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Biodigestore a Montella in un polo industriale ambientale

Il sindaco Rino Buonopane ha consegnato il piano di fattibilità all'Ato Rifiuti di Avellino. Lo stabilimento sorgerebbe nell'area che già ospita l'impianto di lavorazione del secco sfruttando strade e servizi già pronti - Per il Biodigestore a Montella è già pronto il piano di fattibilità. Nel Comune altirpino potrebbe svilupparsi un polo industriale ambientale con l’ampliamento del sito dedicato già al trattamento dei rifiuti. Mentre l’Ato di Avellino si prepara a licenziare il piano industriale del ciclo integrato provinciale, il Comune guidato da Rino Buonopane potrebbe fornire la alternativa al contestato sito di Chianche proponendo un Biodigestore a Montella da realizzarsi in tempi rapidi, anche grazie alle infrastrutture già esistenti. In queste ore al vaglio dello staff tecnico e politico che affianca il presidente Valentino Tropeano ci sono le candidature espresse da parte dei Comuni di Savignano Irpino, Domicella e Montella. Tutti sono pronti a farsi carico di ospitare il biodigestore, sottraendo una volta per tutte il Comune di Chianche alla battaglia innescata dal Comitato di tutela dell’areale del Greco di Tufo Docg. Montella ha già presentato un’articolata proposta tecnica sul progetto. Si rivendicano le condizioni per la costruzione di un impianto anaerobico per il compostaggio nell’area industriale cittadina. Non sfuggono le potenzialità economiche e di sviluppo, ma soprattutto le ricadute occupazionali. “Possiamo costruire una vera impresa pubblica per la lavorazione dei rifiuti organici e creare ricchezza e lavoro sul territorio”, ha anticipato il sindaco Rino Buonopane a Nuova Irpinia.“Lo scopo della nostra proposta è quello di dare un contributo concreto alla risoluzione di una vicenda che ci trasciniamo da troppo tempo: seguiamo da sempre con grande interesse il tema e gli sviluppi nel settore”, spiega il Sindaco. Serve subito un piano industriale che ci porti al risultato tanto atteso di ridurre i costi ed efficientare il servizio” spiega. “Il piano industriale potrà dirsi compiuto solo quando sarà definita la dotazione degli impianti per la lavorazione del rifiuto organico oltre quello di Teora, benchè al momento oggetto di lavori di potenziamento”. L’Irpinia deve diventare autonoma nella gestione del proprio ciclo integrato, sottolinea. “Non possiamo scommettere soltanto su quello che abbuamo già, occorre assumerci la responsabilità di dare risposte ai cittadini”. Per questo, prosegue, “la mia amministrazione si è fatta carico di approfondire la materia e siamo arrivati a poter proporre la nostra area industriale come risorsa per la provincia di Avellino”. L’area industriale di Montella oggi già ospita gli impianti della lavorazione della frazione secca, di proprietà del Comune ma gestiti da Irpiniambiente. All’Ato Rifiuti di Avellino è stata inoltrata una articolata proposta per un Biodigestore a Montella, corredata da studi di fattibilità ambientale e tecnici. “Il piano industriale dell’Ato Rifiuti di Avellino dovrà garantire un ciclo integrato efficiente e affidabile nel lungo periodo. Il Comune di Montella si è candidato a dare forma ad una industria ambientale tecnologicamente avanzata, a zero emissioni odorogene in un’area adeguata, sia per la logistica che per l’allocazione” puntualizza il sindaco.

“OCCORRE FARE CHIAREZZA DI FRONTE ALL’OPINIONE PUBBLICA”. “Purtroppo non si ha una particolare conoscenza di queste possibilità tecnologiche e del funzionamento degli impianti progettati oggi: il biodigestore viene indicato come fonte di inquinamento a torto, senza considerare la ricchezza che è in grado di produrre e di spalmare su un territorio” Rino Buonopane appare saldamente deciso a rivendicare per il suo territorio la chance. “Puntiamo a diventare un esempio per tutta Italia e diventare competitivi con gli impianti di lavorazione del nord Italia”.

DA Nuova Irpinia

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I presepi di Roberto Moscariello

Robero Moscariello nato in Germania  del rione Fondana (Ponte re li ammuni ) , abita a Montella lavora a Nusco e si diletta a costruire dei plastici di luoghi di Montella .

 

IL PRESEPE SUL SS. SALVATORE

IL MULINO

S. FRANCESCO

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75mo anniversario della morte di Filippo Bonavitacola (Foto Pietro Sica e di redazione)

Oggi i Carabinieri di Montella ed il Circolo Culturale Cristiano "Santa Croce" Il Sindaco del Comune di Montella , ricordano Filippo Bonavitacola M.O.V.M. - Nato a Montella (Avellino) nel 1914, fucilato a Branova (Slovacchia) l’8 dicembre 1944, carabiniere, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Al momento dell’armistizio tra l’Italia e gli Alleati, Bonavitacola si trovava in Albania, a Berati. Si unì subito, così come fecero molti carabinieri della Legione di Valona, ai partigiani albanesi e con questi combatté, sino a che non fu catturato dai tedeschi ad Elbasan. Destinato ad un campo di concentramento in Germania, riuscì ad evadere e si unì ai partigiani cecoslovacchi. Nuovamente tratto prigioniero, il valoroso carabiniere, per non aver voluto calpestare gli alamari strappatigli dai nazisti, fu condannato a morte dai tedeschi.La motivazione della Medaglia d’oro al valor militare decretata alla sua memoria ricorda: “Sorpreso dall' armistizio dell' 8 settembre 1943 in territorio albanese, si univa ai partigiani nella lotta contro i tedeschi. Catturato e condotto in campo di concentramento tedesco, ne evadeva unendosi ai partigiani russi e slovacchi per continuare la impari lotta. Nuovamente catturato, conscio della propria fine, mantenne durante il processo e la lettura della condanna a morte fierissimo contegno, rincuorando i compagni di prigionia, inneggiando al Re e all'Italia. Al momento dell'esecuzione assestava un forte pugno al capitano tedesco che gli si era avvicinato per bendarlo e, scoprendosi il petto, gridava: «Sparate pure, non temo la morte!». Fulgido esempio di alte virtù militari e di fierezza nazionale”.I resti di Filippo Bonavitacola poterono essere riportati in Italia soltanto nel dicembre del 1994 e sono stati tumulati nel cimitero di Cassano Irpino, vicino al suo paese natale. Qui gli è stata intitolata una via e la caserma che, a Montella, appunto, ospita la Compagnia carabinieri. Ricordano Bonavitacola anche strade di Roma e di Napoli e una piazza di Cassano.

