INNO ALLA CELECA... A noi umani di oggi è toccato ammirarti, oh CELECA, in questa tua fase giovanile ancor' aspra, irta e maestosa, svettante verso il cielo incredulo per tanta struggente beltà. QUI ! MAI CAVE D'INERTI NE' STRADE NE' "PORTI" ...!!! Asprezza e beltà baciata dal vento, dalle nebbie, dalle nubi, dalla pioggia, dalla candida neve e dal sole che lentamente la spenge, fino ad agosto-settembre, nel “Vallone della neve” dal sole appena sfiorato. Si spera mai bombe d'acqua su di te e sull'Urbe dell'“abbandonato” Sorbitello. Oh! Vallone della Neve! NEVAIO! Sotto foglie di faggi, quercus, carpini, cerri, aceri, tassi, lecci... oligotipi speciali! QUI, aceri e licine mossi dal

vento. Quali versi “in” per questa flora speciale?
Oh! di struggente bellezza, catartico tuo VARCO DEL PARADISO: viste panoramiche, sublimi, a Sud su Giffoni, a Nord su Nusco, Goleto-Abbazia di blocchi del flysch rosso nuscano, Piscacca-Bagnoli e sulle montellesi, copiose sorgenti Bagno della Regina e, già dal tempo di CRISTO, sulla Fontana d' “AUGUSTO” verso la chiesa-convento di San Francesco a Folloni, magiche, sul golfo di Salerno, divine, sulla penisola Sorrentina e sconfinate, sulle bianche vette appemminiche più interne e distali! A volte imbiancato anche"LUI”, Isso, Iss del 79d.Cristo,"ESPLOSIVO!?"Ed ancor deiettivo./A quando sull'urbe oscurità a midì ?
Tu! Pianoro di Acerno che accogli e conservi, nei sottili, teneri strati del grande lago che fu, foglie fossili di piante del cangiante pleistocenico clima! Glaciazioni “insegnono” periglaciazioni! Tu! che contieni strati di tronchi, alberi trasformati nel tempo in lignite. Carbon fossile estratto dalle antiche, dismesse miniere dell' Alto Tusciano!
INNO ALLA CELECATu! Divina ACCELLICA, 'A CELLICA per i picentini-etrusco-achei più prossimi al tirrenico mare e con salernitana parlata! Percorsi celestiali: itinerari sperimentali dell'anima, dell' essere, dell'es!
Tu! Divina CELECA, per gli irpino-sanniti montellesi, a noi celata da Sassetano, dal “Monte” col longobardo castello e dal Salvatore con in vetta-a-cuspide la panoramica Chiesa! Campanile dal suono rotondo e distale : quattro funi ad agosto 'ndin…'ndon, sull'Irpinia: 'ndiin…'ndoon!!!…
Tu! Montagna aspra e forte , madre di NINNI aguzzi, di guglie e pinnacoli a mò di denti a sciabola di tigri estinte, di pisconi pagani-Menhir, e di gotici campanili emergenti da svettanti cattedrali ! ( Il Ninno, lo Ninno, lo Nenne, li ninni , 'o Ninnillo …) ( e perché no? 'A Nennella!).
Tu! IRTA! Tu Bifida! Agli opposti, corrugati orizzonti di VIETRI-GIFFONI e BAGNOLI! Speculari ! Su di te, incanalati, spiran da Vietri-Giffoni il Libeccio e da Bagnoli il Grecale. QUI, MAI LE PALE !!!
Tu! Declinante verso il Calore, con le cime della “ SAVINA, SAVINELLA e TESORO-CUCUZZI ” a corredo, e verso le fresche sorgenti del Rajo delle“trecentesche”Ferriere e giù, a incrementare Scorzella e Troncone!
Tu! Gotica CATTEDRALE: CELECA! CELICA! ACCELLICA! 'A CELLICA... Tempio naturale al nostro cospetto incantato, estasiato..., con sguardo rapito, bocca aperta e sospiro sospeso! Mirabile affresco di “coniche” vette minori contemplanti ai piedi del Ninno accarezzato dal sole. Dalle Mezzane-Retonna e Giffoni, all'orizzonte si stagliano morfologie irripetibili sapientemente scolpite. Michelangiolesche sculture d'insieme: “NO! ANTENNE NE' PALE!…POLITTICO NATURALE!!!” Commovente presepe di cime gradinate e ascendenti a ridosso del Tempio. Noi, qui, seduti su rocce accoglienti, commossi e ploranti, quasi in trans, con le gote rigate da lacrime calde! Indicibili gocce di gioia!? QUI! MAI CAVE D' INERTI NE' STRADE NE' “ PORTI ”...!!! * )
Oh! CELECA immensa! Io ti amo! Ti ho amata da sempre, anche quando di te ignoravo la genesi, i naturali processi creativi e la tua fauna selvatica indisturbata e, per fortuna, protetta/guardata. Ti ho amata d'impulso, con istinto di bimbo, quando ti ho vista per la prima volta portato per mano dal nonno Felice!(Basile-Sciòsci)Oltre le non più amène Serre e le Madonnelle senza le“indecenti groviere”!??
Io, infante, portato verso le vicine Mezzane ricoperte di robusti castagni ricchi di cardi e "bbarole"! Barole marroni raccolte per gioco col " piccolo, personale panàro ". / “Valani ?” "Panàro!" (Staru, per i pur vicini bagnolesi ) costruito dall'avo, a sue mani, nel “purcino-pagliaro"… Di zolle erbose ricoperto il tetto! Pagliaro di pali ravvicinati e conficcati a triangolo nel cineritico, superficiale, vesuviano terreno piroclastico dal vento portato. Solo lumi /niente pannelli solari!
continua ...

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