Giovanni Tiretta

Ricordi: Le scuole a Montella negli anni 45/50/60 (di Nino Tiretta)

alunni 3Secondo le disposizioni ministeriali anche quest’anno le iscrizioni alle classi iniziali di scuola elementare si effettuano on line dal 22 gennaio 2016 al 22 febbraio 2016. “Iscrizioni on line”, vale a dire attraverso una procedura che ha inizio nel registrarsi, telematicamente, sul sito web www.iscrizioni.istruzione.it, una procedura

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Redazione Montella.eu

NINO PER GLII AMICI !!!

I GIOCHI DI UNA VOLTA A MONTELLA - SECONDA PARTE DI NINO TIRETTA I GIOCHI DIUNA VOLTA A MONTELLAA PROPOSITO DI FONTANE, DI EMERGENZA IDRICA, DI PERDITE D’ ACQUA E DI ALTO CALORE: POZZI, CISTERNE E FONTANE PUBBLICHE A MONTELLA NEGLI ANNI ’30 - ‘50 ( RICORDI E RIFLESSIONI DI NINO TIRETTA)  La scuola media a Montella negli anni 1951/54    AMARE “TROPPO” GLI ANIMALI, OSSIA QUANDO CANI E GATTI PRENDONO IL POSTO DEGLI UMANI ! DI NINO TIRETTA INTERNET, FACEBOOK, WHATSAPP, PLAYSTATIO E VIDEO GIOCHI VARI FANNO MALE ? ( RIFLESSIONI DI NINO TIRETTA DA UN LIBRO DI MANFRED SPITZER )  I RICORDI DI NINO TIRETTA I SARTI DI UNA VOLTA A MONTELLA   MATTEO FIERRO MIO CUGINO 4. “RICORDI: SCARPE E SCARPARI DI UNA VOLTA, A MONTELLA” DI NINO TIRETTA  LIBRI: “TENTAZIONE” DI JANOS SZEKELY DI NINO TIRETTARICORDI: LE SCUOLE A MONTELLA NEGLI ANNI 45/50/60 DI NINO TIRETTAMI PRESENTO E ….. SEGNALO AGLI AMICI MONTELLA.EU UNA SCRITTRICE E I SUOI LIBRI.   PEPPO BRANCA NEL RICORDO DI NINO TIRETTA
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Giovanni Tiretta

Mi presento e segnalo agli amici Montella.eu una scrittrice e i suoi libri (di Nino Tiretta)

Tiretta foto 01Sono Giovanni Tiretta e certamente per tantissimi amici di Montella.eu sono “un perfetto sconosciuto” mentre per altri, soprattutto miei coetanei, sono familiarmente conosciuto come “Nino Tiretta”. Dunque, attraverso queste successive ed essenziali connotazioni personali, specificatamente “mi presento” a quelli che, a tutt’oggi, con me non hanno alcuna familiarità. Sono nato nel 1939 e mi sento montellese “doc” giacché a Montella ho vissuto tutta la mia infanzia e tutta la mia gioventù, vale a dire i periodi più belli della mia vita. Mio padre, Gualtiero Tiretta, era maresciallo forestale, di origine veneta che venne, a Montella nel 1926 ove conobbe e sposò mia madre, Flora Ciociola che era sorella di Matteo Ciociola che ha gestito, con sua mogie zia Peppinella, il “sale e tabacchi” posto al

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Redazione Montella.eu

Tra chiese, palazzi storici e monumenti ecco cosa vedere nel comune di Montella (Avellino)

Tra chiese, palazzi storici e monumenti ecco cosa vedere nel comune di Montella in Provincia di Avellino

di Diana Cataldo

IL CONVENTO DI SAN FRANCESCO A FOLLONI A MONTELLAPercorrendo un suggestivo viale di platani, si arriva al complesso monumentale di San Francesco a Folloni. Il suo primo nucleo risale al XIII secolo. Esso venne radicalmente trasformato tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVI secolo, quando fu realizzato il bel chiostro che attualmente accoglie chi visita il Museo di San Francesco a Folloni. Superato il piccolo chiostrino cinquecentesco, ci si immette, poi, negli ampi corridoi del secondo chiostro, quello settecentesco,e nel grande refettorio. Nella sagrestia della chiesa, si ammira la tomba marmorea di Diego I Cavaniglia, signore di Montella, realizzata nel 1480 da Jacopo della Pila. Del 1783 sono invece gli splendidi mobili in noce con intarsi di acero bianco che ne tappezzano i muri. Nel corso degli anni Trenta del Settecento, la chiesa di San Francesco fu completamente ricostruita, decorata con stucchi di finissima fattura e arricchita da un monumentale organo a canne del 1740, collocato in controfacciata. Nel Museo Laboratorio (laboratorio di restauro della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici) del convento di San Francesco a Folloni, sono state raccolte molte opere d'arte recuperate dopo il terremoto del 1980. Il museo è meta annuale di più di cinquemila visitatori.

www.complessosanfrancescoafolloni.beniculturali.it

SANTUARIO DEL SANTISSIMO SALVATORE A MONTELLANegli spazi antistanti il Santuario è sistemato il pozzo in pietra da cui, miracolosamente, rampollò l’acqua nel 1779, mentre la comunità montellese era afflitta da una grave siccità. Fu in quell’occasione che si fece ingrandire l’antica chiesetta, commissionando anche una scultura in argento fuso e sbalzato, raffigurante il Salvatore, pregevolissima opera a tutta figura firmata dall’argentiere napoletano Pasquale D’Agostino.

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