 

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Serata disco dance anni 80

Per una notte sarà possibile rivivere la magia degli anni '80, gli anni delle Musicassette e ........Potrai, se lo vuoi, sfoggiare il tuo look anni 80!!!!! Vi spettiamo !!!!! Presso " Spazio Ponteromito " EX Scuola Baiardo Montemarano (AV) PECIAL GUEST " MASSIMO BARBIERI " Info e prenotazioni : Anna 320/8136014 - Gerardo 338/3085501

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Il restauro della Chiesa del SS.Salvatore

Un restauro per la fede, per la cultura per la memoria storica .Quest’antica cartolina evidenzia come la nostra Chiesa del SS. Salvatore ha visto colori e stucchi che la rendono particolarmente affascinante rispetto all’attuale tinteggiatura di color bianco uniforme. Nell’interno di reperire i colori originali, èstato scoperto che gli antichi decori erano tutti dipindi con vivaci colori pastello.Nasce quindi in noi il desiderio di riportare la Chiesa al suo antico splendore, attraverso un percorso di rivisitazione e di rivitalizzazione della nostra identità perduta.                                                                                                    Il Rettore e Comitato del SS. Salvatore

I Colori del PassatoNumerose sovrapposizioni di dipinture ricoprono attualmente le pareti e gli stucchi della Chiesa. Lo spessore è tale da impedire una chiara lettura del modellato delle decorazioni a stucco.Molteplici sono le stuccature evidentemente eseguite in momenti differenti in quanto di composizioni diverse. Alcune parti anche di ampie dimensioni sono state risarcite con malte cementizie mentre altre presentano integrazioni di malte a base di gesso. Durante la realizzazione di saggi di pulitura sono stati rinvenuti sul cornicione della Chiesa frammenti dei vecchi capitelli.I saggi stratigrafici effettuati su gran parte delle decorazioni, con l’asportazione meccanica mediante l’uso del bisturi delle diversw sovrapposizioni, hanno rivelato la presenza di policromie e dim piccole tracce di doratura.L’intervento di restauro avrà lo scopo di riportare alla luce i colori originali degli stucchi, asportando le dipinture sovrapposte, e di evidenziare il modellato e l’intaglio originale.                                                                                                                                     Margherita Gramaglia

Carissimi Montellesi e Devoti di Gesù Salvatore, a conclusione del nostro pellegrinaggio annuale desiderofarvi giungere il mio più sentito ringraziamento per la vostra intensa partecipazione, ma anche per la vostra generosità. Colgo l’occasione per annunciarvi che , al più presto, intendiamo iniziare un’importante opera di restauro interno del nostro antico e prezioso Santuario del SS.mo Salvatore. E’ nostro desiderio riportarlo all’antico splendore, al fine di recuperare la pregevole e antica decorazione a stucco. Sarà così possibile ammirare l’armonia delle delicate e preziose tonalità cromatiche originali.Per portare avanti quest’opera, è necessario un gesto di generosità da parte di voi tutti, a favore del nostro amato Santuario. Uniti potremo riconsegnare alla storia e alle future generazioni tutta la bellezza che caratterizza questo amatissimo Tempio, custode e testimone della storia di fede di Montella e dei Montellesi.Il Signore Vi beneditca!                                                                                                                                           Il Rettore  Don Andrea Ciriello

E’ possibile offrire il proprio contributo con:- Offerta diretta ad un componente del Comitato opersona incaricata ( che rilascerà una regolare ricevuta )

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Una mattinata dedicata agli studenti per gli studenti: al convento di San Francesco a Folloni di Montella

Una mattinata dedicata agli studenti per gli studenti: al convento di San Francesco a Folloni di Montella questa mattina oltre 200 studenti delle scuole della provincia di Avellino si sono iscritti al FAI - Fondo Ambiente Italiano - per vivere una esperienza unica di scoperta e formazione. A guidare gli studenti in visita ci sono stati gli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto Comprensivo “G. Palatucci” di Montella che hanno svolto questo ruolo nelle appena trascorse Giornate FAI d’Autunno. Attendere un istante: stiamo caricando il video...Attendere un istante: stiamo caricando il video...Per la prima volta in Irpinia il format delle “Mattinate FAI d’Inverno” Le parole di Serena Giuditta, Delegata FAI Giovani di Avellino:

