio. «Il vero problema del castagno non è il cinipide, ma il cambiamento climatico. Quello, come tutti i parassiti, non attacca la pianta che lo tiene in vita, ma porta una diminuzione nella raccolta del frutto.

I cambiamenti del clima rappresentano invece un grande pericolo per l’intero castagno. La particolarità della nostra festa è che deriva dal rito della tradizione contadina e la nostra scommessa è questa: mantenere in vita la castagna per le generazioni future». Grande entusiasmo nelle parole dell’assessore Angela Marano, che elogia il lavoro svolto dalle associazioni locali, le quali si occuperanno della promozione del territorio non solo facendo scoprire le bellezze naturali, come l’Alto piano di Verteglia, ma promuovendo i luoghi di cultura e di culto. «L’attenzione al turismo - sottolinea Marano - sarà costante per tutto l’anno, in modo tale da mantenere acceso l’interesse per la nostra terra al di là u MONTELLA. Dal legame con le radici al treno del paesaggio. Ieri la presentazione al Circolo della stampa SUMMONTE Rivivono le antiche specialità Appuntamento oggi e domani a Summonte con la 37^ Sagra della Castagna dedicata ad uno dei prodotti più pregiati del territorio irpino.Un viaggio nel segno della tradizione e delle ricette più genuine. Si inizia questo pomeriggio, alle ore 18, con l'apertura degli stand dolciari e gastronomici. Tantissime le specialità preparate dalle massaie summontesi a cui si affiancheranno le classiche caldarroste e ballotte, accompagnate da ottimo vino. Nè mancheranno musica e animazione.Domenica alle ore 9,30 visite guida te al borgo e passeggiata nel castagneto e nei boschi e alle ore12 apertura stano gastronomici e festa nel centro fino a tarda notte.LA SAGRA Volturara si mette in vetrina Musica, artigianato, tipicità, senza dimenticare le vie ferrate e di arrampicata. Sono gli ingredientidella 35esima edizione della "Festa della Castagna, del tartufo e del fungo porcino" in programma a Volturara stasera e domani.Sono già centinaia, infatti, le roulotte e decine i pulman prenotati, a conferma della capacità di Volturara di essere un centro di attrazione Irpina sia per i prodotti di eccellenza, per le bellezze naturalistiche che per siti di interesse. Sarà l’occasione per andare alla scoperta del territorio, a partire dalle vie di arrampicata e ferrate. Da non perdere anche la tappa al Museo etnografico. 

Mongolfiere in aria Caldarroste dell’evento». Presente all’evento anche Pietro Mitrione, presidente dell’associazione In Loco Motivi, che insiste sull’importanza della comunicazione e dei trasporti in Irpinia.L’Ofantina, l’unica arteria di collegamento di questa terra, è da oltre un anno con la viabilità interrotta per lavori.

A tal proposito il sindaco Buonopane afferma di aver ricevuto risposte positive dalla Provincia sulla messa in sicurezza della strada. La storica stazione ferroviaria di Montella è dunque pronta, per il 2 e 3  ovembre, ad accogliere turisti, curiosi e appassionati, assetati di cultura e affamati di bellezza.Roberta Bruno

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Redazione Montella.eu

COMUNICATO STAMPA - Consiglieri di minoranza del Cpomune di Montelòla

I consiglieri di minoranza del comune di Montella, a seguito delle notizie stampa relative alla presunta infilitrazione di organizzazioni criminali all'interno del tessuto sociale ed economico Montellese, nell'interesse del bene comune e del buon nome della nostra cittadinanza, chiedono al Sindaco la convocazione straordinaria ed urgente di un Consiglio Comunale al fine di discutere su fatti che a nostro avviso, richiederebbero ben altro stile di responsabilità da parte dei rappresentanti istituzionali e politici locali.Montella, 19/10/2019

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Redazione Montella.eu

Comunicato stampa "Montella libera "

FERRUCCIO CAPONE (MONTELLALIBERA): FINANZIAMENTO DELLE RETI IDRICHE A MONTELLA FRUTTO DI UN LAVORO INIZIATO NEL 2012 E CONCLUSO NEL MARZO 2019, NESSUN MERITO DELLA NUOVA AMMINISTRAZIONE

