Il prefetto di Salerno Claudio Meoli, il questore Vincenzo Roca e l'arcivescovo di Amalfi-Cava de'Tirreni Orazio Soricelli interverranno venerdì, alle 18.30, alla villa comunale di Vietri sul mare, alla presentazione del libro "Capuozzo, accontenta questo ragazzo", di Angelo Picariello, biografia di Giovanni Palatucci edita da San Paolo. L'incontro è organizzato dal Comune di Vietri, in collaborazione con l'associazione Polizia di Stato di Salerno e l'associazione Palatucci di Campagna. Il titolo si riferisce al momento culminante del sacrificio del commissario di Montella, quando, alla stazione di Trieste, già nel vagone piombato in partenza per il campo di concentramento di Dachau, deportato insieme ad ebrei e dissidenti politici che a migliaia aveva tratto in salvo, si rivolge al brigadiere Pietro Capuozzo, (padre del giornalista Toni, autore della prefazione) per raccomandare di avvertire i genitori di un ragazzo che veniva deportato con loro.
Relatore sarà Stefano Sorvino, segretario dell'autorità di Bacino Destra Sele. Interverranno il sindaco di Vietri Alfonso Giannella, Lucia Criscuolo dell'associazione "Verso Cava" e due testimoni, Mino Remolino (figlio del "postino" che smistava le lettere fra il commissario e lo zio, Giuseppe Maria, vescovo di Campagna) e Miriana Tramontina, profuga fiumana, la cui famiglia collaborava nell'opera di salvataggio degli ebrei. Moderatore sarà il segretario dell’associazione napoletana della stampa Gianni Colucci. L'incontro si proietta già nell'opera di programmazione del centenario della nascita di Palatucci, per il quale è in corso il processo di canonizzazione, che ricorre il mese di maggio del prossimo anno.

(martedì 23 settembre 2008 alle 18.13)

Fonte: www.irpinianews.it/Attualita/news/?news=35834

Questore a Fiume durante la Seconda guerra mondiale, aiutò migliaia di perseguitati, specie ebrei, finendo a Dachau
L'annullo impiegato sabato scorso a Pesaro

Sostanzialmente dimenticato per tanti anni, dal punto di vista postale finora Giovanni Palatucci ha raccolto almeno due annulli, uno usato a Campagna (Salerno) il 10 febbraio 2005 ed il secondo a Pesaro sabato scorso per la festa della Polizia. E poi c'è il francobollo: uscirà il 29 maggio, per il centenario dalla nascita. Propone la figura e la firma del questore, quell'autografo che permise a tanti sventurati di salvarsi.

Giovanni Palatucci -ricordano dal Comitato omonimo, che ha sede proprio a Campagna- partecipò al 14° corso di Polizia e fu inviato a Genova come vicecommissario di Ps. Dal novembre 1937, quando fu assegnato all'ufficio stranieri della Questura di Fiume, si prodigò nell'aiutare migliaia di perseguitati, specie ebrei, assicurando permessi speciali, azioni di depistaggio, la fuga all'estero e l'instradamento nei centri italiani meno esposti alle leggi razziali. Come al campo per internati civili di guerra ubicato a Campagna, dove era vescovo suo zio, monsignor Giuseppe Maria Palatucci. In tal modo, il martire testimoniò gli ideali in cui fermamente credeva; vi restò fedele fino ad essere deportato nel campo di sterminio di Dachau (dove divenne il numero di matricola 117.826) e, a soli 36 anni, compì il suo olocausto. Nel 1995 il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro gli ha conferito la medaglia d'oro al merito civile, mentre la Chiesa cattolica lo considera venerabile. Da parte sua, Israele lo ha proclamato “giusto fra le nazioni”.

Dal costo di 60 centesimi, la carta valore verrà suggellata dall'obliterazione fdc al paese natale, Montella (Avellino). Un altro manuale sarà contemporaneamente impiegato a Campagna.

Accanto alle iniziative ufficiali, il giorno del debutto quest'ultima località ospiterà una piccola mostra filatelica, che insieme al Comitato coinvolge Ente provinciale per il turismo, Questura di Salerno e Comune. Sarà aperta dalle ore 17 alle 21 in piazza Guerriero e proporrà una collezione “open” di Ferruccio Lust.

 palatucci_francobollo
 
 IV edizione del Premio Palatucci
Sono stati assegnati tre premi alla memoria, agli autori di tesi di laurea su argomenti relativi alla Shoah, il razzismo, la società multietnica e il dialogo interreligioso. E' stato inoltre consegnato un riconoscimento alla memoria del maresciallo Francesco Antonio Maione, diretto collaboratore del questore Palatucci. Il premio è stato assegnato ex aequo ad alcune classi della scuola elementare "Giovanni Palatucci" del 141° circolo didattico di Roma, che si è distinta nell’elaborazione di lavori originali ispirati agli insegnamenti di fratellanza e solidarietà tra i popoli che hanno improntato la vita e l’opera di questo grande personaggio.
 