“Per la prima volta in assoluto in Irpinia è stato portato il format delle “Mattinate FAI d’Inverno”: dal 25 al 30 novembre, infatti, in tutta Italia contemporaneamente sono state organizzate mattine come questa di oggi a Montella. Siamo davvero entusiasti del risultato visto attraverso gli occhi degli studenti in visita: bambini di scuola elementare e media della provincia di Avellino che guardavano con stupore e interesse questo prezioso tesoro del nostro territorio. Vedere la loro curiosità, le domande, l’interesse continuo ci ha resi orgogliosi del lavoro fatto. Doveroso un ringraziamento a quanti hanno continuato a collaborare con il FAI in questi mesi: l’amministrazione di Montella, nelle persone del sindaco Buonopane e della vicesindaco Anna Dello Buono, Padre Paolo Galante responsabile del convento di San Francesco, i docenti tutti coinvolti che hanno seguito gli studenti. In ultimo, ma non per importanza, ringraziamo in modo sentito tutti gli Apprendisti Ciceroni perché ci hanno messo il cuore anche questa volta e sono la dimostrazione che la direzione presa dal FAI di Avellino è quella giusta. Vogliamo lavorare ancora con le scuole e formare i futuri Volontari FAI. Stiamo attualmente lavorando alle prossime Giornate FAI di Primavera e agli eventi di Natale ad Avellino.È possibile contattare il FAI Giovani Avellino tramite email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e sulle pagine ufficiali FAI Giovani Avellino Facebook e Instagram.”

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Graziano Casalini

Il sud nell'attuale momento della politica liquida di Graziano Casalini

I politici, stanno tutti i giorni a discutere, anche banalmente degli infiniti problemi dell'Italia. In ordine d'importanza e di attualità: il lavoro, le tasse, la giustizia, la scuola, il dissesto idrogeologico, l'immigrazione, il debito pubblico, le infrastrutture principali che cadono a pezzi, la delocalizzazione industriale, per arrivare fino all'acquisto o alla fusione delle più grandi aziende italiane, forse con il fine di eliminare una concorrenza scomoda sul mercato mondiale (vedi il caso ILVA). In tutto questo il sud Italia è quasi sempre fuori dall'attenzione di una classe politica impegnata giornalmente in campagne elettorali per mantenere ed eventualmente aumentare consensi, puntando alle problematiche che interessano maggiormente la pancia e gli interessi immediati dei cittadini, senza un minimo di seria programmazione a lungo termine di cui tutti potremmo beneficiare. Non si va più a votare con in mente un serio ideale, si cambia ogni volta schieramento, o si disertano le urne a secondo di come ci hanno educato, cioè a pensare solo e subito esclusivamente, al nostro tornaconto personale. Così non si andrà mai da nessuna parte, tutto e subito, in una situazione alquanto disastrata come quella del nostro paese, non va bene. Ci vorrà del tempo per riportare nei limiti accettabili la questione economica, congiuntura internazionale permettendo, e non serve affidarsi ogni volta a chi promette mare e monti, eppure, questo lo sappiamo tutti, ciò nonostante continuiamo a illuderci. In pochi anni, abbiamo messo in mano il paese a politici molto bravi, si, ma a mantenere i loro ben remunerati seggi. Dalla fine degli anni della DC, che ha governato l'Italia per molto tempo, si sono susseguiti e finiti brevemente governi guidati da partiti e uomini politici che avevano toccato e anche superato percentuali storiche di consensi, anche e sempre per quel maledetto "tutto e subito", uno dopo l'altro sono caduti dopo pochissimo tempo, quando sarebbero servite legislature più omogenee, non conflittuali e di lunga durata. Il più delle volte, quando una maggioranza va a governare, si da molto da fare, a modificare o addirittura cancellare le leggi approvate dal governo precedente a maggioranza diversa. Il numero eccessivo di governi che si sono susseguiti dagli anni 50 in poi, hanno contribuito per mille e più ragione ad accumulare un debito pubblico enorme, fra i più grandi del mondo. Tutti i governi recenti, hanno le mani legate sui problemi economici, e per non scontentare le varie lobby e le varie categorie di popolazione, continuano a fare leggi di stabilità con coperture fittizie contribuendo ad aumentare le percentuali del debito a suon di miliardi di euro. In queste condizioni, il futuro adesso poco considerato nelle decisioni, non potrà che essere il peggiore che si possa immaginare. Intanto, l'Italia senza l'unione politico-monetaria dell'Europa come grande potenza economica, tecnologica, industriale e agricola, non potrà primeggiare ma neppure competere con le grandi del mondo. La parte del paese che è rimasta più indietro, nonostante gli aiuti europei, è il nostro sud, molto spesso usato dai partiti politici come un vero e proprio serbatoio di voti. La, dove serpeggia la rassegnazione e l'abbandono, si propongono dei miseri contributi assistenzialistici, invece di investire nelle risorse umane, nelle tipicità agroalimentari e nelle bellezze artistiche e paesaggistiche del territorio. E per finire vorrei dire qualcosa su alcuni punti che danneggiano l'economia più di quanto si possa immaginare. La corruzione molto diffusa, in particolare nella costruzione delle opere pubbliche, il fisco, definito come un nemico da parte della maggioranza degli imprenditori, i commerci della droga, una piaga, oggi prevalentemente in mano alle diverse mafie. Se i nostri governanti invece di lavorare quasi esclusivamente per mantenere le loro più che ottime posizioni rispetto alla massa dei cittadini, avessero una visuale più ampia sul futuro del paese forse le cose andrebbero da subito meglio. E aggiungo che avere trascurato il sud, per me, è stato uno dei più gravi errori in cui le classi politiche sono incorse. Un paese a due velocità, dove una parte è fra le più avanzate d'Europa, e l'altra è fra le più arretrate, non potrà che andare sempre male. Allora fino a che la politica non prenderà seriamente atto di tutti questi problemi, non usciremo mai dall'attuale poco piacevole situazione. Negli ultimi giorni, da una popolazione composta da molti anziani, stanno uscendo in tante piazze migliaia e migliaia di giovani, senza simboli politici a manifestare per un modo diverso e più etico di governare, e a favore di una politica rivolta alla salvaguardia dell'ambiente, per evitare gravissime situazioni causate dall'inquinamento e dai cambiamenti climatici. Sono loro quelli a cui sta a cuore il futuro, il partiti e i governi, non potranno e non dovranno non tenerne conto.Graziano Casalini