A proposito del finanziamento ottenuto per il riammodernamento delle reti idriche del Comune di Montella, è bene precisare che il contributo deriva dal lavoro delle giunte a guida MONTELLALIBERA che già nel 2012, quando il Sindaco Capone era vicepresidente dell’ATO Calore Irpino, avevano stilato un elenco di lavori da effettuare sulle reti acquedottistiche comunali, da inserire nel Piano d’Ambito. Il procedimento è proseguito, poi, con il nuovo Ente Idrico Campano (EIC) che ha richiesto al Comune una lista degli interventi prioritari e infine nel marzo 2019 la Regione Campania ha individuato, tra gli altri, il Comune di Montella quale beneficiario del finanziamento di tali interventi per un importo di € 1.648.231,00.Soddisfazione per il risultato viene espressa dall’ex Sindaco di Montella Ferruccio Capone, che dichiara:“Mi sento di ringraziare per il lavoro profuso il Responsabile del Settore Tecnico Arch. Di Nardo, il Presidente dell’ATO Calore Irpino Prof. Colucci, l’EIC nelle figure del Presidente Dott. Mascolo, del Direttore Generale Prof. Belgiorno e del Responsabile del Distretto Ing. Montano, oltre al nostro concittadino Fulvio Bonavitacola per aver confermato l’impegno della Regione Campania nello stanziamento dei fondi. Oggi leggiamo dichiarazioni ambigue con le quali vengono timidamente profilati presunti meriti da parte dell’attuale amministrazione comunale, ma bisognerebbe, piuttosto, avere l’onestà intellettuale di ammettere chi ha lavorato per portare a casa questo ennesimo finanziamento per la nostra cittadina. Cari amministratori potete gonfiarvi il petto quando porterete nelle casse comunali fondi per nuovi progetti da voi presentati e in questo caso saremo ben lieti di applaudirvi. Per adesso e per molto tempo ancora godetevi i frutti del lavoro dell’Amministrazione Capone e siate più umili e garbati nel rappresentare correttamente la realtà alla cittadinanza”.

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Roberta Bruno

Manzi: la mia vita nel segno dell’arte - di Roberta Bruno - dal Quotidiano del sud