I valori di Giovanni Palatucci
La figura di Giovanni Palatucci, morto a 36 anni (il 10 febbraio 1945) nel campo di sterminio di Dachau pochi giorni prima della liberazione, rappresenta ancora oggi un modello esemplare di sacrificio e altruismo nei confronti del prossimo. L'uomo incarna i valori più alti di quello spirito di solidarietà e partecipazione che sono l’essenza del mestiere di poliziotto.
 
Alcune iniziative
Sempre nell’ambito delle celebrazioni in memoria dell’ultimo questore di Fiume italiana, sabato 10 febbraio il Comune e il Consiglio comunale dei ragazzi di San Vito dei Normanni hanno partecipato alla commemorazione organizzata dalla questura di Brindisi per ricordare il funzionario di Polizia a cui lo Stato italiano ha conferito nel 1995 la Medaglia d’oro al merito civile per aver impedito l’arresto e la deportazione di migliaia di ebrei e cittadini perseguitati. Nell'occasione la questura di Brindisi è stata intitolata a Giovanni Palatucci. Tra le iniziative che si sono svolte in ricordo dell’operato di Palatucci, al quale nel 1990 lo Stato d’Israele ha conferito l’onoreficenza di “Giusto tra le nazioni”, si segnala l’iniziativa della questura di Perugia che, in occasione della giornata della memoria, ha distribuito agli studenti dell’ultimo anno di alcune scuole superiori quasi mille volumi sulla vita di Giovanni Palatucci, nei confronti del quale è attualmente in corso il processo di beatificazione.

10 Febbraio 2009: Giornata del ricordo
Alla presenza di numerose autorità, tra cui: il Provveditore agli Studi di Avellino, il Questore de Iesu, l'Arcivescovo Mons. Alfano, i Sindaci di Montella e di Cassano irpino, è stata scoperta la targa di intitolazione del Circolo Didattico di Montella a Giovanni Palatucci. Presenti anche tutti i bambini delle materne, elementari e medie. Numerosi anche i telegrammi di personalità che non hanno potuto partecipare, tra questi il Presidente della Repubblica, il Capo della Polizia Manganelli e il Presidente del Comitato Palatucci di Campagna.
palatucci_giornodelricordo_10feb2009_1 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_2 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_3
palatucci_giornodelricordo_10feb2009_4 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_5 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_6 
 

Foto di Generoso Clemente
 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm01
palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm02 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm03 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm04 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm05 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm06
palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm07
palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm08 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm09 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm10 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm11 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm12
palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm13
palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm14 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm15 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm16 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm17
palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm18 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm19 palatucci_giornodelricordo_10feb2009_celm20
 

Nel Santuario di San Francesco a Folloni è stato ricordato il 10° anniversario della morte di Padre Silvio Stolfi con una S. Messa celebrata da Padre Agnello Stoia.Al termine della cerimonia religiosa l'amico, oggi primo cittadino, Ferruccio Capone è intrvenuto per sottolineare la figura di religioso e persona dotata di particolari capacità di relazionarsi con chiunque, con bonaria amicizia e fraterna attenzione ai bisogni di ciascuno.Come si ricorderà Padre Silvio è stato presente a Montella per ben 50 anni presso il convento di San Francesco e sacerdote nelle campagne di Canale di Montemarano e dintorni, riscuotendo l'affetto, la simpatia e la riconoscenza di quanti lo conobbero. Davvero un personaggio unico, un montellese di adozione, orgoglioso di aver trascorso tanti anni  in ambiente umano e sociale e che tanto apprezzava.Dal 1973 organizzò la festa di San Francesco, curando in modo particolare i fuochi d'artificio che erano la sua passione.Infine si deve ricordare la sua straordinaria capacità di "predicatore", le sue omelie, colte ed appassionate, coinvolgevano straordinariamente l'uditorio soprattutto da un punto di vista emotivo.