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Dai nonni Claudio e Camilla a Norristown

Dalla California Ashley e Tony hanno trascorso il Ringraziamento con i loro Nonni , Claudio e Camilla Sica a Norristown Sono grati per ogni secondo in cui riescono ad ascoltare le loro storie, ad assaggiare la cucina della Nonna ... o persino a sentirle tante storie nei loro dialetti Montellesi e Veneti . È incredibile pensare che siano andati in questo paese con pochissimo e abbiano creato una vita migliore per i loro figli, nipoti, pronipoti ... e generazioni future. Dal sorriso si vede che I vostri nipoti vi amano tanto . Anche io caro Zio Claudio e Zia Camilla . Ciao a presto Vittorio

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San Francesco a Folloni Montella

È arrivato l'Avvento: tempo di attesa e di speranza. Un tempo che ci è dato per camminare, per andare incontro al Signore attraverso un lungo cammino. Un cammino che non è mai facile, con tante salite e tante altre discese. Un cammino che, però, ha un finale certo: la luce vera che illumina ogni uomo! "Andiamo con gioia incontro al Signore...

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Comunicato stampa del Coordinamento Cittadino di MONTELLALIBERA

MONTELLALIBERA, pur a seguito dell’esclusione dalla competizione amministrativa, aveva espresso la disponibilità di fornire il proprio contributo costruttivo a qualsiasi lista avesse vinto le elezioni, nell’esclusivo interesse dei cittadini montellesi.  Tuttavia rispetto a questa disponibilità, da parte dell’attuale maggioranza provvisoria che, grazie alla nostra esclusione, si trova casualmente ad amministrare con grande difficoltà (ahinoi tutti), abbiamo assistito esclusivamente a posizioni di chiusura, arroganza, disprezzo, rancore e denigrazione continua nei confronti della nostra forza politica. Non è gradevole né edificante, infatti, in ogni contesto pubblico e privato, sentire scaricare sempre le responsabilità sulla precedente amministrazione: “PRENDETEVELA CON QUELLI CHE C’ERANO PRIMA” è diventato il ridicolo slogan ripetuto in maniera pappagallesca ai cittadini, quando non si sanno dare risposte ai problemi.Ma approfondiamo qualche questione.

STRADA LARGO GARZANO – SPINELLA E VIA CANALONE ELIMINATEProgrammare le nuove linee guida di propria competenza è legittimo, mentre è scorretto stravolgere, o peggio ancora distruggere, quanto già pianificato con progetti approvati dai predecessori.In tal senso l’eliminazione delle strade già finanziate Largo Garzano – Spinella (€ 201.540,20) e via Canalone (€ 287.354,18) è soprattutto un oltraggio alla dignità dei cittadini dei rioni Serra, Spinella e Torre e di via Canalone, che da decenni attendono queste infrastrutture strategiche e necessarie a garantire l’accesso in sicurezza almeno ai mezzi di emergenza.

OPERE SOSPESE SINE DIEPer non parlare di tutte le altre opere già finanziate che sono state inspiegabilmente bloccate, forse per la tutela di qualche interesse privato a danno dell’interesse pubblico? E parliamo del parco giochi di Tagliabosco (€ 238.006,29) e di via dei Vignali 2° lotto (€ 204.762,58), lavori peraltro già appaltati. E ancora la riqualificazione urbana a misura di pedone di via Michelangelo Cianciulli (€ 999.000,21), il progetto del sistema idrico e fognario (€ 5.332.890,18) e la sistemazione di Piazza dell’Annunziata (€ 100.651,55). Continuando a dormire, si rischia di dover restituire i tanto sudati contributi!

VALLONE SORBITIELLOAltra velleità e scorrettezza del Sindaco è stata quella di autoaccreditarsi, in pompa magna, i recenti finanziamenti della Scuola dell’Infanzia di Campo dei Preti (€ 1.045.000,00) e dei 2 progetti, per complessivi € 1.500.000,00, relativi alla messa in sicurezza del Vallone Sorbitiello. Ma casualmente dimenticava di aggiungere che tali fondi derivano da progetti presentati già da alcuni anni dall’Amministrazione Capone. NUOVI DEBITIMa il danno maggiore che aspetta i cittadini montellesi è l’irresponsabilità nell’aumentare ancora l’indebitamento: infatti dopo 10 anni di riduzione del debito di 3 milioni di euro, si riapre la stagione dei mutui: pronto un nuovo debito da € 911.975,58 per l’adeguamento del campo sportivo, che pagheranno comodamente i cittadini montellesi nei prossimi 20-30 anni!

Di fronte a questi scenari, MONTELLALIBERA, che il Sindaco evidentemente stenta a riconoscere, ma che rappresenta una buona fetta della popolazione montellese, è fortemente preoccupata per il futuro della nostra amata Montella, che in pochi mesi ha fatto già tanti passi indietro in molti ambiti. Non vediamo visione politica, non apprezziamo programmazione, non scorgiamo responsabilità nell’amministrare la cosa pubblica, ma si denotano esclusivamente lentezza, tracotanza, disinteresse e indisponenza, anche nei confronti dei cittadini che chiedono informazioni a tutela dei loro diritti.MONTELLALIBERA, rispetto alla presente denuncia, rinnova l’invito ad un confronto pubblico per chiarire i comportamenti trasversali che stanno penalizzando, per ritardi, stravolgimenti e negligenze, la programmazione avviata, in danno della Comunità montellese.Cari concittadini, vi assicuriamo che continueremo a vigilare e a far sentire la nostra voce, per denunciare le storture e le ingiustizie che si consumano nei confronti della nostra popolazione.

