comune montellaNella mia qualità di Progettista e di Direttore dei lavori delle opere di ricostruzione del I lotto della casa comunale di Montella, relativamente alle dichiarazioni del vice sindaco Ziviello – contenute nella comunicazione dell’assegnazione di contributi regionali a fondo perduto per il comune di Montella – circa l’intenzione di operare “il rifacimento delle facciate con la realizzazione di un intonaco a cappotto su tutto il 1° lotto”, con ciò mettendo “fine alle facciate della vergogna che hanno umiliato per un decennio il decoro urbano dell’area” e “ridando dignità ai cittadini montellesi che hanno dovuto subire per troppo tempo errori progettuali del passato”, è mio dovere, per rispetto della cittadinanza di Montella e del suo diritto ad una corretta informazione, precisare quanto segue:

a) Con recente sentenza resa dal Tribunale di Avellino (Sentenza n. 1754/2017 pubbl. il 05/10/2017 RG n. 4648/2013 (procedimento intentato dal Comune di Montella contro la scrivente per presunti “errori di progetto” relativi al 1° lotto dei lavori della Casa Comunale) è stato accertato dal Giudice, sulla base di una CTU (Consulenza Tecnica d’Ufficio), che in ordine ai rivestimenti esterni (intonaci) delle facciate i danni sono “attribuibili ad una cattiva esecuzione/messa in opera di un progetto ben pensato”, e dunque “i danni acclarati non possano essere ascritti senza ombra di dubbio all’architetto Mazzoleni, che redigeva un progetto comunque mal posto in opera e male eseguito tra l’altro da una impresa (...) che – come riportato dallo stesso Comune attore – veniva di lì a poco dichiarata fallita”, e che la responsabilità dunque va attribuita non ad errori progettuali del passato ma all’impresa che ha realizzato i lavori (le parti tra virgolette sono citate testualmente dalla Sentenza citata)

b) Quanto alla “dignità dei cittadini montellesi che hanno dovuto subire per troppo tempo errori progettuali del passato”, la scrivente risponde al vice sindaco Ziviello che sarebbe stato più dignitoso per lo stesso di acculturarsi sulle vicende più che “decennali” relativi ai lavori in questione prima di lanciarsi in affermazioni, da un lato inqualificabili, e dall’altro contraddette dai fatti.

c) La lettura del carteggio decennale agli atti del Comune di cui il Sig. Ziviello è Vicesindaco avrebbe portato lo stesso all’ammissione che gli “errori del passato” sono da attribuirsi piuttosto al comportamento dell’Amministrazione Comunale che, invece di operare a tempo debito nel pubblico interesse ed in modo efficace come indicato nel Codice degli Appalti (ovvero perseguendo l’impresa appaltatrice sulla base delle ripetute e sottolineate denunce di cattiva esecuzione degli intonaci delle facciate della scrivente Progettista e Direttore dei lavori, anche con l’escussione della polizza fidejussoria a garanzia della buona esecuzione delle opere), ritenne per circa 10 anni di disinteressarsi della vicenda, per poi proporre un giudizio temerario nei confronti della progettista, azione la cui infondatezza è stata sancita dalla sentenza resa dal tribunale di Avellino. L’atteggiamento ora esternato dal vicesindaco Ziviello rientra in quelle “maliziose falsità” con le quali da oltre un decennio il comune di Montella cerca di coprire il proprio assai poco lodevole comportamento attribuendo ad altri soggetti responsabilità che non hanno.

d) Ricordo infine che il Comune di Montella, senza il consenso scritto della scrivente Progettista, non potrà procedere unilateralmente a modifica del progetto elaborato dalla scrivente, con “il rifacimento delle facciate e la realizzazione di un intonaco a cappotto su tutto il primo lotto” perché, pur avendo il Comune acquisito la proprietà “materiale” del progetto resta esclusivamente nella sfera giuridica del progettista la tutela “morale” dell’integrità del progetto medesimo.

Per completezza, allego alle presenti precisazioni copia della lettera da me contestualmente inviata al Sindaco Capone e al Vicesindaco Ziviello in relazione all’argomento.

Tutto ciò precisato nell’immediato, mi riservo comunque di tutelare la mia reputazione personale e professionale nelle sedi opportune, anche con azione di querela.

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