(Renato Sica - Montella)

Lioni, lì 19/8/2009

Comunicato stampa

Tutti a Lioni per trascorrere “Un giorno da fiaba”

Una manifestazione dedicata interamente ai bambini, con letture animate, costumi di carta, trucchi, colori, e alla fine della giornata “Il gatto con gli stivali”

 Un appuntamento da non perdere per tutti i bambini: giovedì 20 agosto 2009 a Lioni, il Teatro dell'Osso, nell'ambito delle manifestazioni organizzata dall'Ammnistrazione Comunale, presenta “Un giorno da fiaba”, una giornata in compagnia di storie e personaggi fantastici.

Si comincia alle 17.30 in Piazza della Vittoria con le storie di “Tino Raccontino”, uno strambo contastorie moderno, un viaggiatore della fantasia che racconterà ai bambini due storie: “Alì Babà e i quaranta ladroni”, la famosissima novella de “Le mille una notte”, e “L'usignolo”, dolce e poetica fiaba di Andersen. Musiche suggestive, oggetti, rumori ad effetto, trasporteranno i bambini nella magia dei racconti narrati da Melissa Di Genova.

Tra una storia e l'altra i bambini potranno diventare essi stessi personaggi delle fiabe indossando i costumi di carta inventati e costruiti sul posto da Mariagrazia Davide e Carla Di Lascio; oppure potranno trasformare il loro viso con il trucco, diventando un leone o una strega; o ancora potranno scegliere di disegnare e colorare la propria fiaba dipingendo a tempera uno striscione di carta lungo dieci metri.

“Un giorno di fiaba” proseguirà dopo cena nel Teatro all'aperto quando, alle ore 22.00, andrà in scena “Il gatto con gli stivali”, scritto e diretto da Mirko Di Martino, uno spettacolo per tutta la famiglia pieno di ritmo, velocità, divertimento e un pizzico di follia.

Ad interpretare tutti e sei i diversi personaggi tre soli attori che recitano, cantano, ballano e, per effetto di magia riflessa, si trasformano: Melissa Di Genova interpreta il Gatto, Francesco Prudente è il Mugnaio, l'Orco e il Re, Emilio Polcaro interpreta il giovane Carabà e il valletto del re.

La storia è quella raccontata da Charles Perrault: un mugnaio lascia in eredità al suo figlio minore nient'altro che un gatto, ma si tratta di un gatto speciale che con il solo aiuto di un paio di stivali e della sua astuzia farà in modo che il suo giovane padrone diventi nobile e ricco. Mirko Di Martino ha però riscritto la fiaba inserendo nuovi personaggi e situazioni, nel rispetto della storia originale ma con un occhio ai bambini di oggi che, nelle numerose repliche precedenti, sono sempre stati travolti dalla frizzante energia della rappresentazione.

Lo spettacolo affascina i giovani spettatori che fin dall'inizio sono chiamati a intervenire nella storia per incoraggiare il giovane Carabà, o per sostenere le astuzie del Gatto, o per ingannare il terribile Orco. Le scenografie mobili prendono vita sotto gli occhi degli spettatori, illuminate da luci coloratissime e suggestive, rallegrate da canzoni ironiche e irresistibili.

Ma “Il gatto con gli stivali” è anche altro: è il racconto di come l’intraprendenza e l’intelligenza siano le carte vincenti quando si gioca con la Fortuna e con gli Orchi, è l’originale ricetta in cui il sapersi arrangiare è l’ingrediente fondamentale della pozione “e vissero per sempre felici e contenti”, è il momento in cui la magia di un mondo, quello dei bambini, incontra il mondo della Magia.

Bagnoli Irpino - L’Irpinia della politica piange la scomparsa di Antonio Nicastro, già sindaco di Bagnoli prima del mandato dell’attuale amministrazione guidata da Aniello Chieffo. Alla scorsa tornata elettorale l’ex sindaco bagnolese era uscito sconfitto, ma non per questo aveva abbandonato la scena politico-amministrativa del paese. Si è spento a San Giovanni Rotondo dopo una brevissima malattia. Scapolo, legato alla sua città natale, Nicastro aveva sofferto e non poco per la sfiducia subita da parte di un gruppo di consiglieri che ne decretò la ‘caduta’. Una persona benvoluta e apprezzata da tutti. L’amministrazione comunale di Bagnoli si unisce al lutto della famiglia Nicastro. Ai familiari dell'amico Antonio giungano le condoglianze dalla proprietà e dalla redazione di Irpinianews.