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Tragedia sfiorata, ragazzo investito all'uscita da scuola

E' accaduto nella giornata di ieri. Nella mattinata di ieri, a Montella, si sono vissuti attimi di paura quando, uno studente delle scuole superiori, veniva investito all'esterno dell'edificio scolastico. Immediato l'intervento della polizia

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Video e foto di Montella del terremoto 1980 trentanove anni dopo ................

Chi c'era, quel 23 novembre del 1980 ricorderà per sempre l'ora del terremoto, le 19:34. E cosa faceva in quel momento. A quei tempi i canali tv si contavano sulle dita delle mani e a quell'ora la Rai trasmetteva un tempo di una delle partite della serie A giocate nel pomeriggio. Chi ne aveva approfittato per una gita fuori porta non poté non notare l'anomalia di una giornata calda, troppo calda per quella stagione. La terra tremò in Campania e Basilicata, con epicentro in Irpinia, per circa 90 interminabili secondi.

Un minuto e mezzo che rase al suolo interi paesi provocando circa 3000 morti, 9000 feriti, 300 mila senza tetto e 150 mila abitazioni distrutte, interi paesi isolati per giorni. Oggi, a 35 anni di distanza, il ricordo di quella giornata e delle settimane che seguirono, caratterizzate da uno Stato impotente dinanzi al disastro, incapace di coordinare i soccorsi, tardivi e insufficienti nonostante lo sforzo immenso messo in campo dai volontari, è tutt'altro che sbiadito. Dei 119 comuni irpini, furono 99 quelli che riportarono danni alle strutture. 

Come resta la scossa data dall'arrivo suoi luoghi della tragedia dell'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini e una prima pagina del quotidiano Il Mattino entrata nella memoria collettiva con l'appello "Fate presto". Oggi, a 35 anni di distanza, dopo sprechi e inchieste, l'Irpinia non conserva se non in minima parte le tracce di quel disastro. Cosi' come la Basilicata dove è stato ricostruito il 90% circa delle abitazioni private (con "punte" del 100% a Balvano, nel Potentino, uno dei centri più colpiti dal sisma con 77 vittime) con un finanziamento complessivo di circa 4.840 miliardi di lire (circa 2,5 miliardi di euro).

Lo Stato mise in campo anche un robusto piano per la realizzazione di nuove infrastrutture e aree industriali, con uno stanziamento di circa 13 mila miliardi di lire (circa 6,7 miliardi di euro): 13 in Campania e sette in provincia di Potenza (Baragiano, Isca Pantanelle, San Nicola di Melfi, Tito, Viggiano, Valle di Vitalba, Balvano - a cui si aggiunge quella di Nerico, a cavallo con l'Avellinese). Nelle aree industriali si insediarono centinaia di imprese (un'ottantina delle quali in Basilicata); molte ebbero vita difficile e ormai sono chiuse senza dare continuità a quel progetto di ricostruzione e sviluppo che il legislatore aveva immaginato per il "cratere" del terremoto e i territori che lo circondavano.

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angelo capone

Quando si dice prevenzione .....di Angelo Capone

Quando si dice prevenzione, sistemazione, cura del territorio, salvaguardia e mitigazione degli effetti/esiti delle precipitazioni meteoriche diluvianti... ... al contempo buona parte delle castagne a terra del mese di ottobre viene salvaguardata e non va verso i fiumi assieme alla terra erosa...   Qui, in questi castagneti, siamo al cospetto del lavoro degli avi... briglie e viminate con legno di castagno molto resistente e durevole/ ingegneria naturalistica bio d'altri tempi... ... L'attualità è un po' diversa...(???)   #EcontinuanoAchiamarciALTAIRPINIA ...***https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=670577793471380&id=100015574968513 *** Limite tra dominio arboreo spontaneo, selvaggio e dominio antropicamente condizionato a castagneto che ormai è plurisecolare. Il limite coincide con la rottura di pendenza caratterizzata da una struttura tettonica ( faglia diretta molto inclinata che mette a contatto calcari a Est e formazione marnoso-argillosa a W ) ben visibile lungo la direttrice SW-NE che va da Croci di Acerno-Cannelechie a Fontigliano. Questo dimostra che sia le marne che le piroclastiti sono ben vocate per accogliere castagneti nel proprio suolo e in particolare nella cotica vegetale più o meno pedogenizzata.

 

 

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Il popolo montellese si stringe intorno alla famiglia di Guirino.

Un'altra brutta notizia  per il popolo montellese, Tutti abbiamo avuto una preghiera per lui. Non possiamo far altro che mandare come redazione, un grosso abbraccio alla famiglia. Il popolo montellese si stringe intorno alla famiglia di Guirino.Ciao piccolo Guerriero. 