Montellese di nascita, una sua creazione esposta agli Uffizi - Questa domenica racconto la storia unica e straordinaria di un grande artista, il maestro Antonio Manzi, irpino di nascita e Fiorentino di adozione. La mente è uno strumento sorprendente, raccoglie insieme immaginazione, sensibilità e forze dell’intelletto; un gioco sinergico, che tormenta gli animi di coloro che guardano negli occhi i mostri che la mente genera, la cui espressione si sublima spesso in arte.  Ne sono figure la scrittura e la musica, ma non solo. Chi plasma la materia, imprimendole una forma immortale è, come il Demiurgo platonico, un’Artista.L’arte, espressione di un’idea, rappresenta il segno del passaggio sulla terra di uomini straordinari. “Il genio è l’1% ispirazione e per il 99% sudore” scriveva Thomas Edison, una tra le più grandi menti dell’Ottocento, alludendo alla semplicità e alla naturalezza che le grandi opere suggeriscono a chi le contempla. Eppure, l’osservatore ignorerà sempre la fatica e il tormento celati dietro quelle opere. Antonio Manzi nasce a Montella il 15 marzo 1953, discendente, in linea materna, dalla famiglia Marano, agricoltori locali, tra i quali, nella memoria dell’autore, personaggio rappresentativo sarà il nonno, che il Manzi rappresenterà in ritratto all’età di 12 anni. Disegno significativo per l’autore, in ogni linea del volto ed ogni ruga vi sono le radici di un forte castagno; negli occhi, provati dalla fatica, si distingue il tratto del lavoratore assiduo e onesto; si colgono nel ritratto le radici che legano l’artista alla terra nativa. Antonio possiede già nel suo patrimonio genetico l’arte:I suoi genitori sono abili nel muovere le mani. Eredita, forse, proprio dal padre orologiaio, pratico dei piccoli ingranaggi, l’attenzione ai particolari e alle minuzie, e l’ambizione alla perfezione dei dettagli; mentre, dalla madre sarta, la grande libertà nel creare la bellezza.«Nel 1957 io e la mia famiglia ci siamo spostati a Lastra a Signa, cittadina a pochi Km da Firenze. I miei genitori si separarono presto; non fu facile sopperire soli alla mancanza, anche economica, di mio padre. Ero un bambino molto vivace ed espressivo, e gli anni della mia educazione in un collegio per bambini difficili furono decisivi, per me e per la mia arte.Per dieci anni sono stato a contatto con un’impalcatura umana complessa, maturando fortemente, e forse precocemente, quell’espressione artistica che ha meravigliato Firenze fin dalla mia prima esposizione».Si può collocare attorno ai 12 anni non solo la sua maturità artistica, ma anche la consapevolezza delle proprie capacità. «Alla domanda cosa vuoi fare da grande – racconta – risposi: “voglio fare il Manzi”. Iniziai così a disegnare sui tavoli in marmo di una trattoria della zona frequentata dai personaggi della Firenze “bene”. Fui notato e apprezzato, e a 19 anni esordì con la mia prima grande mostra alla Galleria Guelfa di Firenze, riscuotendo un successo straordinario sia in partecipazione che in vendita».Il primo periodo dell’artista è “tormentato”, come testimoniano le stesse rappresentazioni che evidenziano dolore psicologico e grande sensibilità. «“Disegni dei mostri”, mi dicevano in paese. E io rispondevo loro: “i miei mostri un giorno saranno Angeli”». Così difatti è stato. Ammirevole il cammino di quel bambino che, da autodidatta nella magna Firenze artistica, attraversa un percorso difficile ma notevole, lottando, fin da giovanissimo, per la propria libertà e indipendenza.«La mia arte, espressione artistica forte, si manifestava con personalità. Una scuola mi avrebbe certamente corrotto e deviato dalla mia poetica. Ho seguito il mio percorso liberamente e ottenendo giustizia esclusivamente per il mio merito. Ho assecondato in maniera spontanea e naturale la mia arte, le mie ispirazioni e i miei interessi: dalla pittura ad olio al disegno, dalle ceramiche ai bronzi e ai marmi, dalla grafite alle matite a punta. Ho conosciuto tutto seguendo la mia straordinaria libertà e curiosità, lontano da qualsiasi mercato. Mi sono sempre rifiutato di essere un operaio di pittura».Nella vita dell’artista è memorabile l’anno 1997, quando venne incaricato della realizzazione delle “Quattro porte” in bronzo del Santuario del SS. Salvatore in Montella.«Un benefattore aveva destinato 100 milioni per realizzare l’opera in bronzo. Impiegai quattro giorni per completare le porte. C’è una preziosa particolarità nel modo in cui ho scolpito l’Ultima Cena nel bronzo di quelle porte monumentali: a differenza della scuola tradizionale, che prevede la collocazione della scena in orizzontale, io l’ho posta verticalmente. Scelta unica nel suo genere, con una modellatura pulita e lontana dalla gestione accademica. I costi delle porte furono tali da superare la cifra dei cento milioni, e fui proprio io a donare il resto. I montellesi ne furono colpiti. Volevo contribuire, rendendo omaggio alle mie origini, a quella devozione. Ero certo che il SS. Salvatore proteggesse anche me e che avrebbe continuato a vegliare sulla mia salute e la mia arte. Così è stato, quelle porte hanno rappresentato l’apertura simbolica del mio percorso artistico».Dal ‘97 in poi la carriera del Manzi è stata coronata da riconoscimenti unici e straordinari, di cui un’artista gode in vita raramente. Nel 2005 espone a Firenze nel Giardino di Boboli, per sei mesi, 40 opere, fra sculture in marmo, ceramiche, bronzi e graffiti; una mostra sorprendente che cattura l’attenzione internazionale.«Già esporre nel Giardino di Boboli - commenta l’artista – significa toccare il cielo con un dito.Ma nel 2007 ho avuto l’opportunità incredibile di esibire le mie opere a Campi Bisenzio nelle sale di Villa Rucellai, dove, a seguito delle 150 opere donate, è nato il Museo Antonio Manzi. Una soddisfazione incredibile avere un museo per le proprie creazioni, e da vivo!» commenta ridendo l’artista. «Questi riconoscimenti sono stati per me importanti, emozione indescrivibile essere profeta in patria due volte, a Montella e a Lastra a Signa».Nel 2018 il museo è stato visitato dal direttore degli Uffizi, il quale ha insistito affinché entrassi anche io a far parte della Galleria degli Uffizi. Ho donato un autoritratto, e durante l’evento a Palazzo Pitti nella Sala Bianca, tra i sindaci presenti c’era il sindaco di Montella Ferruccio Capone, il quale fece un discorso splendido, consegnandomi successivamente le chiavi della città di Montella e facendomi dono della cittadinanza onoraria». È un orgoglio, per la comunità Montellese, entrare nel museo di un grande artista nato a Montella e che allo stesso tempo omaggi questa terra.«Porto la bandiera di Montella ovunque e con orgoglio: non siamo eterni, ma possiamo lasciare un segno».Degno di nota è il regalo da parte dell’artista alla comunità montellese, una possente scultura in bronzo, alta 5 metri, definita “Elogio al Migrante”. «Quell’opera straordinaria è un riconoscimento per tutti i montellesi nel mondo, soprattutto per quelli che non ci sono più e che hanno pagato con la vita l’emigrazione. Penso che l’uomo sia fatto per aiutare l’uomo, è questo il messaggio profondo di quel monumento. Con esso i montellesi si sono fatti onore nel mondo e oggi più che mai è fondamentale ricordarlo. Arte e bellezza ne sono il segno eterno. L’uomo si eleva solo se opera nel bene e in comunione con l’altro, questo è il messaggio, mistico e terreno, che ho voluto donare a Montella da Irpino».In questa opera maestosa ritornano i tratti antichi della prima opera, quelli del nonno, le cui possenti radici sostengono le generazioni protese verso l’alto.