(mercoledì 19 agosto 2009 alle 02.08)

Fonte: www.irpinianews.it/Politica/news/?news=52744

Montella - Trasparenza, come lo richiede la legge e come dovrebbe essere. È questa la richiesta del consigliere di minoranza, candidato a sindaco durante la scorsa tornata elettorale, Massimo Savino. “E’ giusto che i nostri cittadini partecipino alla vita amministrativa. Un singolo deve sapere quali siano le scelte del proprio sindaco. Bisogna che sul portale istituzionale del Comune vengano pubblicate le delibere, lo ordinanze comunali e sindacali, le prescrizioni dei diversi dirigenti d’Ufficio”.
Un atto che servirà all’utente non solo per agevolare le pratiche amministrative, ma per poter “… valutare quanto svolto dal parlamentino montellese”. La sollecitazione a trasferire e pubblicare documenti e dati comunali è stata fatta anche durante l’ultima assiste di Consiglio comunale. Intanto c’è perplessità per quanto riguarda le linee programmatiche enunciate dal primo cittadino Ferruccio Capone: “Sono solo contenuti, nulla che si possa realizzare. Il Comune vive una grave situazione debitoria per l’accensione di precedenti mutui. Prima di illustrare cosa sarà fatto, forse è bene che il sindaco cerchi una soluzione al problema economico”. Due mesi sono pochi per poter giudicare l’operato del nuovo parlamentino, ma sufficienti per portare alla luce una questione che ormai ‘pesa’ da oltre dieci anni: la realizzazione del campo sportivo. “Purtroppo – conclude Savino – la situazione non potrà concludersi in tempi brevi. Sono in atto contenziosi con la ditta che si aggiudicò i lavori e liquidarla comporterebbe un iter troppo lungo e ulteriormente dispendioso per le casse comunali. È un peccato, perché il Montella calcio ha sempre avuto un ruolo attivo all’interno dei campionati dilettantistici e professionali irpini e regionali”.

(domenica 16 agosto 2009 alle 19.58)

Fonte: www.irpinianews.it/DaiComuni/news/?news=52657

Montella – In vista del prossimo congresso nazionale del Partito Democratico, il Circolo di Montella dedica la sua II Festa Democratica alle mozioni congressuali avviando di fatto il confronto interno a livello cittadino che si concluderà con la riunione di circolo per l'elezione dei delegati, programmata per la seconda metà di settembre.
L’intento è quello di dar vita ad un percorso politico aperto e democratico che assicuri un ampia partecipazione tanto agli iscritti quanto agli elettori.
Dopo aver chiuso con soddisfazione la fase del tesseramento locale (90 iscritti), svolto pubblicamente anche in piazza, nel rispetto delle regole e lontano dalle polemiche, il Circolo di Montella conta anche su questo evento per aumentare il coinvolgimento dei simpatizzati e di  quanti che pur avendo manifestato un interesse verso il partito, anche da posizioni critiche, non hanno concretizzato questo loro interesse con l'iscrizione al partito.
"Il convincimento è che mai come adesso ci siano le condizioni giuste – spiegano i reggenti
Fernando Chiaradonna, Giovanni Delli Bovi e Felice Molinari - grazie anche ai contenuti ed ai toni del dibattito nazionale sulle mozioni, per dar vita ad un confronto costruttivo tra le diverse mozioni e da cui il partito locale non potrà che uscirne  sicuramente rafforzato”.

(venerdì 21 agosto 2009 alle 11.28)

Fonte: www.irpinianews.it/Politica/news/?news=52830

Ai Mondiali di skeet di Maribor importante medaglia di bronzo conquistata dall’avellinese Angelo Moscariello nella categoria junior. Vince anche Ennio Falco della Forestale, conquistando il bronzo nello skeet dietro al campione olimpico americano Vincent Hancock e al campione del mondo uscente, il cipriota Gerorgios Achilleos.
Per quest’anno la stagione agonistica internazionale si concluderà in Cina con la finale di Coppa del mondo del prossimo novembre.