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Redazione Montella.eu

Gerardo Bruno presenta "La resa del guerriero "

L'Associazione culturale " La Ripa " in collaborazione con la Parrocchia Santa Maria Assunta, con il patrcinio del Comune di Castelvetere  sul Calore Gerardo Bruno presenta LA RESA DEL GUERRIERO 320 a.C.   Introduce e modera LUCIO LANZETTA  Presidente emerito Ass.ne La Ripa, ESTER FERRARO Presidente Ass.ne La Ripa, GENEROSO MOCCIA  Sinda co del Comune di Castelvetere , DON GILDO VARALLO Parroco di Castelvetere ,  INTERVENGONO : VAMILLO DE LISIO , GIANNI MARINO , concluderà GERARDO BRUNO 

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Roberta Bruno

Inaugurazione del nuovo anno dell’accademia Vivarium Novum a Frascati ,di Roberta Bruno

FRASCATI – Si conclude oggi presso la magnifica Villa Falconieri, non a caso scelta come sede del Campus Mondiale dell’Umanesimo, l’inaugurazione del nuovo anno dell’accademia Vivarium Novum, istituita dal latinista di fama internazionale professore Luigi Miraglia, che accoglie e forma i giovani più meritevoli provenienti da ogni continente, regalando loro, oltre che una vera esperienza di vita comunitaria, una profonda formazione umanista. L’evento, intitolato “humani generis concordia” e dedicato alla memoria del filosofo francese Remo Bodei, amico e sostenitore dell’Accademia e recentemente scomparso, ha riunito attorno al tema della concordia e della tolleranza le grandi menti della cultura classica e rinascimentale come: Claudio Moreschini, Alessandro Tessari, Stephane Toussaint, Kurt Smolak, Davide Monaco, Marc Augé, Charles Guittard, Ivan Parga, Enrico Peroli, Guido Cappelli e Giancarlo Rinaldi.Quando popoli diversi vengono a contatto portando con sé la propria storia e la propria cultura diviene possibile, se non addirittura facile, che il confronto, quando supportato da “un’ignoranza priva di dubbi” e “tracotanti certezze”, si trasformi in scontro e sopraffazione di una civiltà nell’altra, «Quello che ci costringe a fare la guerra» afferma nel suo intervento Alessandro Tessari, professore dell’Università di Padova, ripercorrendo Il Liber de gentili et tribus sapientibus di Raimondo Lullo e il Dialogus inter philosophum, ludaeum et Christianum di Abelardo «sono il costume e l’abitudine» e avverte «il buio e la notte non stanno solamente nel passato, ma anche in quello che potrebbe succedere in futuro. Il male assoluto è ciò che può sempre sopraggiungere».All’interno del Rinascimento è stato essenziale ritrovare quella “radice comune” al di là delle diverse fioriture di civiltà e di pensiero. Furono tanti i pensatori, come Raimondo Lullo e Pietro Abelardo, ma anche Nicolò Cusano, Pico e Marsilio Ficino, che hanno ricercato e dimostrato questa unione ragionando proprio sulla Concordia. Nella nota rappresentazione del Lorenzetti “Allegoria del Buon Governo” del 1338, conservata nel Palazzo Pubblico di Siena e scelta come immagine rappresentativa dell’evento, è possibile scorgere in primo piano la rappresentazione della Concordia sulle cui ginocchia è poggiata una pialla, simbolo del livellamento delle disuguaglianze, mentre, tra le mani, racchiude una corda che divide e distribuisce ai 24 cittadini senesi, i quali la consegnano al “Bene Comune”, che è intento a rintrecciarle. La corda qui è rappresenta il simbolo della concordia e, allo stesso tempo, porta con sé il concetto di Fides, la corda con cui si suona la cetra e si crea l’armonia.A ricostruire e descrivere il concetto della concordia nel Rinascimento cristiano, spaziando da Savonarola all’abate Bessarione e restituendo la cultura del pensiero umano nella sua interezza, è Claudio Moreschini, professore dell’Università di Pisa e dell’Istituto Patristico Augustinianum di Roma. Tale concetto è stato ricercato e affrontato soprattutto nei momenti più difficili della spaccatura tra Oriente e Occidente, ma nei tempi attuali è imposta una certa necessità del suo recupero, che può realizzarsi in primo luogo con la consapevolezza della storia che ci portiamo alle spalle, e poi con il confronto con i grandi pensatori del passato. Ancora una volta la cultura, la filosofia e la letteratura si impongono come pietre miliari della memoria e oltre che come chiave unica dell’avvenire.Il futuro e il progresso morale, l’unico e vero sviluppo auspicabile, compongono difatti la questione centrale delle tante argomentazioni di alto livello culturale, che Marc Augé, docente dell’Ècole des hautes études en sciences sociales, affronta in modo magistrale, mettendo in risalto le grandi contraddizioni dell’età a noi contemporanea, le quali strappano, sotto le mentite spoglie di una finta tolleranza e di una “correttezza politica”, armonia e concordia. «La scienza sta progredendo, ma anche l’analfabetismo» afferma Augé «le disuguaglianze nella conoscenza sono ancor più evidenti che nel consumo. Da qui un sentimento di disagio o d’ansia si diffonde, per ragioni oggettive, ma anche perché siamo informati di tutto ciò che accade ovunque istantaneamente e questo effetto cumulativo è di per sé ansiogeno. Di conseguenza, diventa minoritario o sospetto parlare di progresso».Quella che propone il professore, sulla scia di diversi autori e filosofi, è “un’antropologia impegnata” contro un’umanità superficiale, che faccia “di ogni uomo, tutto l’umo”; ossia lo ricomprenda nella sua triplice dimensione: quella individuale (ognuno di noi con il proprio corpo e i propri affetti) inseparabile da quella culturale (che controlla i principi dei suoi rapporti con gli altri) e da quella generica (un essere umano, indipendentemente dal suo sesso e dalle sue origini).Umanità ed educazione sono le uniche direzioni perseguibili per preservare quel futuro che contempli il pianeta, nell’aspetto materiale ed ecologico, senza dimenticare mai nessuna parte dell’umanità.Tolleranza non è dunque il sofferto silenzio di un “sopportare con pazienza”, ma include uno sforzo intellettuale che porti all’incontro con l’altro e alla condivisione nella radice comune. In questo senso anche l’integrazione diventa una questione che riguarda l’identità, allo stesso tempo plurale e individuale, e la relazione diviene il rapporto essenziale di questo processo.Stéphane Thoussaint, ricercatore del CNRS di Parigi e presidente della Societé “Marsile Ficin”, approfondendo il rapporto tra Pico e Ficino indaga esattamente questa dinamica del rapporto con l’altro, e afferma: «Nell’amicizia vi è confusione e fusione delle due individualità al punto che quello che ama non sa più esattamente come esprimere il suo amore e perde un po' della sua identità nell’altra persona». E continua: «La concordia tra i due è fatta di armonia, come le parti materiali di uno strumento sempre in tensione, e di simpatia, il sentire comune che si ritrova nell’universo malgrado le contrarietà e le tensioni del cosmo».Ritorna allora l’interrogativo di Augé: «C’è spazio per un nuovo Umanesimo?».Un umanesimo che non solo “tolleri” le differenze, ma che si sforzi di ricercare e promuovere l’armonia di fondo, di una concordia necessaria per tutti. Ebbene: lo sforzo dell’intelletto, il movimento dialettico che apre al dialogo tra le contraddizioni, il confronto intellettuale e, infine, il viaggio che nega “l’evidenza della casa”, ossia che neghi quel senso forte e talvolta violento dell’appartenenza, sono le uniche vie contemplabili del nuovo umanesimo per condurre alla concordia. Quest’ultima è il risultato di un’armonia tra le parti, e deve esserci nel rapporto dell’individuo con se stesso, affinché gli istinti più bassi vengano domati con l’educazione di sé; deve esserci concordia, poi, tra gli uomini, educati dall’arte e all’arte politica, la sola che genera “armonia delle parti nel corpo sociale” e, infine, un’armonia più generale, che è possibile ritrovare nel mondo, il kosmos, che non a caso significa ordine.A rendere accessibile ai sensi l’idea di armonia universale è l’artista olandese Joost Willemze, ex studente dell’accademia e oggi musicista riconosciuto a livello internazionale e vincitore di tutti concorsi mondiali di arpa. Le mani esperte dell’artista si muovono sulle corde, dando vita a note alte e leggere, simili a bolle. Ogni nota sembra trasportare verso l’alto e, non appena svanita, è già pronta ad accoglierti quella successiva. Un silenzio innaturale proviene dal pubblico, immobile e sospeso come in un incantesimo che ha fermato il tempo, i respiri ed ogni cosa che ricordi il movimento umano.