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Redazione Montella.eu

Buonopane: “Grati a Bonavitacola , ora tavolo con Alto calore per stabilire priorità e ottenere interventi rapidi"

Il Comune di Montella chiede un tavolo con l’Alto Calore per programmare i cantieri. Il Sindaco Rino Buonopane ringrazia pubblicamente il Vicepresidente della Giunta Regionale della Campania, Fulvio Bonavitacola per i fondi concessi all’Irpinia. Il trasferimento delle risorse ora consente di mettere in campo gli interventi necessari a ristrutturare le reti idriche nei punti più critici, in modo da abbattere progressivamente i livelli insostenibili di dispersione idrica. «La Regione Campania ha dato una concreta dimostrazione di voler rimediare all’ormai annoso problema della dispersione idrica, finanziando un numero significativo di interventi sulle reti in tantissimi comuni», ha dichiarato Buonopane. «Il Vice Presidente Bonavitacola ha mantenuto gli impegni assunti con i sindaci, che ora dovranno agire in sinergia con l’Alto Calore per entrare subito nel merito degli interventi e delle priorità», prosegue il Sindaco di Montella. «La nostra amministrazione ha giocato un ruolo significativo nel sensibilizzare i vertici regionali su una problematica per troppo tempo sottovalutata e la cui soluzione è stata sempre rinviata». Ora, «con 1,6 milioni di euro, Montella ha ottenuto un risultato straordinario, specie se si considera il livello di fatiscenza delle proprie reti idriche e l’urgenza di intervenire per contenere le perdite e i disagi ai cittadini». Pertanto, Buonopane rivolge il suo «grazie al Vice Presidente Bonavitacola, anche per aver preteso che nella delibera di finanziamento fosse inserito un richiamo alla Regione Puglia, che usufruisce delle nostre risorse idriche, affinché provveda anch’essa a rimediare alla dispersione delle sue reti. Non è accettabile che i pugliesi prendano la nostra acqua e non agiscano anche loro per ridurre dispersione e abusi».

Fiume Calore cascata Lavandaia – immagine pubblicata su sito web Alto Calore http//www.altocalore.eu/Scarica l’elenco completo degli interventi, allegato B – Delibera della Giunta Regionale n. 443 del 24/09/2019) | Clicca qui

IL PROGRAMMA DELLA REGIONE CAMPANIA. Intervenendo dalla dispersione della risorsa idrica, l’obiettivo della Regione Campania è giungere poi alla riqualificazione della infrastruttura complessiva, che va ammodernata, rispondendo ad un obbligo che l’Unione Europea ha ricordato all’Italia per la Campania con la procedura d’infrazione. In questo quadro, l’Irpinia rappresenta il cuore del problema. Ha l’acqua, ma è costretta a sprecarla per lo stato degradato delle sue reti. Grazie ai fondi resi disponibili dal Patto Sud 2012/20, con la programmazione dei Fondi Strutturali 2021/27, il piano sarà operativo per iniziare a riorganizzare in maniera efficiente la distribuzione idrica sul territorio. Nel frattempo, occorre anche una rimodulazione delle fonti, in maniera da tutelare gli equilibri di rigenerazione delle falde, il cosiddetto deflusso minimo vitale. Per questo il Vicepresidente della Giunta Regionale Fulvio Bonavitacola punta a negoziati in sede ministeriale con il governo regionale pugliese, principale utente esterno delle sorgenti irpine.

 

 

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