(lunedì 17 agosto 2009 alle 12.12)

Fonte: www.irpinianews.it/Sport/AltriSport/news/?news=52670

Tra chiese, palazzi storici e monumenti ecco cosa vedere nel comune di Montella in Provincia di Avellino

di Diana Cataldo

San Francesco

IL CONVENTO DI SAN FRANCESCO A FOLLONI A MONTELLA
Percorrendo un suggestivo viale di platani, si arriva al complesso monumentale di San Francesco a Folloni. Il suo primo nucleo risale al XIII secolo. Esso venne radicalmente trasformato tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVI secolo, quando fu realizzato il bel chiostro che attualmente accoglie chi visita il Museo di San Francesco a Folloni. Superato il piccolo chiostrino cinquecentesco, ci si immette, poi, negli ampi corridoi del secondo chiostro, quello settecentesco,e nel grande refettorio. Nella sagrestia della chiesa, si ammira la tomba marmorea di Diego I Cavaniglia, signore di Montella, realizzata nel 1480 da Jacopo della Pila. Del 1783 sono invece gli splendidi mobili in noce con intarsi di acero bianco che ne tappezzano i muri. Nel corso degli anni Trenta del Settecento, la chiesa di San Francesco fu completamente ricostruita, decorata con stucchi di finissima fattura e arricchita da un monumentale organo a canne del 1740, collocato in controfacciata. Nel Museo Laboratorio (laboratorio di restauro della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici) del convento di San Francesco a Folloni, sono state raccolte molte opere d'arte recuperate dopo il terremoto del 1980. Il museo è meta annuale di più di cinquemila visitatori.

www.complessosanfrancescoafolloni.beniculturali.it


SANTUARIO DEL SANTISSIMO SALVATORE A MONTELLA
Negli spazi antistanti il Santuario è sistemato il pozzo in pietra da cui, miracolosamente, rampollò l’acqua nel 1779, mentre la comunità montellese era afflitta da una grave siccità. Fu in quell’occasione che si fece ingrandire l’antica chiesetta, commissionando anche una scultura in argento fuso e sbalzato, raffigurante il Salvatore, pregevolissima opera a tutta figura firmata dall’argentiere napoletano Pasquale D’Agostino.

{source}<iframe width="220" height="215" src="https://www.youtube.com/embed/7Ihv-lwy0dA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>
<!-- You can place html anywhere within the source tags -->


<script language="javascript" type="text/javascript">
// You can place JavaScript like this

</script>
<?php
// You can place PHP like this

?>
{/source}Il Santuario del Santissimo Salvatore sorge sulla sommità di un monte isolato dal resto della catena montuosa, a 954 metri di altitudine, dominando tutta la vallata sottostante. Ogni anno il santuario è meta di pellegrinaggio, in particolare il 6 agosto, non solo da parte dei montellesi, che considerano San Salvatore il loro protettore, ma anche dagli abitanti dei paesi limitrofi, che risalgono la montagna del santuario a piedi, in segno di devozione, partendo di notte da paesi lontani anche 30 chilometri per ritrovarsi la mattina dopo per la funzione religiosa.

La facciata del Santuario, che si presenta essenziale da un punto di vista architettonico, è stata completamente ristrutturata nel 1979. L’ingresso della chiesa settecentesca è preceduto da tre arcate che immettono in un piccolo atrio, da cui si accede alla chiesa. L’altare, di bellissima fattura, in marmi policromi, risale al 1789 ed è opera di un mastro marmoraio napoletano. L’iconografia del Salvatore è quella del Gesù della Trasfigurazione, che nella rappresentazione popolare ha assunto le sembianze di Gesù in età giovane.

IL CASTELLO LONGOBARDO DI MONTELLA
Sul lato occidentale del paese si trovano i ruderi del Castello Longobardo, delimitati da due cerchie murarie concentriche, entro cui s’innalza un poderoso torrione. Fortilizio romano e poi castello longobardo, la struttura si erge su di un monte (da qui il nome "Castello del Monte") che domina la cittadina di Montella, la quale è situata nella valle ai piedi delle montagne.
All'interno della cinta muraria, gli scavi archeologici hanno rinvenuto anche una necropoli, i cui arredi funerari sono oggi conservati nel Museo Irpino di Avellino.Montella (AV),

documentazione degli scavi archeologici.

Un antichissimo sistema difensivo:il castello della rotonda del prof. Giuseppe Marano

LA CHIESA ED IL CONVENTO DI SANTA MARIA DEL MONTE A MONTELLA
Nella zona nord-orientale si sviluppa il complesso architettonico che comprende la Chiesa e il Convento di Santa Maria del Monte, risalente alla fine del XVI secolo. La chiesa, ad unica aula, con presbiterio quasi quadrato e due sagrestie, è decorata con stucchi settecenteschi. Di grandissimo valore sono le due ancone lignee della prima metà del XVI secolo, con scene scolpite a bassorilievo raffiguranti Le Storie della Vita di Sant’Antonio e Le Storie della Vita di San Giacomo della Marca, attribuite allo scultore Giovanni Miriliano da Nola. Sul terzo altare a destra è collocato un raro dipinto a tempera su tavola, raffigurante la Madonna dell’Umiltà, ascrivibile alla seconda metà del XIV secolo.