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Redazione Montella.eu

Oscar W - Rassegna teatrale (R)ESistiamo - San Michele di Serino

“(R)Esistiamo” la rassegna teatrale organizzata presso la Bottega del Sottoscala, piccolo teatrino a San Michele di Serino va avanti.  Il prossimo appuntamento è sabato 16 e domenica 17 novembre alle ore 20.30 con lo spettacolo “Oscar W.”, interpretato da Mariagrazia Torbidoni per la regia di Andrea Onori, produzione Virgolatreperiodico (Roma).

Lo spettacolo analizza la vita di Oscar Wilde, che è stata una parabola incredibile e che lo ha visto in un primo tempo indossare gli eleganti panni del conferenziere e dello scrittore di successo e poi gli stracci infamanti e vergognosi del condannato in carcere.

Attraverso l'intreccio e la sovrapposizione di storie, parole e personaggi appartenenti tanto alle opere quanto agli episodi più significativi della sua biografia, la piéce delinea la sua traiettoria esistenziale, dai momenti di esaltazione e di fama a quelli più tragici e bui.

Partire da Wilde per mettere in scena Wilde, il tutto nelle mani di una sola attrice che, in un susseguirsi di scambi tra persona e personaggio, dà vita ad una scena spesso fatta di ribaltamenti e trasformazioni, dove anche il tempo e lo spazio non seguono necessariamente le regole della logica, affidandosi piuttosto al fascino dell'immaginazione e del gioco teatrale.

Il rapporto diretto con il pubblico dà modo di illuminare Wilde nella sua veste più brillante, quella di raffinato affabulatore e uomo di mondo.

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Roberta Bruno

Convegno a Montella Aree interne e sviluppo locale” avuto luogo di Bruno Roberta

MONTELLA – Mancanza di infrastrutture ma anche l’handicap della parcellizzazione delle forze locali e territoriali. Sono questi alcuni dei principali temi affrontati nel corso del convegno “Aree interne e sviluppo locale” avuto luogo, nella mattinata di ieri, presso il ristorante “Zia Carmela”. «Le scelte legate alla coltura castanicola devono essere strategiche - ha esordito introducendo il confronto il sindaco di Montella, Rino Buonopane.

