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Angelo Capone foto 01A caldo, a poche ore dalla chiusura dei seggi, in un clima di incertezza per il futuro dell’Italia, mi viene voglia di scrivere due righe per condividere, con chi vorrà, una seria riflessione sul risultato elettorale delle elezioni politiche in particolare a Montella. Prima di tutto prendo atto che sia in Italia che a Montella il Movimento 5 stelle è risultato essere il primo partito con un distacco di oltre 10 punti percentuali rispetto al secondo partito (P.D.), forse sarebbe meglio utilizzare la sigla P.D.R. (Partito di Renzi) che da questa competizione elettorale, politica, perché si tratta di elezioni governative, ne esce veramente male. Un partito, il P.D., che contava circa il 41% di consensi alle

scorse elezioni europee e che oggi ha dimezzato i suoi elettori. Mai vista una mazzata del genere !!!!
Premetto di essere stato elettore del P.D. sino ad ieri, combattuto sino all’ultimo minuto prima di esprimere il voto. Ma poi, coerente con il mio percorso politico, anche ieri, come sempre, nonostante Renzi e i candidati locali piovuti dal Monte, ho votato P.d.
Nel contempo, con amarezza e, aggiungo, anche rabbia, bisogna prendere atto che la maggioranza dei cittadini hanno voluto, con il proprio voto, esprimere il proprio sdegno e repulsione per quei i partiti soprattutto di governo (leggasi P.D.) e, più in generale, con i partiti tradizionali di sinistra e di destra, penalizzando, ad eccezione della Lega, in modo meno marcato il partito di “Berlusconi”.
Ora possiamo dirlo con certezza: - è finito il tempo del Berlusconismo e del Renzismo.
Il “tempo” di Renzi è durato meno di un lustro.
Mai visto nella storia politica italiana un leader che è riuscito in così poco tempo a “usurpare” un partito, cambiarne il D.N.A. conquistare le istituzioni e governarle per poi dimezzare il risultato elettorale e cadere dalle stelle nelle stalle. Ha fatto tutto da solo. Il suo egocentrismo, politicamente parlando, l’ha distrutto.
Un leader: Renzi, che non perdeva occasione di autodefinirsi “di sinistra” che, credo, in vita sua non abbia mai visto e ascoltato un operaio e che governava, con il sostegno di piccoli partiti di destra, mettendo in atto politiche di destra, che neppure Berlusconi vi era riuscito, molto gradite a Confindustria, al mondo della finanza e ai poteri forti.
Chi è causa del suo male pianga se stesso.
Ma veniano al P.D. di Montella e alla sua classe dirigente !!!
Il circolo di Montella il 14 gennaio 2018, meno di due mesi fa ha celebrato il congresso rinnovando la sua classe dirigente.
Hanno partecipato alla scelta della classe dirigente ben 572 iscritti. Un numero enorme di iscritti che mai nessun partito locale abbia mai potuto registrare, neppure ai tempi del fu partito comunista e della ex Democrazia Cristiana.
Dai numeri si può avere l’impressione di un partito vivace, di un partito fucìna di idee, un partito dove si discute, si parla alla gente dei problemi della gente, dei giovani in particolare.
Macché !!! Non è così !!!!
Credo che il congresso locale abbia scatenato la voglia di “ipotecare” il Partito da parte di persone o gruppi di persone che pensano di occupare, poi, le istituzioni locali.
E’ stato solo un mercato di tessere e null’altro. Alcune persone che si sono iscritte al P.D. non sapevano neppure che cose significasse la sigla P.D.
Penso che si siano iscritte solo per fare un favore all’amico oppure a qualche rappresentante delle istituzioni locali, magari, in qualche caso, con qualche promessa suggerita nell’orecchio.
Le elezioni di ieri, con un P.D. che ha ricevuto 890 (21,57%) preferenze alla Camera dei Deputati (quindi espressione di tutti gli elettori da 18 anni in poi) hanno dimostrato quanto affermato innanzi:
“Il P.D. di Montella è solo un luogo dove si confezionano tessere e null’altro”.
Se rapportiamo le preferenze: 890, con gli iscritti al P.D.: 572, scopriamo che ogni iscritto al P.D. ha contribuito al risultato elettorale di ieri in misura pari a 1,55.
Significa che l’iscritto P.D. ha espresso solo il suo voto e neppure quello di sua moglie, nel caso fosse stato sposato. Significa che ogni iscritto non ha portato, oltre al suo, nemmeno un altro voto.
Che iscritto è: una persona che, con il suo operato, il suo essere “politico o dirigente locale”, convinto assertore delle proprie idee politiche, non porta al Suo partito, oltre al suo, nemmeno un voto?
Credo che la classe dirigente locale del P.D. non può che prenderne atto di tale situazione e trarne le dovute conseguenze.
In conclusione, bisogna ammettere che la corsa forsennata ad aumentare gli iscritti (farlocchi) non serve a nulla. Dimostra solo una sete di potere e lotte tra bande all’interno del medesimo partito.
Bisogna che ci si ravveda in tempo utile perché tale risultato potrà replicarsi fra poco più di un anno quando saremo chiamati a rinnovare il consiglio comunale di Montella.
Geom. Angelo Capone

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