Alberi 002Caro Vittorio ormai è una settimana dal fortunatamente mancato dramma a Verteglia! Scriverti subito d'istinto, ma se non l'ho fatto è stato per un mix di pigrizia e di sbalordimento. Lo spaventoso crollo del faggio. Sgomento, e perplessità, perchè a mia memoria cose del genere, non si sono mai verificate o non ne ho avuto notizia! Non so' più 'no uagliunciello, ma allora scappavo sempre sulle montagne appendendomi ai cascioni dei camion. Quindi, col mio amico Pippo mi son recato in loco. La scena del dramma e quello che ho sentito da un esperto, hanno consolidato confermato il mio commento pubblicato su FB, appena letta la notizia e viste le foto delle macchine devastate fortunatamente vuote: "Impressionante, sono

sbigottito, ci sarà stata QUALCHE concausa occulta! ....apparato radicale compromesso ecc. Perché mai verificatosi a mia memoria fatto simile eppure sô vecchiardo! Da ragazzo e oltre ho assistito a vortici terribili piombati d'improvviso sulla faggeta con potenza devastante che m'ha costretto ad abbrazzarmi al fusto...(in mancanza d'altro...) eppure ....manco na ruola fraceta è caduta!".

Alberi 001Lo lascerei intatto, dopo il mio "sopralluogo" di poco fa. Ho fatto pure qualche foto che ti prego di migliorare, con le tue arti magiche, per una comunicazione più impressiva ad effetto drammatico. Quando ho visto l'imponente tronco di base segato, all'occhio sia pur profano, è apparsa subito la debolezza di tenuta delle radici se non altro per una ragione fisica: l'apparato radicale dell'albero monumentale, era aggrappato per metà al terreno, perchè l'altra metà (con un groviglio di tentacoli vegetali escavati dalle acque dilavanti) sporgeva esposta su un ampio sprofondamento di terreno, che comunemente chiamiamo ventara. Illuminante è stato l'incontro con due operatori forestali incaricati di sgombrare il terreno e di recuperare la pianta abbattuta a suon di motosega. Essi mi hanno detto (cosa in parte da me già notata con viva apprensione!) che nelle condizioni in cui versava il gran faggio caduto, ce ne sono ancora moltissimi altri e costituiscono un serio pericolo incombente e costante su tutti! Ho appreso moltissimo da loro, gliene sono grato, hanno il privilegio di "vivere" la montagna e il suo magnifico ornamento: gli alberi, vicino alla scena del dramma, me ne hanno fatto vedere uno, sospeso a picco, sul vuoto di una ventara, l'ha subito a occhio pesato, saranno trecento quintali! Mi hanno raccontato di essere scampati per un pelo ad un altrorovinoso crollo, di un altro faggio abbattutosi improvvisamente vicino all' "Orto dei Taralli"! Senza danni alle persone per miracolo del Salvatore!
Ho girato un po' nei pressi, e ho raccolto con la mia scatoletta delle immagini drammatiche. A tal riguardo, caro Vittorio, mi permetto chiederti un reportage di livello che solo tu puoi fare con l'attrezzatura d'avanguardia, all'alto scopo civico di allertare l'attenzione delle autorità preposte perchè intervengano a tempo ad eliminare il pericolo prevenendo malaugurati disastri! Senza il solito italiano rimpallo di responsabilità e competenze! Certo mi metto nei panni del Comune!

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Non è facile districarsi nello spinoso ginepraio di Enti afferenti: Comunità Montana, Provincia, Forestale, (fantasma che aleggia sui boschi?) Alto Calore (la condotta dei Cantralùni è a pochi metri) e l'ultima perla del Parco Regionale, e perchè no? il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio (bella tutela veramente, se a distanza di poche centinaia di metri ha consentito l'orrenda deturpazione della nostra più bella e sacra pianura, quella di Verteglia, facendovi costruire un ignobile mausoleo in cemento armato, che serve a provocare conati di vomito in chi pur l'avvista da lontano (detto per incidens: sarei la persona più felice se venisse risucchiato da una immane ventara mirata, senza vittime umane ed animali beninteso!). Stringendo, pur dai miei modesti flash, si può cogliere l'elemento drammatico, del groviglio di tentacoli radicali che sporgono in fuori dal terreno sul ciglio di affossamenti o, peggio, sul ciglio della via ex nazionale (che adesso non si sa di chi è: Anas, Provincia, Regione, Stato...vatelassciùrta!); queste radici appaiono disperatamente annaspanti e protese ad aggrapparsi ad un appiglio che non c'è, per la semplice ragione che ...sotto gli manca il terreno! Guardate per Dio! Sotto ci sono vuoti dove le acque furiose scavanti, sempre più si incavernano! Che vogliamo? La tragedia oltre al dramma?
Giuseppe Marano

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