Dopo le tante difficoltà avute per via del cinipide, dell’acqua e del clima, bisogna fare il possibile per ripristinare la produzione, oggi calata al 10%. Quello a cui stiamo puntando è la costituzione di un consorzio, entro fine anno, della castagna IGP e tutelare il prodotto proprio tramite la spinta degli attori della filiera. È importante farsi forza insieme. Il futuro è la castagna tutelata nella qualità e non nella quantità», assicura Buonopane. Anche lo sviluppo industriale è contemplato nei progetti del primo cittadino, che punta sull’insediamento produttivo dell’area PIP. Per il presidente del Consiglio Regionale della Campania, Rosa D’Amelio, «il ritardo nello sviluppo deve essere recuperato: da un lato bisogna capire come sostenere le aziende che sono in difficoltà, e dall’altro fare in modo che la castagna, già di denominazione IGP, diventi un prodotto di qualità sempre più eccellente. I dati Svimez sono drammatici non solo per le aree interne - prosegue la D’Amelio - ma per tutta l’Italia, che non cresce, e il Mezzogiorno nel complesso è sicuramente più indietro rispetto alla nazione». Secondo Fulvio Bonavitacola, vicegovernatore della Giunta Regionale Campania, a cui sono state affidate le conclusioni del convegno, per orientarsi nel prossimo futuro bisogna che si conosca “da dove si proviene”. «Nel passato - evidenzia il numero due di Palazzo Santa Lucia - la politica ha privilegiato l’area costiera e quella urbana, piuttosto che le aree interne». Bonavitacola che ha, poi ricordato, le tappe di questo cammino, dal terremoto degli anni ’80, fino agli investimenti, alle speculazioni e, infine, al completo abbandono del territorio, espone i punti da cui ripartire con un’inversione di rotta rispetto al passato. «Lo sviluppo dell’area è direttamente proporzionale alla sua capacità di essere collegata» commenta ancora il vicepresidente, alludendo all’importanza delle vie di comunicazione, soprattutto quelle del ferro mentre immagina le stazioni delle aree interne come «porte di ingresso e biglietto da visita delle comunità, capaci di attrarre visitatori non solo campani ma nazionali, anche grazie al recupero dei borghi antichi”. «In questo momento critico per la salute – continua - ci sarà una grande domanda per i luoghi ameni, e soltanto un consorzio in sinergia con le forze istituzionali potrà coordinarlo. Non basta un regista “da Napoli” - conclude - per questo bel film tutti devono concorrere, soprattutto chi vive il territorio».

 

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Roberta Bruno

Montella, paura e danni nella notte per il maltempo

Nella notte tra martedì e mercoledì a causa del maltempo è crollata la cima di uno dei pini secolari della villa comunale De Marco. La punta, dalle sembianze di un intero albero, è collassata per via del forte vento, portando con sé i rami sottostanti e abbattendosi in via Don Minzoni, proprio sulla struttura metallica utilizzata come ingresso del villaggio organizzato per la sagra della castagna.Non è il primo albero caduto in questi giorni per via del maltempo nel paese irpino, inoltre nello stesso punto solo 24 ore prima confluivano centinaia di persone, tra locali e turisti, attratti dal folklore della festa della castagna IGP. «Siamo stati fortunati, tutti abbiamo sostato in questi giorni sotto quell’albero – commenta il Comandante del Corpo della Polizia Municipale Gerardo Iannella – pensavamo domenica che il peggio fosse passato, adesso quello che si deve fare si farà».Fortunatamente in quel momento, poco dopo la mezzanotte, nessuno si trovava nella traiettoria dell’albero in caduta. Sul posto sono accorsi le Forze dell’Ordine locali, Carabinieri e Polizia Municipale. I Vigili Del Fuoco di Montella e quelli di Avellino hanno lavorato per ore e in condizioni climatiche avverse per mettere in sicurezza il passaggio, condizioni rese ancora più pericolose dal fiume torrenziale che aveva invaso le strade e che trascinava con se detriti vari tra cui rami, pietre e sacchi di spazzatura.Non è la prima volta che i tombini non assurgono il proprio ruolo e rischiano di implodere trasformando le strade in fognature a cielo aperto. Una notte surreale che poteva trasformarsi in tragedia considerando l’importanza dell’incrocio su cui si è abbattuto l’albero che per le sue dimensioni imponenti. Le cause del crollo sono certamente dovute al maltempo, ma sono ancora da chiarire possibili ulteriori responsabilità per via di una mancata manutenzione delle suddette piante o di una “messa in sicurezza precaria” e insufficiente se non addirittura controproducente degli anni precedenti.Gli stessi alberi, infatti, sono stati oggetto di una diatriba tra il comune e l’ente villa De Marco, alla fine della quale sono state potate alcune cime ritenute pericolose, mentre le altre piante sono state accomodate tra loro con delle corde di sicurezza con l’obbiettivo di farle sostenere a vicenda. Infatti, come spiega Gerardo Iannella Comandante del Corpo della Polizia Municipale «si potrebbe avere l’effetto contrario da questi fissaggi delle piante, perché con l’ampia oscillazione dovuta dal vento, anziché sostenersi l’un l’altra, potrebbero tirarsi a vicenda e il conseguente ritorno a “colpo di frusta” rischierebbe di indebolire il tronco delle piante fino a spezzarlo». Secondo i Vigili del Fuoco di Montella si tratta di alberi vecchi e pesanti a cui bisognerebbe pensare prima che cadano: «noi possiamo intervenire solo dopo» commentano a caldo i vigili.«Si tratta di alberi usati come ornamentali piantati anni e anni fa, scelte che certamente oggi andrebbero riviste» commenta il sindaco Rino Buonopane. «Nella giornata di oggi provvederemo a valutare con le autorità competenti lo stato degli altri alberi della villa comunale e la loro eventuale messa in sicurezza» aggiunge il sindaco non dimenticando che parte importante del percorso dell’evento della sagra, soprattutto quello più culturale, si terrà proprio all’interno della villa comunale.«Per quanto riguarda la rete fognaria» rassicura ancora il primo cittadino «proprio nella prossima settimana ci sarà una pulizia e un ripristino generale».Nonostante l’allerta di questi giorni il sindaco rassicura per il normale svolgimento della sagra della castagna nel prossimo fine settimane, garantendo ordine e servizi ripristinati per ospitare da venerdì i turisti.

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Redazione Montella.eu

Sagra della castagna Montella 8 - 9 - 10 novembre 2019

L’Amministrazione comunale comunica che tutte le iniziative della Sagra già programmate per i giorni 8,9 e 10 novembre 2019 avranno normale svolgimento. Gli operatori, se lo ritengono opportuno, possono iniziare le loro attività già dal pomeriggio di giovedì 7 novembre 2019 , quando avranno anche inizio gli spettacoli musicali

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