LA COLLEGIATA DI SANTA MARIA DEL PIANO A MONTELLA
Al centro del paese si ammira la monumentale Collegiata di Santa Maria del Piano, la cui costruzione iniziò nel 1550. Sul portale in pietra è scolpita la data del 1586, anno in cui, ultimati i lavori della chiesa, fu incardinato il portone. Opera di straordinari artigiani locali, presente finissimi intagli decorativi di gusto manierista, con quattro pannelli al centro della composizione: i due superiori con Cristo Risorto e La Vergine col Bambino; i due inferiori con i Santi Pietro e Paolo. La Collegiata di Santa Maria del Piano custodisce un maestoso organo a canne del 1781 e un eccezionale busto di San Rocco in argento e rame dorato, opera pregevolissima del 1657 dell’artista napoletano Aniello Treglia.

LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA LIBERA A MONTELLA
Costruita nel 1603 e ampliata nel Settecento, si presenta ad unica aula, con abside a pianta quadrata e un pregevole soffitto ligneo a cassettoni, con al centro un dipinto di Michele Ricciardi che raffigura l’Assunzione di Maria. La cupola del presbiterio è completamente decorata da dipinti di Filippo Pennino del 1746, raffiguranti Il trionfo della fede cattolica contro l’eresia; l’organo, la sua balaustra e il pulpito sono interessanti esempi di artigianato ligneo settecentesco di gusto tardo-barocco.

IL COMPLESSO MONASTICO DI SANTA MARIA DELLA NEVE A MONTELLA 

Insieme al castello longobardo rappresenta una delle testimonianze più importanti dell'intera Irpinia, sotto l'aspetto religioso, ma anche storico ed etnico. Il complesso monastico, detto anche di Santa Maria del Monte o della Neve, è costituito dalla chiesa e dal convento adiacente, che non è più abitato dal 1921. Il monastero ha subito modifiche architettoniche nel corso degli anni. La struttura è a pianta quadrata e con il tipico chiostro rinascimentale. Le volte a crociera che ricoprono i porticati presentano lunette che sono state affrescate da Ricciardi di San Severino. Molto interessante è anche il refettorio dove è collocato un affresco che rappresenta la Crocefissione. La chiesa è a navata unica con presbiterio e coro. Ha sei altari oltre a quello maggiore e due di questi sono di notevole importanza. In uno degli altari è conservata la pala duecentesca della Madonna della Neve. Tra la zona presbiteriale e l'arcone di fondo è alloggiato un bellissimo coro ligneo a doppio ordine di stalli, mentre sulla porta d'ingresso della sagrestia è situata la cantoria che sostiene l'organo settecentesco. Continua

LA CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO  A MONTELLA
La Chiesa di San Michele Arcangelo fu costruita nel 1500 come testimonia la bolla di Papa Leone X del 31 luglio 1515. Fu riattata e abbellita nel 1707 ed ha subi­to notevoli danni dal terremoto dell’80. Sono stati eseguiti lavori di restauro ed è stata riaperta al culto.
Esternamente la facciata si presenta a capanna. La Chiesa è costituita da due aule rettangolari che attualmente sono divise da un muro ma che in origine erano comunicanti tra loro. L’aula di destra ha una forma rettangolare, mentre l’abside è di forma quadrata. Tre le nicchie sia sulla parete di destra che su quella di sinistra. L’altare che risale alla fine del XVII secolo è in marmi policromi presenta dei volti di angeli. Nella nicchia che lo sovrasta la statua di San Michele Arcangelo. Anche l’aula di sinistra risale al 1500. Lo testimonia una iscrizione incisa sull’ar­chitrave del portale. Fu ristrutturata nel 1725. Sette le nicchie sia sul lato destro che su quello sinistro. Una cupola sovrasta l’abside. L’altare fu consacrato il 26 giugno 1760 da Monsignor Bonaventura. L’organo a canne fu costruito nel 1877 da artigiani locali e costò ben 164 lire. Dalla parete di fondo dell’abside si accede all’oratorio dell’Arciconfraternita Cinque Piaghe, di forma quadrangolare e con sulla parete di fondo gli armadi in noce e Gesù Crocifisso

Sottocategorie