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Casa di cura Acerno“E’ la fine di un incubo”, queste le prime parole di Simona, nipote di Maria Di Stasio (ora deceduta). La signora Di Stasio, di Montella, fu una delle vittime di maltrattamenti della casa di cura per anziani e bisognosi di Acerno, provincia di Salerno. Maltrattamenti accertati dopo la sentenza del Giudice dell’Udienza Preliminare Pietro Indinnimeo, in rito abbreviato, dello scorso 6 dicembre. I fatti risalgono al 2016, quando i Carabinieri della

Compagnia di Battipaglia effettuarono un blitz nella casa di cura “Hotel Stella” dopo aver registrato diversi video in cui si palesavano comportamenti riprovevoli e poco idonei del personale nei confronti degli anziani ospiti della struttura. “Durante e dopo l’operazione Zi Maria, che prende il nome proprio da mia nonna, rimanemmo increduli”, commenta Simona. “Abbiamo assistito, per tanto tempo ai peggioramenti di salute di mia nonna che l’hanno portata, nell’ultimo periodo, a non parlare più e ad avere paura anche della sua stessa famiglia. Con la sentenza giustizia è stata fatta. Tutti gli operatori incriminati, infatti, sono stati condannati per il reato di maltrattamento”. Si tratta di responsabili e operatori della struttura. Magistratura e Forze dell’Ordine hanno ricostruito e accertato vari episodi. Pazienti “privati di acqua e cibo se richiesti in orari diversi da quelli stabiliti per i pasti”, si legge nella sentenza. Oppure bloccati fisicamente, trascinati sul pavimento, colpiti e schiaffeggiati.

“Ora intendo ringraziare il Pubblico Ministero, Dott.ssa Fittipaldi, e il nostro legale l’Avv. Marco Dragone per la professionalità e la qualità del servizio svolto – conclude Simona -. C’è un importante precedente giurisprudenziale per il riconoscimento della condotta criminosa del reato di maltrattamento, atti di sopraffazione compiuti nei confronti di ospiti indifesi. Uno dei tanti episodi di maltrattamento degli anziani, per fortuna scoperto e punito, Si spera che anche altre persone a conoscenza di tali condotte abbiano il coraggio di denunciare”.

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